La sonda spaziale Voyger 1 continua a riservare qualche sorpresa e sembra che il momento del suo pensionamento sia stato rimandato di qualche anno. La NASA ha infatti comunicato di aver messo in funzione con successo i motori ausiliari della sonda, fermi sin dal momento del suo passaggio su Saturno nel 1980.
L’unico artefatto umano ad aver mai superato il sistema solare continua a comunicare con la Terra attraverso il Deep Space Network, con il quale gli scienziati riescono ad inviare e ricevere dati provenienti da Voyager 1, anche dopo i suoi 40 anni di attività. La sonda, sino ad ora, ha utilizzato i motori di controllo assetto per effettuare delle piccole correzione della propria rotta, tuttavia, a partire dal 2014, è stata rilevata una degradazione che li ha resi sempre meno efficienti.
Gli scienziati hanno quindi cominciato a cercare delle alternative che potessero permettere alla sonda di continuare la propria attività e la risposta è stata trovata nei motori per la correzione della traiettoria (TCM), posizionati nella parte posteriore di Voyager e tecnicamente identici a quelli utilizzati sino ad ora. Tuttavia, come anticipato poco sopra, questi motori non sono più stati utilizzati sin dal 1980 e, durante un tentativo di accensione avvenuto lo scorso 1 dicembre, è stato rilevato che sono ancora pienamente funzionanti.
Il passaggio definitivo ai TCM avverrà nel corso del mese di gennaio e questo, secondo la project manager di Voyager Suzanne Dodd, permetterà di estendere l’operatività della sonda di altri 2-3 anni. Purtroppo i TCM non potranno essere utilizzati a lungo, dal momento che il loro funzionamento richiede che venga attivato un radiatore, il quale inciderà pesantemente sui consumi della sonda. In ogni caso, il nuovo sistema di propulsione verrà mantenuto sino a quando la sonda sarà in grado di alimentare il radiatore, per poi tornare ai tradizionali motori di controllo assetto sino alla loro completa distruzione.
Questa soluzione verrà testata anche sulla sonda gemella Voyager 2, anche se pare che i suoi motori principali si trovino in uno stato decisamente migliore rispetto a quelli di Voyager 1. Chissà che gli ulteriori anni di vita di Voyager 1 non le permettano di inviare a Terra qualche altro prezioso dato proveniente dal punto più lontano mai raggiunto da una creazione dell’uomo.
Voyager 1: l’utilizzo dei motori ausiliari permettera’ altri 2-3 anni di attivita’