Tra i primi ricordi della mia infanzia, e avevo più o meno l’età di tua figlia:
- Mia madre che faceva i turni di notte e quindi non c’era quando andavo a letto, con grandi mie scenate e (puoi immaginare) grande gioia di mio padre;
- Mio padre che resta a casa con me perché sono malato, e mentre giochiamo con le macchinine si mette a pulire il corridoio con l’aspirapolvere, così scorrevano meglio.
Ripeto: ho quasi 35 anni e ancora mi ricordo queste cose di quando avevo 3-4 anni, come fossero ieri.
Non so cosa significa essere papà, so benissimo significa essere figlio di genitori che si sono sempre fatti il culo per me, pur nei limiti delle loro possibilità materiali e non.
Tua figlia si ricorderà.
E se non si ricorderà del singolo episodio, ti posso assicurare che gli rimarrà dentro, per tutta la vita, il senso di sicurezza e di protezione che il tuo gesto, che tutti i tuoi gesti gli hanno donato.
Se potessimo sfogliare ogni vita triste come si sfoglia un album di figurine, ci potremmo rendere conto come troppo spesso infelicità e solitudine sono frutto di abbracci mancati, di complimenti non fatti e di parole di supporto taciute.
Io non ricordo tutte le notti che mio papà e mia mamma sono rimasti svegli a cambiarmi la pezzuola bagnata in testa mentre la febbre a 40° mi faceva delirare, però il loro amore mi ha insegnato che posso prendermi cura delle mie figlie senza sentire il terrore per un mondo e un’esistenza terribili e all’apparenza privi di significato.
Qualcuno ti potrebbe dire che hai fatto solo il tuo dovere di padre, io invece ti abbraccio e ti dico bravo per aver insegnato a tuo figlio che davvero l’amore non deve mai essere dato per scontato.
Tante buone cose a voi ma tante davvero… e soprattutto un augurio di pronta guarigione a lui. 🙂