Vietato vendere a Zte: gli Stati Uniti contro il colosso tech cinese

gigiopix:

Ma solo a me sembra che con queste politiche protezionistiche, gli americani si stiano dando la zappa sui coglioni da soli ? A quanto pare ZTE (che ricordiamolo, e’ tipo la quinta azienda cinese come dimensione, non proprio una dittina a conduzione familiare), avrebbe venduto elettronica a Iran e Corea del Nord, violando l’embargo degli USA. Per cui come sanzione, le aziende americane non potranno più vendere elettronica a ZTE.

Ora:

1) Mi immagino quanto si stia cagando sotto ZTE all’idea di dover fare senza l’elettronica americana. Come se non fosse già tutto made in china.

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2) Il presunto embargo verso Iran e Corea del Nord e’ stato deciso unilateralmente dagli usa, non e’ stato ratificato ne’ dall’ONU ne’ dal WTO. Perché mai una azienda CINESE dovrebbe rispettarlo ?

3) ZTE essendo uno dei più grandi produttori di cellulari, e’ uno dei maggiori acquirenti di processori da Qualcomm (americana). Peccato che a differenza degli altri concorrenti cinesi, possiede una cosa in più: i brevetti sui modem. Quindi teoricamente, niente gli impedisce di comprare da ARM (che e’ inglese, e non americana) le licenze per l’architettura, e costruirsi i suoi processori, comprensivi di modem e tutto. Esattamente come fa già Mediatek, e molto peggio di quanto facciano già Huawei, Xiaomi e Samsung (che si costruiscono i loro processori ma non i modem).

In pratica con questa astutissima mossa volpina, stanno potenzialmente creando un nuovo concorrente per il più grande costruttore al mondo di processori mobili.

Quindi riassumendo: gli USA impongono un embargo, le aziende cinesi non se li cacano manco di striscio, gli USA dicono “allora non vi si vende più niente”, le aziende cinesi continuano a non cacarseli manco di striscio, le aziende americane ci rimettono. Manca la parte dove forse, le aziende cinesi continueranno a non cacarseli manco di striscio

per omnia sæcula sæculorum. 

Il mi’ nonno avrebbe detto “mi pai quello che si taglio’ la fava per fa dispetto alla moglie”. No ma, make america great again, mi raccomando, avanti cosi’. Occhio che un diventi troppo great, eh.

Eccalla’, come volevasi dimostrare, e’ partito l’effetto domino.

Cito un pezzo dell’articolo:

La situazione potrebbe subire un’accelerazione nel caso in cui le sanzioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti assumano contorni simili a quelle comminate a ZTE. Ammesso ovviamente che Huawei venga ritenuta colpevole.

Come ricorderete, ZTE è stata ritenuta colpevole di aver infranto l’embargo rivolto all’Iran, premiando (anziché punirli) i propri dipendenti coinvolti nella vicenda. L’azienda cinese ha ricevuto una multa di quasi 1 miliardo di dollari e, soprattutto, il divieto di poter integrare nei propri dispositivi componentistica statunitense per ben 7 anni. Una sanzione che rischia di riguardare anche la licenza per i servizi Google.

Huawei non dovrebbe ricevere sanzioni così pesanti, nel caso venga ritenuta colpevole. Probabile una multa in denaro, ma comunque l’azienda sembra intenzionata a non farsi trovare impreparata, mettendosi appunto al lavoro su un proprio sistema operativo, che possa consentirle di proseguire il proprio business in ambito smartphone.

E siamo già passati dalla quinta azienda cinese, al secondo produttore di telefoni al mondo. Ma che bel tamponamento a catena di cazzi in culo, gli sta per arrivare. L’avranno in domo come sonà a predia.

No ma make america un altro popo’ great, mi raccomando.

Vietato vendere a Zte: gli Stati Uniti contro il colosso tech cinese

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