Padri

58book:

Correva l’anno 1949 e mio padre dalla provincia di Caserta si trasferì a Novara per svolgere il servizio militare. Fu destinato al V Deposito Centrale dell’Aeronautica militare; conobbe mia madre che abitava poco distante. Si innamorarono e così, papà Renato pensò bene di restare nell’Aeronautica Militare e fare carriera, come si diceva allora. Nel 1956 si sposarono e nel 1958 nacqui io. Proprio in quell’anno, nonostante fosse un sottufficiale irreprensibile, mio padre fu congedato senza alcuna spiegazione dalle forze armate. I miei genitori rimasero in una situazione molto difficile, poiché mia madre non lavorava. Così fummo costretti a vivere con i nonni che avevano una miseranda pensione. Insomma, eravamo poveri, nonostante questo, mio padre non mi fece mai mancare nulla, cercò disperatamente un nuovo lavoro che trovò solo dopo molti anni. Di questa vicenda non si diede mai pace, non si spiegava il motivo di quel congedo e nessuno sapeva dargliene una ragione plausibile. Nel 1978 fu eletto Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, ex partigiano, uomo retto, socialista da sempre e mio padre vide in lui la persona che avrebbe potuto, dopo tanti anni, dare una spiegazione di quell’ingiustizia subita e così decise di scrivergli. Le sue speranze furono ben riposte, poiché la segreteria della Presidenza della Repubblica rispose e diede la spiegazione dell’accaduto. Negli anni in cui mio padre era un militare, ai servizi segreti della difesa c’era il Generale Di Lorenzo, ex capo del famigerato SIFAR che indagava sui militari in carriera e scoprì che mio nonno paterno fu, oltre che Partigiano combattente, anche, appena dopo la guerra, il primo sindaco comunista del paese dal quale proveniva mio padre, Sparanise, in provincia di Caserta. Così papà Renato scoprì amaramente che essere figli di un partigiano comunista che combattè per la libertà di questo Paese, voleva dire essere privati del proprio lavoro. Quella vicenda di ingiustizia e di indegna discriminazione mi fu sempre raccontata da papà Renato e così invece della solita fotografia, vi regalo questa storia di ingiustizia e di amore, tanto per ricordare a tutti i sacrifici dei padri e che la libertà non ci viene data una volta per sempre…

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