Lettere a mio figlio 21
Ciao Tigrotto,
ti ho lasciato poco fa che dormivi. Pare ti stia per spuntare qualche nuovo dente, ogni tanto metti la manina in bocca, quelli che hai però sembrano sufficienti per masticare crosticine di pane e parmigiano reggiano.
Cammini abbastanza spedito ma hai bisogno di appoggiarti a un carrellino o di essere tenuto per mano. Di sicuro diventa estenuante starti dietro visto che la tua voglia di conoscere e di esplorare è tanta.
Domenica abbiamo fatto una passeggiata con il tuo passeggino, non hai idea di come è bello vederti mentre muovi le braccia tutto contento appena vedi un cagnolino o dei piccioni. Sorridi tanto, basta poco per farti felice. Ieri una cassiera del supermercato ti ha salutato, ti ha detto che sei cresciuto (è da un po’ che non ti vedeva) e ha detto che sei bello. Hai sorriso, come solo tu sai fare.
A questa età tendi a mettere tutto in bocca, è il tuo modo di esplorare, di conoscere, ma dobbiamo stare attenti perché poi finisce come stamattina che ti sei messo in bocca una foglia di una delle piante che abbiamo in casa. Siamo riusciti a togliertela, per fortuna, ma di sicuro non ci fai stare tranquillissimi, ecco. Questa però è una cosa tipica dei bambini della tua età e anche dopo non sarà di molto meglio: quando si è piccoli è normale fare queste cose a noi genitori spetta il compito di stare attenti che tu non ti faccia davvero male.
Domenica è stata la tua seconda festa della mamma, di feste del papà ne hai vissuta solo una invece: sei nato ad aprile. Per ora le ricorderemo solo io e tua mamma, ma ce ne saranno altre che ricorderai anche tu.
Spero di poterne festeggiare tante con te, è la cosa che chiedo, poter avere più tempo possibile da passare con te.
Mi hai salvato la vita, sai?
Mi hai dato un coraggio che non avevo o che non sapevo di avere.
Ti voglio bene.
Mi sa che mi è entrata la famosa bruschetta nell’occhio…