Sappiamo che Microsoft si sta adoperando molto per sviluppare HoloLens nel più vasto numero di contesti possibile. Dal gaming alla progettazione, dalla produttività personaleall’automotive, l’hero product della Windows Mixed Reality ci ha permesso di intuire le possibili implicazioni della realtà aumentata – e i benefici che può portare all’umanità.
Oggi torniamo nel mondo della medicina, con un progetto dell’australiana Silver Chain Group (primo partner commerciale per lo sviluppo di HoloLens nell’area geografica): per condensarla in pochissime parole potremmo parlare di visite mediche a domicilio… virtuali. Sfruttando i visori, il paziente può parlare con l’ologramma del proprio dottore in tempo reale, situazione leggermente più “umana” e coinvolgente rispetto alle sempre più frequenti visite via Skype o videochiamate in generale.

Ma i vantaggi non si fermano al “solo” aspetto umano/sociale. Dalla parte dei medici e del restante personale curante, il visore può fornire in tempo reale tutti i dati salienti rilevati da apparecchiature mediche, dispositivi indossabili e quant’altro. Se il medico riuscisse a fornire le cure e le indicazioni per ogni paziente senza mai doversi muovere dal proprio ambulatorio o ufficio, perderebbe meno tempo nei trasferimenti e avrebbe più tempo da dedicare alla medicina.

Il programma EMMR (Enhanced Medical Mixed Reality) è molto vicino alla sperimentazione sul campo. Il primo gruppo di test conterà 650 pazienti e il relativo personale sanitario, tra medici, infermieri e caregiver in loco.
Altro che Star Trek: con HoloLens il medico virtuale (quasi) realta’