la vendetta nerd colpisce ancora

heresiae:

settimana scorsa Supervisore ha iniziato una serie di attività per far crescere il team e le nostre capacità, che va anche bene, ma l’ha fatto un pelo a bruciapelo e gli introversi non la prendono bene quando gli fanno le cose a bruciapelo. specie se le cose a bruciapelo consistono nel “ti dò un’immagine, la guardi per un minuto e dopo per un minuto cerchi di vendermela descrivendola come una cosa fichissima”.
wtf?
oltre al fatto che era lunedì, questa cosa mi mandò in nope totale. il fatto che poi mi diede immagini molto ma molto difficili (un’edificio di architettura moderna e quello che sembrava a tutti gli effetti un pene stilizzato e poi mi ha rivelato essere un misura spaghetti) mi depresse parecchio. 
non spiccicai parola.

ci rimasi così male che disse che questa settimana avrei potuto vendicarmi, scegliendo tre immagini, una per ognuna del team, lui incluso. lui avrebbe scelto la mia.

naturalmente avrei potuto fare la persona superiore e trovare semplicemente belle immagini. 
avrei.

a lui ho riservato un’immagine di Akira con Testuo completamente trasformato, mentre agli altri ho dato la navicella spaziale di Vegeta appena atterrata e ancora chiusa e il tricorder medico di TOS.

così imparate a fare gli stronzi con gli oggetti di design.

(però sono stati bravini)

Vabbè, il tricorder si vende da solo 😀 Tetsuo la vedo un po’ più difficile invece 😀 alla fine come l’ha venduto poi?

kon-igi:

dwarfanonymice:

kon-igi:

LASCIA O ACCETTA

Che per me sia rilassante restaurare vecchi attrezzi armi attrezzi armi ATTREZZI, ve lo testimonia il fatto che oggi mi sono svegliato senza desiderare la nuclearizzazione di nessun ente o persona ma con un sentimento quanto più vicino possibile a un senso di primitiva costruttività propositiva.

Quella che vedete è la testa di una vecchia accetta da 1 kg a cui ho tolto il manico da 40 cm per poi sostituirlo con uno leggermente più lungo (50 cm), intagliato da una tavola di ciliegio.

Peso e lunghezza non sarebbero troppo compatibili, perché con 1Kg su 50 cm si sconfina nella categoria della asce a due mani ma per l’uso che ne dovrò fare (bushcraft) ho bisogno di un buona testa battente.

Il taglio e la sagomatura del manico sono state la parte meno difficile (seghetto alternativo e levigatrice con disco a grana grossa), mentre per le curve ho usato prima una raspa a mano e poi carta vetrata a grana sottile, con gran bestemmie e dolori di braccio.

Per la testa, ossidata oltre ogni dire, ho usato la levigatrice ma con un disco per metallo, con cui non ho troppo insistito affinché rimanessero tacche e imperfezioni. Dopodiché ho spalmato la superficie con cera d’api e usato un disco a spazzola di fili d’acciaio per ottenere l’effetto finale.

Per riposare il braccio dolente, mi sono dedicato al manico, trattandolo con olio paglierino a goccia continua finché non ne è stato completamente pregno e inserendo un chiodo d’acciaio a testa grande sull’apice distale per favorire la battitura. Ho concluso levigando nuovamente l’apice e indurendolo a fuoco.

La testa è stata inserita con battitura alternata dei due apici e fissata ad espansione con un chiodo in ferro dolce sulla cui testa ho intagliato A MANO una croce celtica (lo so, non rompete il cazzo… volevo intagliare un nodo celtico ma ho desistito).

Il prossimo passo è il fodero in cuoio ma è domenica ed è già tanto che è aperto il Lidl per comprare i miei broccoli quotidiani.

(Il prossimo post sarà sulla mia bellissima Skeggöx, una scura d’arcione barbuta che ho già finito da qualche tempo ma a cui sento che manca ancora qualcosa… no, non il sangue dei miei nemici, tranquilli).

Dottore, gliel’ha mai detto nessuno che lei è terrificante? Con amicizia, DA.

Scherzi?

Lo sai che sono una persona così dolce che le barbabietole piantate nel mio orto danno il 75% di zucchero in più e se monto su un mezzo pubblico i diabetici presenti devono iniettarsi subito l’insulina?

Io nel caffè non metto lo zucchero… ci intingo il dito.

E comunque pappappero gnegne a quell’amico che in privato mi ha detto che quella croce celtica l’avrei pagata cara (come se poi significasse solo quello) e invece nemmeno un hate speech nei miei confronti.

Sono quasi deluso molto felice.

☮ ✌

Lol, allora dillo che te li vuoi andare a cercare, i flame, eh 😀

Via, allora comincio io: imho al posto della finitura zigrinata simil-industriale col disco a fili d’acciaio, ci sarebbe stata bene una lucidatura a specchio con mola + disco di stracci oppure flessibile + disco in feltro, in modo da lasciare il fianco mezzo grezzo e mezzo lucidissimo, ed esaltare il contrasto tra vecchio e nuovo.

unassassinofischiettava:

Mi piace Tumblr, mi piace questo posto.
L’ho detto l’altro giorno e mi hanno replicato “posto, addirittura!”.
Eh beh sì, se c’è qualcuno che racconta storie, sentimenti belli o brutti che siano, opinioni, paure allora deve essere un posto, uno bello.
Come il fuoco alla sera, un falò o un caminetto, tu vai e non sai chi trovi, magari speri di trovare qualcuno, magari hai una storia da raccontare, magari hai solo voglia di stare sotto una coperta ad ascoltare le vite altrui. Però qualcuno trovi sempre, magari lo conosci da anni o magari non ancora. Però è qualcosa a cui tieni, è il tuo angolino di quiete, e un angolino
è un posto.
Tumblr è il mio fuocherello in cui cerco di portare felicità anche se spesso ci vengo per ricevere un abbraccio da chi c’è attorno al fuoco, da voi che mi avete sempre ascoltata o mi avete lasciato curiosare tra le vostre vite.

Ora prendo il pentolino e metto sul fuoco la camomilla della buonanotte, con due foglioline di menta profumate.
Voglio che chi arrivi al falò, a questo posto, possa sedersi e sorridere.
Ora buonanotte a voi, ci si vede domani nello stesso angolino; che l’omino dei sogni vi porti belle storie 🙂

Ciao Quarto, spero tu possa darmi qualche consiglio. Ultimamente ho la netta impressione di non impegnarmi abbastanza (nel lavoro in primis, ma un po’ in generale) e non capisco se sono io a essere troppo esigente nei confronti di me stesso, se sia colpa del fatto che sposto sempre un po’ più in là i miei obiettivi oppure se effettivamente c’è una flessione dovuta a stanchezza o mancanza di entusiasmo. Per ora questa cosa non ha avuto ricadute sul mio effettivo rendimento, ma sono confuso…

quartodisecolo:

Nonostante il mio background tecnico mi farebbe tendere al cadere vittima dei “lifehack” che piacciono tanto agli amici americani, preferisco il pensiero olistico e fare domande, più che dare consigli — a cosa di dire cose ovvie e scontate.

(sto diventando una di quelle brutte persone a cui chiedi consigli e loro ti consigliano libri da leggere, per intenderci)

Mi hai dato poche informazioni di contorno, mio caro anon, ma la domanda “Mi sto impegnando abbastanza?” è una di quelle che mi faccio spesso.

Quindi parto con le domande giuste da farsi in questi casi: se credo di non impegnarmi abbastanza, mi devo chiedere come prima cosa “Se mi sto impegnando “poco”, ma “impegnarsi tanto” e “impegnarsi il giusto” da cosa sono rappresentati?”.

Il “poco” e il “tanto” di solito sono frutto di un confronto con gli altri. 

Il confronto con gli altri di solito è caratterizzato da una visione limitata e soggettiva: abbiamo una specie di paraocchi che ci fa vedere solo quello che vogliamo vedere, ad esempio dando per scontato che una persona che ci sembra si impegni più di noi sia necessariamente meglio di noi sotto ogni aspetto.

Esempio estremo: ci sono due persone che ammiro tanto e mi hanno creato le opportunità lavorative più importanti che abbia avuto finora. Lavorativamente sono dei rulli compressori. Rispetto a loro mi sono sempre impegnato “meno”. 

È anche vero che entrambi, sposati e con due figli, hanno divorziato dalle proprie mogli. 

Posto che potrebbe non esserci alcuna relazione causale diretta tra il loro impegno lavorativo e la gestione della loro vita privata (potrei essere io stesso vittima di uno dei tanti bias cognitivi che influenzano la nostra percezione), è ovvio che se mi levo il paraocchi mi rendo conto che le mie priorità sono evidentemente diverse dalle loro.

(e bada bene, con questo ragionamento qui sopra sto facendo una cosa che so che non dovrei fare, ovvero giudicare gli altri)

Oltre al confronto diretto con persone che conosciamo poi c’è tutto un ambiente esterno e un sistema mediatico che ci impone certi modelli: se non ti svegli alle 4 di mattina tutti i giorni come The Rock, non sei nessuno, se non sei milionario a 19 anni, non sei nessuno, se non ti trasferisci all’estero, non sei nessuno, se non lavori a Milano, non sei nessuno, ecc. ecc.

Quindi fossi in te prima di tutto cercherei di chiarire le tue priorità. 

Puoi farlo con una scala da 1 a 5 (non usare una scala troppo lunga perché poi non sai descrivere la differenza tra un 7 e un 8). 

Oppure puoi fare una matrice tra quello che è più o meno importante e più o meno urgente (mai confondere importanza con urgenza, e viceversa).

Un’altra cosa che mi succede, ed è abbastanza controintuitiva: più fai qualcosa con costanza, più sei esposto alla sensazione di non fare abbastanza. Funziona così: se fai qualcosa tutti i giorni, o comunque molto spesso, dovrai rendere conto al fatto di essere umano.

Esempio: se ti alleni 3-4 volte la settimana durante tutto l’anno, inevitabilmente incapperai in momenti di scarsa voglia, bassa energia, bioritmo “basso”, infortuni, scarso sonno, malanni, e via dicendo. 

La stessa cosa mi succede con il disegno: più spesso disegno, più spesso mi capiterà di incappare in “secche artistiche”.

Tu parli di “rendimento”, altri di “produttività”, senza renderti conto che quelli sono termini che si usano per misurare macchine e sistemi. Non sono termini che andrebbero usati valutare una persona. Il nostro corpo e la nostra mente lavorano in un equilibrio fragilissimo, che è difficile mantenere costante.

Anche quello che chiamiamo “motivazione” è influenzato da decine e decine di fattori, che molto spesso sono anche oltre la nostra stessa capacità di influenzarli. La motivazione, un po’ come l’ispirazione artistica, non è una cosa che ti arriva o non ti arriva, o qualcosa su cui puoi lavorare direttamente.

La motivazione è un sotto-prodotto del fare cose che sono importanti per te (vedi priorità), di trovarsi in un ambiente che ti permette di farlo, e di un bel po’ di disciplina che ti permette di fare le cose anche quando non ne hai voglia.

Poi parli di mancanza di entusiasmo e stanchezza. Da cosa nasce cosa? Sei stanco perché sei poco entusiasta? Se poco entusiasta perché sei stanco? Sei poco entusiasta perché stai facendo cose che non consideri prioritarie? Ti stai dando obiettivi sbagliati?

Dirò una cosa ovvia ma: la stanchezza psico-fisica gioca un ruolo fondamentale nella percezione che abbiamo di noi stessi. 

Forse quello che devi cercare non è l’obiettivo giusto da darti, o la motivazione per raggiungerlo, ma la causa di questa sensazione di stanchezza e mancanza di entusiasmo.

Sono riuscito a scrivere questo pippone senza consigliarti libri da leggere, sto migliorando.

Ciao spaam,mi spieghi per favore la legge gravitazionale di Newton? Non riesco a capirla…

spaam:

Isacco era seduto nell’orto, quando gli cadde una mela in testa. Allora corse dal babbo e gli disse “Babbo, ero nell’orto e mi è caduta una mela in testa”. Il babbo lo guardò un po’ perplesso, ma Isacco continuò “La forza di gravità! Quando cade una mela, cade in terra!”. Il babbo allora gli fece “Isacco, son 20 anni ti mando all’Università. Levami una curiosità; dove sei stato tutto sto tempo? Questa mano, se cade, dove cade? In testa” e lo picchiò. Disse male a Isacco (Benigni, 1984).