bigottismo cattolico. sempre pronti a “riparare” i mali altrui.
LOL noi ci si lavora al gay pride… vedo il rogo in piazza duomo che continua a crescere
I cattolici sono così. Devono per forza sindacare la felicità altrui. Del resto inscenare un rito vittimistico incitando all’odio contro i gay è attività tipica della setta.
Se non ci fosse l’omofobia, il PDF (no Acrobat but Partito della famiglia: lol) e il Movimento “Preghiera delle mamme” (?) non avrebbero motivo d’esistenza.
io e Sorella abbiamo recentemente parlato con Madre di come ci trattava A., la tipa che teneva me e lei dopo scuola quando io ero alle medie e Sorella alle elementari. A. è stata pessima. in quelle poche ore che ci aveva faceva di tutto per imporci il suo credo cattolico, ma a quello potevamo anche sopravvivere (non è che non avessimo già incontrato la nostra buona dose di cattolici estremisti e “ah, non sei cattolico? e io ti tratto come una merda perché io credo e quindi sono migliore di te”), quello che me la fece detestare definitivamente (a pochi mesi dalla nostra conoscenza), fu che subito dopo che morì Nonna A. se ne uscì con questa frase geniale e ‘apparentemente’ causale: “A me spiace per chi non crede perché poi non potrà incontrare i suoi cari in paradiso quando morirà”.
Avevo 11 anni porcoddio. 11. Nonna era la prima familiare che mi moriva e la adoravo. era una settimana che non smettevo di piangere.
un’altra cosa per cui A. è tristemente conosciuta è il trattamento di disparità che attuò tra la sua figlia maggiore (un anno più di me) e la sua minore (stessa età di Sorella). quei sette anni di differenza tra le due furono sufficienti per rendere la piccola M. un mostro a causa di attenzioni particolarmente scarse e preferitismi costanti verso la sorella maggiore. M. trattava Sorella da schifo e io la odiavo, ma aveva sei anni, mica potevo prenderla e ribaltarla.
parlando con Madre è un attimo saltato fuori che nemmeno il marito di A. brillasse per decenza umana. era sempre fuori casa (sempre, io non l’ho MAI visto) e che tra tutti e due non avessero una vita molto sociale (almeno, lei per niente. non che la sua simpatia avrebbe sul serio avuto modo di attirare qualcuno eh). entrò in scena così l’alcolismo (non con queste esatte parole, ma io e Sorella abbiamo imparato da anni a leggere tra le righe delle cose non dette nella nostra famiglia). insomma, l’estremismo cattolico di A. era sostenuto da un’infelicità di fondo estrema, che l’aveva portata a cercarsi un motivo di vita, in questo caso rompere l’anima al prossimo con la sua fede e a entrare in quella fantastica spirale di autodistruzione che coinvolgeva chiaramente tutti quelli che le stavano intorno.
ed è così che mi è stato confermato quello che è un po’ che ho capito: quando uno è un estremista (di qualsiasi tipo) non sta in realtà troppo bene, perché chi sta bene non rompe il cazzo agli altri.
compatiteli e sperate che prima o poi incoccino in uno psicologo bravo.