La dura vita dell’olivicoltore

pgfone:

E anche quest’anno si avvicina la raccolta delle olive tra luci ed ombre, una primavera molto siccitosa ha fatto si che la fase dell’allegagione dei frutti sia stata compromessa, poi, un estate a dir poco rovente ha fatto si che la pianta abortisse il 50 % delle olive presenti nell’albero, per farvela breve senza scendere nel noioso “tecnico” quelle rimaste di olive sono poche, ma di altissima qualità. Il problema dove sta mi direte voi??? il problema come ogni anno sta nel raccoglierle; io ammetto di essere un maniaco, mi piace che vengano raccolte a mano per non farle sbattere e per non rovinare le piante, mi piace raccoglierle presto (a metà ottobre) quando nessun macchinario, soprattutto nella cultivar che ho io (il moraiolo) riesce a strapparle via alla pianta, d’altra parte questa cultivar di ulivi è stata piantata qui proprio perché ha un’oliva con il picciolo molto duro (non ridete sul picciolo molto duro) che riesce a resistere ai forti venti di tramontana che soffiano durante la notte. Quindi, questa mattina mi metto a sentire  le persone che mi avevano chiesto di venire a raccogliere queste benedette olive che vi riassumo in 4 categorie:

– L’anziano in pensione impossibile da mettere in regola, che vuole essere pagato in Olio.

– Il cassaintegrato che vuole essere pagato in nero perché con i voucher poi sfora non so cosa e quindi pagamento cash ogni sera.

– l’extracomunitario giallo,bianco,nero,rosso,violetto,indaco, senza permesso di soggiorno che appena gli parli di voucher e regole fugge via alla velocità della luce

– Il mezzo disoccupato che, “ah io posso fare massimo 5 ore perché poi la sera lavoro come cameriere in pizzeria, sabato e domenica non posso lavorare perché devo allenarmi per la maratona”

Concludendo, pure in questa annata, sfrutterò i miei genitori, mio nonno ultranovantenne, e la mia fidanzata a raccogliere.

Lascia un commento