Ciao Kon, una domanda tecnica: sto preparando la gommalacca da dare alle frecce, su consiglio di un vecchietto che conosco, in modo da impermeabilizzare le aste in legno, per quando si tira in bosco. Per sciogliere le scaglie che tipo di alcool ci vuole ? Online leggo opinioni discordanti: chi dice alcool a 99 gradi, chi dice 99.9, chi dice che va bene anche quello da cucina a 95. Nel caso l’ultimo non sia sufficiente, essendo sprovvisto di benzirizia, dove vendono gli altri due? In farmacia?

kon-igi:

Ignorando i gradi alcolici necessari a dissolvere efficacemente la gommalacca, ti posso dire che l’Etanolo assoluto (99,9 – 100%) è un prodotto che ha poco commercio (l’anidrazione è piuttosto laboriosa e costosa) e io l’ho visto girare solo nelle farmacie ospedaliere diretto ai laboratori.

Quello a 95 gradi, se denaturato (non credo che il denatonium benzoato interferisca con la dissoluzione della gommalacca) è economicissimo perché è l’alcol rosa da supermercato, se invece vuoi quello alimentare (Buongusto) lo paghi decisamente di più ma pure quello lo trovi al supermercato.

gnoccoh ha detto:                                            
                                               
        Io l’ho sciolta con l’etilico a 99% che
ho trovato in un negozio di belle arti, oppure quello a 95% col borace
ma non ricordo le proporzioni.

Intanto grazie mille a entrambi. Quello al 95% con borace e’ la prima volta che lo sento dire. Comunque provero’ a cercare nei negozi di belle arti (a quelli non ci avevo proprio pensato) o in qualche colorificio.

Sci-fi, questo sconosciuto

heresiae:

Va bene, spieghiamo un attimo cos’è la fantascienza, perché qui mi sa che c’è un po’ di confusione.

Se pensate che sia questa:

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ci siete lontani anni luce.

Star Wars non è sci-fi, Star Wars è un fantasy.
Se non ci credete potete andarlo a chiedere a Lucas e vederlo sospirare frustrato mentre gli spiegate che per voi navi spaziali = fantascienza.

NO.

(ocio che da qui in poi è lunga)

Keep reading

spaam:

gigiopix:

Cerco di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate per inviare il 730 precompilato. Mi chiede (tra le altre credenziali) lo SPID.
Ok, facciamo lo SPID allora.

Vado sul sito delle Poste, e mi chiede di inserire a scelta: un numero telefonico verificato da Poste Italiane, una Carta di identità elettronica, o una tessera sanitaria tramite lettore di smart card. La seconda non ce l’ho, e per la terza non ho il lettore, ma per fortuna ho il primo: sono un ex cliente Bancoposta, e hanno i miei dati, verificati precedentemente in ufficio postale.

Inserisco il mio numero, e mi arriva un sms col codice per l’autenticazione in due passaggi. Poi mi chiede di inserire numero e data di scadenza del documento che le Poste hanno associato alla mia identita’. La patente. Guardo la tessera della patente, e vedo che scadeva nel settemnbre 2013: al rinnovo non mi hanno aggiornato la data sulla tesserina (all’epoca dicevano che era previsto solo in caso di smarrimento). Quando sara’ la data di scadenza? Provo settembre 2023, ma nada. Provo settembre 2013, e di nuovo niente da fare.

Allora provo ad accedere al portale dell’automobilista, per vedere se da li riesco a risalire alla data di scadenza esatta. Il portale dell’automobilista non mi prende la password. Faccio la procedura di reset della password (mi chiede il codice fiscale e la data di nascita), e mi arriva una mail con la nuova password temporanea. Che di nuovo non viene accettata.

Nel frattempo il sito delle Poste mi avverte minaccioso che sono al secondo tentativo fallito sui 5 ammessi, dopo i quali dovro’ andare di persona in ufficio postale per autenticarmi.

Si accettano suggerimenti su nuovi santi da tira’ giù a moccoli, perché credo di averli finiti.

Questo perché grazie ad Internet le cose saranno più semplici.

Bentornati, miei piccoli lettori, a un nuovo episodio di “fun with pubblica amministrazione”.

Nella puntata di oggi affronteremo il simpatico argomento delle fasce di reddito del servizio sanitario nazionale.

Come saprete, l’SSN prevede di specificare delle fasce di reddito in base alle quali stabilire i prezzo dei ticket. Tuttavia tale fascia di reddito va specificata ripetutamente OGNI ANNO tramite autocertificazione. In mancanza di riconferma, non si assume automaticamente che il reddito sia lo stesso dell’anno precedente, come sarebbe logico, ma si fa ricadere automaticamente nella fascia di reddito massimo, con conseguente innalzamento del costo dei ticket.

Poco male, direte voi: che ci vorrà mai a fare una autocertificazione? Non chiedono nemmeno un documento, sarà una cosa veloce, no?

No. Ci vorrà una fila di ore e ore all’ufficio della “centralinista” dell’ASL locale (cosi’ chiamata perché sa vita morte e miracoli di qualsiasi essere vivente nel giro di 40 km, con conseguente perdita di tempo a chiacchera con ogni singolo utente, per aggiornarsi sulle ultime novità).

Per fortuna nell’era del progresso tecnologico, ci vengono incontro le tecnologie smart che più smart non si può. La regione Toscana ha una bellissima app chiamata SmartSST, con un sacco di bellissime funzioni quali: fasce di reddito, ricette elettroniche, libretto vaccinazioni, referti radiologici, esami di laboratorio, schede dei farmaci, situazione pagamenti, ecc.
Bellissimo, mi dico, tutta questa roba da cellulare senza fare file. Proviamola subito!

Per accedere all’app bisogna intanto installare una seconda app, chiamata ToscanaID. Che pero’ richiede l’attivazione dal sito della Regione Toscana. Il sito della Regione Toscana permette l’accesso tramite SPID, o tramite CNS (carta nazionale dei servizi). Uh bello, lo SPID ce l’ho adesso! Proviamo quello! 

Entro con lo SPID sul sito della Regione Toscana, vado alla sezione “dispositivi mobili”, ma il sito mi dice che non posso attivare l’app: il livello di sicurezza dell’accesso non e’ sufficientemente elevato per questa operazione.
A quanto pare alcuni servizi a “bassa sicurezza” sono accessibili tramite SPID, ma la maggior parte richiedono l’accesso tramite CNS. 

Allora proviamo ad accedere tramite CNS. Ho la tessera sanitaria nuova, col chip, che dovrebbe essere anche una CNS, ma richiede un lettore di smart card. Ovviamente la maggior parte di tali lettori non sono compatibili con Linux, quindi per risparmiare tempo, provo direttamente dal PC dell’ufficio, complice il fatto che nell’ufficio amministrazione hanno un lettore di smart card da prestarmi.

Infilo la scheda nel lettore, si accende il led, apro il sito, ma no: la tessera sanitaria va attivata, prima di usarla come CNS. Per attivarla posso scegliere tra andare nello stesso ufficio di prima dell’ASL (in pratica dovrei fare la fila per l’attivazione, in modo da non fare la fila per la fascia di reddito), oppure tramite un totem Punto Si.

Cerco la lista dei totem, e ne trovo uno in una farmacia vicina. Vado alla farmacia, infilo la tessera, e cerco di attivarla, ma il totem mi chiede un PIN.

Chiedo alla commessa della farmacia, e mi risponde che si, serve un PIN, che possono rilasciare anche loro, ma il server che li rilascia chiude dopo le 19:30, quindi devo tornare il giorno dopo. 

Va beeeene.

Il giorno dopo ritorno, mi faccio dare il PIN, infilo la tessera nel totem, accedo col PIN, attivo la tessera, faccio la procedura di attivazione dell’app, ricevo un codice QR “da usare entro 5 ore dall’emissione, perche’ scade il 25/12/2017”, (non fate domande, vi prego), inquadro il codice QR col cellulare dall’app ToscanaID, accedo, ritorno sull’app SmartSST, e finalmente mi fa entrare.

Che bello, vediamo cosa fa il pulsante “Attestato di esenzione o fascia economica”. Ottengo un laconico “nessun dato disponibile per determinare la posizione ai fini del pagamento ticket”. Allora proviamo “Autocertificazione esenzione o fascia di reddito”. Ottengo “nessuna autocertificazione disponibile”. Le provo tutte, e il risultato e’ sempre lo stesso: nessuna vaccinazione disponibile, nessuna ricetta elettronica, nessun pagamento (ne pendente ne pagato), nessun referto di esame, nulla di nulla. L’intera app e’ un contenitore vuoto, ma molto smart.

Allora torno al totem, reinfilo la tessera, e provo a fare la procedura di specifica della fascia di reddito direttamente dal totem. Procedura andata a buon fine, finalmente! Vedi che le tecnologie smart funzionano? 

Allora già che ci siamo, lo faccio anche con la tessera di @tsuki-nh: “utente non presente in archivio”. Ma come? La mia si e la sua no? Vuoi vedere che nonostante viva in Toscana da 3 anni, abbia la residenza qua, il medico di base qua, e tutto il resto qua, per il Totem dell’SSN risulta ancora in Veneto? La farmacista dice che a volte succede.

E niente. Domattina si va a fare la fila all’ASL dalla centralinista.