Io vorrei dire a tutti questi giovinastri moderni che quando avevo 16 anni presi IL TRENO REGIONALE da Viareggio fino a Firenze (75 fermate e 2 ore e mezza di viaggio), andai da un amico dei miei genitori che TELEFONÒ a un suo collega di Roma che insegnava giapponese all’università e dopo aver appoggiato le cuffie del mio WALKMAN sulla cornetta mi feci tradurre pezzo per pezzo la sigla originale di DRAGON BALL che avevo REGISTRATO su una MUSICASSETTA mettendo il MICROFONO DELLO STEREO davanti alla TELEVISIONE.
Quindi, giovinastri moderni, il tempo che vi avanza dopo aver digitato su youtube ‘dragon ball opening sub ita’ vedete di usarlo molto ma molto bene. E soprattutto senza lamentarvi di non averne.

Grazie. (via kon-igi)

Con la tratta da Lucca a Firenze a BINARIO SINGOLO, per cui ad ogni stazione il treno si doveva fermare per lasciar passare quello che veniva dalla direzione opposta. La priorita’ con la quale si decideva quale dei due si doveva fermare e quale poteva passare a diritto, veniva regolata da una legge semplicissima: se tu eri a bordo di un treno, era sempre l’altro che passava. Il tuo si fermava SEMPRE.

C’ho fatto anni e anni di pendolare all’universita’ su quella tratta, coi treni piu scassati dell’universo.

E se beccavi il regionale per Aulla, ti toccava pure puppatti il treno diesel a due vagoni (tutti stipati come sardine) col fumo nerissimo della motrice che entrava dentro dai finestrini bloccati aperti. Diesel perche’ il treno elettrico non ce la faceva a fare la salita fino ad Aulla, e due vagoni perche’ piu di quelli non ce la faceva neanche il diesel.

Sono un papà separato che è rientrato ora portando con onore e riconoscenza cacca e vomito di mia figlia (3 anni) ricoverata in ospedale. Perchè posso puzzare ed essere sporco per gli altri, ma lei saprà che io ero li e la tenevo stretta a me anche se non vivo con lei. Ora 4 ore di sonno e torno da lei. Scusa, ma non avendo molte persone nella mia vita con cui condividere; ho approfittato della tua richiesta di chiedi/manda. Ciao.

kon-igi:

quartodisecolo:

Tra i primi ricordi della mia infanzia, e avevo più o meno l’età di tua figlia:

  • Mia madre che faceva i turni di notte e quindi non c’era quando andavo a letto, con grandi mie scenate e (puoi immaginare) grande gioia di mio padre;
  • Mio padre che resta a casa con me perché sono malato, e mentre giochiamo con le macchinine si mette a pulire il corridoio con l’aspirapolvere, così scorrevano meglio.

Ripeto: ho quasi 35 anni e ancora mi ricordo queste cose di quando avevo 3-4 anni, come fossero ieri.

Non so cosa significa essere papà, so benissimo significa essere figlio di genitori che si sono sempre fatti il culo per me, pur nei limiti delle loro possibilità materiali e non.

Tua figlia si ricorderà.

E se non si ricorderà del singolo episodio, ti posso assicurare che gli rimarrà dentro, per tutta la vita, il senso di sicurezza e di protezione che il tuo gesto, che tutti i tuoi gesti gli hanno donato.

Se potessimo sfogliare ogni vita triste come si sfoglia un album di figurine, ci potremmo rendere conto come troppo spesso infelicità e solitudine sono frutto di abbracci mancati, di complimenti non fatti e di parole di supporto taciute.

Io non ricordo tutte le notti che mio papà e mia mamma sono rimasti svegli a cambiarmi la pezzuola bagnata in testa mentre la febbre a 40° mi faceva delirare, però il loro amore mi ha insegnato che posso prendermi cura delle mie figlie senza sentire il terrore per un mondo e un’esistenza terribili e all’apparenza privi di significato.

Qualcuno ti potrebbe dire che hai fatto solo il tuo dovere di padre, io invece ti abbraccio e ti dico bravo per aver insegnato a tuo figlio che davvero l’amore non deve mai essere dato per scontato.

Tante buone cose a voi ma tante davvero… e soprattutto un augurio di pronta guarigione a lui. 🙂