I tablet usati nel referendum in Lombardia non sono dei veri tablet

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Nei giorni precedenti al referendum consultivo per l’autonomia tenuto lo scorso 22 ottobre in Lombardia, c’erano state molte polemiche sull’acquisto di migliaia di dispositivi per consentire il voto elettronico. Per comprare 24.000 tablet la regione aveva speso circa 23 milioni di euro, una cifra giudicata eccessiva dalle opposizioni. Il presidente Roberto Maroni aveva risposto alle polemiche spiegando che l’acquisto dei dispositivi era «un investimento, non una spesa, perché i tablet poi rimangono in dotazione alle scuole come strumento didattico». Ad alcuni mesi di distanza sembra che le scuole coinvolte non siano molto soddisfatte dei dispositivi, che in realtà non possono nemmeno essere definiti dei veri tablet.

Francesco Fumelli, che insegna linguaggi multimediali all’ISIA di Firenze, ha detto a Motherboard che oltre a essere scomodi i dispositivi in questione «sono poco potenti come risorse hardware per un utilizzo generico – per dare un’idea, la potenza del processore SoC Z8350 è paragonabile a quella di uno Snapdragon 801 SoC che veniva montato su smartphone qualche anno fa – e hanno schermi a bassa responsività». In pratica sono poco potenti e con un touchscreen molto più arretrato rispetto ai veri tablet. Secondo il Fatto, inoltre, sui dispositivi è montato Ubuntu, un sistema operativo gratuito incompatibile con la maggior parte dei software e applicazioni dei sistemi più comuni di Windows, Android o MacOS.

C’è Ubuntu? Dateli a me!

(è sufficiente Scratch per fare dei progetti di coding per le scuole)

Ma poi uno Snapdragon 801 sarebbe poco potente ? Ma che ci devono far girare, Autocad ? E’ vero che veniva montato qualche anno fa, ma sugli smartphone top di gamma da 800 euro. Io faccio ancora tutto con un HP Touchpad del 2011, che non arriva nemmeno a un decimo della potenza di calcolo di uno Snapdragon 801. E oltretutto lo Z8350 e’ pure un Atom, per cui ha architettura x86. Il che significa compatibilita’ con praticamente qualsiasi software per linux. Ma che vuoi di piu’ ? Io gli atom li uso pure a lavoro sulle macchine per i test automatici.

Raga, dai, per un volta che il Fatto Quotidiano non fa clickbaiting, leggetevi l’articolo: non è un tablet e nemmeno un PC, è una voting machine che pesa 2 chili.

Con tutto che un tablet sarebbe stato sicuramente piu pratico da usare, nell’articolo non si lamentano tanto del peso o dell’ingombro, quanto di linux:

i
“veri problemi” del dispositivo non sono le sue dimensioni, ma «il
touchscreen e il sistema operativo Ubuntu. Dobbiamo cercare programmi
compatibili e non possiamo fare lezioni pratiche su Windows»

O povere stelle, gli tocca perfino cercare programmi per Linux invece che usare Windows. Ma pensa te. Come se facendole su Linux, le lezioni, fossero meno “pratiche”. Diciamo che quegli insegnanti non sanno nemmeno da che parte si guarda, Linux, che suona gia’ piu’ credibile. E no, non e’ scusabile. Se lo usa mia mamma di 60 anni, Ubuntu, che non sa manco mandare una mail (e tra l’altro maestra alle elementari), ce la possono fare anche loro.

I tablet usati nel referendum in Lombardia non sono dei veri tablet

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