Quando i soliti ignoranti  lamentano la presunta inutilità delle spese dedicate allo spazio, voi mostrategli QUESTE immagini.

Quella che vedete NON è una immagine spaziale, ma una mammografia, e
quelle indicate dalle frecce sono microcalcificazioni che sono
indicative, purtroppo, di un cancro al seno.

E’ stato possibile individuare con nitidezza quelle microcalcificazioni grazie al mitico telescopio Hubble. Proprio lui. Vi starete chiedendo come, e la risposta è più impensabile di quanto immaginiate.

Come sapete, le prime immagini di Hubble erano totalmente sfocate a
causa del fatto che lo specchio primario era stato levigato
eccessivamente e risultava appiattito di 2 millesimi di millimetro di
troppo. Più o meno un cinquantesimo dello spessore di un foglio di
carta, ma abbastanza per far rimbalzare la luce incidente leggermente
fuori fuoco. Si svilupparono così, prima della sua riparazione, varie
tecniche per cercare di migliorare la gamma dinamica e la risoluzione
spaziale delle immagini inizialmente sfocate di Hubble.

QUESTE
tecniche sono state applicate anche alla medicina e, nella fattispecie,
ha permesso ai medici di individuare calcificazioni più piccole rispetto
a prima e che altrimenti sarebbero rimaste invisibili, determinando una
diagnosi e un trattamento più precoce. Quanto prima il cancro viene
trovato e trattato e, ovviamente,  maggiori sono le probabilità che un
paziente possa riprendersi completamente.

Questo è uno dei
tanti, tantissimi, infiniti esempi di come la ricerca spaziale possa
migliorare la vita di TUTTI noi. Anche quando, apparentemente, un
progetto sembra non avere i risultati sperati, anche da un presunto
fallimento le ricadute sulla vita quotidiana degli esseri umani sono
enormi.

Ricordatevelo, ricordatelo a tutti. La ricerca spaziale
non è solo un mero sfizio dell’essere umano per soddisfare la propria
curiosità. La ricerca spaziale è vita, nel senso letterale della parola.

Matteo

Credits: Credits: Avice O’Connell, University of Rochester Medical Center
Fonte: https://www.nasa.gov/feature/goddard/image-processing-techniques-detect-cancer-earlier

(via Chi ha paura del buio?)