NÉ GLI ERRANTI SONO PERDUTI

3nding:

kon-igi:

Io, oltre con i numeri, ho qualche problema con l’orientamento in ambito metropolitano.

Datemi da buttare l’Unico Anello nel Monte Fato e vi ci arrivo in una settimana senza nemmeno fermarmi a prendere un kebab alle Miniere di Moria ma se si tratta di muoversi in luoghi antropizzati mi sale il Ryoga e state certi che si finisce dentro portali aperti su altri mondi (silenzio @3nding, la mia autocritica è sufficiente).

Appena posso, uso il navigatore dello smartphone anche per scendere a guardare nella cassetta della posta ma a volte ci sono inghippi contingenti (batteria, ricezione, traffico dati etc) per cui mi devo affidare al senso dell’orientamento (male) o alla memoria (malissimo).

Caso voglia che Sabato, prima del casello di entrata a Milano, il mio operatore telefonico abbia deciso che accattone, basta traffico internet per cui ho dovuto velocemente fare ricorso ad una strategia che avevo preparato a tavolino precedentemente, strategia che consiste in un’associazione di frasi, nomi, fatti e luoghi a me cari al percorso da seguire.

Quindi, per fortuna che i casellanti non esistono più perché appena mi sono fermato per infilare il biglietto e pagare ho dovuto urlare:

Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, v’invito a resistere! Uomini dell’Ovest!

e ricordarmi così di prendere la Tangenziale Ovest e non quella Est, che già una volta m’aveva portato in culo a Sauron.

Appena imboccata la tangenziale comincio a ripetere velocemente e senza prendere fiato HO FAME E MI MANGIO OTTO ARAGOSTE HO FAME E MI MANGIO OTTO ARAGOSTE 

HO FAME E MI MANGIO OTTO ARAGOSTE finché non prendo l’uscita 8 per Famagosta, quella dopo la Torre di Isengard (lo so che l’uscita per Famagosta non è la 8 ma comunque sta dopo la 7 anche se non ho capito perché dopo la 8 c’è la 5. E so bene pure che dovrei uscire prima ma con Pavia-Milano-Ticinese-Valleambrosia-Chiesarossa-Stataledeigiovi è difficile fare associazioni).

Poi per qualche chilometro procedo paranoicamente sul lato destro di quattro corsie finché non trovo LA CLAUSTROFOBICA MICROROTONDA STRATIFICATA DEL CAZZO CHE SCACCIA VIA LA SPEZIA DI ARRAKIS e poi miracolosamente arrivo nella via dove abita mia figlia, anzi nel doppio viale… un cazzo di viale che gira tutto attorno al centro di Milano e cambia nome ogni 500 metri ma nessuna paura perché lei abita nel pezzo che ha lo stesso cognome dell’imbianchino che nel 1998 ci dipinse la casa di giallo ma con una i al posto della e (il cognome, non il colore).

Solo che il viale è doppio e lei abita dal lato sbagliato e vedo casa sua dall’altra parte e allora giro per tornare su e NO CAZZO! È UNA MINCHIA DI SENSO UNICO MALEDETTI MILANESI INCAPACI A NON COMPLICARE TUTTO C’HO IL TRAM CHE MI SI PIANTA DAVANTI STRIDENDO CHE NEMMENO LA TEIERA DI MIA NONNA E L’AUTOBUS CHE HA UN ATTACCO ISTERICO A DESTRA E TUTTE LE MACCHINE BLOCCATE SULLA SINISTRA CHE PESTANO SUL CLACSON NEMMENO DOVESSERO CORRERE A TROMBARSI  A VICENDA LE LORO MAMME UN PO’ PUTTANE NON SO MAGARI ADESSO ESCE DA SOTTOTERRA PURE UNA METROPOLITANA TIPO VERME DI DUNE MALEDETTI TUTTI CHE MI URLANO TERRONE DI MERDA TORNATENE A GUIDARE A NAPOLI E IO CHE DICO SCUSATE SE SONO ABITUATO A GUIDARE IL CARRO COI BUOI NELLE CAMPAGNE DELL’INKULISTAN e poi improvvisamente trovo un parcheggio davanti a una friggitoria di pakistani o forse è un bar di cinesi ah, no è un supermarket di indiani e scendo e mi guardo intorno per sbirciare se c’è una nera signora che mi guardava con malignità oh oh cavallo oh oh cavallo DIOCAN

Il giorno dopo per uscire da Milano ho fatto un percorso diverso e sono passato dentro a un parco naturale molto suggestivo che si chiamava tipo Lampione, anzi no, Sempione e anche lì non capisco che cazzo avessero tutti da urlare.

Beh, comunque… l’avete capito cosa non si farebbe per i figli?

Eviterò di infierire.

Moio 😀

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