Questa è una domanda che le persone si fanno solo nei film. Nella vita reale credo che nessuna persona seriamente innamorata si sia mai fatta questa domanda.
Nel giorno del suo matrimonio, un amico mi disse: “Quando hai convissuto per qualche anno in un appartamento di 50 metri quadrati, il matrimonio è un passo davvero facile”.
All’epoca mi sembrava un’esagerazione, detta per ridere: ora, invece, dopo aver vissuto assieme ad Alice in un appartamento di 50 metri quadrati per tre anni e mezzo, mi rendo perfettamente conto di cosa intendesse.
Non ho paura di sembrare superficiale se dico che a volte amare significa aver trovato qualcuno con cui sai che puoi condividere una stanza d’albergo di 4 metri per 2, oppure di convivere per anni in un appartamento con due stanze, senza impazzire o sentirti a disagio.
Capisci che ami qualcuno quando tutto diventa più facile in due, quando ti rendi conto che stare assieme ti ha reso una persona migliore, quando la fiducia nell’altra persona è totale: avrei un elenco lunghissimo di aspetti profondi e superficiali, e credo che ognuno trovi la sua strada e la sua definizione di “amore”.
Quando capisci che ami qualcuno? La domanda è mal posta.
Non c’è una singola cosa che, da un giorno all’altro, te lo fa capire, così come non credo al concetto della “persona giusta”: non essere categorici è fondamentale, il tempo passa, le situazioni e le persone cambiano, quello che funzionava ieri potrebbe non funzionare domani, e le storie non devono necessariamente essere infinite.
L’amore non è una cosa irreversibile che ti succede, devi farti il culo tutti i giorni per mandare avanti una relazione, e capire se hai voglia di mandarla avanti.