Il padre di di maio era un attivista di estrema destra. Di maio ha cercato di prendere la laurea in ingegneria e ha mollato, poi ha cercato di prendere la laurea in giurisprudenza e ha mollato poi ha deciso di fare il webmaster (?) e dopo poco ha deciso di entrare in politica.
E nemmeno io mi sento molto bene.
signore e signori vi presento il tipo che mia madre vuole votare e che ascolta più di sua figlia, più vecchia del tipo, che ha finito sia la laurea triennale che il master, ha trovato un lavoro subito dopo ed è stata grado di diventare autonoma entro 2-3 anni, ma che si rifiuta di accondiscenderla nelle sue ossessioni, quindi deve per forza essere nel torto.
This is some hot porn thank you for the @ and saved for later
Hmm. … Wonder if it would work with light sabres.
I don’t believe the source was provided, so here it is! Awesome watch if you’re into historical martial arts.
😍
A Pisa c’è la Sala d’Arme Achille Marozzo, che insegna queste tecniche. Ci avevo anche fatto un pensierino, se non fosse che 1) fisicamente sono in forma quanto un gatto stiacciato sull’aurelia, e 2) per comprare tutte le protezioni e l’attrezzatura iniziale è una spesa non indifferente
Io credo che nessuno abbia il diritto a importunare un’altra persona.
Penso piuttosto che esista il dovere di capire se è quanto una violazione dello spazio personale, fisico o “sociale”, sia gradita (se non auspicata) e, nel dubbio, starsene.
Lo spettro è così ampio che l’interpretazione potrebbe spaziare da ‘She wants the D’ a ‘Posso stringerti le mani? Come sono fredde, tu tremi! No, non sto sbagliando mi ami!’.
Non invidio gli inoccupati sentimentalmente che dovranno vivere questo dilemma straziante.
E, per esempio, il legittimo auspicio di riuscire, con modi urbani, a farle cambiare idea magari dopo avere sbagliato la prima impressione? Se tutto si riducesse all’unica casistica di un accordo preventivo tra le parti non ci sarebbe qualcosa che non funziona?
Andando sul personale, io credevo fosse NO e se non ritornava lei a specificare che non lo era, adesso non starei qua a parlarvi di Figlia N.1 e Figlia N.2.
siamo 7 miliardi e rotti su questo pianeta. la tipa che volete approcciare al colmo della vostra ubriachezza o in un momento di ormonaggine a palla, magari supportati dalla fomentazione di gruppo, non è la donna della vostra vita. se vi dice no, sti cazzi. morto un Papa se ne fa sempre un altro. magari senza maleducazione la volta successiva.
che io a Kon ci voglio molto bene, ma lui e la sua compagna rientrano della casistica della classica botta di culo coadiuvata dall’allineamento dei pianeti e dall’intervento di 5 divinità diverse per corrompere le Moire. quel tipo di casistica che manda avanti la categoria “rosa” della fiction insomma. per ognuno di loro ci sono 1000 persone che vagano alla ricerca dell’altra metà della mela, che non esisterebbe come concetto senza un paio di secoli di letteratura rosa a batterci sopra.
il resto di noi deve andare a tentativi (TENTATIVI CIVILI), sperando che prima poi o poi almeno un entità minore decida di voltare lo sguardo dalle nostre parti (o per dirla in maniera pragmatica, che entrambi nell’approcciarsi abbiano le stesse prospettive, la chimica e una mente compatibile. e le tempistiche. perché puoi avere tutte le tre prime cose insieme, ma senza la tempistica sei col culo a terra. “But timing is a bitch”, come dice una serie che su questo argomento ci ha battuto anche fin troppo e i cui creatori io voglio ancora fustigare male per la sua fine.
ah, i tentivi civili a liello globale li otterremo solo quando l’idea del supermacho e della femmina debole in attesa del principe azzurro che la conquisterà dalla torre in cui vive, verranno finalmente oltrepassati per arrivare al concetto di “siamo tutti esseri umani, minuscole creature abitanti un sasso lanciato nello spazio a vivere le nostre vite incasinate e dipendenti dall’entropia, almeno facciamo questo viaggio con qualcuno”.
non lo so bene che ho scritto, ho fatto supporto psicologico a mia sorella per due ore perché ha avuto l’ennesima crisi ma ho ancora le endorfine a palla da ieri per la scalata e sono un po’ scombussolata ancora. ignoratemi.
Il miracolo più incredibile di Gesù non è la resurrezione di Lazzaro (o la sua), non è aver camminato sulle acque, non è aver moltiplicato il pane e i pesci (che comunque è notevole, diciamo la numero 2), ma la trasformazione dell’acqua in vino.
In pratica, anche considerando il vino come una miscela di solo acqua e etanolo, vuol dire prendere una manciata di H2O e trasformarla in H2O + CH3CH2OH. Raga abbiamo creato carbonio partendo da idrogeno e ossigeno. Cioè, o abbiamo fuso 12 protoni dell’idrogeno insieme oppure abbiamo fuso 4 protoni dell’idrogeno a un atomo di ossigeno (che ne ha 8). La fusione nucleare in una bottiglia, per creare carbonio, che ha 12 protoni.
Raga, doveva esplodere tutto, altroché!
Questo perchè non hai considerato l’ipotesi che fosse un visitatore da una missione scientifica della Federazione dei Pianeti che si è trovato a violare la Prima Direttiva. Teletrasporti via l’acqua, teletrasporti dentro il vino. Easy peasy.
Ascensione al cielo? Raggio traente seguito da teletrasporto.
…non oso cercare ma la probabilità che ci sia una setta di invasati in america che crede a una o più delle cose qui sopra è piuttosto alta, peraltro.
Questi sono i post che mi fanno sentire la mancanza di tumblr 😀
(Negli ultimi mesi sono stato un po’ poco presente, causa real life un po’ troppo invasiva, ma cerchero’ di ritagliarmi un po’ di tempo anche per il tumblo)
Dalla Lombardia alla Sicilia: nonostante differenze anche sostanziali nel mondo del lavoro e nella rete familiare, per le donne ritornare al lavoro dopo la nascita di un figlio sta diventando sempre più problematico in tutte le regioni d’Italia, anche in quelle dove solitamente l’occupazione femminile è maggiore rispetto alla media nazionale. Alla base restano i problemi da affrontare quando si prova a conciliare carriera e cura della famiglia nei primi anni di vita di un bambino tra costi alti per i nidi, stipendi bassi e nonni, spesso ancora in servizio, che non possono badare ai nipoti.
La Lombardia è in testa con un numero altissimo di dimissioni convalidate, ben 8.850. Tra queste 3.757 sono dovute al passaggio ad altra azienda, ma tutte le altre (5.093) sono legate a motivi familiari. Tra le donne, che sono state 6.767, quasi la metà (3.105) si sono licenziate per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti di supporto e elevata incidenza dei costi di assistenza del pargolo.
Questa è una domanda che le persone si fanno solo nei film. Nella vita reale credo che nessuna persona seriamente innamorata si sia mai fatta questa domanda.
Nel giorno del suo matrimonio, un amico mi disse: “Quando hai convissuto per qualche anno in un appartamento di 50 metri quadrati, il matrimonio è un passo davvero facile”.
All’epoca mi sembrava un’esagerazione, detta per ridere: ora, invece, dopo aver vissuto assieme ad Alice in un appartamento di 50 metri quadrati per tre anni e mezzo, mi rendo perfettamente conto di cosa intendesse.
Non ho paura di sembrare superficiale se dico che a volte amare significa aver trovato qualcuno con cui sai che puoi condividere una stanza d’albergo di 4 metri per 2, oppure di convivere per anni in un appartamento con due stanze, senza impazzire o sentirti a disagio.
Capisci che ami qualcuno quando tutto diventa più facile in due, quando ti rendi conto che stare assieme ti ha reso una persona migliore, quando la fiducia nell’altra persona è totale: avrei un elenco lunghissimo di aspetti profondi e superficiali, e credo che ognuno trovi la sua strada e la sua definizione di “amore”.
Quando capisci che ami qualcuno? La domanda è mal posta.
Non c’è una singola cosa che, da un giorno all’altro, te lo fa capire, così come non credo al concetto della “persona giusta”: non essere categorici è fondamentale, il tempo passa, le situazioni e le persone cambiano, quello che funzionava ieri potrebbe non funzionare domani, e le storie non devono necessariamente essere infinite.
L’amore non è una cosa irreversibile che ti succede, devi farti il culo tutti i giorni per mandare avanti una relazione, e capire se hai voglia di mandarla avanti.
Cinque anni fa, ad una mostra, è iniziata la nostra storia.
Siamo stati travolti da un susseguirsi di problemi che avrebbero fatto scappare chiunque, ma tu sei ancora qua.
Comincio il 2018 stanchissima fisicamente ed emotivamente, cammino in una nebbia fitta senza vedere il mio futuro, ma ci sei tu a darmi la mano e si va avanti.