Ora la questione comincia a farsi complicata e rischiosamente foriera di cerebrospaesato complottismo, quindi seguitemi con le orecchie ritte e ben pervie.
C’era una volta e ancora c’è adesso un virus di merda (che incidentalmente è anche il vettore di contagio) chiamato POLIOVIRUS, di cui conosciamo 3 ceppi infettivi per l’uomo (tipo 1 o Brunhilde, come la moglie di Django, tipo 2 o Lansing, come il cinese che vendeva le katane monomolecolari alla mia geisha cyborg, e tipo 3 o Leon, come il personaggio dell’omonimo film di Luc Besson).
Senza scendere nella particolarità della sua struttura genica (eventualmente ci penserà @spaam) questo virus è a contagio oro-fecale, ragion per cui voi vi mettete in bocca le mani sporche di cacca di una persona infetta (o mangiate le pietanze di un cuoco sporcaccione o bevete acqua di fogna) e lui penetra nel vostro organismo.
A quel punto l’organismo tira un dado da cento e si controllano i risultati:
1-90 –> il vostro sistema immunitario ha la meglio
91-99 –> state qualche settimana di merda
100 –> il virus penetra nel sistema nervoso centrale e cerca di sputtanare più neuroni possibile (d’elezioni i motoneuroni cioè quelli del movimento)
Visto che questo virus rende atrofica la struttura del plesso nervoso colpito potremmo avere la polio bulbare, bulbo-spinale o spinale; quest’ultima è la responsabile dell’80% dei casi di paralisi infantile di cui i più giovani non hanno memoria ma che i più vecchietti ricorderanno aver visto in giro più o meno saltuariamente.
(in foto un bambino pakistano che non potrà mai giocare a palla con i figli degli antivaxxer)
Dal momento che, dopo essere entrati nel 1900, i popoli hanno cominciato a frequentarsi maggiormente, questo poliovirus ha cominciato a spreaddarsi allegramente in giro fino a creare a spasso per il globo CENTINAIA DI MIGLIAIA DI BAMBINI PARALIZZATI AGLI ARTI E CON GRAVI PROBLEMI RESPIRATORI
(In foto una bimba che poteva essere tranquillamente mia mamma mentre fa pet terapy e intanto indossa un respiratore per aiutare il diaframma semi-paralizzato)
Nel dopoguerra i casi di poliomielite crescono a dismisura a causa della malnutrizione e delle scarsi condizioni d’igiene e negli USA si ha un tasso mensile di 100 bambini infettati e paralizzati ogni 100.000 finché nel 1952-53 due focolai creano 93.000 nuovi casi e allorailgoverno proclama l’emergenza nazionale e scatta quindi la corsa alla sintesi di un vaccino.
Ci riesce per prima Jonas Salk, con un vaccino intramuscolare di virus inattivato (IPV) che fu annunciato nel 1955 e che si iniziò subito a inoculare su larga scala, SALVANDO COSÌ MILIONI E MILIONI DI BAMBINI.
Mi fermo un attimo perché questo è il punto in cui mi vengono le lacrime… Jonas Salk non ha mai voluto brevettare questa sua epocale scoperta e non ha mai guadagnato un dollaro dalle sue ricerche. Vi prego, leggete la sua storia.
Poco dopo fu la volta diAlbert Sabin, altro gran uomo, che invece di sintetizzare un vaccino a) intramuscolo b) inattivato pensò che ci sarebbe stata maggiore protezione se il vaccino fosse sintetizzato da a) virus vivo attenuato b) somministrato per via orale.
Adesso oltre all’IPV (Inactivated poliovirus vaccine) esisteva anche un vaccino OPV (O per Oral) che dimostrava di conferire un’immunità maggiore, soprattutto nei distretti intestinali dove era più facile che il virus penetrasse.
E qua cominciano i complottismi in cui alcuni si chiedono perché in alcune parti del mondo si utilizzi l’OPV e in altre l’IPV, perché in Italia una volta si usava l’OPV (i vecchietti come me ricordano lo zuccherino con due gocce di vaccino sopra?) e adesso invece l’IPV e siamo sicuri che IPV e OPV non facciano aumentare i casi poliomielite?!
I due vaccini erano e sono molto diversi fra loro.
L’IPV di Salk è teoricamente più sicuro perché il virus è inattivato, mentre l’OPV di Sabin è teoricamente più rischioso perché il virus è solo attenuato ma l’IPV conferisce immunità minore e impiega parecchio a conferirla mentre l’OPV copre totalmente ed è molto veloce. Però l’IPV è stabile nel trasporto e nella somministrazione mentre l’OPV necessità di condizione controllate di trasporto e conservazione.
In virtù di questo è stato deciso che:
L’OPV sia utilizzato in tutti quei paesi del mondo dove ci sia necessità di controllare ed eradicare focolai di poliovirus selvaggio.
L’IPV sia utilizzato in tutti quei paesi polio free per continuare a mantenere l’immunità di gregge fino alla tanto agognata eradicazione globale.
Per concludere, il vaccino IPV in Italia è somministrato al 3°, 5° e 11° mese (contenuto all’interno dell’Infanrix Hexa)
e dopo con due richiami a 6 annie tra i 12 e i 18 anni (tetravalenteTetravacassociato solo con DTPa).
Per concludere, non vorrei sembrare paternalista ma a chi dice che il vaccino per la polio non serve più visto che non ci sono più casi di polio, voglio ricordare che l’ultimo caso di Vaiolo c’è stato nel 1975 ed è stato considerato DEBELLATO solo nel 1980 e qua in Italia si è smesso di vaccinare solo nel 1982, quindi calmini e zittini.
Vi saluto e, come sempre… siate sana e vaccinata maggioranza