Tenere famiglia (spacare botilia)

kon-igi:

ilnonnodiinternet:

oncomingderrrp:

darknya:

quartodisecolo:

Ultimamente sono molto suscettibile a osservazioni del tipo “Vedrai quando avrai un mutuo”“Vedrai quando avrai due bambini che ti svegliano alle 5 di mattina”.

Al “tengo famiglia” di queste persone sto iniziando a rispondere “tengo famiglia anche io”, ovviamente ricevendo risposte di scherno.

Quindi, mettiamo due cose in chiaro.

L’importanza relazionale di una famiglia nella vita di una persona non è data dal numero dei suoi membri, dai legami di sangue, dall’orientamento sessuale di chi ne fa parte, dalle promesse civili e religiose che ci si è fatti, dalla presenza o meno di debiti, dal numero di ore di sonno in arretrato accumulate.

Ho una famiglia da cui provengo e una famiglia che mi sono creato. 

Quella che mi sono creato conta “solo” me e un’altra persona, e per quanto ne sappiamo ora è probabile che non faremo mai un mutuo, non compreremo mai una casa e non avremo bambini. 

Non c’è una classifica che ci sentiamo in dovere di scalare, o una checklist da spuntare per essere una famiglia “migliore”. 

Entrambi abbiamo ben presente, per esperienza diretta ed indiretta, cosa significa non avere una famiglia, o averla disfunzionale.

Abbiamo presente cosa vorremmo, cosa non vorremmo ma, soprattutto, quanto è difficile fare funzionare una famiglia.

Una famiglia di due persone “vale” quanto una famiglia con 10 figli, la casa in campagna, quattro mutui, sette automobili.

Fateci un pensierino, la prossima volta che considerate la vostra famiglia “più famiglia” delle altre.

Top quartodisecolo!

Anche quelle di una persona sola :).

E tranquillo, nonostante abbia avuto mutuo (finito!!!) e figlio c’è ancora qualcuno che parla di “mezzo matrimonio” perché sono sposato in comune e non in chiesa.

Conosco fin troppo bene e rifuggo come le piattole pubiche la tipologia descritta ma questa rappresentazione così precisa e pittoresca (nonché estremamente reale) credo che meriti un rovescio di medaglia narrata dal membro maschile (!) di una famiglia 2+2.

Se ne facciamo una gara di numeri (e so che @quartodisecolo non la stava affatto facendo) e non di intenti e di desideri personali, volevo portare alla vostra attenzione quanto cazzo mi stiano sul culo i single o le coppie che ostentano orgogliosamente la loro superiorità socio-morale nel non essere schiave di cambi di pannolini, risvegli notturni per coliche, pianti isterici, colloqui con maestre e tutto ciò che deriva dalla genitorialità, programmata o meno.

Per una questione di numeri e di bolle, è facile che qua su tumblr si trovino più individui di quelli da me appena descritti che non di quelli di quartodisecolo e devo pure dire che in passato,

quando feci notare loro che certe dinamiche adolescenziali era meglio lasciarsele dietro, costoro mi tacciassero furiosamente di paternalismo (che poi era il periodo degli ask anonimi… don’t ask, don’t tell).

Non sono migliore di qualcun’altro perché ho avuto due figlie… giorno per giorno le mie figlie mi hanno reso migliore della persona che ero ieri.

È una cosa che riguarda me e solo me.

E la mia furia omicida che col tempo si è stemperata, la mia insofferenza nei confronti di chiunque diluita nei giorni, la violenza fisica e verbale, l’egoismo, l’egocentrismo, la cristallizzazione, tutti i miei tratti negativi messi in discussione dalla presenza di due persone che mai mi sarei aspettato e dalle quali non potevo e non dovevo pretendere nulla ma dare tutto me stesso senza riserve.

Una cosa che non faresti mai, nemmeno per la persona amata che ti siede accanto.

Perché avere figli non è mai un rapporto alla pari ma un consumarsi senza ritorno personale fino a quel limite estremo in cui stai per gettare la spugna e morire di stenti psico-fisici e accorgerti che loro, invece, sono finalmente diventati indipendenti e da quel momento in poi possono andare avanti per la loro strada senza che tu debba più sgombrargliela e spianargliela.

Ovvio, però, che potete solo credermi sulla parola. 

Oppure non essere d’accordo adducendo valide motivazioni che non siano le pancine o le mamme di bambini fiocchi di neve color indaco, perché mi piace ricordarvi che sulla mia scheda personaggio ho biclassato verso i 25 anni da ladro chaotic evil a chierico chaotic good e quindi a fine sessione ho sempre il doppio dei vostri punti esperienza.

Ciao Kon, una domanda tecnica: sto preparando la gommalacca da dare alle frecce, su consiglio di un vecchietto che conosco, in modo da impermeabilizzare le aste in legno, per quando si tira in bosco. Per sciogliere le scaglie che tipo di alcool ci vuole ? Online leggo opinioni discordanti: chi dice alcool a 99 gradi, chi dice 99.9, chi dice che va bene anche quello da cucina a 95. Nel caso l’ultimo non sia sufficiente, essendo sprovvisto di benzirizia, dove vendono gli altri due? In farmacia?

kon-igi:

Ignorando i gradi alcolici necessari a dissolvere efficacemente la gommalacca, ti posso dire che l’Etanolo assoluto (99,9 – 100%) è un prodotto che ha poco commercio (l’anidrazione è piuttosto laboriosa e costosa) e io l’ho visto girare solo nelle farmacie ospedaliere diretto ai laboratori.

Quello a 95 gradi, se denaturato (non credo che il denatonium benzoato interferisca con la dissoluzione della gommalacca) è economicissimo perché è l’alcol rosa da supermercato, se invece vuoi quello alimentare (Buongusto) lo paghi decisamente di più ma pure quello lo trovi al supermercato.

gnoccoh ha detto:                                            
                                               
        Io l’ho sciolta con l’etilico a 99% che
ho trovato in un negozio di belle arti, oppure quello a 95% col borace
ma non ricordo le proporzioni.

Intanto grazie mille a entrambi. Quello al 95% con borace e’ la prima volta che lo sento dire. Comunque provero’ a cercare nei negozi di belle arti (a quelli non ci avevo proprio pensato) o in qualche colorificio.

Sci-fi, questo sconosciuto

heresiae:

Va bene, spieghiamo un attimo cos’è la fantascienza, perché qui mi sa che c’è un po’ di confusione.

Se pensate che sia questa:

image

ci siete lontani anni luce.

Star Wars non è sci-fi, Star Wars è un fantasy.
Se non ci credete potete andarlo a chiedere a Lucas e vederlo sospirare frustrato mentre gli spiegate che per voi navi spaziali = fantascienza.

NO.

(ocio che da qui in poi è lunga)

Keep reading

spaam:

gigiopix:

Cerco di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate per inviare il 730 precompilato. Mi chiede (tra le altre credenziali) lo SPID.
Ok, facciamo lo SPID allora.

Vado sul sito delle Poste, e mi chiede di inserire a scelta: un numero telefonico verificato da Poste Italiane, una Carta di identità elettronica, o una tessera sanitaria tramite lettore di smart card. La seconda non ce l’ho, e per la terza non ho il lettore, ma per fortuna ho il primo: sono un ex cliente Bancoposta, e hanno i miei dati, verificati precedentemente in ufficio postale.

Inserisco il mio numero, e mi arriva un sms col codice per l’autenticazione in due passaggi. Poi mi chiede di inserire numero e data di scadenza del documento che le Poste hanno associato alla mia identita’. La patente. Guardo la tessera della patente, e vedo che scadeva nel settemnbre 2013: al rinnovo non mi hanno aggiornato la data sulla tesserina (all’epoca dicevano che era previsto solo in caso di smarrimento). Quando sara’ la data di scadenza? Provo settembre 2023, ma nada. Provo settembre 2013, e di nuovo niente da fare.

Allora provo ad accedere al portale dell’automobilista, per vedere se da li riesco a risalire alla data di scadenza esatta. Il portale dell’automobilista non mi prende la password. Faccio la procedura di reset della password (mi chiede il codice fiscale e la data di nascita), e mi arriva una mail con la nuova password temporanea. Che di nuovo non viene accettata.

Nel frattempo il sito delle Poste mi avverte minaccioso che sono al secondo tentativo fallito sui 5 ammessi, dopo i quali dovro’ andare di persona in ufficio postale per autenticarmi.

Si accettano suggerimenti su nuovi santi da tira’ giù a moccoli, perché credo di averli finiti.

Questo perché grazie ad Internet le cose saranno più semplici.

Bentornati, miei piccoli lettori, a un nuovo episodio di “fun with pubblica amministrazione”.

Nella puntata di oggi affronteremo il simpatico argomento delle fasce di reddito del servizio sanitario nazionale.

Come saprete, l’SSN prevede di specificare delle fasce di reddito in base alle quali stabilire i prezzo dei ticket. Tuttavia tale fascia di reddito va specificata ripetutamente OGNI ANNO tramite autocertificazione. In mancanza di riconferma, non si assume automaticamente che il reddito sia lo stesso dell’anno precedente, come sarebbe logico, ma si fa ricadere automaticamente nella fascia di reddito massimo, con conseguente innalzamento del costo dei ticket.

Poco male, direte voi: che ci vorrà mai a fare una autocertificazione? Non chiedono nemmeno un documento, sarà una cosa veloce, no?

No. Ci vorrà una fila di ore e ore all’ufficio della “centralinista” dell’ASL locale (cosi’ chiamata perché sa vita morte e miracoli di qualsiasi essere vivente nel giro di 40 km, con conseguente perdita di tempo a chiacchera con ogni singolo utente, per aggiornarsi sulle ultime novità).

Per fortuna nell’era del progresso tecnologico, ci vengono incontro le tecnologie smart che più smart non si può. La regione Toscana ha una bellissima app chiamata SmartSST, con un sacco di bellissime funzioni quali: fasce di reddito, ricette elettroniche, libretto vaccinazioni, referti radiologici, esami di laboratorio, schede dei farmaci, situazione pagamenti, ecc.
Bellissimo, mi dico, tutta questa roba da cellulare senza fare file. Proviamola subito!

Per accedere all’app bisogna intanto installare una seconda app, chiamata ToscanaID. Che pero’ richiede l’attivazione dal sito della Regione Toscana. Il sito della Regione Toscana permette l’accesso tramite SPID, o tramite CNS (carta nazionale dei servizi). Uh bello, lo SPID ce l’ho adesso! Proviamo quello! 

Entro con lo SPID sul sito della Regione Toscana, vado alla sezione “dispositivi mobili”, ma il sito mi dice che non posso attivare l’app: il livello di sicurezza dell’accesso non e’ sufficientemente elevato per questa operazione.
A quanto pare alcuni servizi a “bassa sicurezza” sono accessibili tramite SPID, ma la maggior parte richiedono l’accesso tramite CNS. 

Allora proviamo ad accedere tramite CNS. Ho la tessera sanitaria nuova, col chip, che dovrebbe essere anche una CNS, ma richiede un lettore di smart card. Ovviamente la maggior parte di tali lettori non sono compatibili con Linux, quindi per risparmiare tempo, provo direttamente dal PC dell’ufficio, complice il fatto che nell’ufficio amministrazione hanno un lettore di smart card da prestarmi.

Infilo la scheda nel lettore, si accende il led, apro il sito, ma no: la tessera sanitaria va attivata, prima di usarla come CNS. Per attivarla posso scegliere tra andare nello stesso ufficio di prima dell’ASL (in pratica dovrei fare la fila per l’attivazione, in modo da non fare la fila per la fascia di reddito), oppure tramite un totem Punto Si.

Cerco la lista dei totem, e ne trovo uno in una farmacia vicina. Vado alla farmacia, infilo la tessera, e cerco di attivarla, ma il totem mi chiede un PIN.

Chiedo alla commessa della farmacia, e mi risponde che si, serve un PIN, che possono rilasciare anche loro, ma il server che li rilascia chiude dopo le 19:30, quindi devo tornare il giorno dopo. 

Va beeeene.

Il giorno dopo ritorno, mi faccio dare il PIN, infilo la tessera nel totem, accedo col PIN, attivo la tessera, faccio la procedura di attivazione dell’app, ricevo un codice QR “da usare entro 5 ore dall’emissione, perche’ scade il 25/12/2017”, (non fate domande, vi prego), inquadro il codice QR col cellulare dall’app ToscanaID, accedo, ritorno sull’app SmartSST, e finalmente mi fa entrare.

Che bello, vediamo cosa fa il pulsante “Attestato di esenzione o fascia economica”. Ottengo un laconico “nessun dato disponibile per determinare la posizione ai fini del pagamento ticket”. Allora proviamo “Autocertificazione esenzione o fascia di reddito”. Ottengo “nessuna autocertificazione disponibile”. Le provo tutte, e il risultato e’ sempre lo stesso: nessuna vaccinazione disponibile, nessuna ricetta elettronica, nessun pagamento (ne pendente ne pagato), nessun referto di esame, nulla di nulla. L’intera app e’ un contenitore vuoto, ma molto smart.

Allora torno al totem, reinfilo la tessera, e provo a fare la procedura di specifica della fascia di reddito direttamente dal totem. Procedura andata a buon fine, finalmente! Vedi che le tecnologie smart funzionano? 

Allora già che ci siamo, lo faccio anche con la tessera di @tsuki-nh: “utente non presente in archivio”. Ma come? La mia si e la sua no? Vuoi vedere che nonostante viva in Toscana da 3 anni, abbia la residenza qua, il medico di base qua, e tutto il resto qua, per il Totem dell’SSN risulta ancora in Veneto? La farmacista dice che a volte succede.

E niente. Domattina si va a fare la fila all’ASL dalla centralinista.

Io che non ero stato capace di scendere da questa nave per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo.
Non siamo pazzi quando troviamo un sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati.
Non c’entra la pazzia.
E’ genio, quello. E’ geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati.
E ad uno ad uno li ho lasciati dietro di me. Geometria, un lavoro perfetto.
Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai una notte intera.
Quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita ma tutte le donne del mondo.
Il padre che non sarò mai l’ho incantato guardando un bambino morire per giorni seduto accanto a lui senza perdere niente di quello spettacolo tremendo e bellissimo volevo essere l’ultima cosa che guardava al mondo.
Quando se ne andò guardandomi negli occhi non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto.
La terra che era la mia terra da qualche parte nel mondo l’ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord e tu lo ascoltavi e vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva e la neve d’inverno, i lupi nella notte.
Quando quell’uomo finì di cantare finì la mia terra ovunque essa sia.
Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti tutti, miei amici amati. quando te ne sei andato sono venuti via con te.
Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo.
Ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere degli uomini che la guerra ha fatto a pezzi.
Ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite.
Ho detto addio alla musica, la mia musica, il giorno in cui sono riuscita a suonarla tutta in una sola nota di un istante.
Ho detto addio alla gioia incatenandola quando ti ho visto entrare qui.
Non è pazzia.
Geometria.
E’ lavoro di cesello.
Ho disarmato l’infelicità.
Ho sfilato via la mia vita dai desideri.

Gradino dopo gradino. (Alessandro Baricco, Novecento.)

Scoperta enorme caverna sotto la Luna: sara’ la prima casa dei coloni spaziali?

La tecnologia c’è, gli investimenti non mancano, la volontà da parte delle principali agenzie spaziali pure: sembra tutto pronto per un nuovo sbarco dell’uomo sulla Luna, ma manca ancora un piccolo – fondamentale – tassello: dove si ripareranno gli astronauti dalle rigide temperature, dalle radiazioni e dalle meteoriti che costantemente colpiscono il suolo del nostro satellite naturale?

Il problema è concreto, in quanto l’uomo ha intenzione di tornare sulla Luna “per starci” o, meglio, per rimanervi più a lungo al fine di creare le condizioni per un futuro (nemmeno troppo lontano) insediamento extra-terrestre. La scoperta fatta da un team di ricercatori della Purdue University potrebbe aver risolto, almeno in parte, questo problema: analizzando i dati radar inviati dalla sonda giapponese Selene, è stata individuata infatti una enorme caverna scavata dalla lava sotto il suolo lunare, grande a sufficienza per contenere una intera città. Si tratterebbe dunque di una soluzione perfetta per proteggere gli astronauti durante le lunghe missioni e per ospitare i primi coloni.

La caverna è situata nelle Marius Hills all’interno dell’Oceanus Procellarum nella “faccia” lunare rivolta verso la Terra, e altro non è che un gigantesco canale naturale all’interno del quale scorreva la lava incandescente che, una volta defluita, ha lasciato un vuoto. Il “tetto” – formato da lava raffreddata – è resistente e non può collassare grazie alla bassa gravità esercitata su di esso.

E’ importante sapere dove siano e come siano fatti i canali di lava lunari se mai dovessimo costruire una base lunare”, ha spiegato Junichi Haruyama dell’agenzia spaziale giapponese JAXA. “Ma sapere queste cose è importante anche per la scienza di base. Potremmo ottenere nuovi campioni di roccia, nonché dati sui flussi di calore e sui terremoti lunari”.

Il fatto che un cratere in superficie nascondesse in realtà un’ampia caverna è stato scoperto registrando riflessi radar equivalenti ad una eco, dovuti al rimbalzo del segnale all’interno di uno spazio vuoto al di sotto della crosta lunare. Va tenuto conto che il sistema radar giapponese non è stato progettato per individuare tali canali sotterranei, dovendo piuttosto raccogliere dati sull’evoluzione geologica della Luna e la sua origine. Per questo motivo il satellite non si è potuto avvicinare a sufficienza per ottenere dati ancora più precisi. Le informazioni sono state poi incrociate con quelle della missione NASA GRAIL sui campi gravitazionali, analizzando nello specifico le aree in cui risultava esserci meno massa sotto la superficie.

Il nostro gruppo alla Purdue University ha utilizzato i dati sulla gravità di quell’area per dedurre che l’apertura faceva parte di un sistema più ampio”, ha affermato Jay Melosh, professore della Purdue University e membro del team di ricerca della missione GRAIL. “Utilizzando questa tecnica complementare del radar, sono stati in grado di capire quanto profonde ed alte fossero le cavità”.

La dimostrazione che si trattasse davvero di una caverna di grandi proporzioni è stata fornita direttamente dalla scienza: per essere individuata attraverso dati gravitazionali, la cavità deve essere necessariamente di grandi dimensioni, almeno 1km di altezza e diversi chilometri di larghezza.

Che esistessero cunicoli e caverne al di sotto della crosta lunare già lo si sapeva, ma non era ancora stato dimostrato. È servita la combinazione tra dati radar e gravitazionali per dimostrare la teoria, fornendo informazioni preziose non solo agli astronomi, ma anche alle agenzie spaziali interessate a calcare il suolo lunare nei prossimi anni.

Scoperta enorme caverna sotto la Luna: sara’ la prima casa dei coloni spaziali?

paulpette:

Oggi a lavoro c’era un evento e io dovevo essere a disposizione degli organizzatori per aiutarli e assisterli e seguire i loro ospiti. 
Mi sono sbattuta per tutto il giorno e uno degli organizzatori in particolare ha fatto del suo meglio per rendermi la vita un inferno e io ho annuito da mattina a sera e ho detto molti sì certo e sì subito e posso fare qualcosa per lei. 
A fine giornata stavo pulendo la merda creata durante l’evento e l’organizzatore che mi ha dato il tormento durante la giornata viene da me e mi dice che non sapeva come sdebitarsi con me e io ho detto quello che dico a tutti quelli che mi dicono che non sanno come sdebitarsi, ovvero che volendo possono darmi dei soldi. Lui si è messo a ridere, come ridono tutti quelli a cui chiedo solitamente dei soldi. Poi è tornato per salutarmi definitivamente e mi ha stretto la mano e mi ha detto ah fammi un ultimo favore e mi ha allungato una mano e io pensavo che mi stesse dando qualcosa da buttare visto che stavo armeggiando con la spazzatura e invece no. Mi ha dato cinquanta euro signori. Mi ha dato veramente dei soldi. Io ho ovviamente fatto la scenetta ma no ma cosa fa ho fatto semplicemente il mio lavoro non posso accettarli, mentre nella mia testa mi vedevo già a sorseggiare un punch davanti al camino di una baita in montagna. Anche se il punch mi fa schifo.
Questo tipo ha insistito per lasciarmi questi soldi e io mi sono vista costretta ad accettarli. Lui mi diceva accettali ci vai a mangiare una pizza. Come potevo non accettarli. Ha colpito i miei due talloni d’Achille contemporaneamente. I soldi e la pizza.
Mi sono sentita talmente felice da vergognarmi. Forse nemmeno una prostituta di Manila si sarebbe entusiasmata così tanto per cinquanta euro.
Che poi forse non è che io sia felice per i soldi. Forse sono felice perché qualcuno ha pensato che li meritassi.