Sto mettendo sottosopra la casa per trovare una bustina porta-cellulare da moto (per usare il telefono come navigatore).
Per adesso ho trovato:
il caricabatterie disperso dell’avvitatore elettrico, fermo da tre mesi perche’ non potevo ricaricarlo
un piccolo binocolo 10×25 che cercavo disperatamente per la gara del mese scorso
il pettine del regolabarba, anch’esso fermo da mesi perche’ senza pettine non potevo regolare l’altezza del taglio
5 (CINQUE) adattatori da spina shuko a spina italiana, che quando servono non si trovano mai
la fibbia staccatasi dalla cintura nuova, che siccome non trovavo, sto girando da un mese con una cintura sciagattata che sembra rubata alla san vincenzo de’ poveri (ma nel frattempo ho perso la cintura nuova -__- )
Ovviamente quella cazzo di bustina per il cellulare non c’e’ verso di trovarla. Poi spuntera’ fuori a ottobre, quando non servira’ piu’. Porcoddio.
Rei e la ricerca della pallina 😀
Non ci vede un granché, ma gl’importa una sega: parte in quarta, e tra naso e orecchie la trova lo stesso 😀
Questa vaccinazione è figa ma non ci si capisce un cazzo (Ahahahaha! L’avete Capita? Figa, cazzo… vaccinazione per il papilloma…
Ahahahaha! Cioè, si fa contro il papilloma che viene proprio alla… ok, andiamo avanti).
Intanto due paroline per farvi comprendere cosa sia l’Human Papilloma Virus, come lo si contrae, come esso si comporta e chi ce l’ha (plot twist, TUTTI).
Salutate l’HPV
Come già si intuisce ne esistono parecchi GENOTIPI (120 raggruppati in 16 gruppi maggiori) ma di 12 tipi cancerogenici sono l’HPV 16 e l’HPV 17 ad essere responsabili della quasi totalità di tumore del collo dell’utero, mentre il 2 e il 7 sono responsabili delle verruche comuni, l’1, il 2 e il 4 delle verruche plantari e il 3 e il 10 delle verruche piane.
Sì… le verruche alle mani e sotto i piedi e i condilomi acuminati passero-pisellosi sono causati dallo stesso virus.
Ora, quando ho detto che tutte le donne (ma anche tutti gli uomini) hanno questo virus, intendevo che dall’adolescenza in poi e a maggior ragione da quando si comincia ad essere attivi sessualmente, le mucose dei genitali cominciano a venirne in contatto e qua ci troviamo di fronte a un tipo d’infezione non dicotomica come ‘prendo il morbillo/non prendo il morbillo’.
Infatti il nostro sistema immunitario è sufficientemente valente da far delineare i seguenti scenari:
Le mucose della vagina e del pene si difendono dall’annidamento del virus che viene lavato via.
Le mucose vengono infettate ma il sistema immunitario aggredisce il virus e lo debella.
Il virus infetta le mucose ma il sistema immunitario lo tiene a bada e l’infezione rimane latente.
Il virus infetta le mucose, il sistema immunitario fa schifo e si formano dei PAPILLOMI in cui il virus è particolarmente attivo e concentrato.
Di seguito foto di mucose evo-adamitiche con condilomi acuminati da HPV
Naturalmente si tratta di infezioni trascurate e in cui la manifestazione condilomatosa è molto più evidente che nella maggior parte dei casi comuni.
Molti/e di voi potrebbero avere piccoli condilomi appena visibili (per le donne anche interni alla vagina) ed è molto importante, quindi, che il medico specialista faccia la sua valutazione, anche perché se il partner è fisso vale la regola che ripetute esposizioni aumentano la possibilità di contrarre la malattia in modo più importante.
Terapia: non esiste un farmaco antivirale in grado di debellare completamente il virus ma solo una terapia TOPICA, cioè locale, che mira a ridurre il numero delle lesioni condilomatose tramite escissione con elettrobisturi o infiltrazioni con tossine specifiche.
L’HPV di per sé non è mortale o dannoso ma i genotipi 16 e 17 producono una ONCOPROTEINA alla cui esposizione prolungata negli anni potrebbe seguire un tumore della cervice uterina, alla zona perineale, all’esofago e alla gola (a mettere la bocca lì succede anche quello e sono davvero molti i Michael Douglas, anche femmine).
L’unica strategia preventiva efficace è stato valutato essere IL VACCINO ANTI-HPV che somministrato in età adolescenziale (12-19 anni) può potenzialmente abbassare il tasso di questi tumori e soprattutto di quello del collo dell’utero, la seconda causa di morte per carcinoma (dopo il tumore al seno), nelle donne al di sotto dei 40 anni
In Italia ci sono 3500 nuovi casi ogni anno con una sopravvivenza a cinque anni attorno al 67.5% e per fortuna che c’è lo screening di massa col Pap test ad abbassare la mortalità.
Questo vaccino è di relativa recente introduzione (sebbene sia stato sperimentato fin dai primi anni ‘90) e quindi il numero di dosi e l’età variano in base a linee guida in costante aggiornamento.
Cervarix (bivalente per tipi 16, 18, ricombinante, adiuvato e adsorbito)
Femmine dai 9 ai 14 anni inclusi: due dosi a 0 e 6 mesi rispettivamente; la seconda dose deve essere somministrata da 5 a 7 mesi dopo la prima dose
Femmine dai 15 anni e oltre: tre dosi a 0, 1, 6 mesi rispettivamente; la seconda dose deve essere somministrata da 1 a 2,5 mesi dopo la prima dose, la terza dose da 5 a 12 mesi dopo la prima dose.
Gardasil (tetravalente per tipi 6, 11, 16 e 18)
Ambosessi dai 9 ai 13 anni di età inclusi: due dosi a 0 e 6 mesi rispettivamente; se la seconda dose di vaccino viene somministrata prima di 6 mesi dalla prima dose, è raccomandata la somministrazione di una terza dose, in accordo alla schedula a 3 dosi (0, 2, 6 mesi). Gardasil può essere somministrato anche secondo una schedula a 3 dosi (0, 2, 6 mesi: la seconda dose ad almeno 1 mese dalla prima dose e la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose; le tre dosi devono essere somministrate entro un periodo di 1 anno).
Ambosessi di età pari o superiore a 14 anni: tre dosi a 0, 2, 6 mesi rispettivamente; la seconda dose ad almeno 1 mese dalla prima dose e la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose; le tre dosi devono essere somministrate entro un periodo di 1 anno.
Il vaccino deve essere somministrato in adolescenza e prima dei 19 anni, perché dopo inizia il potenziale contatto col virus e l’immunità deve quindi essere acquisita prima di tale periodo (anche se alcuni studi suggeriscono che possa conferire protezione anche negli adulti).
Ricordandovi quanto purtroppo il condom sia poco efficacenel contenere quest’infezione a causa del contatto scrotale e perineale con zone potenzialmente infette, vi invito a parlare di questo con il vostro medico curante e il vostro ginecologo, concludendo come sempre con l’invito a essere responsabili nei confronti dei vostri figli e delle vostre figlie e con l’augurio di essere sempre sana e vaccinata maggioranza.
A Lucca lo studente ha minacciato il professore per farsi dare un 6. Manco un 7. Un sei. Mavaffanculo, ai miei tempi, all’Università, davamo fuoco alle macchine dei prof per farci dare il 30 e lode, mica il 18.
Nel video, diventato virale prima su WhatsApp e poi su alcuni gruppi Facebook, si vede l’uomo, 64 anni, docente di italiano e storia, ripreso mentre viene minacciato e insultato in classe da uno di loro:
Commento letto su un thread di FB che parlava della questione: “E’ lucchese. Multate i genitori con 5000 euro di sanzione e tempo due giorni diventa Leopold Von Sacher Masoch.“
È quest’anno o forse è la primavera e mi è presa così. Svuoto armadi e cassetti. Regalo o vendo abiti e scarpe, do via libri letti a metà e impilati sul comodino, ho deciso di tagliare i capelli. Ai bambini dico più spesso di no, talvolta non rispondo al telefono, se so già di cosa si parlerà. Ho fatto ordine anche da amica e do conto solo a chi mi piace davvero e soprattutto a chi non ha usato il mio cuore come un fazzoletto di carta da tenere per giorni accartocciato in una tasca dei pantaloni. Oppure chi sparla sempre degli altri e mi avvelena i pensieri. Ho chiuso. Mi chiamano? Non ho tempo. Richieste d’amicizia di una delle medie, ma che vuole? Curiosare? Cancellata. Faccio pure pulizia di primavera tra i miei blog. Quindi attenzione alla quantità di gattini che postate. Cagnolini invece sempre ben accetti.
Crispr oggi diventa “cell-free”. La nuova tecnica di editing (modifica) del genoma per realizzare terapie geniche, che ha rivoluzionato la medicina e la bioingegneria, si trasforma ancora e stavolta agisce al di fuori della cellula.
Come? Modificando il dna dei plasmidi, molecole di dna nella cellula che non sono essenziali per la sua sopravvivenza. Così, questi componenti potranno essere prelevati dalle cellule umane e manipolati con Crispr in vitro, cioè in provetta o su piastra di Petri, senza la cellula. A presentare questa nuova tecnologia è un gruppo di ricerca guidato dal Gene Editing Institute del Christiana Care Health System, negli Usa. I risultati sono appena stati pubblicati su CRISPR Journal.
Gli autori descrivono il nuovo metodo in cui, dopo aver estratto i frammenti di dna da cellule umane, queste parti possono essere ingegnerizzate in maniera veloce e precisa, inserendo delle modifiche nel codice genetico, ma senza bisogno della cellula. Il risultato rappresenta un avanzamento tecnico che apre nuove prospettive diagnostiche e strategie di trattamento mirate sul singolo paziente, come spiegano gli autori.
“Con questo nuovo avanzamento dovremmo essere in grado di lavorare con colture di laboratorio e applicare modifiche geniche in meno di un giorno”, ha spiegato Eric Kmiec, autore principale dello studio. “Questo è particolarmente importante per la diagnostica legata al trattamento dei tumori, in cui il tempo è essenziale”. Nel cancro, infatti, le mutazioni che causano la diffusione della malattia sono differenti da paziente a paziente ed individuarle rapidamente è importante per sviluppare terapie mirate.
Un altro elemento, prosegue Kmiec, è che mentre gli strumenti “tradizionali” Crispr modificano o riparano brevi frammenti del codice genetico di un singolo gene, con questo sistema si potrebbero sostituire o eliminare interi geni. Un’arma in più, secondo i ricercatori, in quelle malattie in cui vi sono mutazioni su più geni, come nell’Alzheimer o in alcune malattie cardiache, e non su un solo gene, come invece avviene in alcuni tipi di anemia o nella malattia di Huntington.
Crispr di fatto indica il meccanismo di base utilizzato dai batteri contro virus invasori. Da anni, gli scienziati sfruttano questo meccanismo, programmandolo in modo da trovare e rimuovere specifiche sequenze del codice genetico e sostituirle con altre. Da quando è stato scoperto, sono nati diversi strumenti Crispr, che portano sempre un maggiore progresso rispetto alle correzioni genetiche.
Gli studi si basano in molti casi suCRISPR-Cas9, dove Cas9 è un enzima che funziona come vere e proprie forbici che tagliano a fette ed inseriscono parti di dna. Tuttavia questa tecnica è efficace nel modificare i geni all’interno della cellula, mentre la metodica di oggi, basata sulla proteina Cpf1, funziona anche senza cellula, coi plasmidi, appunto.
Altro elemento, operando con Crispr senza cellula, si può vedere meglio come avviene questo eccezionale processo di modifica del dna, al di là del risultato. “Quando impieghi Crispr all’interno di una cellula è come se stessi lavorando in una scatola nera in cui non puoi davvero osservare gli ingranaggi del macchinario che compie queste azioni straordinarie”, aggiunge Kmiec. “Si vedono i risultati, si modificano i geni, ma non sempre si riesce a vedere come li si è ottenuti, un elemento importante per garantire che Crispr possa essere utilizzata con sicurezza per trattare i pazienti”.
Ora i ricercatori del Gene Editing Institute stanno lavorando sul nuovo CRISPR-Cpf1 per fornire un modello alle aziende farmaceutiche che si occupano di diagnostica e terapie personalizzate nell’ambito dei tumori.
Mi state dicendo che su Wired.it riportano un articolo di gente che ha modificato un plasmide con il CRISPR? Un plasmide? Che è come curare un mal di testa con un ciclo di chemio. Riparare la catena della bici portandola alla NASA.
Un plasmide è una piccola molecola di DNA circolare. Si trova dentro le cellule dei batteri, separati dal loro DNA genomico. Si può replicare autonomamente.
Nel 1977, Herbert Boyer ha modificato questo plasmide affinché si potesse clonare al suo interno un gene. Il plasmide venne chiamato pBR322. Pare che il 322 fossero i tentativi richiesti per riuscire a fare quella cosa.
In pratica, il plasmide viene preso, tagliato in un punto solo e al suo interno si clona il gene che si vuole studiare. Poi si ricuce e si infila in cellule in cultura: batteri, ma pure cellule eucariotiche.
Oggi sta roba la fai alle esercitazioni dell’università, mentre gli studenti guardano fuori dalla finestra il bel tempo, il sole, le gonnelline svolazzanti e barzotti pipettano annoiati gene e plasmide, per creare il loro primo clone, mentre fantasticano di sesso anale e playstation.
“Con questo nuovo avanzamento dovremmo essere in grado di lavorare con colture di laboratorio e applicare modifiche geniche in meno di un giorno”
Lo facciamo già da 20 anni. Il mio kit per modificare geni in un singolo aminoacido c’impiega 3 ore, ma solo perché in mezzo ci metto pure la pausa pranzo.
Dite, poi, a quelli di Wired, che esiste addgene.org, banca dati dove potete trovare qualsiasi gene+plasmide già clonato, per la modica cifra di 60 dollari. Venite in laboratorio, allora, già clonati.
Il CRISPR che modifica i plasmidi. Ehi, abbiamo pure scoperto che il DNA è una doppia elica!
Porcodio dai, mi avete rovinato il venerdì.
Reblog per il furioso sdegno.
Lol, furiosissimo sdegno che neanche Ezechiele 25:17 😀
@spaam devi aprire una rubrica di fact-checking da qualche parte 🙂
Che poi lo so che Wired e’ affidabile quanto la GC.Collect() del C# quando dici al garbage collector di liberare subito la memoria deallocata. Pero’ quando si entra in campi cosi’ diversi dal mio, non ho i mezzi per riconoscere le vere notizie dalle stronzate 🙂
Crispr oggi diventa “cell-free”. La nuova tecnica di editing (modifica) del genoma per realizzare terapie geniche, che ha rivoluzionato la medicina e la bioingegneria, si trasforma ancora e stavolta agisce al di fuori della cellula.
Come? Modificando il dna dei plasmidi, molecole di dna nella cellula che non sono essenziali per la sua sopravvivenza. Così, questi componenti potranno essere prelevati dalle cellule umane e manipolati con Crispr in vitro, cioè in provetta o su piastra di Petri, senza la cellula. A presentare questa nuova tecnologia è un gruppo di ricerca guidato dal Gene Editing Institute del Christiana Care Health System, negli Usa. I risultati sono appena stati pubblicati su CRISPR Journal.
Gli autori descrivono il nuovo metodo in cui, dopo aver estratto i frammenti di dna da cellule umane, queste parti possono essere ingegnerizzate in maniera veloce e precisa, inserendo delle modifiche nel codice genetico, ma senza bisogno della cellula. Il risultato rappresenta un avanzamento tecnico che apre nuove prospettive diagnostiche e strategie di trattamento mirate sul singolo paziente, come spiegano gli autori.
“Con questo nuovo avanzamento dovremmo essere in grado di lavorare con colture di laboratorio e applicare modifiche geniche in meno di un giorno”, ha spiegato Eric Kmiec, autore principale dello studio. “Questo è particolarmente importante per la diagnostica legata al trattamento dei tumori, in cui il tempo è essenziale”. Nel cancro, infatti, le mutazioni che causano la diffusione della malattia sono differenti da paziente a paziente ed individuarle rapidamente è importante per sviluppare terapie mirate.
Un altro elemento, prosegue Kmiec, è che mentre gli strumenti “tradizionali” Crispr modificano o riparano brevi frammenti del codice genetico di un singolo gene, con questo sistema si potrebbero sostituire o eliminare interi geni. Un’arma in più, secondo i ricercatori, in quelle malattie in cui vi sono mutazioni su più geni, come nell’Alzheimer o in alcune malattie cardiache, e non su un solo gene, come invece avviene in alcuni tipi di anemia o nella malattia di Huntington.
Crispr di fatto indica il meccanismo di base utilizzato dai batteri contro virus invasori. Da anni, gli scienziati sfruttano questo meccanismo, programmandolo in modo da trovare e rimuovere specifiche sequenze del codice genetico e sostituirle con altre. Da quando è stato scoperto, sono nati diversi strumenti Crispr, che portano sempre un maggiore progresso rispetto alle correzioni genetiche.
Gli studi si basano in molti casi suCRISPR-Cas9, dove Cas9 è un enzima che funziona come vere e proprie forbici che tagliano a fette ed inseriscono parti di dna. Tuttavia questa tecnica è efficace nel modificare i geni all’interno della cellula, mentre la metodica di oggi, basata sulla proteina Cpf1, funziona anche senza cellula, coi plasmidi, appunto.
Altro elemento, operando con Crispr senza cellula, si può vedere meglio come avviene questo eccezionale processo di modifica del dna, al di là del risultato. “Quando impieghi Crispr all’interno di una cellula è come se stessi lavorando in una scatola nera in cui non puoi davvero osservare gli ingranaggi del macchinario che compie queste azioni straordinarie”, aggiunge Kmiec. “Si vedono i risultati, si modificano i geni, ma non sempre si riesce a vedere come li si è ottenuti, un elemento importante per garantire che Crispr possa essere utilizzata con sicurezza per trattare i pazienti”.
Ora i ricercatori del Gene Editing Institute stanno lavorando sul nuovo CRISPR-Cpf1 per fornire un modello alle aziende farmaceutiche che si occupano di diagnostica e terapie personalizzate nell’ambito dei tumori.
1. Se vivi in una democrazia ti tocca una campagna elettorale all’anno. Se vivi in una dittatura, ti tocca di tenere appesa, dentro la casa, la foto di Paolo Giovanni II. Se vivi in una teocrazia, ti tocca di digiunare in un dato periodo dell’anno e di portare fuori tua moglie come se fosse un sacchetto della spazzatura.
2. Ti devi iscrivere ad un social network e fare finta di essere uno importante perché conosciuto e simpatico e allo stesso tempo disinteressato dalla popolarità e un po’ stronzo.
3. Ti devi cercare un lavoro.
4. Quando morirai qualcuno si ricorderà di noi, c’è un dopo o quando moriremo, semplicemente, passeremo l’eternità a guardare quelli che sono rimasti sulla terra compiere azioni che a noi non è mai fregato un cazzo perché “da lassù di sicuro ora ti starà guardando” e quindi il senso della vita è questo? Morire per poi passare l’eternità sul divano a guardare quelli che ci conoscono fare qualche cosa perché ci tengono tanto?
5. le emorroidi
6. le amicizie vere, quelle che ti vengono a dire chi sei realmente, che hanno la necessità malata di doverti dire sempre la verità.
7. le conversazioni subito dopo un amplesso.
8. i saluti sulla porta
9. i viaggi in ascensore con uno sconosciuto
10. le persone che a cena poggiano il cellulare sul tavolo e poi vibra e mentre parlano con te guardano il cellulare, poi ti guardano di nuovo, il cellulare, te, il cellulare, te e poi inconsciamente lo prendono in mano per leggere il messaggio e commentano “ora sta rompi palle che vuole, dio che stress. Scusa ci metto un secondo”.
10 bis. i locali con le luci accese.
Pro:
1. le droghe
2. il punk-rock
3. le chiacchierate con i miei figli quando gli chiedo se hanno giocato con tizio e seri mi fanno “no, non siamo più amici” e io rispondo “mi dispiace” e loro “È tutto ok papà, non è grave”.
4. i dischi in vinile
5. gli elenchi di notte
6. i post-it sul frigo
7. i contro-tempi e gli accordi di settima
8. il primo sguardo incrociato con qualcuna in un locale
9. i posti con la musica dove non balla nessuno. Lo spazio vuoto nel mezzo, la gente che lo guarda terrorizzata come se fosse un buco nero
10. quelle storie che non hanno la pretesa d’impressionare
10 bis. I locali con le luci accese, quando scarichi gli strumenti e devi fare il soundcheck e da sopra il palco ti guardi la sala vuota e ti chiedi “tra due ore sarà piena. O magari no e suoneremo pure sta sera per la barista e il tecnico del suono”.