Stamattina una dottoressa chiacchierava con noi circa il tinnitus e sosteneva che eliminare totalmente il sale dalla propria dieta può aiutare. Non so gli altri ma io ho dovuto trattenermi dall’urlare “a cazzaraaaa!”, sei d’accordo?

kon-igi:

Non è una cazzata ma vale solo se l’acufene è secondario alla Sindrome di Menière cioè un quadro otologico in cui c’è un aumento pressorio del contenuto fluido del labirinto.

Visto che trovare le cause di acufene è parecchio difficile, risulta un buon primo passo provare a supporre che sia un problema di pressione e quindi eliminare le maggiori cause predisponenti.

Scusate se mi intrometto nel discorso, ma siccome sono due settimane che studio gli algoritmi Phonak per capire cosa potrebbero fare i nuovi modelli di apparecchi acustici rispetto a quelli che porto io (che ormai sono vecchi di 10 anni), di recente mi sono imbattuto anche in qualche articolo sull’acufene, e ho scoperto che :

  1. molti nuovi modelli di apparecchi acustici hanno delle funzioni di bilanciamento dell’acufene. In pratica (se ho capito bene) fungono da maschere: emettono un rumore bianco con la stessa ampiezza ma fase opposta a quella del fischio dell’acufene. Il cervello dovrebbe interpretare la somma dei due suoni come se si annullassero a vicenda, ovvero il silenzio. Credo che sia una cosa simile al principio delle cuffie a cancellazione di rumore 

    Alcuni articoli su questo argomento (linko quelli della Phonak solo perché IO stavo studiando gli algoritmi della Phonak, ma ogni marca di apparecchi acustici ha qualcosa di analogo ormai): 1, 2 e 3.

  2.  esiste una cosa chiamata TRT, Tinnitus Retraining Therapy. In questo caso si “rieduca il cervello al fine di limitare le connessioni fra il sistema uditivo e gli altri sistemi cerebrali, affinché esse siano ristrette al sistema uditivo senza contaminare gli altri sistemi”. Questa cosa non l’ho approfondita più di tanto, non soffrendo direttamente di acufene, ma lascio il link che avevo trovato per chi vuole farlo.

Ovviamente tutto ciò non c’entra niente col cercare di capire LA CAUSA dell’acufene, (cosa da fare a prescindere) ma ho pensato potesse essere interessante comunque, da sapere.

I lavoretti del fine settimana

soggetti-smarriti:

exterminate-ak:

kon-igi:

gigiopix:

kon-igi:

tsuki-nh:

gigiopix:

proust2000:

gigiopix:

Fatte:

  • sostituito e risaldato il neckloop a induzione del ricevitore bluetooth per mandare l’audio direttamente agli apparecchi acustici. (btw grazie Phonak per usare batterie ai polimeri di litio fuori standard e di formato introvabile).
  • cambiato il relè a salterello dei pulsanti dello studio (lampadario che non si accendeva. Ovviamente la scatola di derivazione era dietro a una libereria con quindicimila fumetti da togliere. Aiutatemi a dire porcoddio.)
  • riparato 5 frecce di legno da 11/32 rotte a forza di tirare a cazzo (asta + cocca + punta)
  • riparato la lampada della scrivania, il cui trasformatore bruciato e’ stato sostituito da un vecchio alimentatore di un Nokia 3310. (indistruttibile pure nell’alimentatore. vedi che faccio bene a non buttare la roba ?)
  • raddrizzato due persiane con staffette angolari (un lato aveva ceduto sotto il suo stesso peso, e da rettangolo erano diventate un rombo)
  • montato un chiavaccio alla porta di dietro e riparato il chiavaccio della persiana davanti
  • modificato un paio di auricolari a induzione aggiungendo dei piccolissimi magneti al neodimio, in modo che attivino automaticamente la bobina T degli apparecchi acustici (che in questo modo, pensano che si tratti di una vecchia cornetta telefonica)
  • montato dei reggimensola a muro in corridoio come supporto per gli archi (a riposo dovrebbero stare sempre in orizzontale per non sforzare i flettenti)
  • rimontato le stecchine di battuta delle ante della finestra e della porta
  • riparato il campanello della porta
  • installato nuovissimo impianto antifurto hi-tech (un cartello alla porta con la scritta “un ci si pole permette nemmeno una porta che chiuda, fai te.”)

Da fare:

  • cambiare il termoblocco della caldaia della macchina del caffè (grazie Saeco per rendere introvabili i service manual in italiano e in inglese, ma rendere disponibili quelli in tedesco)
  • cercare di raddrizzare l’anta del frigo che non chiude più. In realtà sarebbe da buttare, si e’ deformato perché l’isolante di una parete si e’ schiantato ed e’ entrata l’umidità, che ghiacciando ha gonfiato la parete. Pero’ vabe’, vediamo se con un po’ di percussive maintenance (martellate finché non chiude), per qualche altro mesetto regge.
  • fermare con del silicone alcune stecche delle persiane che ciottolano troppo.
  • finire di spaccare il vecchio scalino della porta (il cemento e’ vecchio e marcio, casca a pezzi), e rifarlo nuovo. E poi trovare lo zerbino “Oh no, not you again” da metterci sopra.
  • installare il faretto fuori, che son due anni che giace sul mobile in attesa di essere montato

“Se un uomo dice che ripara una cosa, la ripara.

E’ inutile continuare a ripeterglielo ogni sei mesi.” cit.

Ecco infatti. ‘Sto concetto a @tsuki-nh non gli entra in testa, proprio.

Sono tanti lavoretti perché sono quelli accumulati in due anni infatti -.-“

Però è stato bravo dai, non gli dico che sarebbe un omino da sposare sennò mi scappa.

Cose che @gigiopix deve fare (a casa mia, ché per il matrimonio di @3nding lui e tsuki mi hanno fregato con un toccata e fuga):

  • Montare il sensore di movimento dei faretti esterni
  • Cambiare non tanto il citofono del cancello ma i 60 metri di cavo quasi sicuramente rosicchiato dai topi.
  • Riposizionare prese e interruttori in camera nostra, concepiti quando era camera delle ragazze.
  • Smontare le due lampade di Hello Kitty sopra i nostri letti e sostituirle con qualcosa di più appropriato. Tipo lampade di Naruto.
  • Aiutarmi a saldare sulla ringhiera del balcone il supporto per la balista.

Kon, e’ gia tanto se riesco a impedire a casa mia di veni’ giù. 

Qua siamo al livello che si piglia la scossa dalla scrivania (di legno, ma con una piastra metallica al centro), dai termosifoni e dal forno. Non ho una palina di messa a terra, non ho il filo di terra nell’impianto elettrico, non ho un magnetotermico, un differenziale, un salvavita, nulla. Muoriamo da eroi (cit). Non e’ una casa, e’ un campo di sopravvivenza. L’unico aspetto positivo e’ che non c’e’ bisogno di comprare un DAE.

Non sono proprio da prendere come esempio, quando si tratta di roba elettrica 😀

Comunque per il sensore ok, si provano tutte le combinazioni: o brucia tutto, o va (soluzione ad altissimo livello di competenza tecnica).

Per il citofono, spero ci sia una guaina, altrimenti piuttosto che scavare 60 metri di traccia per cambiare il filo, prenderei in considerazione qualcosa di wireless, magari. A meno che la traccia non la scavi te, in quel caso va bene anche col filo 😀

Per le prese e interruttori AHAHAHAHAHA. Ho appena finito di rimettere a posto i quindicimila fumetti che avevo tolto per spostare la libreria che copriva la scatola di derivazione che conteneva il relè a salterello che comandava il lampadario che alla fiera dell’est mio padre compro’. Non so se si evinca quanta voglia abbia di spacca’ i muri, rifare le tracce, montare guaine e scatoline e compagnia bella. E comunque non ci capisco un cazzo di quella roba, non sono un elettricista. Vado a tentativi più che altro.

Per la ballista ok, ma solo se la usi per lanciare una Freccia Nera. Contro le lampade di Hello Kitty, come bersaglio di prova.

IL PATTO È STATO SIGLATO

(tranquillo, corrugati da 15 cm di diametro e pozzetti ogni 10 metri)

Io ero tanto, tanto soddisfatta di me per essere riuscita a smontare il mixer elettrico “vintage” della mi’ pora nonna, disincastrare il pezzo di frusta che si era rotto dentro, rimontare il tutto senza rompere nulla, per poter ricomprare poi solo le fruste nuove su ebay e salvare così il povero elettrodomestico dalla pattumiera e dalla furia compulsiva di ordine e minimalismo di mia madre… mi sentivo già un’elettricista!

Poi leggo quello scrive gigiopix e capisco una parola su due, quando va bene.

No, Fra, non è roba per te XD

Io all’attivazione della bobina T non ho potuto pensare a niente altro che “attivare il circuito di sicurezza col Q” di Lino Banfi.

E questo è tutto quello che so sulle riparazioni domestiche.

LOL 😀

Guarda che la bobina T (o telecoil, o T-coil) e’ una stronzata eh. E’ un semplicissimo avvolgimento di rame, all’interno degli apparecchi acustici, che funge da antenna ricevente.

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Detto molto a cazzo di cane: io metto un cavo al collo, collegato a un normalissimo jack audio, come questo.

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Quello scatolottino centrale traduce il segnale audio analogico, in una corrente che circola attraverso il cavo. Il passaggio della corrente nel cavo genera un campo elettromagnetico, che a sua volta genera una corrente elettromagnetica indotta nella bobina degli apparecchi. Dopodiché l’apparecchio effettua la conversione opposta, dalla corrente in uscita dalla bobina al segnale audio.

Modulando la corrente nel cavo, si modula il segnale audio. E’ una tecnologia semplice e vecchissima, esiste da 40 anni. La usano pure le guardie del corpo o i tizi della security, quando vogliono tenere un auricolare completamente nascosto nell’orecchio, senza fili a vista. Il cavo al collo si nasconde facilmente sotto la camicia.

Io pero’, invece di utilizzare il laccio al collo, preferisco gli auricolari, che funzionano sullo stesso principio ma si agganciano all’orecchio: essendo più vicini all’apparecchio, hanno meno problemi di disconnessione. Come tutti i sistemi a induzione, infatti, la corrente indotta nella bobina e’ inversamente proporzionale alla distanza dalla sorgente che emette il campo magnetico. Più sono vicini, più il segnale e’ forte e pulito.

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La modifichina che ho fatto io, era altrettanto una stronzata: gli apparecchi analogici di 20 anni fa avevano un tastino per attivare la bobina T, che veniva usata prevalentemente per le cornette del telefono. Gli apparecchi di oggi sono abbastanza smart da rilevare la cornetta o le cuffie da soli. E come fanno a rilevarle? Semplice: rilevano UN SECONDO campo magnetico, quello emesso dal magnete dell’altoparlante che viene avvicinato all’orecchio (cornetta o cuffia).

Motivo per cui il tastino diventa superfluo: basta avvicinare l’altoparlante all’orecchio, e viene rilevato.

Il problema viene fuori quando con un apparecchio senza tastino, vuoi usare auricolari (a induzione) senza altoparlante. L’auricolare a induzione emette il primo campo magnetico variabile per modulare il segnale audio, MA NON IL SECONDO per attivare la bobina. Per cui l’apparecchio se ne frega altamente del segnale in arrivo, e io non sento nulla.

Ecco il perché dei piccoli magneti in neodimio: simulano le calamite presenti negli altoparlanti, per attivare la bobina T.