A Natale per regalo voglio (indietro) la spensieratezza e la serenità che Bob Dylan aveva nella copertina di questo suo album
How many a year has passed and gone? Many a gamble has been lost and won And many a road taken by many a first friend And each one I’ve never seen again
I wish, I wish, I wish in vain That we could sit simply in that room again Ten thousand dollars at the drop of a hat I’d give it all gladly if our lives could be like that
ma qualcuno mi può spiegare che è sta storia de sto albero morto e perché dovrebbe incularmene qualcosa???
ok ferma devo fà il post serio: in realtà a te non te ne deve inculare niente RELATIVAMENTE, a noi invece sì perché è tipo il perfetto riassunto di quanto fa cagare l’amministrazione grillina da noi e del livello di incompetenza di questi. in ordine:
l’albero in questione doveva essere messo su l’8 dicembre. questi qui si sono ricordati che si doveva fare sta cosa IL VENTI NOVEMBRE. cioè, già cominciamo, ma al solito, perché un sacco di mozioni non sono state rinnovate perché LE HANNO FATTE SCADERE ed è solo l’ultima delle porcate in merito che hanno fatto;
l’anno scorso l’albero non era un granché e l’hanno pagato 15.000 euro (soldi pubblici). quest’anno hanno pagato 38.900 euro (ovvero appena sotto la soglia dei 39.000 per cui dovevano fare la gara pubblica) per portare questo albero a roma affidandolo alla stessa ditta dell’anno scorso (che già si era dimostrata meh). sto albero pare che era partito in salute ed è arrivato in condizioni pessime ed è stato poi tirato su in maniera incorretta, il che gli ha fatto perdere tre quarti delle foglie e infatti a vederlo da vicino due giorni dopo che l’avevano messo su pareva un salice piangente;
ergo è stato soprannominato spelacchio per ovvi motivi;
mo, per pararsi il culo l’amministrazione se ne è uscita che ERA ADDOBBATO IN MANIERA RAFFINATA ED ERA SEMPLICE ED ELEGANTE (??? VEDEVI L’ALTARE DELLA PATRIA ATTRAVERSO I RAMI) praticamente giustificando l’aver speso 40k di euro per tirare su un albero mezzo morto che tbh finché è notte ok ma di giorno lo vedi e fa una tristezza micidiale;
cioè io tbh non capisco sta cosa di mettere gli alberi nelle piazze e fosse per me li metterei finti, ma se proprio devi non puoi mettere uno COSI’ MESSO MALE;
tre giorni dopo che il povero spelacchio è stato messo su hanno avvertito che non arrivava verde a natale per come era messo;
e infatti l’altro ieri è uscito fuori che spelacchio è completamente secco, quindi se non fanno un’opera di bene e non lo tirano giù praticamente fino al sei gennaio sta lì completamente secco e senza manco una foglia a fare l’albero scheletro;
tutto ciò quando per tirarlo su e fare sta cosa raffazzonatissima MALE all’ultimo secondo hanno speso *ottanta milioni di ex lire* senza fare la gara pubblica e affidandoli a gente che già s’era dimostrata incompetente l’anno prossimo, questo quando – passatemi il discorso pseudopopulista – a venti metri da dove sta spelacchio c’è la chiesa dei santissimi apostoli sotto i cui portici campano da agosto centosessanta persone che sono state sgombrate dal comune e lasciate senza casa tra cui quaranta bambini e anziani oltre gli ottanta e che stanno lì a crepare di freddo. se dovevi spendere quarantamila euro dati a incompetenti per un cazzo di albero di natale che hai fatto arrivare più morto che vivo potevi tranquillamente spenderli per pagare gli affitti a sta gente sei mesi o dargli una casa popolare o che so io, invece li hanno praticamente buttati nel cesso affidandosi DI NUOVO a degli incompetenti (che a sto punto suppongo siano parenti), questo dopo che hanno ridato piazza navona ai tredicine PER I PROSSIMI DIECI ANNI quando marino aveva cercato di metterli fuorilegge e intanto virgy si preoccupa di fare LA CAZZO DI SPIAGGIA SUL TEVERE ST’ESTATE, PERCHE’ OVVIAMENTE QUELLO CHE CI SERVE NON E’ CHE LEVANO LA SPAZZATURA DALLA STRADA ma la spiaggia sul tevere, così diventiamo tutti jeeg robot se per caso respiriamo l’aria locale;
tldr, di spelacchio che è morto in se stesso non te ne deve fregare niente – qui ormai è diventato un meme poraccio ma almeno se famo due risate -, ma del fatto che l’amministrazione cinquescemi abbia fatto una plateale figura dimmerda del genere e si sia dimostrata non all’altezza manco di imbastire un albero di natale risparmiando soldi o facendoselo pagare da un’azienda come a milano dovrebbe fregare a tutti perché questi sono incompetenti al cazzo come tutto il loro partito e sinceramente se amministrano così una città non oso pensare a come amministrano il paese, e spelacchio è solo la cosa più plateale della catena di cagate mostruose che hanno fatto QUANDO HANNO FATTO QUALCOSA perché per il resto se va avanti a inerzia e si vede perché sta città si sta sfasciando.
ergo: spelacchio in se stesso non vuol dire niente de che, spelacchio come perfetta rappresentazione di come amministrano i grillini (male) è illuminante e al di là dei meme e della taffo che gli organizza i funerali non è divertente manco per niente. e sti 40.000 euro PUBBLICI spesi per una poracciata del genere gridano vendetta.
/end
ah ecco, adesso ha senso.
Che dire… le solite cose. Un governo di incompetenti come sempre. Ho perso tutte le speranze che la situazione possa migliorare.
eh. cioè può sembrare una cazzata ma tbh qualsiasi cosa faccia notizia che dimostri quanto questi sono incompetenti per me è solo positiva perché non esiste che fanno propaganda che A ROMA VA TUTTO BENISSIMO quando stanno a fa un disastro e se vor dì che spelacchio finisce sul tg almeno il suo sacrificio sarà servito a qualcosa
quella persona che stai trattando di merda non sta affrontando una sega, ma tu la tratti male ingiustificatamente e sei una scultura di sterco.
perché non è che per forza uno deve averci dietro le maledizioni bibliche perché vada trattato bene.
dico a te, caata.
eh
Ribalto provocatoriamente (ma non troppo) il giusto pensiero di @masoassai
Quel guidatore che parcheggia in seconda fila magari vuole arrivare prima dai suoi figli che lo stanno aspettando, quell’impiegata allo sportello ha dei modi maleducati perché si sta separando da suo marito, quell’uomo che urla a tutti sta pensando di farla finita, quel bambino dispettoso non viene mai abbracciato e quella figa di legno che se la tira col paranco a motore si sta consumando per un disturbo dell’alimentazione.
O magari no ma voi non lo sapete. E il saperlo o no, come nell’esempio precedente, non dovrebbe cambiare la vostra risposta.
Avete due scelte: restituire o buttare addosso a qualcun’altro la spazzatura che vi stanno gettando addosso oppure fermarli mentre fanno il gesto di alzare il braccio per il lancio.
Intendiamoci, la maggior parte delle volte si ha a che fare con dei professionisti dell’insulto e della sopraffazione ma non mi sembra che stiate costruendo un mondo migliore e più sereno a difendervi con una risposta di forza uguale e contraria… anzi, a me pare che la maggior parte delle persone che si reputano nel giusto si stiano arroccando in posizione eremitiche ed estreme che le trasformano negli stessi individui di cui denunciano la maleducazione.
(tutti dietro a ridere compiaciuti a quella vecchia cronostoria di twitter in cui il tizio cominciava a tormentare con foto e resoconti puntuali la tipa isterica e antipatica perché l’aereo era in ritardo, fino a che questa ha sclerato, lo ha schiaffeggiato e lui l’ha fatta arrestare all’atteraggio con tanto di applauso e foto pubblicate. Congratulazioni per la sensibilità dimostrata nel non chiedervi cosa potesse avere dentro quella persona o magari i motivi per cui fosse su quel volo).
Faccio molta fatica a tenere il Segugio di Tindalos al guinzaglio ma da quando riesco a rispondere con un sorriso a un gesto sgarbato o con una gentilezza a un atto di presunta sopraffazione della mia pregiata persona, non solo sto decisamente meglio a livello emotivo ma mi accorgo che la maggior parte delle volte le persone con cui ho a che fare agiscono così perché stanche, esasperate, frustrate e sole.
E molte più volte di quanto credessi o sperassi, sono ben felici di abbassare il braccio e di appoggiare a terra il pesante sacco della spazzatura che si stavano portando dietro.
Una volta al supermercato la cassiera ha trattato di merda una signora di colore perché non capiva il dialetto. Ho alzato la voce per ricordare alla cassiera che è vero – come andava bulleggiando la razzista dietro la cassa – “siamo in Italia“, quindi anche la cassiera deve parlare italiano perché il dialetto del suo paesetto non lo capisco nemmeno io.
La cassiera non ha replicato, la fila era ammutolita, non ho riscosso consensi e la signora di colore era stata troppo umiliata per fare altro che raccogliere la spesa e andarsene.
Mi sono sentita benissimo: se questo sembrasse controproducente o poco utile me ne dispiaccio. La prossima volta prima di farle fare una figura di merda chiedo alla cassiera se c’ha dei problemi, ma poi tocca cazziarla lo stesso se continua a raccontarmeli in dialetto.
Ricapitoliamo: tu ti sei sentita benissimo, la cassiera non ha replicato, la fila era ammutolita e la signora di colore se n’è andata via umiliata.
Un successone per i diritti sociali, direi.
Non dico che tutti debbano avere il tempo, la voglia e la pazienza di spendere parole con chi ha un atteggiamento polemico ed estremista ma quando una cosa simile è successa a me presso la Lidl locale (non ti sto a riportare parola per parola) sono bastate tre o quattro frasi pacate perché la cassiera finisse le poche argomentazioni a propria disposizione e, soprattutto, mi sono premurato di aiutare la parte debole del fattaccio, una vecchietta medio-orientale, a portare la spesa fuori e a chiacchierare un po’ con lei finché non è venuto il figlio a prenderla.
Mio padre @cartofolo in tutti questi anni questo mi ha insegnato: ad avere sempre il tempo, la voglia e la pazienza di spendere parole anche con chi ha un atteggiamento polemico ed estremista. E infatti eccomi qua.
Dice che i figli ti danno nuove prospettive, che è pure vero: il grande (si fa per dire) ha visto un presepe e ha detto che aggesù “poi fa il bagnetto” perché è evidentemente l’unica spiegazione al fatto di vederlo in mutanda in un fasciatoio, alché ho realizzato che “viene in una grotta grotta al freddo e al gelo” tanto che tocca infilarci un asino e una vacca a sfiatare per scaldarlo e nonostante ciò nel 90% dei presepî il cristo è in mutandoni. Poi ti chiedi perché hai gli antivaccinisti e i negozi che tengono le porte aperte a dicembre, c’è proprio un apparato culturale di base che ha in spregio il sistema immunitario e le leggi di base della termodinamica.