pesybeldragon:

sciamanica:

Quando mi chiedono come faccio a non esplodere, rispondo che non ne ho idea. In realtà credo che chi ha problemi seri, scateni una forza inimagginabile, come uno scudo di protezione. La vera forza arriva quando non si ha altra scelta.

yep, una delle prime cose che insegno ai ragazzi in palestra e che non smetto MAI di ripetere è di non mettere mai e poi mai un avversario al muro senza lasciarli almeno una via di fuga, ho visto gente alla quale non avrei dato due lire fracassare di bastonate avversari di gran lunga navigati nell’arte.

LA SAGGEZZA DELLE DONNE

pgfone:

Questa mattina stavo tagliando l’erba a bordo strada e  si ferma un signore con la macchina, scende, e mi dice: “ueh giovine quanto vuoi per fare sto lavoro tu?” faccio finta di non aver sentito e continuo a sfalciare come se non ci fosse un domani sperando che parta qualche sassata e che questo demorda; non è per cattiveria ma non ho proprio voglia di fermarmi, parlare, levarmi i tappi delle orecchie, la maschera, il casco e soprattutto spegnere il decespugliatore che quando è infuocatissimo come in questo caso poi non va in moto manco a martellate. Ma questo niente, continua con sti aggettivi: “ueh contadinello giovane e bello quanto vuoi per tagliare l’erba??….”  e io gli faccio  un accenno con la testa di no e continuo a sfalciare, ma questo imperterrito: “oh operaio, quanto volere tu per tagliare erba?” e io gli rifaccio no con la testa e sfalcio, sfalcio, sfalcio, quando a un certo punto si mette proprio a mimare il movimento del taglio dell’erba e mi fa: “io dovere tagliare erba pagare subito in contanti!!!!!!!!!” e io sfalcio, sfalcio, sfalcio,sfalcio, quando a un certo punto  scende pure la moglie dalla macchina e dice: Antò lascia perde che non te capisce questo, sarà un mezzo profugo, chissà da do viene, senti Franco pè taglià l’erba.

In un gdr survival ad ambientazione zombie/postapocalittica ho scelto “gamba compromessa” come malus, ma la mia scarsissima competenza in ambito medico mi impedisce di immaginare “come” questa gamba potrebbe essere rimasta compromessa. Può aiutarmi, Sommo Kon? Le uniche specifiche date dalla descrizione del malus sono che la gamba è compromessa dal ginocchio in giù e che la radioattività (di aria/acqua/cibo) dovrebbe aver giocato un qualche ruolo nella complicazione della situazione.

kon-igi:

pesybeldragon:

kon-igi:

Plessopatia post-attinica radioindotta.

Hai tardato ad estrarre uno shrapnel di metallo radioattivo che si era conficcato dietro alla coscia tra bicipite femorale e semitendinoso (10 cm sopra il cavo popliteo, la parte posteriore del ginocchio) e le radiazioni hanno demielinizzato il nervo tibiale con conseguente neuroaprassia di tricipite della sura, tibiale anteriore/posteriore e popliteo.

Questo significa che l’articolazione tibio-tarsica non è valida e quindi non solo non puoi flettere la caviglia per il passo ma che se non indossi tutore e stivale rigido, questa cede e perdi l’equilibrio. 

Mad Max insegna.

image
image

una delle grandi mancanze che ho sempre notato in molti gruppi di gioco di ruolo al quale ho partecipato è che nessuno o quasi scrive mai un background per il proprio personaggio e la cosa mi rattrista sempre un po.

È una cosa che si conquista con le tante sessioni di gioco ma solo se c’è una buona sinergia tra giocatori e master (io sono stato entrambi).

Per noi in Call of Cthulhu ha funzionato così:

  • A 15 anni: il mio personaggio è un prete con un fucile.
  • A 25 anni: il mio personaggio è un prete che si è fatto tatuare sul petto un Segno di Protezione contro gli Antichi dopo aver perso la fede perché quasi impazzito alla vista di Shub-Niggurath, Il capro Nero dei Boschi dai Mille Cuccioli, e ha sviluppato una paranoia che lo porta in berserk tutte le volte che sente intonare una nenia occulta e in quel caso comincia a fare fuoco con il fucile a canne mozze che porta sotto la tonaca.
  • A 35 anni: il mio personaggio è un prete con 99% in skill armi da fuoco e spara con due fucili a canne doppie mozze a pallettoni incatenati.

Cari tumbleri, ho un piano:

wolfhowls:

kon-igi:

gigiopix:

maewe:

maewe:

3nding:

Sempre più spesso leggo di qualcuno che vuole mollare tutto, che vuole andare all’estero ma non può, che nel suo paese ci sono – in ordine sparso – elettori del PD che non vince mai, fanatici leghisti, centristi ambigui, elettori del pdl con “Il Giornale” sempre sotto al braccio, etc.

Io ho un piano:

Troviamo un comune di quelli “morenti” lungo l’Appennino, dove ormai sono rimasti solo gli anziani e le case cadono a pezzi.

Prendiamo tutti residenza lì.

Poi considerato che:

Nessuna sottoscrizione è richiesta per la presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. (pag. 3) – Ministero dell’Interno

Non credo ci sia molta competizione elettorale in situazioni simili.

Si vincono le elezioni, e si trasforma il paese morente, in un posto con connessione wi-fi, energie rinnovabili, presidio sanitario (ci sarà qualche medico che non vuole più saperne di vivere in città o paesi come quelli descritti prima no?) raccolta differenziata, e chi più ne ha più ne metta.

Lo so, è molto utopico, ma è mercoledì mattina e tutti intorno parlano del nulla.

Il nulla, come ne “La storia infinita.”

3nding, futuro sindaco.

oggi magari qualcuno ci pensa

io comunque voto 3nding

Mi sembra il giorno giusto per riproporlo.

Questo post ha ormai 659 note, pero’ nei commenti vedo poche
proposte costruttive. Per cui provo, come puro esercizio mentale, a
cercare di affrontare il problema in modo pratico.

Quali requisiti dovrebbe avere il posto scelto? Intanto i primi
che mi vengono i mente (sicuramente non saranno gli unici) sono:

  • deve essere abbastanza isolato
    dal resto del mondo da scoraggiare i rompicoglioni, ma non cosi’
    isolato da tagliarci fuori dalla civiltà
  • pur essendo isolato, dovrebbe
    comunque essere collegato con strade percorribili da auto normali
    (non tutti si possono permettere di cambiare auto e/o comprare un
    fuoristrada o un pickup). Diciamo abbastanza collegato che un
    corriere riesca almeno ad arrivarci col furgone.
  • deve essere abbastanza vicino a
    un ospedale da rendere possibile la gestione delle emergenze mediche
  • non deve essere troppo lontano
    dalle zone industriali e produttive, per chi fa un lavoro di tipo
    tecnico (va bene l’andare a vivere sui monti, ma senza lavorare di
    che si campa poi? dubito che si possa essere completamente
    autosufficienti e rinunciare al denaro)
  • deve essere abbastanza lontano
    dalle zone industriali e produttive da non risentire del loro
    inquinamento
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da scuole medie e superiori, meglio se anche università
    (per le elementari forse si riesce a fare qualcosa in loco? In ogni
    caso alle medie e superiori, i bimbi vanno portati tutti giorni
    almeno fin dove passa il pulmino della scuola)
  • deve essere raggiunto dalla rete
    elettrica, e deve esserci già una rete capillare in quasi tutte le
    strade del paese (cosa non cosi’ scontata nei paesini abbandonati di
    montagna)
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da un aeroporto, da una autostrada, e da una stazione
    del treno
  • deve avere una connessione a
    internet, o la possibilità di averla in tempi brevi senza grossi
    interventi strutturali (se non saremo in molti, vanno bene anche
    ponti radio in hiperlan, ma serve che tali BTS si possano agganciare
    a un qualche punto dove arriva la fibra ottica)
  • deve avere intorno abbastanza
    terreno da rendere possibile la creazione di orti, serre e pascoli
    per gli animali, per cercare di essere più autosufficienti
    possibili
  • deve avere abbastanza boschi
    intorno, da poterli sfruttabili per avere legname da costruzione a
    sufficienza, senza tuttavia intaccarli in modo significativo
  • deve avere un buon numero di
    case abbandonate e/o tenute sfitte per gran parte dell’anno
  • i prezzi di tali case devono
    essere abbastanza bassi da essere alla portata della maggior parte
    della gente
  • le case abbandonate devono poter
    essere ristrutturabili senza costi troppo alti, e senza interventi
    di efficientamento energetico troppo grossi (ricordate che se il
    posto è in culo ai lupi, anche il trasporto fin li dei materiali
    per la ristrutturazione diventa un costo significativo)
  • deve essere in una zona che
    permetta di sfruttare qualche sistema di autogenerazione
    dell’energia (un luogo ventoso per piccoli generatori eolici, un
    luogo soleggiato per pannelli solari, un luogo ricco di boschi per
    caldaie a pellet, ecc…)
  • deve essere in una zona geologicamente stabile (basso
    rischio di terremoti, frane, eventi vulcanici)

Tra i posti che conosco (mi limito quindi all’appennino
tosco-emiliano solo perché lo conosco meglio, ma se avete altre
proposte, fatevi avanti), quello che mi sembra rispondere meglio alla
maggior parte di tali requisiti è Pontito.
E’ un paesino semi-abbandonato di case di montagna, e oggi ci vivono
al max una quindicina di anziani. Alcune delle case sono state
ristrutturate di recente, ma sono usate come seconde case,
prevalentemente per il periodo estivo. D’inverno quando nevica, il
paese rimane quasi completamente isolato (non ci passa lo
spazzaneve), per cui quasi nessuno ci abita in modo fisso.

Aspetti positivi:

  • c’è un piccolo alimentari e un
    ufficio postale
  • le case sono quelle di montagna
    di una volta, tutte con pareti in pietra da un metro di spessore e
    almeno uno-due camini. La maggior parte di interventi di
    ristrutturazione si limiterebbe quindi alla sostituzione degli
    infissi coi doppi vetri, rifacimento del tetto e/o rinforzo dei
    solai, e rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico. Non
    servirebbero grossi interventi strutturali o di isolamento termico.
  • i costi sono molto bassi,
    nessuno vuole andare fin lassù
  • c’è la corrente dappertutto, e
    c’è pure una illuminazione pubblica abbastanza decente nel centro
  • molte case hanno il suo piccolo
    pezzetto di terra dietro, in mezzo al paese, dove fare un piccolo
    orto o un giardino. A chi non basta, intorno ci sono boschi e prati
    per chilometri.
  • il pulmino delle scuole di
    Pescia non arriva fino a Pontito, ma fa il giro basso delle Dieci
    Castella
    , per cui non c’è da fare ogni giorno 18 km, per
    portare i bimbi a scuola, ma solo 4-5 km
  • è circondato da boschi di pini
    e castagni. Ci sono anche diversi mulini che fanno farina di
    castagne intorno, di quelli di una volta dove la ruota della macina
    viene mossa da un corso d’acqua. Alcuni sono abbandonati, ma se
    qualcuno se la sente di ristrutturarne uno…
  • a mezz’ora di macchina (18 km)
    c’è Pescia, che ha un ospedale, dei supermercati, e un po’ di zona
    industriale. In caso d’emergenza, col Pegaso si arriva all’ospedale
    in 5 minuti.
  • entro un raggio di un’ora di
    macchina ci sono Lucca, e Pistoia, con i rispettivi ospedali e le
    loro zone industriali, mentre in un’ora e mezza arriviamo a Pisa, e
    Firenze, con le loro università e aeroporti.
  • è facilmente fortificabile in caso di apocalisse zombie:
    il giro esterno di case, chiudendo gli accessi al centro, può
    fungere da perimetro difensivo.

Alcuni aspetti negativi:

  • in macchina si arriva solo
    all’unica piazzetta (nel punto più basso del paese) o alla chiesa
    (nel punto più alto). In mezzo non ci sono strade praticabili in
    auto, ma solo stradine di sanpietrini da fare a piedi (molti vicoli
    hanno solo scale e scalini). Non ci sono nemmeno parcheggi (non ci
    va nessuno in macchina), ma quelli possiamo farli, il terreno
    intorno da spianare c’è.
  • Quando nevica, non passa lo
    spazzaneve. Inoltre, almeno nel centro la neve va spalata a mano,
    non ci possono arrivare mezzi meccanici. Pero’ tutte le case sono
    attaccate, per cui se ognuno fa un pezzetto fino alla casa accanto,
    il lavoro è poco per ciascuno.
  • legna, spesa, pacchi e quanto altro, vanno portati in casa
    a mano o con una carretta. Scordatevi mezzo motorizzati a ruote o
    cingoli: non riescono a fare le scale, e se ci riescono rischiano di
    spaccare i sanpietrini.

Ok, io l’ho buttata li. Sono benvenute sia delle integrazioni ai
requisiti che deve avere il posto giusto, sia eventuali altre
proposte di paesini adatti 🙂

Scusa ma io mi sono fermato ad Apocalisse Zombie e m’è partito il lungometraggio mentale.

Io farò solo un semplice e banale commento: e i soldi?

Ecco, questo mi sembra un ottimo commento, anche se non lo aveva ancora detto nessuno.

Per i soldi immagino che ognuno ci debba mettere i suoi, esattamente come se ciascuno di noi comprasse casa in qualsiasi altro posto. Per quello avevo messo tra i requisiti un basso costo delle case, un basso costo di ristrutturazione, e un paesino il più possibile già funzionante (in modo da non avere grossi costi collettivi poi).

Ci saranno sicuramente da fare opere collettive poi, e su quelle possiamo aiutarci l’un l’altro secondo le nostre competenze. Lo stesso vale per i lavori alle singole case: per dire, io non ho le competenze per rifare un tetto da solo, ma se si tratta di scavare tracce nei muri per i tubi dell’acqua, mettere la carta catramata su un tetto, o restaurare un vecchio portone di legno, posso dare una mano anche agli altri. Magari poi qualcuno che sa montare una finestra o stendere le tabelline tra i travicelli del tetto, potrà aiutare me.

Se l’idea è di fare un posto dove si viva meglio, direi che sarebbe bene cominciare aiutandosi a vicenda, insomma. Però almeno un po’ di soldi per iniziare, probabilmente bisognerà metterceli. E lo dico senza avere un granché da parte di risparmi, eh, quindi mi rendo conto perfettamente della difficoltà.

Cari tumbleri, ho un piano:

pesybeldragon:

gigiopix:

maewe:

maewe:

3nding:

Sempre più spesso leggo di qualcuno che vuole mollare tutto, che vuole andare all’estero ma non può, che nel suo paese ci sono – in ordine sparso – elettori del PD che non vince mai, fanatici leghisti, centristi ambigui, elettori del pdl con “Il Giornale” sempre sotto al braccio, etc.

Io ho un piano:

Troviamo un comune di quelli “morenti” lungo l’Appennino, dove ormai sono rimasti solo gli anziani e le case cadono a pezzi.

Prendiamo tutti residenza lì.

Poi considerato che:

Nessuna sottoscrizione è richiesta per la presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. (pag. 3) – Ministero dell’Interno

Non credo ci sia molta competizione elettorale in situazioni simili.

Si vincono le elezioni, e si trasforma il paese morente, in un posto con connessione wi-fi, energie rinnovabili, presidio sanitario (ci sarà qualche medico che non vuole più saperne di vivere in città o paesi come quelli descritti prima no?) raccolta differenziata, e chi più ne ha più ne metta.

Lo so, è molto utopico, ma è mercoledì mattina e tutti intorno parlano del nulla.

Il nulla, come ne “La storia infinita.”

3nding, futuro sindaco.

oggi magari qualcuno ci pensa

io comunque voto 3nding

Mi sembra il giorno giusto per riproporlo.

Questo post ha ormai 659 note, pero’ nei commenti vedo poche
proposte costruttive. Per cui provo, come puro esercizio mentale, a
cercare di affrontare il problema in modo pratico.

Quali requisiti dovrebbe avere il posto scelto? Intanto i primi
che mi vengono i mente (sicuramente non saranno gli unici) sono:

  • deve essere abbastanza isolato
    dal resto del mondo da scoraggiare i rompicoglioni, ma non cosi’
    isolato da tagliarci fuori dalla civiltà
  • pur essendo isolato, dovrebbe
    comunque essere collegato con strade percorribili da auto normali
    (non tutti si possono permettere di cambiare auto e/o comprare un
    fuoristrada o un pickup). Diciamo abbastanza collegato che un
    corriere riesca almeno ad arrivarci col furgone.
  • deve essere abbastanza vicino a
    un ospedale da rendere possibile la gestione delle emergenze mediche
  • non deve essere troppo lontano
    dalle zone industriali e produttive, per chi fa un lavoro di tipo
    tecnico (va bene l’andare a vivere sui monti, ma senza lavorare di
    che si campa poi? dubito che si possa essere completamente
    autosufficienti e rinunciare al denaro)
  • deve essere abbastanza lontano
    dalle zone industriali e produttive da non risentire del loro
    inquinamento
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da scuole medie e superiori, meglio se anche università
    (per le elementari forse si riesce a fare qualcosa in loco? In ogni
    caso alle medie e superiori, i bimbi vanno portati tutti giorni
    almeno fin dove passa il pulmino della scuola)
  • deve essere raggiunta dalla rete
    elettrica, e deve esserci già una rete capillare in quasi tutte le
    strade del paese (cosa non cosi’ scontata nei paesini abbandonati di
    montagna)
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da un aeroporto, da una autostrada, e da una stazione
    del treno
  • deve avere una connessione a
    internet, o la possibilità di averla in tempi brevi senza grossi
    interventi strutturali (se non saremo in molti, vanno bene anche
    ponti radio in hiperlan, ma serve che tali BTS si possano agganciare
    a un qualche punto dove arriva la fibra ottica)
  • deve avere intorno abbastanza
    terreno da rendere possibile la creazione di orti, serre e pascoli
    per gli animali, per cercare di essere più autosufficienti
    possibili
  • deve avere abbastanza boschi
    intorno, da poterli sfruttabili per avere legname da costruzione a
    sufficienza, senza tuttavia intaccarli in modo significativo
  • deve avere un buon numero di
    case abbandonate e/o tenute sfitte per gran parte dell’anno
  • i prezzi di tali case devono
    essere abbastanza bassi da essere alla portata della maggior parte
    della gente
  • le case abbandonate devono poter
    essere ristrutturabili senza costi troppo alti, e senza interventi
    di efficientamento energetico troppo grossi (ricordate che se il
    posto è in culo ai lupi, anche il trasporto fin li dei materiali
    per la ristrutturazione diventa significativo)
  • deve essere in una zona che
    permetta di sfruttare qualche sistema di autogenerazione
    dell’energia (un luogo ventoso per piccoli generatori eolici, un
    luogo soleggiato per pannelli solari, un luogo ricco di boschi per
    caldaie a pellet, ecc…)
  • deve essere in una zona geologicamente stabile (basso
    rischio di terremoti, frane, eventi vulcanici)

Tra i posti che conosco (mi limito quindi all’appennino
tosco-emiliano solo perché lo conosco meglio, ma se avete altre
proposte, fatevi avanti), quello che mi sembra rispondere meglio alla
maggior parte di tali requisiti è Pontito.
E’ un paesino semi-abbandonato di case di montagna, e oggi ci vivono
al max una quindicina di anziani. Alcune delle case sono state
ristrutturate di recente, ma sono usate come seconde case,
prevalentemente per il periodo estivo. D’inverno quando nevica, il
paese rimane quasi completamente isolato (non ci passa lo
spazzaneve), per cui quasi nessuno ci abita in modo fisso.

Aspetti positivi:

  • c’è un piccolo alimentari e un
    ufficio postale
  • le case sono quelle di montagna
    di una volta, tutte con pareti in pietra da un metro di spessore e
    almeno uno-due camini. La maggior parte di interventi di
    ristrutturazione si limiterebbe quindi alla sostituzione degli
    infissi coi doppi vetri, rifacimento del tetto e/o rinforzo dei
    solai, e rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico. Non
    servirebbero grossi interventi strutturali o di isolamento termico.
  • i costi sono molto bassi,
    nessuno vuole andare fin lassù
  • c’è la corrente dappertutto, e
    c’è pure una illuminazione pubblica abbastanza decente nel centro
  • molte case hanno il suo piccolo
    pezzetto di terra dietro, in mezzo al paese, dove fare un piccolo
    orto o un giardino. A chi non basta, intorno ci sono boschi e prati
    per chilometri.
  • il pulmino delle scuole di
    Pescia non arriva fino a Pontito, ma fa il giro basso delle Dieci
    Castella
    , per cui non c’è da fare ogni giorno 18 km, per
    portare i bimbi a scuola, ma solo 4-5 km
  • è circondato da boschi di pini
    e castagni. Ci sono anche diversi mulini che fanno farina di
    castagne intorno, di quelli di una volta dove la ruota della macina
    viene mossa da un corso d’acqua. Alcuni sono abbandonati, ma se
    qualcuno se la sente di ristrutturarne uno…
  • a mezz’ora di macchina (18 km)
    c’è Pescia, che ha un ospedale, dei supermercati, e un po’ di zona
    industriale. In caso d’emergenza, col Pegaso si arriva all’ospedale
    in 5 minuti.
  • entro un raggio di un’ora di
    macchina ci sono Lucca, e Pistoia, con i rispettivi ospedali e le
    loro zone industriali, mentre in un’ora e mezza arriviamo a Pisa, e
    Firenze, con le loro università e aeroporti.
  • è facilmente fortificabile in caso di apocalisse zombie:
    il giro esterno di case, chiudendo gli accessi al centro, può
    fungere da perimetro difensivo.

Alcuni aspetti negativi:

  • in macchina si arriva solo
    all’unica piazzetta (nel punto più basso del paese) o alla chiesa
    (nel punto più alto). In mezzo non ci sono strade praticabili in
    auto, ma solo stradine di sanpietrini da fare a piedi (molti vicoli
    hanno solo scale e scalini). Non ci sono nemmeno parcheggi (non ci
    va nessuno in macchina), ma quelli possiamo farli, il terreno
    intorno da spianare c’è.
  • Quando nevica, non passa lo
    spazzaneve. Inoltre, almeno nel centro la neve va spalata a mano,
    non ci possono arrivare mezzi meccanici. Pero’ tutte le case sono
    attaccate, per cui se ognuno fa un pezzetto fino alla casa accanto,
    il lavoro è poco per ciascuno.
  • legna, spesa, pacchi e quanto altro, vanno portati in casa
    a mano o con una carretta. Scordatevi mezzo motorizzati a ruote o
    cingoli: non riescono a fare le scale, e se ci riescono rischiano di
    spaccare i sanpietrini.

Ok, io l’ho buttata li. Sono benvenute sia delle integrazioni ai
requisiti che deve avere il posto giusto, sia eventuali altre
proposte di paesini adatti 🙂

@gigiopix
proposta:

45°44’46.3"N 7°34’42.2"E

Guarda, con la Val d’Aosta, con me sfondi una porta aperta 😀 

E’ bellissima, e mi ci trasferirei subito. Pero’ in quanto a collegamenti con la civiltà’, come saremmo messi? Ospedali, scuole, università’, autostrade, treni, ecc… 

Cari tumbleri, ho un piano:

maewe:

maewe:

3nding:

Sempre più spesso leggo di qualcuno che vuole mollare tutto, che vuole andare all’estero ma non può, che nel suo paese ci sono – in ordine sparso – elettori del PD che non vince mai, fanatici leghisti, centristi ambigui, elettori del pdl con “Il Giornale” sempre sotto al braccio, etc.

Io ho un piano:

Troviamo un comune di quelli “morenti” lungo l’Appennino, dove ormai sono rimasti solo gli anziani e le case cadono a pezzi.

Prendiamo tutti residenza lì.

Poi considerato che:

Nessuna sottoscrizione è richiesta per la presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. (pag. 3) – Ministero dell’Interno

Non credo ci sia molta competizione elettorale in situazioni simili.

Si vincono le elezioni, e si trasforma il paese morente, in un posto con connessione wi-fi, energie rinnovabili, presidio sanitario (ci sarà qualche medico che non vuole più saperne di vivere in città o paesi come quelli descritti prima no?) raccolta differenziata, e chi più ne ha più ne metta.

Lo so, è molto utopico, ma è mercoledì mattina e tutti intorno parlano del nulla.

Il nulla, come ne “La storia infinita.”

3nding, futuro sindaco.

oggi magari qualcuno ci pensa

io comunque voto 3nding

Mi sembra il giorno giusto per riproporlo.

Questo post ha ormai 659 note, pero’ nei commenti vedo poche
proposte costruttive. Per cui provo, come puro esercizio mentale, a
cercare di affrontare il problema in modo pratico.

Quali requisiti dovrebbe avere il posto scelto? Intanto i primi
che mi vengono i mente (sicuramente non saranno gli unici) sono:

  • deve essere abbastanza isolato
    dal resto del mondo da scoraggiare i rompicoglioni, ma non cosi’
    isolato da tagliarci fuori dalla civiltà
  • pur essendo isolato, dovrebbe
    comunque essere collegato con strade percorribili da auto normali
    (non tutti si possono permettere di cambiare auto e/o comprare un
    fuoristrada o un pickup). Diciamo abbastanza collegato che un
    corriere riesca almeno ad arrivarci col furgone.
  • deve essere abbastanza vicino a
    un ospedale da rendere possibile la gestione delle emergenze mediche
  • non deve essere troppo lontano
    dalle zone industriali e produttive, per chi fa un lavoro di tipo
    tecnico (va bene l’andare a vivere sui monti, ma senza lavorare di
    che si campa poi? dubito che si possa essere completamente
    autosufficienti e rinunciare al denaro)
  • deve essere abbastanza lontano
    dalle zone industriali e produttive da non risentire del loro
    inquinamento
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da scuole medie e superiori, meglio se anche università
    (per le elementari forse si riesce a fare qualcosa in loco? In ogni
    caso alle medie e superiori, i bimbi vanno portati tutti giorni
    almeno fin dove passa il pulmino della scuola)
  • deve essere raggiunto dalla rete
    elettrica, e deve esserci già una rete capillare in quasi tutte le
    strade del paese (cosa non cosi’ scontata nei paesini abbandonati di
    montagna)
  • deve essere a una distanza
    ragionevole da un aeroporto, da una autostrada, e da una stazione
    del treno
  • deve avere una connessione a
    internet, o la possibilità di averla in tempi brevi senza grossi
    interventi strutturali (se non saremo in molti, vanno bene anche
    ponti radio in hiperlan, ma serve che tali BTS si possano agganciare
    a un qualche punto dove arriva la fibra ottica)
  • deve avere intorno abbastanza
    terreno da rendere possibile la creazione di orti, serre e pascoli
    per gli animali, per cercare di essere più autosufficienti
    possibili
  • deve avere abbastanza boschi
    intorno, da poterli sfruttabili per avere legname da costruzione a
    sufficienza, senza tuttavia intaccarli in modo significativo
  • deve avere un buon numero di
    case abbandonate e/o tenute sfitte per gran parte dell’anno
  • i prezzi di tali case devono
    essere abbastanza bassi da essere alla portata della maggior parte
    della gente
  • le case abbandonate devono poter
    essere ristrutturabili senza costi troppo alti, e senza interventi
    di efficientamento energetico troppo grossi (ricordate che se il
    posto è in culo ai lupi, anche il trasporto fin li dei materiali
    per la ristrutturazione diventa un costo significativo)
  • deve essere in una zona che
    permetta di sfruttare qualche sistema di autogenerazione
    dell’energia (un luogo ventoso per piccoli generatori eolici, un
    luogo soleggiato per pannelli solari, un luogo ricco di boschi per
    caldaie a pellet, ecc…)
  • deve essere in una zona geologicamente stabile (basso
    rischio di terremoti, frane, eventi vulcanici)

Tra i posti che conosco (mi limito quindi all’appennino
tosco-emiliano solo perché lo conosco meglio, ma se avete altre
proposte, fatevi avanti), quello che mi sembra rispondere meglio alla
maggior parte di tali requisiti è Pontito.
E’ un paesino semi-abbandonato di case di montagna, e oggi ci vivono
al max una quindicina di anziani. Alcune delle case sono state
ristrutturate di recente, ma sono usate come seconde case,
prevalentemente per il periodo estivo. D’inverno quando nevica, il
paese rimane quasi completamente isolato (non ci passa lo
spazzaneve), per cui quasi nessuno ci abita in modo fisso.

Aspetti positivi:

  • c’è un piccolo alimentari e un
    ufficio postale
  • le case sono quelle di montagna
    di una volta, tutte con pareti in pietra da un metro di spessore e
    almeno uno-due camini. La maggior parte di interventi di
    ristrutturazione si limiterebbe quindi alla sostituzione degli
    infissi coi doppi vetri, rifacimento del tetto e/o rinforzo dei
    solai, e rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico. Non
    servirebbero grossi interventi strutturali o di isolamento termico.
  • i costi sono molto bassi,
    nessuno vuole andare fin lassù
  • c’è la corrente dappertutto, e
    c’è pure una illuminazione pubblica abbastanza decente nel centro
  • molte case hanno il suo piccolo
    pezzetto di terra dietro, in mezzo al paese, dove fare un piccolo
    orto o un giardino. A chi non basta, intorno ci sono boschi e prati
    per chilometri.
  • il pulmino delle scuole di
    Pescia non arriva fino a Pontito, ma fa il giro basso delle Dieci
    Castella
    , per cui non c’è da fare ogni giorno 18 km, per
    portare i bimbi a scuola, ma solo 4-5 km
  • è circondato da boschi di pini
    e castagni. Ci sono anche diversi mulini che fanno farina di
    castagne intorno, di quelli di una volta dove la ruota della macina
    viene mossa da un corso d’acqua. Alcuni sono abbandonati, ma se
    qualcuno se la sente di ristrutturarne uno…
  • a mezz’ora di macchina (18 km)
    c’è Pescia, che ha un ospedale, dei supermercati, e un po’ di zona
    industriale. In caso d’emergenza, col Pegaso si arriva all’ospedale
    in 5 minuti.
  • entro un raggio di un’ora di
    macchina ci sono Lucca, e Pistoia, con i rispettivi ospedali e le
    loro zone industriali, mentre in un’ora e mezza arriviamo a Pisa, e
    Firenze, con le loro università e aeroporti.
  • è facilmente fortificabile in caso di apocalisse zombie:
    il giro esterno di case, chiudendo gli accessi al centro, può
    fungere da perimetro difensivo.

Alcuni aspetti negativi:

  • in macchina si arriva solo
    all’unica piazzetta (nel punto più basso del paese) o alla chiesa
    (nel punto più alto). In mezzo non ci sono strade praticabili in
    auto, ma solo stradine di sanpietrini da fare a piedi (molti vicoli
    hanno solo scale e scalini). Non ci sono nemmeno parcheggi (non ci
    va nessuno in macchina), ma quelli possiamo farli, il terreno
    intorno da spianare c’è.
  • Quando nevica, non passa lo
    spazzaneve. Inoltre, almeno nel centro la neve va spalata a mano,
    non ci possono arrivare mezzi meccanici. Pero’ tutte le case sono
    attaccate, per cui se ognuno fa un pezzetto fino alla casa accanto,
    il lavoro è poco per ciascuno.
  • legna, spesa, pacchi e quanto altro, vanno portati in casa
    a mano o con una carretta. Scordatevi mezzo motorizzati a ruote o
    cingoli: non riescono a fare le scale, e se ci riescono rischiano di
    spaccare i sanpietrini.

Ok, io l’ho buttata li. Sono benvenute sia delle integrazioni ai
requisiti che deve avere il posto giusto, sia eventuali altre
proposte di paesini adatti 🙂