kon-igi:

ze-violet:

kon-igi:

masoassai:

signorina-anarchia:

ragazzo-fenice:

Non giudicare qualcuno per come lo vedi. Non sai cosa sta affrontando.

@ragazzo-fenice

@anon

quella persona che stai trattando di merda non sta affrontando una sega, ma tu la tratti male ingiustificatamente e sei una scultura di sterco.

perché non è che per forza uno deve averci dietro le maledizioni bibliche perché vada trattato bene.

dico a te, caata.

eh

Ribalto provocatoriamente (ma non troppo) il giusto pensiero di @masoassai

Quel guidatore che parcheggia in seconda fila magari vuole arrivare prima dai suoi figli che lo stanno aspettando, quell’impiegata allo sportello ha dei modi maleducati perché si sta separando da suo marito, quell’uomo che urla a tutti sta pensando di farla finita, quel bambino dispettoso non viene mai abbracciato e quella figa di legno che se la tira col paranco a motore si sta consumando per un disturbo dell’alimentazione.

O magari no ma voi non lo sapete. E il saperlo o no, come nell’esempio precedente, non dovrebbe cambiare la vostra risposta.

Avete due scelte: restituire o buttare addosso a qualcun’altro la spazzatura che vi stanno gettando addosso oppure fermarli mentre fanno il gesto di alzare il braccio per il lancio.

Intendiamoci, la maggior parte delle volte si ha a che fare con dei professionisti dell’insulto e della sopraffazione ma non mi sembra che stiate costruendo un mondo migliore e più sereno a difendervi con una risposta di forza uguale e contraria… anzi, a me pare che la maggior parte delle persone che si reputano nel giusto si stiano arroccando in posizione eremitiche ed estreme che le trasformano negli stessi individui di cui denunciano la maleducazione.

(tutti dietro a ridere compiaciuti a quella vecchia cronostoria di twitter in cui il tizio cominciava a tormentare con foto e resoconti puntuali la tipa isterica e antipatica perché l’aereo era in ritardo, fino a che questa ha sclerato, lo ha schiaffeggiato e lui l’ha fatta arrestare all’atteraggio con tanto di applauso e foto pubblicate. Congratulazioni per la sensibilità dimostrata nel non chiedervi cosa potesse avere dentro quella persona o magari i motivi per cui fosse su quel volo).

Faccio molta fatica a tenere il Segugio di Tindalos al guinzaglio ma da quando riesco a rispondere con un sorriso a un gesto sgarbato o con una gentilezza a un atto di presunta sopraffazione della mia pregiata persona, non solo sto decisamente meglio a livello emotivo ma mi accorgo che la maggior parte delle volte le persone con cui ho a che fare agiscono così perché stanche, esasperate, frustrate e sole.

E molte più volte di quanto credessi o sperassi, sono ben felici di abbassare il braccio e di appoggiare a terra il pesante sacco della spazzatura che si stavano portando dietro.

Una volta al supermercato la cassiera ha trattato di merda una signora di colore perché non capiva il dialetto. Ho alzato la voce per ricordare alla cassiera che è vero – come andava bulleggiando la razzista dietro la cassa – “siamo in Italia“, quindi anche la cassiera deve parlare italiano perché il dialetto del suo paesetto non lo capisco nemmeno io.

La cassiera non ha replicato, la fila era ammutolita, non ho riscosso consensi e la signora di colore era stata troppo umiliata per fare altro che raccogliere la spesa e andarsene.

Mi sono sentita benissimo: se questo sembrasse controproducente o poco utile me ne dispiaccio. La prossima volta prima di farle fare una figura di merda chiedo alla cassiera se c’ha dei problemi, ma poi tocca cazziarla lo stesso se continua a raccontarmeli in dialetto.

Ricapitoliamo: tu ti sei sentita benissimo, la cassiera non ha replicato, la fila era ammutolita e la signora di colore se n’è andata via umiliata.

Un successone per i diritti sociali, direi.

Non dico che tutti debbano avere il tempo, la voglia e la pazienza di spendere parole con chi ha un atteggiamento polemico ed estremista ma quando una cosa simile è successa a me presso la Lidl locale (non ti sto a riportare parola per parola) sono bastate tre o quattro frasi pacate perché la cassiera finisse le poche argomentazioni a propria disposizione e, soprattutto, mi sono premurato di aiutare la parte debole del fattaccio, una vecchietta medio-orientale, a portare la spesa fuori e a chiacchierare un po’ con lei finché non è venuto il figlio a prenderla.

Mio padre @cartofolo in tutti questi anni questo mi ha insegnato: ad avere sempre il tempo, la voglia e la pazienza di spendere parole anche con chi ha un atteggiamento polemico ed estremista. E infatti eccomi qua.

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