Salvare file nel DNA, Microsoft compie un altro passo avanti

L’Università di Washington e ricercatori di Microsoft hanno fatto un importante passo avanti verso l’archiviazione di dati digitali nel sistema di stoccaggio delle informazioni per eccellenza, il DNA.

Dopo aver salvato 200 megabyte di dati in DNA sintetico nel 2016, i ricercatori hanno descritto in un documento pubblicato su Nature Biotechnology il loro sistema per l’accesso casuale, ossia il recupero selettivo di singoli file codificati in oltre 13 milioni di oligonucleotidi di DNA.

Anche se non è la prima volta che dei ricercatori ottengono l’accesso casuale al DNA, i due team hanno prodotto la prima dimostrazione di accesso casuale in una scala così grande.

Uno dei grandi vantaggi di usare il DNA come mezzo di archiviazione digitale è la sua capacità di salvare grandi quantità di informazioni, con un limite approssimativo di un exabyte – un miliardo di gigabyte – per millimetro cubo. I dati devono essere convertiti da 0 e 1 a molecole di DNA: adenina, timina, citosina e guanina. Per ripristinare i dati nella forma digitale, il DNA viene sequenziato e i file decodificati di nuovo in 0 e 1.

Questo processo diventa più difficile man mano che aumenta la quantità dei dati – qualora impossibilitati a un accesso casuale, è necessario sequenziare e decodificare in blocco un intero set di dati per trovare e recuperare file specifici. Inoltre, i processi di sintesi e sequenziamento del DNA sono soggetti a errori, il che può causare la perdita dei dati.

I ricercatori hanno superato questi problemi progettando e validando un’ampia libreria di inneschi (primer, un filamento di acido nucleico che serve come punto di innesco per la replicazione del DNA) per l’uso insieme alla reazione a catena della polimerasi (PCR) in modo da ottenere l’accesso casuale.

Prima di sintetizzare il DNA contenente i dati di un file, i ricercatori hanno aggiunto a entrambe le estremità di ciascuna sequenza di DNA degli inneschi dalla libreria. Così facendo hanno potuto usare questi inneschi per selezionare i filamenti desiderati tramite l’accesso casuale e hanno usato un nuovo algoritmo progettato per decodificare in modo più efficiente e ripristinare il dato al suo stato digitale originale.

Il nostro lavoro riduce lo sforzo, sia nella capacità di sequenziamento che nell’elaborazione, di recuperare completamente le informazioni memorizzate nel DNA”, ha spiegato il ricercatore senior di Microsoft Sergey Yekhanin, che è stato determinante nella creazione del codec e degli algoritmi usati. “Abbiamo ideato nuovi algoritmi che sono più tolleranti agli errori nella scrittura e nella lettura di sequenze di DNA per ridurre al minimo lo sforzo di recupero delle informazioni”.

Usando il DNA sintetico fornito da Twist Bioscience, il team ha codificato e successivamente recuperato 35 file distinti con dimensioni che spaziano da 29 kilobyte a oltre 44 megabyte – per un totale di 200 MB di video HD, audio, immagini e testo. Tra questi anche il video musicale di “This Too Shall Pass” degli Ok Go. Si tratta di un passo avanti rispetto ai 22 MB precedentemente raggiunti dai ricercatori della Harvard Medical School e del Technicolor Research & Innovation in Germania.

Da quando questo documento è stato presentato per la pubblicazione, abbiamo raggiunto oltre 400 megabyte e stiamo ancora crescendo e imparando di più sull’archiviazione di dati nel DNA su larga scala”, ha dichiarato Luis Ceze, professore a capo del Molecular Information Systems Laboratory (MISL) dell’Università di Washington.

I ricercatori stimano che questo approccio scalerà a insiemi fisicamente isolati di DNA contenenti diversi terabyte ciascuno. Se disidratati per l’archiviazione, questi insiemi di dati dovrebbero essere più densi di diversi ordini di grandezza rispetto a un nastro magnetico. E poiché i costi associati al sequenziamento e alla sintesi del DNA continuano a diminuire, il team prevede sempre più interesse nello sviluppo dell’archiviazione tramite DNA in futuro.

Salvare file nel DNA, Microsoft compie un altro passo avanti

poplitealqueen:

phoenixwaller:

prontobrontosaurusburger:

the-porter-rockwell:

shadows-ember:

elcomics:

image

image

image

image

image

image

image

image

Hi friends. This is our new comics TEST. This one means a lot to us and we really hope you like it.

We put out a digital comic book today containing our stories TEST, ARK, and MIDNIGHT RADIO. It’s hi res, DRM free and pay what you want. You can download it at: Gum.co/theworld

If you would like to support us creating more stories like these, please consider buying a copy. If you can’t, no worries. Please download and enjoy the book!

Written by Ehud Lavski. Art by Yael Nathan. Contact: elavski@gmail.com

That was…..wow

What.

Well. I need a full length novelization of this.

Just… wow

This is AWESOME

Spin-doctor fascisti

firewalker:

thec8h10n4o2:

misantropo:

thec8h10n4o2:

misantropo:

Non so se nel piccolo, localmente, l’aggressione al fascista a Palermo abbia giovato – facendo tornare qualche fascista nelle fogne che sono il suo habitat naturale, ma nel contesto nazionale ha sicuramente fornito un argomento a tutti quei “simpatizzanti” (leggi: fascisti) che ora infestano i social coi loro slogan prefabbricati: “è veramente il ritorno del fascismo il problema?” (porcodio, sì, lo è), “I veri violenti sono loro” (detto da chi ha organizzato centinaia di attentati squadristi perde un po’ di credibilità), “nessuno da sinistra critica questo gesto” (migliaia di persone “di sinistra” condannano il gesto), “scommettiamo che non ci sarà nessuna fiaccolata per il nostro camerata” (come se le sinistre dovessero organizzare le fiaccolate per i fascisti!), “Boldrini e Saviano mandanti morali” (devo essermi perso la dichiarazione in cui dicono di andare a menare i fascisti).

Io, purtroppo, non ce la faccio a ridurre il mio pensiero a uno slogan.

Non credo nella violenza come forma di risoluzione dei problemi. Penso che, al contrario, ne crei solamente – anche se nel breve e medio termine potrebbe sembrare l’opposto. D’altra parte, però, chi ha alzato i toni dello scontro (e non è stata certo la sinistra) sembra rifiutare qualsiasi dialogo. Quindi, che fare?

Nel forsennato spinnare di questo fatto di cronaca, credo, la cosa più importante che si cerca di far perdere di vista, “equalizzando” le due parti, è che mentre la violenza antifascista è pericolosa solo per i fascisti, la violenza fascista è pericolosa per tutti.

mentre la violenza antifascista è pericolosa solo per i fascisti, la violenza fascista è pericolosa per tutti.

È qui il nocciolo
della questione e dove io non sono d’accordo, non in generale e
ragionando per assoluti, ma per come si muovono attualmente i gruppi
fascisti.
Apri il giornale o
guardi un telegiornale e hai da una parte dei gruppi appartenenti
a regolari partiti che vogliono esprimere liberamente il loro modo di
pensare (nazionalismo, razzismo, misoginia, omofobia) e denunciare la
loro preoccupazione per la sicurezza della società (xenofobia); e
dall’altra abbiamo gente che non fa parlare, sputa e mena.  Poi
esci di casa e c’è la gente che vota, tanto spaesata e offesa
dalla velocità e dalla portata con cui sta cambiando il mondo, che
“servirebbe qualcuno come dico io per ripulire tutto questo
schifo”.
Il quadro a questo
punto dovrebbe essere chiaro. Se quando meni i fascisti li rendi
delle vittime e sposti il dibattito dai contenuti odiosi delle loro
ideologie (o dalla violenza effettiva dei fatti che li riguarda) alla morale del gesto in sé, non fai qualcosa di pericoloso solo per i fascisti, fai qualcosa di pericoloso anche per me e per il mio futuro.

@thec8h10n4o2​ sei una delle poche persone che seguo e stimo molto quello che posti, però penso che su questo argomento ti sbagli.

Ribadendo che secondo me la violenza non funziona mai, in nessun contesto (ma il dialogo sull’efficacia tattica e strategica della violenza sembra destinato a non chiudersi mai) e non posso giustificarla se non a livello umano (frustrazione e rabbia possono far fare cazzate a chiunque), penso ci siano tre punti importanti di cui parlare:

1) Casapound, Fratelli d’Italia e Lega non sono “regolari partiti”. Sono associazioni che sostengono una serie di ideali non compatibili con la nostra costituzione e pertanto andrebbero sciolti e, magari, i loro militanti indagati per apologia di fascismo.

2) Il problema di sdoganare i fascisti e lasciarli “esprimere liberamente” le loro ideologie, porta al paradosso della tolleranza che dice che una società “completamente tollerante” verrà dominata dalle frange intolleranti presenti al suo interno, perché non sono state fermate quando era ancora possibile farlo.

3) Chi ha spostato il dibattito dalle ideologie agli atti di violenza non è chi ha commesso il gesto di violenza, ma coloro che cercano di “spinnare i media” nella direzione che fa a loro più comodo.

Grazie 🙂

1) sono regolari partiti. Il fatto che per me e per te siano invotabili e un affronto alla dignità umana non cambia la realtà in cui ci troviamo.

2) non si tratta di essere tolleranti si tratta di essere efficienti. Alcuni dicono che le mazzate possono risolvere il problema, io penso che i veri attivisti antifascisti, nel 2018 in Italia, sono quelli che lavorano per eliminare o limitate la paura nella società e per fornire a tutti gli strumenti moderni per sopravvivere. Posso sbagliarmi, chissà!

3) Agire senza considerare le conseguenze reali non aiuta il punto 2, anche se nel momento è molto gratificante.

a proposito del paradosso della tolleranza. Guardatelo tutto e tutti

Reblog per il video postato da firewalker. Avrei voluto avere un prof in grado di spiegare cosi’ alle superiori.

Un nuovo MAXIPOST ELETTORALE – XVIII legislatura edition

spaam:

andanteconmoto:

La sede vacante è il periodo che intercorre tra la morte/ritiro di un papa e l’insediamento di quello successivo. È il periodo più bello ed equilibrato che esista, almeno per uno come me che subisce passivamente l’ingerenza ecclesiastica in Italia, perché nessuno può dire stronzate su cosa posso e non posso fare per non offendere Gesù. Molto simili sono la crisi di governo e il periodo che intercorre tra due legislature. Momenti di pace dei sensi vissuta al ritmo di una nuova, fantasmagorica e insostenibile CAMPAGNA ELETTORALE.

Alle urne, italiani! Ancora non sapete chi incarna meglio le vostre convinzioni? Nessun problema: ecco la guida per districarvi nel marasma dei simboli che potreste trovare sulle vostre schede tra due mesi scarsi.


1) Italia! Italia!
ovvero i partiti da stadio, quelli il cui unico pensiero è che vogliono governare l’Italia quindi è necessario far capire bene che è l’Italia che vogliono governare e, che ne so, non il Burkina Faso.

# Partito dei valori cristiani

image

Che bello il tricolore, quanta emozione che ci dà. Alla fine è il simbolo perfetto dell’unità nazionale, con quei tre colori che libertà uguaglianza e fraternità nessuno sa davvero cosa vogliano dire ma che ricordano un po’ una bella margherita. Che bello il tricolore: mettiamolo sul nostro simbolo. Tante volte.

Chi lo vota: I marinai in pensione, quelli che nell’intreccio delle coccarde hanno vissuto un piccolo colpo al cuore.

# Movimento Passione Italia

image

Questo non è un simbolo, è la resa grafica di una canzone di Mino Reitano: era tanto che volevo, col mio simbolo dire a te, grazie a un vecchio pensiero, grazie al mio paese… (movimento passione) Italia, (movimento passione) Italia: di partiti belli uguali non ce n’è!

Chi lo vota: I dislessici e chi è cresciuto in paesi in cui si legge da destra a sinistra. Capisco il gioco cuore-italia ma dai, davvero, messi così i due caratteri si manda a cagare ogni logica.

# Energie per l’Italia

image

è sempre bello quando in questa lista arrivano i simboli di quelli veri che ci mettono i soldi dentro. I Liberali-popolari-civici e gli innovatori mettono in campo le loro energie per l’Italia insieme a Stefano Parisi. E quale icona può rappresentare al meglio le energie se non delle lampadine tricolore? Delle lampadine tricolore chiaramente spente, anzi, nemmeno spente: che assorbono la luce attorno a loro… 

Chi lo vota: Elettricisti di tutta Italia, unitevi!

# Sdebitalia

image

Sopra il tricolore abbiamo attaccato con gimp una foto di una forbice su un tappeto di velluto che taglia un nastro tricolore, anzi avvolta da un nastro tricolore. Poi, visto che avevamo problemi con la fusione dei livelli abbiamo esportato tutto in bitmap, aperto paint e scritto SDEBITALIA usando il campiona colore per ricreare il tricolore. Ci piace tanto il tricolore, avremmo voluto metterne di più.

Chi lo vota: l’arrotino, la vecchia signora che si fa davvero affilare le forbici dall’arrotino.

# Riscossa Italia

image

Democrazia, lavoro e sovranità: ecco a cosa penso ogni volta che mi perdo a guardare le colline del Chianti oppure lo sfondo predefinito di Windows XP. Ecco, Riscossa Italia, con la sua simbologia semplice e affatto didascalica, trasforma in tricolore un profilo collinare sotto a un idilliaco cielo azzurro libertà. Riesce proprio a farmene venire voglia, di sovranità. Peccato solo che non abbiano scritto ‘lavoro’ in verde e ‘democrazia’ in rosso: lì si che sarebbe stato un simbolo perfetto.

Chi lo vota: Mucche alla riscossa, Tartarughe Ninja alla riscossa, Sandokan alla riscossa, Fantozzi alla riscossa, Zagor alla riscossa, eccetera, eccetera, eccetera.

# L’italia di Mameli

image

Io parlo della locura, Elettore, la locura. La pazzia, la cerveza, la tradizione, o merda, come la chiami tu, ma con una bella spruzzata di pazzia: il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillette. In una parola: Platinette; perché Platinette ci assolve da tutti i nostri mali, da tutte le nostre malefatte…  questa è l’Italia di Mameli: un paese di musichette, mentre fuori c’è la morte! 

Chi la vota: i tre sceneggiatori di Boris, Karim e forse anche Arianna, che per votare di nuovo Berlusconi ci vuole coraggio.

# Italia Madre

image

Il punto più alto della carriera politica di Irene Pivetti è aver avuto una sorella che ha doppiato Meg nel film Disney Hercules. Qualcosa da quell’esperienza ha imparato, apparentemente, perché il logo del suo nuovo esperimento politico sembra tirato fuori da una scena del film. Ma sì dai, è quella testa disegnata sul piatto appeso alla parete nella scena in cui Phil si lamenta delle caviglie di Achille.

Chi lo vota: Pena e Panico, il pittore nevrastenico che tenta di ritrarre Ercole. 

# Ameritalia

image

Qualcuno era comunista, diceva Giorgio Gaber, perché sognava una libertà diversa da quella americana. Possiamo quindi assumere che qualcuno fosse maccartista perché sognava esattamente la libertà americana, anzi la fusione con l’America stessa. Ameritalia fonde tricolore e stars and stripes in un nuovo meraviglioso esempio di assoluta bruttura.

Chi lo vota: se lo cercate su internet il primo risultato che salta fuori è un burger place di Chicago città, vi lascio immaginare la clientela…


2) MONO
Negli anni sessanta l’introduzione del suono stereofonico è stata una rivoluzione per l’industria discografica. Però pare che Sgt. Pepper suoni meglio quando è ascoltato monoaurale. Seguendo l’esempio di questo caposaldo della musica, molti partiti decidono di dedicarsi solo a una cosa, solo a un certo gruppo di persone.

#Movimento gente onesta

image

Per quanto potrai impegnarti qualcosa c’è sempre chi ti tirerà addosso le pietre. Poveri 5stelle, apparentemente non abbastanza honesti per questo movimento della gente onesta. Onestamente, non ce la faccio più a sentire invocare onestà-onestà a destra e a manca: non vedo l’ora che compaia un partito per disonesti, ingannatori e affini. Giusto per mischiare un po’ le carte.

Chi lo vota: la gente onesta!!1!

# Il popolo della famiglia – No gender nelle scuole

image

Il problema di internet è che dà a troppa gente la possibilità di parlare. Su questo simbolo non voglio spendere più di tre righe. Sono i rugrats quei quattro cosi in basso?

Chi lo vota: nostalgici dei rugrats, disegnatori oramai in pensione dei rugrats, quelli che proprio di come funzioni un popolo o una famiglia non hanno capito un cazzo.

# 3MMM – Movimento Mamme del Mondo per l’Italia

image

Certo, se vogliamo liberarci dallo stereotipo italiano mafia pizza mamma e mandolino forse non è il caso di votare una cosa del genere. Però a noi gli stereotipi piacciono e quindi ecco queste tre M maiuscole di vaga memoria mussoliniana su un bel mondo tinto di rosa. Se questa lista esiste è solo colpa di Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri: qualche anno fa, in un disco di successo, cantavano: “Voglio che le cariche importanti, dove si decide per il mondo vengano assegnate solo a donne. madri di figli”. Vi hanno preso in parola, spero siate contenti.

Chi lo vota: 

Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri.

# No riforma forense

image

C’è sempre della poesia in un indirizzo e-mail @libero.it. In un contrassegno elettorale poi è chiaramente un messaggio politico e non tirchieria: non è che non abbiamo voluto comprare un dominio, è che @libero.it ci sembrava proprio un bel messaggio. Liberi, in Italia, dalla riforma forense.

Chi lo vota: controriformisti a affini, i collegiali dei concili di Trento e di Costanza, chi proprio non ha voglia che le cose cambino.

# Free Flights to Italy

image

Le liste della circoscrizione estero non hanno veramente limite alla decenza. Va bene, voli gratis per l’italia. Ma perché non voli gratis dall’Italia? In questo modo mi posso trasferire, entrare nella circoscrizione estero, votarvi e ci guadagniamo tutti quanti. Se invece si vola gratis solo verso l’Italia me lo spiegate poi chi è che vi vota tra 5 anni? Un po’ di lungimiranza, per piacere.

Chi lo vota: volagratis.com 


3) Infinite Jest
ovvero quelli che hanno così poco da dire che decidono di dire tutto sul contrassegno, veri post-moderni della politica, quelli che se passiamo ventisette minuti dentro alla cabina elettorale è solo colpa loro.

# Movimento disoccupati e precari meridionali-italiani

image

Il movimento disoccupati e precari meridionali-italiani si occupa dei problemi pressanti dei disoccupati e precari meridionali-italiani. Guardate come il sole del lavoro illumina coi suoi raggi questi disoccupati e precari meridionali-italiani che sono chiaramente in movimento. Le rielaborazioni del quarto stato nei simboli politici non mancano mai ma loro, facendo camminare tutto il loro movimento verso tre puntini di sospensione hanno portato tutto a un livello di retorica ulteriore.

Chi lo vota: Disoccupati e precari, ma solo quelli meridionali-italiani. E che siano in movimento, l’immobilismo è cosa da prima repubblica.

# Lega per l’Italia 1861-2011 orgoglio italiano – movimento presidenzialista

image


La lega per l’Italia ci tiene a sottolineare che l’orgoglio che la porta avanti non solo è italiano ma è anche volto al presidenzialismo e rispetta gli standard ISO9001 della comunità europea. Ma sono le date la cosa che, in tutto il marasma della sovrabbondanza di elementi, cattura più vivamente la mia attenzione. L’orgoglio inizia nel 1861, chiaramente, ma finisce nel 2011. Cosa è successo nel 2011? La morte di Liz Taylor? Vecchioni che vince Sanremo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Chi lo vota: orgogliosi selettivi, i nuovi leghisti del meridione.

 # MIC – Italia nel Cuore – Storie di vita

image

All you need is love. Quasi fuori categoria il MIC che di testo sul simbolo ne ha poco. Però quel piccolo cappelletto che ci promette “storie di vita vera” lascia spazio infinito alla mia immaginazione. In quelle quattro parole io vedo La coscienza di Zeno. Che bello deve essere il loro congresso, una cosa a metà tra un incontro dei weight watchers e un convegno di autopotenziamento. 

Chi lo vota: venditori dei sistemi piramidali, ex yesman pentiti e quelli che seguono i seminari EST. Anche qualche alcolista anonimo, ma solo quelli che ce la stanno facendo.

# Partito Valore Umano – Per un nuovo umanesimo 

image

Per un nuovo umanesimo. Perché, cos’ha quello vecchio che non va? Petrarca e Boccaccio non vanno più di moda?
Il simbolo del PVU mi lascia in preda a mille dubbi di natura puramente grafica: è un cuore quello? perché è dilaniato? Qualcuno ha spezzato il cuore al fondatore del PVU? Insomma, anche qui un partito che non dice troppo ma lascia molto spazio alle domande. (E quei cerchi concentrici lì, messi così sopra e attorno a questa figura dal simbolismo non troppo chiaro mi fanno pensare a uno degli Angeli di Neon Genesis Evangelion. Non so perché.)

Chi lo vota: Petrarca e Boccaccio, anche se non vanno più di moda.

# Recupero Maltolto – statuto lavoratori art. 18 –  Bonum commune aqua – tutela domicilio – jus pro merito

image

Sto barando qui, barerò ancora più avanti. Sì perché il partito del ‘recupero maltolto’ era già finito in una di queste liste e il fatto che si ripresenti qui forse vuol dire che sto finendo le idee. Però mi piace come a ogni elezione saltino sul carro del vincitore inglobando nel loro contrassegno una nuova battaglia d’attualità. L’articolo 18, in questo caso. Mi piace anche come abbiano deciso, per migliorare la leggibilità del pensiero politico e raggiungere meglio le masse, di usare il latino nel nominare le loro grandi battaglie. Ma solo due su tre, perché chi vuole la tutela del domicilio mi sa che non è abbastanza studiato.

Chi lo vota: Latinisti e latinoranti, quelli come me che si perdevano a leggere le locuzioni sul fondo del dizionario.

# Pace Giustizia Libertà – cambia modello di sviluppo – solidarietà – cristiani per la crescita felice – nuovo modello di sviluppo per l’Italia

image

Anche “Pace giustizia libertà” è una vecchia conoscenza, anche loro però hanno portato la battaglia a un livello superiore. Più che un simbolo loro hanno presentato un romanzo: visto che nessuno glielo pubblicava hanno pensato di scriverlo così, in tondo, dentro allo stemma della loro lista. Del resto lo dicono anche loro: cambia modello di sviluppo. Noi lo abbiamo fatto, voi cosa state aspettando?

Chi lo vota: quelli che vogliono cambiare modello di sviluppo e, sostanzialmente, crescere felici. 

# Pensiero Azione PPA – Popolo Partite IVA – Riprogettiamo il paese valorizzando le nostre ricchezze – Protezione Italia – Turismo – MPLibertà – Cristiano-liberali

image

PPA vede la sfida di PGL e rilancia con un contrassegno che forse è stato davvero disegnato da qualcuno con un minimo di studi grafici. C’è scritta tantissima roba ma non è così sgradevole da guardare. Se lo stemma di PGL era il romanzo scadente autoprodotto rifiutato da tutte le case editrici, questo di PPA è uno di quei cloni che compaiono dopo i grandi successi di massa, uno dei mille libri sui vampiri innamorati che sono sbocciati attorno a Twilight. La copertina è simile, sembra la cosa vera, però è solo la copertura per trecento pagine di vuoto assoluto.

Chi lo vota: le partite IVA. Sinceramente non sapevo che votassero anche loro quest’anno. Mattarella ha parlato dei giovani, non delle partite IVA. Povere, tutte le discriminano.


3) La quadratura del cerchio
ovvero quei partiti che non hanno ancora capito come funziona il mondo, quelli che non riescono a lasciarsi alle spalle l’idealismo e i sogni, i partiti con vocazione pindarica, quelli che ancora presentano, dopo diciassette legislature, un simbolo poligonale dentro al contrassegno rotondo.


# Partito Democratico

image

Il PD era un partito di sinistra, così tanto di sinistra che ha perso le elezioni anche quella volta che le ha vinte. Poi è scomparso, si è rotto, ricomposto, snaturato, reinventato, è evaporato in una nuvola rossa. Tutti i suoi problemi nascono da qui, dal simbolo: una cosa rettangolare che vuole ricordare la bandiera italiana (ma che comunque ha le proporzioni sbagliate) infilata in un buco rotondo. Povera sinistra.

Chi lo vota: chi si tura il naso, presunti pidioti, nostalgici della prima repubblica e degli sbocchi monocolore.

# Partito Comunista

image


Ma il PD non si inventa niente. Le sue radici sono nell’Ulivo, le cui radici sono nei DS, le cui radici sono nel PDS le cui radici sono nel vecchio caro e glorioso PCdI che adesso è così, quadratizzato e senza gioia di vivere, senza nessuna speranza di ricevere un solo voto. Ma anche il vecchio PCdI, a dirla tutta, con le sue due bandierine plasticose, questa cosa della circonferenza non l’ha mai capita. Forse per questo ha perso sempre.

Chi lo vota: lo studente del classico un po’ trasandato, quello che è andato a votare con i mezzi pubblici così da poter leggere nel frattempo “le ceneri di Gramsci”. 

# La Luce del Sud

image

Se c’è una cosa che il PD è riuscito a fare nella sua ostinazione spigolosa è inscrivere interamente il logo all’interno del contrassegno. Questa cosa invece non riesce a farla Giusy Papale quando presenta il simbolo del suo partito. La sensazione è che lei abbia da un lato voluto a ogni costo usare un brutto quadro (fatto probabilmente da un figlio in età prescolare) come logo e dall’altro abbia nasato questa equazione per cui il simbolo quadrato non vince mai. Tagliare gli spigoli e colorare di giallo le aree scoperte è solo un tentativo di aggirare il destino.

Chi lo vota: nessuno, squalificato: non ci piace la gente che bara. Accetta la tua natura quadrata, Luce del Sud.

# Movimento Riscatto Nazionale

image

Il tricolore, tre alabarde spaziali, una bella aquila incattivita che sovrasta lo stemma della repubblica, caratteri che si rifanno alla tradizione fraktur… insomma: tutta l’iconografia che serve a vincere le elezioni in Italia nel 2018. Per fortuna che sono stati così coglioni da cadere anche loro nella trappola della poligonia e non potranno vincere niente. L’abbiamo scampata.

Chi lo vota: il picchetto davanti al cimitero di Predappio, mezza costa ovest del lago di Garda

#Partito Sardo d’Azione

image

Avete presente quando siete a un concerto oppure a un evento di piazza e qualcuno due o tre file avanti a voi srotola e fa sventolare questo enorme vessillo con le quattro teste sarde? Succede SEMPRE, OVUNQUE. Quest’anno succede anche alle elezioni. Grazie, Partito Sardo d’Azione, grazie per ricordarci che la Sardegna esiste. La prossima volta però facciamo uno stemma tondo. Dai, con questa grafica di base non era così difficile riuscirci.

Chi lo vota: quelli due o tre file avanti a voi che al concerto oppure all’evento di piazza fanno sventolare la bandiera sarda.


5) Quelli che hanno sbagliato elezione
Sì, va bene: si vota per il parlamento italiano, però non è che dobbiamo per forza tutti volerci bene, giusto? Via, basta Italia: il progetto è fallito. Votiamo altri parlamenti dentro al parlamento e mandiamo un po’ tutto in vacca. 

 
# Liga Veneta Repubblica

image

Mi mette sempre di buon umore pensare che da qualche parte esista gente che pensa che le posizioni della lega e dei fascisti non siano abbastanza definite, mi piace molto che decidano di staccarsi da tutto per essere assolutamente definiti, mi riempie di gioia vedere come provino a farlo legalmente. Carini loro.

Chi lo vota: ne ho conosciuti fin troppi, lasciamo stare.

# NSAB MLNS

image

Seriamente: cerchiamo di immaginare il congresso di questi qui. Cinque sfigati tipo quelli del centro sociale di como, pelati e con il bomber che si guardano nelle palle dei loro occhi spenti e cercano un modo per infilare il loro neo-nazismo nelle elezioni italiane. Allora, dice uno, nazionalsocialismo non si può dire, però se scriviamo che siamo nazionalisti e socialisti, forse… 
Per non parlare di come tutto questo logo sia un capolavoro di incompetenza. Movimento nazionalista e socialista dei lavoratori è chiaro. Ma NSAB e MLNS cosa vorrebbero dire? A sentimento mi viene quasi il dubbio che abbiano presentato un typo e che quel MLNS avrebbe dovuto essere MSLN. Però forse sono io che ho la coscienza sporca.

Chi lo vota: nessuno, sicuramente verrà bloccato in fase di revisione. Però è già tremendo che qualcuno lo abbia presentato. 

# Potere al popolo

image

Sì, va bene, ci abbiamo provato. Non ha funzionato. 
Il prossimo.

Chi lo vota: chi vorrebbe votare i 5stelle ma gli puzzano troppo di fascismo.

# Per una Sinistra Rivoluzionaria

image

Per una sinistra rivoluzionaria bisogna prendere il treno da Helsinki a Pietrogrado, assediare il Palazzo d’Inverno e instaurare la dittatura del popolo a Mosca. Non votare questo potpourri di retorica, pugni chiusi e nostalgia. Insomma, è proprio il concetto che è sbagliato: come si vota la rivoluzione? 

Chi lo vota: 

Mi dispiace Ferrando: il trotzkismo non ha funzionato in Russia, figuriamoci qui.

# Mo!

image

Se non ora, quando? Mo. Tipo subito, anzi prima di subito. Mi piace come abbiano tagliato l’Italia dal Lazio in giù e dicano di rivendicare una certa unione mediterranea: è un bel tentativo di nascondere dietro a una espressione dialettale l’ennesimo movimento di rinascita duosiciliano. Ho visto il parlamento duosiciliano, a Palermo. Non ci sta niente dentro.

Chi lo vota: quelli che bevono il caffè Borbone.

# Blocco Nazionale per le Libertà

image

I problemi qui sono due: capire esattamente cos’è un blocco nazionale e, successivamente, chiarire cosa intendono per nazione. Quindi: come si blocca un paese per le libertà? Gli si mette un fermo tra i raggi, come nelle biciclette del free bike sharing di Milano? E soprattutto, quale Nazione: l’Italia Reale tipo il paese reale dei 5stelle? Sì giusto? Nessuna nostalgia sabauda, vero? E allora, la corona…

Chi lo vota: quelli che “Italia amore mio non è male come canzone”

# Sacro Romano Impero Liberale Cattolico

image

Voglio uscire con Mirella Cece una sera a cena, parlare un po’ con lei e capire cos’è che non va. Non voglio perdere altre parole su questo partito, l’ho già fatto tempo fa, però non riesco a non apprezzare tantissimo il logo rinnovato: una meravigliosa metafora dell’immobilismo della giustizia italiana: guardate, i due piatti della bilancia sono assicurati alla trave orizzontale di un crocifisso, una cosa che sembra anche piuttosto solida. Non si muoveranno mai, quei piatti, finché un carico troppo pesante non ne spezzerà il supporto e via, una nuova ondata di invasioni barbariche.

Chi lo vota: Mirella Cece e gli incoronati la notte di natale. 


6) Fuori scala – TOP 5
ovvero quelli che non sono riuscito a inserire in una di queste categorie ma mi hanno comunque lasciato un profondo segno nel cuore.

# Partito delle buone maniere

image

Anche questo è una vecchia conoscenza ma questa nuova veste grafica mi rapisce cuore e cervello. Anche io voglio un dispositivo anti-molestie, un bel fiorellino rosso che una mano con unghie smaltate si appresta a lanciare in mare, verso il tramonto. Quanta poesia, in queste buone maniere.

Chi lo vota: i maggiordomi, quelli a cui è sinceramente piaciuto Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro

# W la fisica

image

A ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria, lo diceva Newton. Era inevitabile quindi che in mezzo all’oscurantismo dilagante e alla rinnovata ignoranza scientifica – e mancanza di buon senso – del popolaccio italiano si facesse avanti un partito scientista – per dirla come la dicono i complottisti. L’idea mi rinfranca ma il simbolo è abominevole. Mi piace il piano cartesiano con le due curve disegnate, avrei lavorato su quello. Tutto il resto sembra un brutto derivato delle vecchie word art di windows 98.

Chi lo vota: i soci MENSA, quelli a cui le word art di windows 98 piacciono

# 10 volte meglio

image

Giusto, si deve migliorare. Ma perché migliorare una volta quando puoi farlo dieci volte? Giuro, non credo di aver mai visto un simbolo tanto de-ideologico quanto questo prima. Non comunica niente, solo che vuole fare meglio. Ma meglio di chi? Che cosa meglio? Si tratta di un movimento di destra o di sinistra? Non lo so, è affascinante e fallimentare allo stesso momento. 

Chi lo vota: workaholics and overachievers

# MTNPP

image

Da un grande nome derivano grandi responsabilità. Credo che il grande nome in questo caso sia movimento tecnico nazionale popolare per la pace. Non è un nome semplice da ricordare, fortunatamente lo si può facilmente abbreviare in Movtecnazpopace. Che mi ricorda uno di quei mille enti dell’immobilismo sovietico o le strane sigle del ventennio fascista. Quanta nostalgia.

Chi lo vota: ex dipendenti del minculpop, appassionati di sciarade.

# Autodeterminatzione

image

Vincitore indiscusso della tornata elettorale 2018, partito di governo in pectore, è autodeterminatzione. L’unico contrassegno che si è meritato una googlata perché, da linguista, quella T mi disturba tantissimo. Sono banalmente degli indipendentisti sardi – sì, sempre loro – però il gioco di parole, lo scarabeo, i colori: funziona tutto ed è tutto bello. Bravi tutti, ora sventolate la vostra bandiera coi quattro mori.

Chi lo vota: i quattro mori sventolati sulla bandiera, egittologi e faraoni.

Tutto ciò è meraviglioso

paz83:

Proud gun owner destroys his AR-15 weapon – Daily Mail

Se proprio i sostenitori del secondo emendamento cominciano a fare gesti del genere forse, e dico forse, c’è una piccolissima possibilità che qualcosina in più sulle normative per il controllo e la vendita delle armi venga fatto.

Ricordiamo sempre che l’anno scorso Trump aveva eliminato quelle restrizioni sull’accesso alle armi, poche (ma erano un piccolo compromesso), inserite da Obama.

Stiamo a vedere.

Io vi fare provare a tutti cos’è l’insonnia

heresiae:

mercurocromo:

heresiae:

pesybeldragon:

heresiae:

Gente che fa casino la notte sulle scale.
Gente che fa casino la notte sui balconi.
Gente che d’estate tiene finestre aperte e televisore ai volumi altissimi.
Gente che alle due di notte ti suona il citofono e scappa.
Gente che fa attività strane la notte, come martellare ritmicamente qualcosa sul pavimento finché da di sotto non arriva uno scazzatissimo “Ebbasta!”
Gente che litiga per due ore dopo la mezzanotte prima di andare a dormire.
Gente arriva con camion in cortile e fa casino già alle 7.30
Gente che non insonorizza aule musicale piazzate sotto le camera da letto altrui.
Gente che più passano le ore più alza la voce.

Io vi farei provare a tutti per un annetto, cosa significa far fatica a dormire. Rigirarsi nelle lenzuola che solo due notti prima erano comode e accoglienti, trovandole impossibili da gestire e costrittive. Affossare minuto dopo minuto in pensieri sempre più cupi, perché di notte tutti i gatti sono bigi e diventano sempre più scuri.
Poi voglio vedere se riuscite ancora a portare avanti la vostra vita con serenità e allegria.
Stronzi.

Dovrebbero farci un’altare, a noi insonni circondati da una manica di incivili.

ti capisco perfettamente a me è successa la stessa cosa poi ho iniziato a fumarmi un cannone rima di coricarmi e non ho più sentito nulla (o quasi, ma la cosa è molto migliorata)

credo che poter dormire senza il bisogno di drogarsi prima sia uno dei diritti fondamentali dell’uomo. che poi che faccio se mi beccano a  comprarla? “scusi ma sa, i miei condomini sono degli incivili atomici e mi hanno detto che se mi faccio un cannone prima di andare a dormire posso evitare di massacrarli tutti ad accettate un giorno”.

tappi per le orecchie in silicone della Pic, 5 euro per tre paia, non si sentono manco le bombe di capodanno

e poi come la sento la sveglia al mattino?

Io porto apparecchi acustici, che tolgo mentre dormo, tornando così a una situazione di completo isolamento acustico.

Per la sveglia uso una Xiaomi Mi Band. Costa poco (intorno ai 12-15 euro credo), e oltre a monitorare i passi e il sonno permette di impostare 3 sveglie a vibrazione. Con le app adeguate puoi impostare la durata e l’intensità della vibrazione (io quella di default non la sento nemmeno) e anche la sveglia “early bird” (in pratica imposti un’intervallo di tempo nel quale ti vuoi svegliare, e il bracciale in questo intervallo cerca una fase di sonno leggero nella quale vibrare, in modo da rendere il risveglio meno traumatico).

C’è anche la Mi Band 2, che costa poco di più, ma aggiunge il rilevamento del battito cardiaco e un piccolo display con orologio e contapassi.

A te che hai vent’anni e mi chiedi cos’è il fascismo, vorrei non doverti rispondere. Vorrei che nel 2017 la risposta a questa domanda la sapessimo già tutti, ma se me lo chiedi è perché non è così.
So perché me lo domandi. Credi che io sia intollerante se dico che il fascismo è reato e deve rimanerlo sempre. Credi che “se il fascismo e il comunismo hanno causato entrambi tanto dolore nel corso della storia devono essere considerati reato senza distinguo”.
È quindi colpa mia se me lo chiedi.
Colpa del fatto che non ti ho detto che il fascismo non è il contrario del comunismo, ma della democrazia. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un’ideologia, ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall’interno la natura. Mussolini era socialista e forse non te l’ho spiegato mai. Ho dimenticato di dirti che si intestava le istanze dei poveri e dei diseredati. Ho omesso di raccontarti che i suoi editoriali erano zeppi di parole d’ordine della sinistra, parole come “lavoratori” e “proletariato”. Non ti ho insegnato che un socialismo che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo, perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di sinistra e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c’è niente di più difficile del riconoscere che l’avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.
Dire che il fascismo è un’opinione politica è come dire che la mafia è un’opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di destra né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi – mafia e fascismo – senza alcun cedimento. Tu sei vittima dell’equivoco che identifica il fascismo con una destra ed è un equivoco facile, perché il fascismo è la modalità che meglio si adatta alla visione di mondo di molta della destra che agisce in Italia oggi. Ma guai se questo ti rendesse incapace di riconoscere i semi del pensiero fascista se li incontri quando sei convinto di guardare da qualche altra parte.
Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.
Nessuno è al sicuro, se non dentro allo sforzo di ricordarsi in ogni momento che cosa rischiamo tutti quando cominciamo a pensare che il fascismo è solo un’opinione tra le altre.

Michela Murgia (via ilciambellano)