Ciao Kon,
dopo alcune esperienze sul balcone (pomodori, zucchine) sono finalmente venuto in possesso di un piccolo pezzo di terra per provare a fare un orto.
Siamo nel cortile di una ex asilo nella parte ovest di Milano, un parte del terreno (5×3 metri) è già stata coltivata a orto, ma è abbandonata da un paio d’anni (raccolgono solo le aromatiche). Una parte della stessa dimensione è invece vergine, prato (tra l’altro mai toccato da decenni).
Prima di sapere che avrei potuto usare anche la parte che era già stata utilizzata a orto (dovevano verificare che chi aveva fatto il lavoro in precedenza non volesse riprenderlo) mi hanno detto di crearmi il mio appezzamento (nella parte 5×3 vergine a prato).
Dato che da qualche parte si doveva pur iniziare ho passato il week end a vangare (dopo averla bagnato la terra, perché era abbastanza dura e compatta), ribaltando le zolle d’erba e aggiungendo del compost che avevano continuato a fare anche se non stavano più coltivando.
Ora, lo so che avrei dovuto scriverti prima, ma non mi è venuto in mente e quindi lo faccio adesso. Ecco due domande:
– Come fare a trasformare un terreno vergine in un orto?
– Come fare a far ripartire un orto fermo da un paio d’anni (non ci sono bancali di terra e ai tempi avevano piantato le cose un po’ accazzo, senza ordine quindi non c’è modo di riprendere da dove avevano lasciato)Non so se servono altre info, ma aggiungo che le due aree sono contigue e ricevono sole da metà mattina (sabato 14 ott il sole ha iniziato a colpirle verso le 10/10.30), fino a sera (sempre sabato: 17.30). Il terreno è un po’ argilloso ma sembra buono, mentre vangavo ho incontrato un sacco di lombrichi.
Grazie per la tua saggezza!
Allora, premettendo che dopo questo post verrai assaltato da persone decisamente più esperte di me ( @pgfone @tsuki-nh ), ti disvelo un’apocalisse fondamentale:
VANGARE
≠ ZAPPARE
≠ SARCHIARE
(Anche se spesso vengono usati come sinonimi)
La SARCHIATURA è in assoluto la prima manovra che devi fare su un terreno incolto e consiste nel ‘pelare’ il primo strato superficiale da erbacce e radici che in caso di infestanti (gramigna etc) potrebbero essere inglobate nella vangatura e resuscitare in un secondo momento.
Si fa con la zappa bidente o con lo zappone se il terreno è molto duro.
La VANGATURA, invece, serve a rivoltare zolle molto grosse di terreno già sarchiato e si esegue in autunno come preparazione all’orto primaverile; si esegue con la vanga (piatta o triangolare ma sempre con appoggio per il piede) e le zolle vanno lasciate cosi come sono a ‘rompersi’ per pioggia e gelo (se vuoi, puoi coprire il tutto con tessuto non tessuto specifico per l’orto).
La ZAPPATURA primaverile, infine, si esegue con zappa o forcone e serve a rompere le zolle più resistenti, togliere le erbacce invernali e ad areare il terreno.
Naturalmente puoi decidere di migliorare preventivamente la qualità del terreno aggiungendo compost durante la vangatura, sabbia se il terreno è molto duro, letame (di vacca/cavallo oppure di gallina, stando attento alla basificazione e ai livelli di calcio) se povero di nutrienti, ricordando che quest’ultima cosa è da fare in autunno e mai (oppure con cognizione di causa agronomica) in primavera.
Per il tipo di ortaggi, il distanziamento, la soleggiatura, l’irrigazione e la fertilizzazione specifica lascio la parola ai più esperti.
I passaggi chiave sono già stati detti e sicuramente altri saranno più esperti di me, ma posso portare la mia esperienza.
Io ho cominciato tre anni fa su un prato abbandonato, con la fortuna però di aver avuto una persona col trattore che mi ha arato e poi fresato il campetto la prima volta (poi ho quasi sempre fatto a mano).
Consiglio di lavorarlo per bene come detto da Kon, soprattutto di levare del tutto l’erba e non interrarla nemmeno, che già ci penseranno milioni di semi a farla rispuntare alla prima pioggia.
Ormai, soprattutto al nord, è un po’ tardi per l’orto invernale, magari puoi tenere in un angolino dell’insalata/radicchio e più avanti piselli/fave. Secondo me è meglio lavorare a fondo il terreno e arricchirlo con della sabbia (non troppa, meglio terriccio penso) e concime. L’ideale sarebbe concime da lasciare riposare tutto l’inverno (magari quello della stalla con la paglia), ma immagino che in città si possa usare solo il meno puzzolente stallatico pellettato. Comunque abbonda con quello, che io i primi anni temevo di bruciare le piante e ne mettevo troppo poco.
E per l’orto già lavorato farei lo stesso trattamento.
Posso confortarti dicendo che il primo anno c’è sempre la fortuna del principiante e gli insetti nocivi non ti vengono subito a trovare per farti dannare 😀