Da anni sogno di abbattere una quercia semi/secca che confina con il mio uliveto, oltre ad essere pericolosa perchè molto inclinata a vederla soffrire così mi fa stare male, evito addirittura di guardarla, una pianta così fiera, secolare, ridotta in questo limbo del vivo-non vivo. Così quest’anno, visto che oramai curo poche attività (tra cui l’uliveto) decido insieme al proprietario della quercia di fare domanda per abbatterla. Cartacce, contro cartacce, foto, raccomandate con ricevuta di ritorno ecc ecc.. e finalmente dopo 3 mesi viene a vedere l’agronomo, guarda riguarda fa esami accurati, per farvela breve il verdetto è che finchè non è totalmente secca non si può abbattere, perchè è una quercia segnata in mappa e blà blà blà. Bene, con il vento di questi ultimi giorni e con questa secca repentina dovuta alle temperature quasi estive la quercia si è inclinata ancora di più e Giovanni, un arzillo ottantenne che passa li tutti i giorni con l’ape per andare sul suo appezzamento di terreno non riesce più a passare. Questa mattina, dalle 5, sento una motosega in lontananza e oramai preso dalla psicosi dei furti mi fiondo nell’uliveto pensando che mi stessero rubando la legna delle potature e trovo li Giovanni che carica alcuni pezzi di legna, gli dico: Giovà, ma che fai??? e lui: ohhh Giùùù bongiorno! ma niente, carico sti du pezzetti de legna e vo via, che devi passà??? e io: nono non devo passà, ma che hai buttato giù la quercia??? e lui:… nooooooo, nooooo e io: ma allora? che fine ha fatto la quercia che non ci stà più??? e lui: AH BOH, SE LA SARò PORTATA VIA L’UFI.