La tecnologia c’è, gli investimenti non mancano, la volontà da parte delle principali agenzie spaziali pure: sembra tutto pronto per un nuovo sbarco dell’uomo sulla Luna, ma manca ancora un piccolo – fondamentale – tassello: dove si ripareranno gli astronauti dalle rigide temperature, dalle radiazioni e dalle meteoriti che costantemente colpiscono il suolo del nostro satellite naturale?
Il problema è concreto, in quanto l’uomo ha intenzione di tornare sulla Luna “per starci” o, meglio, per rimanervi più a lungo al fine di creare le condizioni per un futuro (nemmeno troppo lontano) insediamento extra-terrestre. La scoperta fatta da un team di ricercatori della Purdue University potrebbe aver risolto, almeno in parte, questo problema: analizzando i dati radar inviati dalla sonda giapponese Selene, è stata individuata infatti una enorme caverna scavata dalla lava sotto il suolo lunare, grande a sufficienza per contenere una intera città. Si tratterebbe dunque di una soluzione perfetta per proteggere gli astronauti durante le lunghe missioni e per ospitare i primi coloni.
La caverna è situata nelle Marius Hills all’interno dell’Oceanus Procellarum nella “faccia” lunare rivolta verso la Terra, e altro non è che un gigantesco canale naturale all’interno del quale scorreva la lava incandescente che, una volta defluita, ha lasciato un vuoto. Il “tetto” – formato da lava raffreddata – è resistente e non può collassare grazie alla bassa gravità esercitata su di esso.
“E’ importante sapere dove siano e come siano fatti i canali di lava lunari se mai dovessimo costruire una base lunare”, ha spiegato Junichi Haruyama dell’agenzia spaziale giapponese JAXA. “Ma sapere queste cose è importante anche per la scienza di base. Potremmo ottenere nuovi campioni di roccia, nonché dati sui flussi di calore e sui terremoti lunari”.
Il fatto che un cratere in superficie nascondesse in realtà un’ampia caverna è stato scoperto registrando riflessi radar equivalenti ad una eco, dovuti al rimbalzo del segnale all’interno di uno spazio vuoto al di sotto della crosta lunare. Va tenuto conto che il sistema radar giapponese non è stato progettato per individuare tali canali sotterranei, dovendo piuttosto raccogliere dati sull’evoluzione geologica della Luna e la sua origine. Per questo motivo il satellite non si è potuto avvicinare a sufficienza per ottenere dati ancora più precisi. Le informazioni sono state poi incrociate con quelle della missione NASA GRAIL sui campi gravitazionali, analizzando nello specifico le aree in cui risultava esserci meno massa sotto la superficie.

“Il nostro gruppo alla Purdue University ha utilizzato i dati sulla gravità di quell’area per dedurre che l’apertura faceva parte di un sistema più ampio”, ha affermato Jay Melosh, professore della Purdue University e membro del team di ricerca della missione GRAIL. “Utilizzando questa tecnica complementare del radar, sono stati in grado di capire quanto profonde ed alte fossero le cavità”.
La dimostrazione che si trattasse davvero di una caverna di grandi proporzioni è stata fornita direttamente dalla scienza: per essere individuata attraverso dati gravitazionali, la cavità deve essere necessariamente di grandi dimensioni, almeno 1km di altezza e diversi chilometri di larghezza.


Che esistessero cunicoli e caverne al di sotto della crosta lunare già lo si sapeva, ma non era ancora stato dimostrato. È servita la combinazione tra dati radar e gravitazionali per dimostrare la teoria, fornendo informazioni preziose non solo agli astronomi, ma anche alle agenzie spaziali interessate a calcare il suolo lunare nei prossimi anni.
Scoperta enorme caverna sotto la Luna: sara’ la prima casa dei coloni spaziali?