Isacco era seduto nell’orto, quando gli cadde una mela in testa. Allora corse dal babbo e gli disse “Babbo, ero nell’orto e mi è caduta una mela in testa”. Il babbo lo guardò un po’ perplesso, ma Isacco continuò “La forza di gravità! Quando cade una mela, cade in terra!”. Il babbo allora gli fece “Isacco, son 20 anni ti mando all’Università. Levami una curiosità; dove sei stato tutto sto tempo? Questa mano, se cade, dove cade? In testa” e lo picchiò. Disse male a Isacco (Benigni, 1984).
Giorno: 11 febbraio 2018
hahahaha best prank i’ve seen in a while
This is singlehandedly one of the funniest and cutest things I’ve ever seen. Relationship goals.
Wow

Anche se io e @tsuki-nh non ci si chiappa mai, anche se passando dalle aste in legno a quelle in carbonio dobbiamo reimparare daccapo a stimare le parabole, e’ stata una bellissima giornata.
Pero’ c’ho le gambine che un le sento piu’.
LASCIA O ACCETTA
Che per me sia rilassante restaurare vecchi
attrezziarmiattrezziarmiATTREZZI, ve lo testimonia il fatto che oggi mi sono svegliato senza desiderare la nuclearizzazione di nessun ente o persona ma con un sentimento quanto più vicino possibile a un senso di primitiva costruttività propositiva.Quella che vedete è la testa di una vecchia accetta da 1 kg a cui ho tolto il manico da 40 cm per poi sostituirlo con uno leggermente più lungo (50 cm), intagliato da una tavola di ciliegio.
Peso e lunghezza non sarebbero troppo compatibili, perché con 1Kg su 50 cm si sconfina nella categoria della asce a due mani ma per l’uso che ne dovrò fare (bushcraft) ho bisogno di un buona testa battente.
Il taglio e la sagomatura del manico sono state la parte meno difficile (seghetto alternativo e levigatrice con disco a grana grossa), mentre per le curve ho usato prima una raspa a mano e poi carta vetrata a grana sottile, con gran bestemmie e dolori di braccio.
Per la testa, ossidata oltre ogni dire, ho usato la levigatrice ma con un disco per metallo, con cui non ho troppo insistito affinché rimanessero tacche e imperfezioni. Dopodiché ho spalmato la superficie con cera d’api e usato un disco a spazzola di fili d’acciaio per ottenere l’effetto finale.
Per riposare il braccio dolente, mi sono dedicato al manico, trattandolo con olio paglierino a goccia continua finché non ne è stato completamente pregno e inserendo un chiodo d’acciaio a testa grande sull’apice distale per favorire la battitura. Ho concluso levigando nuovamente l’apice e indurendolo a fuoco.
La testa è stata inserita con battitura alternata dei due apici e fissata ad espansione con un chiodo in ferro dolce sulla cui testa ho intagliato A MANO una croce celtica (lo so, non rompete il cazzo… volevo intagliare un nodo celtico ma ho desistito).
Il prossimo passo è il fodero in cuoio ma è domenica ed è già tanto che è aperto il Lidl per comprare i miei broccoli quotidiani.
(Il prossimo post sarà sulla mia bellissima Skeggöx, una scura d’arcione barbuta che ho già finito da qualche tempo ma a cui sento che manca ancora qualcosa… no, non il sangue dei miei nemici, tranquilli).
Bellissima!









