
Io, se mio figlio prende 9, ricorro al Bar.
Nel senso che brindo.via Edoardo Buffoni
Mia madre quando prendevo 9 diceva “hai fatto solo il tuo dovere”.
Proprio come mia madre. E se tornavo a casa “solo” con un 7, apriti cielo… (“Come mai così poco? Cosa hai sbagliato?”)
Esattamente. Tra l’altro questa cosa l’ho sempre odiata con tutta l’anima.
Ricordo ancora una conversazione tra mia madre e una sua amica, quando io ero in terza media; mia madre stava guardando la pagella del figlio dell’amica, che era un anno più grande di me, e aveva tutti 7. Mia madre disse “eh, ce l’avesse il mio questi voti…”.
L’anno successivo portai una pagella con tutti 7 e 8, ma niente, non una parola di apprezzamento o un “bravo, continua così”. Era sempre e solo “il mio dovere”. Ho aspettato per 4 anni una qualche reazione, poi in quinta mi sono rotto il cazzo. Ho mollato completamente. Mentre tutti gli altri si mettevano sotto cercando disperatamente di recuperare 5 anni di fancazzismo per non farsi segare alla maturità, io facevo cosi’ tante assenze da dover falsificare le firme pure su un secondo libretto delle giustificazioni.
Ero uno dei più bravi della classe, sapevo che non mi avrebbero bocciato dopo cinque anni senza un 6 in pagella. Per cui tirai la corda fino al limite. Arrivai a mandare a quel paese il prof che seguiva la mia tesina (e che era pure in commissione d’esame), 10 giorni prima della maturità, rifiutandomi di fare le modifiche che voleva. Gli dissi che l’avrei consegnata cosi’ com’era, e se gli non stava bene che mi bocciasse pure.
Alla maturità presi “solo” 87, contro il 95 e 96 degli altri due coautori della mia tesina. Quando mia madre mi chiese com’era andata, le dissi di andare a vedere i quadri fuori dalla scuola.
Se mai avrò un figlio, questa cosa del “solo il tuo dovere” da me non la sentirà mai.