Qualche anno fa, durante una riunione di lavoro, una collega inglese che non era mai stata in Italia, rientra dal bagno e pone la seguente domanda: “What is that little sink? It’s not comfortable to wash your hands there!”.
Incrocio di sguardi tra gli italiani presenti. Si cerca di non scoppiare a ridere. Si cerca il coraggio di prendere iniziativa ed essere il primo a dire qualcosa. Nessuno vuole essere quello che le dice che quello non è un “piccolo lavandino”.
Mese: febbraio 2018
Cosa non mi convince – Wittgenstein
C’è infatti un’altra possibile motivazione nella scelta di voto di cui penso valga la pena tenere conto, e che ha maggiore nobiltà e lungimiranza di quelle descritte: e ne ha almeno quanto quella principale di dare al paese un miglior parlamento e un miglior governo, domani. Ed è quella di darglielo dopodomani.
Solidarietà a @gigiopix che come scrutatore perderà pazienza e senno. Ma sta cosa del codice ipoteticamente, riesce ad assegnare la scheda al votante? Cioè si può sapere uno cosa ha votato a posteriori facendo il confronto di detto codice?
Se tutto viene fatto come da regolamento no, perché il bollino col codice va tolto dalla scheda (piegata e richiusa) PRIMA di inserirla nell’urna. Al momento dello scrutinio saranno tutte schede anonime.
Il bollino di per se non e’ una idea sbagliata: serve a garantire che la scheda che dai in mano all’elettore prima che entri nella cabina, sia la stessa che ti restituisce all’uscita.
E’ il modo in cui e’ stato implementato il sistema, che (temo), provocherà casini e rallentamenti a non finire. E non solo in fase di voto, ma anche dopo. Non voglio nemmeno immaginare quante nuove pagine avranno aggiunto ai verbali da compilare.
Spero vivamente di sbagliarmi, comunque. Non ho ancora letto il manualetto ufficiale col regolamento del seggio (purtroppo lo inviano solo al presidente del seggio), per cui mi riserverò i moccoli per quando avrò informazioni più affidabili.
Nel caso li sentirete pure da casa vostra, mi sa.
Domenica non metteremo più la scheda nell’urna – Il Post
da sapere.
La novità più visibile introdotta dalla legge elettorale sarà il “tagliando antifrode”, un meccanismo che farà sì che non sarà più l’elettore a inserire personalmente la scheda nell’urna. Funziona così: una volta entrato nel seggio, l’elettore riceverà una scheda con un codice identificativo riportato su una parte rimovibile. Il presidente del seggio annoterà sul registro questo codice accanto a quello dell’elettore. Una volta espressa la sua preferenza, l’elettore riporterà la scheda chiusa al presidente del seggio, il quale controllerà che il codice della scheda corrisponda a quello annotato sul registro, che rimarrà visibile anche sulla scheda chiusa. A quel punto rimuoverà il tagliando con il codice, in modo da eliminare la possibilità di risalire all’identità di chi ha espresso il voto, e inserirà la scheda nell’urna.
Ma allora lo vedi che ho ragione, quando dico che gli stanno sul cazzo gli scrutatori ? Questa non e’ una legge elettorale, come dice Crozza, questo e’ fare i dispetti. Gli stiamo palesemente sul cazzo, dai.
Già
che con un solo giorno di seggio invece che due, ci saranno file fino al cancello della scuola. Poi se ci vogliono 2-3 minuti in più PER CIASCUN VOTANTE prima e dopo l’uscita dalla cabina, deh…
Con questo sistema non si riesce a gestire 5 persone contemporaneamente dentro al seggio senza rischiare di far casino, perché ai registri ci possono stare solo due persone (uno al registro maschile e uno a quello femminile), e non possono contemporaneamente controllare i numeri delle schede e quelli delle tessere elettorali. Devono farlo in serie, non in parallelo. Per cui quei due li saranno incasinatissimi e strapieni di lavoro, mentre quelli che stanno a distribuire le schede e controllare l’urna non potranno fare più un cazzo da soli, e dovranno tenere a bada la gente impaziente che vedrà tre persone in piedi ferme in attesa, e penserà “ma guarda questi che non fanno un cazzo tutto il giorno”.
Poi ci saranno i soliti rincoglioniti che faranno la scenata pretendendo di infilare loro la scheda, che qua si fanno brogli eh, non va mica bene, io ce l’ho sempre messa da sola la scheda !
Porcoddio. Mi sta quasi venendo voglia di rinunciare a fare lo scrutatore, guarda.
Questo mese le dipartite sono quattro. Il mese prossimo una ancora. Tutti contratti non rinnovati (di cui due stagisti assunti a tempo pieno a una cifra così vergognosa che ci dovrebbe essere la galera).
Questo dopo due riunione plenarie in cui ci dicevano che le cose stavano andando di nuovo bene.
Il risultato sono stati tanti pianti e tante bestemmie, nonché il mio futuro di unica femmina dell’intero piano e l’essere veramente a corto di alleati in questa bolgia, in cui i capi invece di spingere al team building istigano alla competizione tra schiavi.
Inoltre i capi stessi sono in rotta e non sembra vogliano collaborare troppo. Altra cosa furbissima da fare in un’azienda che è un attimo sull’orlo del baratro.
Oltre a questo sembra che io sia tornata a essere una pedina contesa tra gli stessi e no, proprio non ne ho voglia di lasciarli giocare di nuovo con la mia vita e il mio futuro. Purtroppo per loro quasi nove anni qua dentro mi hanno ispessito la pelle di parecchio, il ché significa che nonostante ormai siano anni che non replico i fatti per cui sono ancora famosa qua dentro, loro potrebbero finalmente sperimentarli sulla propria pelle.
Nell’aria si respira talmente tanta frustrazione e demotivazione, che è difficilissimo entrare qui dentro al mattino con un briciolo di ottimismo, tanto che abbraccerei gente che in realtà detesto.
Ci vorrebbe più neve, altro che no.
La rivoluzione secondo Potere al Popolo: “Sembriamo radicali solo perché vi siete abituati a tutto” – Linkiesta.it


Ho come un deja-vu, @tsuki-nh

