
Giorno: 14 febbraio 2018
Video Clip SS218421 (Tardigrade Walking Through Algae)
Tardigrade (Hypsibius dujardini) walking through algae, microscope view.
Tardigrades are commonly known as water bears or moss piglets. They are found in practically every habitat on Earth, from hot springs to beneath ice sheets, and are renowned for their toughness.
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Experiments have shown they can survive being frozen to nearly absolute zero and heated to 150 degrees Celsius. They have survived pressures of more than 6000 atmospheres, and have survived after prolonged exposure to the vacuum and radiation found in space.
In unfavorable conditions they can dehydrate to 1% of their normal water content and remain alive in stasis for over a decade. In more normal conditions, they prefer moist environments where they feed on algae and bacteria.
This tardigrade is often used as a model organism in biological research, and its genome is being sequenced.
© Sinclair Stammers / Science Source
Satellite cinese fuori controllo, La Sapienza: Potrebbe cadere in un’area molto vasta, c’è anche la Toscana
A parte che Tiangong 1 non e’ un satellite ma una stazione spaziale. Ma poi, mi fai un articolo con un titolo del genere, e quando vai a leggere:
Ad oggi è impossibile prevedere una data e un luogo di rientro, si sa solo che cadrà tra i +43 e i -43 gradi di latitudine, probabilmente tra la metà di marzo e l’inizio di aprile
L’unica certezza è che le parti che sopravvivranno al calore del rientro in atmosfera cadranno in una zona molto ampia, compresa fra il 43° parallelo nord e il 43° parallelo sud, un’area che include anche l’Italia, da Firenze in giù.
Ma dio cristo, anche un po’ meno allarmismo magari, eh. Non sai quando, non sai dove, non sai come, non sai manco cosa, e sei riuscito comunque a fare un articolo che coinvolge la Toscana, solo perché sta tra il 43º
nord e il 43º
sud. C’e’ pure mezzo Uzbekistan in quella fascia.
Porco il dio dei giornalisti rubati alle miniere. Braccia rubate al rifornimento dei digestori da biogas.
Il giornalismo scientifico dovrebbe avere un albo separato.
oppure dare proprio delle patenti come per le moto e i camion, fai la patente A? scrivi dell’isola dei famosi e al massimo curi la colonna a destra piena di culi e tette su Repubblica.it. L’esame te lo fa Salvo del Grande Fratello e già è grasso che cola.
Per scrivere di scienza (dallo spazio alla biologia) ti serve la patente F e in commissione di esame ci trovi dalla Cattaneo a Rubbia, da Tozzi alla Cristoforetti.
A proposito di Cristoforetti e giornalismo scientifico https://plus.google.com/+SamanthaCristoforetti/posts/K3Pfp25BqGf
Autoreblog perche’ il link qua sopra merita veramente la lettura.
Invito tutti a leggere costui e moltissima stima a chi già lo fa (scrive un post al giorno. Meglio di un calendario).
Conversazione, in parte romanzata, avvenuta presso reale tavolino del bar.
– È da tanto che conosci Antonella?
– Dal liceo.
– Ah, amici di vecchia data.
– Eh sì.
– Eh.
– Così.
…
– Sentiii…ma tu di cosa ti occupi? No, perché Antonella mi ha accennato qualcosa ma mi sa che non ho capito bene.
– Sono un umanista.
– Ah, ecco, appunto. Un umanista.
– Un umanista 4.0.
– Elallà. Addirittura 4.0. Bello bello, però non mi è ancora bene chiaro cosa fai esattamente.
– Sono un umanista.
– E fin qua, ci siamo. Ma nel pratico dico.
– Perlopiù costruisco environment di senso.
– Costruisci…nel senso che fai tipo il geometra?
(ride) – No, costruisco nel senso che elaboro.
– Ma allora elabori o costruisci?
– Entrambe. A seconda dell’environment.
– E daje co sto environment. Che cos’è un environment?
– In che senso?
– Nel senso di che cosa cazzo è un environment.
– Un ambiente cognitivo.
– Sì, ma che fai in sto ambiente cognitivo?
– Umanizzo.
– Sì…umanizzi…ma che…cosa…fai?
– Sono un umanista.
– No, guarda, non ci stiamo capendo proprio. Provo a riformulare. Volevo sapere che lavoro fai.
– L’umanista.
– 4.0?
– Esatto.
– Okay. Ma cosa…in cosa consiste il tuo…cioè con le mani…saldi, guidi, impasti, vendi, compri?
– Umanizzo.
– Diotifulmini bastardo! Cosa fai?
– Creo rapporti di senso.
– No! Non è vero, stronzo! Dimmi cosa fai? Dimmelo!
– Diffondo ottimismo attraverso…
– …le tue cazzate! Smettila! Dimmi che lavoro fai! Voglio sapere cosa fai! Ti svegli la mattina e…
– …diffondo ottimismo.
– Diffonde ottimismo. Lui diffonde ottimismo. Bene. Benissimo. Senti, a questo punto ho il dubbio che tu non abbia alcuna familiarità con il concetto di mestiere. Facciamo così. Ora io dico un mestiere, un mestiere comune, arcaico, da libro di Richard Scarry, e tu rispondi con un altro mestiere comune. Pronti? Comincio io. Pompiere.
– Cool hunting.
– Macellaio.
– Marketing Research Data Miner.
– Sarto.
– Sustainability Expert
– Figlio di puttana! Sei un figlio di puttana! Ora tu mi dici cosa cazzo fai, e prega dio sia una cosa che può stare sopra lo stemma di una gilda medioevale o giuro su quanto ho di più caro al mondo che ti sfascio una sedia sulla schiena.
– Vedi, nella società liquida…
– La società liquida! Adesso mi tiri fuori Bauman, fango d’uomo! Ma io ti frantumo i menischi!
– …la costruzione di…
– Non dirlo.
– …di…
– Non dire environment.
– …
– Per favore. Ti prego. Fallo per me. Non…
– …environment.
– Aaaaaah. Aaaaah. Aaaaahhh!
…
– Scusa. Scusami…scusa…non volevo urlare così. Mi sono…mi sono lasciato andare, non avrei dovuto. È stato sconveniente. Sei un umanista. Va benissimo così. Sai cosa facciamo? Lasciamo perdere, ci mettiamo una bella pietra sopra e cambiamo argomento. Dai, ordino. Te che prendi da bere?
– Un gingerino, grazie. Tu?
– Io pensavo una bella tazza fumante di vaffanculo dimmi che cazzo di lavoro fai facciadimerda!
– L’umani…
– Nooo! Nooo! Il lavoro verooo! Il lavoro verooo che faiiii! Non puoi essere registrato all’Inps sotto umanistaaaa! Non è possibileee! Non ci credooo!
…
…
– Spaccio.
– Oooh, emmammamia! E ci voleva tanto! Era il caso di tirare su tutta sta pantomima. La fai sembrare una cosa brutta! Dai, cosa spacci?
– Ottimismo.
Urla animalesche, grida, rumore di carne lacerata, schizzi d’ottimismo tutt’intorno.– Lui è un blogger, scrive su fb (evvabbè) e si chiama non è successo niente.

Un gruppo di bambini con
grembiuli e cartelle attraversa il fiume Panaro a Guiglia, vicino a Modena, per
recarsi a scuola. Sono gli abitanti di due frazioni, Barletta e Castellino, che
per andare a scuola devono attraversare il Panaro scorrendo lungo una corda
d’acciaio tesa sul fiumeE’ ìl 1959
Bike sharing, ora è ufficiale: Gobee lascia l’Italia. “Troppi atti vandalici contro le bici”
e così, per colpa di qualcuno, ora questa cosa non ce l’avrà nessuno.
grazie a queste persone “super civili” che continuano ad promulgare l’immagine di un’Italia civile e moderna.
vi cascassero le mani per cancrena e vi venisse il cagotto perpetuo subito dopo.
stronzi.
Bike sharing, ora è ufficiale: Gobee lascia l’Italia. “Troppi atti vandalici contro le bici”

