Sempre più spesso leggo di qualcuno che vuole mollare tutto, che vuole andare all’estero ma non può, che nel suo paese ci sono – in ordine sparso – elettori del PD che non vince mai, fanatici leghisti, centristi ambigui, elettori del pdl con “Il Giornale” sempre sotto al braccio, etc.
Io ho un piano:
Troviamo un comune di quelli “morenti” lungo l’Appennino, dove ormai sono rimasti solo gli anziani e le case cadono a pezzi.
Prendiamo tutti residenza lì.
Poi considerato che:
Nessuna sottoscrizione è richiesta per la presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. (pag. 3) – Ministero dell’Interno
Non credo ci sia molta competizione elettorale in situazioni simili.
Si vincono le elezioni, e si trasforma il paese morente, in un posto con connessione wi-fi, energie rinnovabili, presidio sanitario (ci sarà qualche medico che non vuole più saperne di vivere in città o paesi come quelli descritti prima no?) raccolta differenziata, e chi più ne ha più ne metta.
Lo so, è molto utopico, ma è mercoledì mattina e tutti intorno parlano del nulla.
Il nulla, come ne “La storia infinita.”
3nding, futuro sindaco.
oggi magari qualcuno ci pensa
io comunque voto 3nding
Mi sembra il giorno giusto per riproporlo.
Questo post ha ormai 659 note, pero’ nei commenti vedo poche
proposte costruttive. Per cui provo, come puro esercizio mentale, a
cercare di affrontare il problema in modo pratico.Quali requisiti dovrebbe avere il posto scelto? Intanto i primi
che mi vengono i mente (sicuramente non saranno gli unici) sono:
- deve essere abbastanza isolato
dal resto del mondo da scoraggiare i rompicoglioni, ma non cosi’
isolato da tagliarci fuori dalla civiltà- pur essendo isolato, dovrebbe
comunque essere collegato con strade percorribili da auto normali
(non tutti si possono permettere di cambiare auto e/o comprare un
fuoristrada o un pickup). Diciamo abbastanza collegato che un
corriere riesca almeno ad arrivarci col furgone.- deve essere abbastanza vicino a
un ospedale da rendere possibile la gestione delle emergenze mediche- non deve essere troppo lontano
dalle zone industriali e produttive, per chi fa un lavoro di tipo
tecnico (va bene l’andare a vivere sui monti, ma senza lavorare di
che si campa poi? dubito che si possa essere completamente
autosufficienti e rinunciare al denaro)- deve essere abbastanza lontano
dalle zone industriali e produttive da non risentire del loro
inquinamento- deve essere a una distanza
ragionevole da scuole medie e superiori, meglio se anche università
(per le elementari forse si riesce a fare qualcosa in loco? In ogni
caso alle medie e superiori, i bimbi vanno portati tutti giorni
almeno fin dove passa il pulmino della scuola)- deve essere raggiunto dalla rete
elettrica, e deve esserci già una rete capillare in quasi tutte le
strade del paese (cosa non cosi’ scontata nei paesini abbandonati di
montagna)- deve essere a una distanza
ragionevole da un aeroporto, da una autostrada, e da una stazione
del treno- deve avere una connessione a
internet, o la possibilità di averla in tempi brevi senza grossi
interventi strutturali (se non saremo in molti, vanno bene anche
ponti radio in hiperlan, ma serve che tali BTS si possano agganciare
a un qualche punto dove arriva la fibra ottica)- deve avere intorno abbastanza
terreno da rendere possibile la creazione di orti, serre e pascoli
per gli animali, per cercare di essere più autosufficienti
possibili- deve avere abbastanza boschi
intorno, da poterli sfruttabili per avere legname da costruzione a
sufficienza, senza tuttavia intaccarli in modo significativo- deve avere un buon numero di
case abbandonate e/o tenute sfitte per gran parte dell’anno- i prezzi di tali case devono
essere abbastanza bassi da essere alla portata della maggior parte
della gente- le case abbandonate devono poter
essere ristrutturabili senza costi troppo alti, e senza interventi
di efficientamento energetico troppo grossi (ricordate che se il
posto è in culo ai lupi, anche il trasporto fin li dei materiali
per la ristrutturazione diventa un costo significativo)- deve essere in una zona che
permetta di sfruttare qualche sistema di autogenerazione
dell’energia (un luogo ventoso per piccoli generatori eolici, un
luogo soleggiato per pannelli solari, un luogo ricco di boschi per
caldaie a pellet, ecc…)- deve essere in una zona geologicamente stabile (basso
rischio di terremoti, frane, eventi vulcanici)Tra i posti che conosco (mi limito quindi all’appennino
tosco-emiliano solo perché lo conosco meglio, ma se avete altre
proposte, fatevi avanti), quello che mi sembra rispondere meglio alla
maggior parte di tali requisiti è Pontito.
E’ un paesino semi-abbandonato di case di montagna, e oggi ci vivono
al max una quindicina di anziani. Alcune delle case sono state
ristrutturate di recente, ma sono usate come seconde case,
prevalentemente per il periodo estivo. D’inverno quando nevica, il
paese rimane quasi completamente isolato (non ci passa lo
spazzaneve), per cui quasi nessuno ci abita in modo fisso.Aspetti positivi:
- c’è un piccolo alimentari e un
ufficio postale- le case sono quelle di montagna
di una volta, tutte con pareti in pietra da un metro di spessore e
almeno uno-due camini. La maggior parte di interventi di
ristrutturazione si limiterebbe quindi alla sostituzione degli
infissi coi doppi vetri, rifacimento del tetto e/o rinforzo dei
solai, e rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico. Non
servirebbero grossi interventi strutturali o di isolamento termico.- i costi sono molto bassi,
nessuno vuole andare fin lassù- c’è la corrente dappertutto, e
c’è pure una illuminazione pubblica abbastanza decente nel centro- molte case hanno il suo piccolo
pezzetto di terra dietro, in mezzo al paese, dove fare un piccolo
orto o un giardino. A chi non basta, intorno ci sono boschi e prati
per chilometri.- il pulmino delle scuole di
Pescia non arriva fino a Pontito, ma fa il giro basso delle Dieci
Castella, per cui non c’è da fare ogni giorno 18 km, per
portare i bimbi a scuola, ma solo 4-5 km- è circondato da boschi di pini
e castagni. Ci sono anche diversi mulini che fanno farina di
castagne intorno, di quelli di una volta dove la ruota della macina
viene mossa da un corso d’acqua. Alcuni sono abbandonati, ma se
qualcuno se la sente di ristrutturarne uno…- a mezz’ora di macchina (18 km)
c’è Pescia, che ha un ospedale, dei supermercati, e un po’ di zona
industriale. In caso d’emergenza, col Pegaso si arriva all’ospedale
in 5 minuti.- entro un raggio di un’ora di
macchina ci sono Lucca, e Pistoia, con i rispettivi ospedali e le
loro zone industriali, mentre in un’ora e mezza arriviamo a Pisa, e
Firenze, con le loro università e aeroporti.- è facilmente fortificabile in caso di apocalisse zombie:
il giro esterno di case, chiudendo gli accessi al centro, può
fungere da perimetro difensivo.Alcuni aspetti negativi:
- in macchina si arriva solo
all’unica piazzetta (nel punto più basso del paese) o alla chiesa
(nel punto più alto). In mezzo non ci sono strade praticabili in
auto, ma solo stradine di sanpietrini da fare a piedi (molti vicoli
hanno solo scale e scalini). Non ci sono nemmeno parcheggi (non ci
va nessuno in macchina), ma quelli possiamo farli, il terreno
intorno da spianare c’è.- Quando nevica, non passa lo
spazzaneve. Inoltre, almeno nel centro la neve va spalata a mano,
non ci possono arrivare mezzi meccanici. Pero’ tutte le case sono
attaccate, per cui se ognuno fa un pezzetto fino alla casa accanto,
il lavoro è poco per ciascuno.- legna, spesa, pacchi e quanto altro, vanno portati in casa
a mano o con una carretta. Scordatevi mezzo motorizzati a ruote o
cingoli: non riescono a fare le scale, e se ci riescono rischiano di
spaccare i sanpietrini.Ok, io l’ho buttata li. Sono benvenute sia delle integrazioni ai
requisiti che deve avere il posto giusto, sia eventuali altre
proposte di paesini adatti 🙂Scusa ma io mi sono fermato ad Apocalisse Zombie e m’è partito il lungometraggio mentale.
Io farò solo un semplice e banale commento: e i soldi?
Ecco, questo mi sembra un ottimo commento, anche se non lo aveva ancora detto nessuno.
Per i soldi immagino che ognuno ci debba mettere i suoi, esattamente come se ciascuno di noi comprasse casa in qualsiasi altro posto. Per quello avevo messo tra i requisiti un basso costo delle case, un basso costo di ristrutturazione, e un paesino il più possibile già funzionante (in modo da non avere grossi costi collettivi poi).
Ci saranno sicuramente da fare opere collettive poi, e su quelle possiamo aiutarci l’un l’altro secondo le nostre competenze. Lo stesso vale per i lavori alle singole case: per dire, io non ho le competenze per rifare un tetto da solo, ma se si tratta di scavare tracce nei muri per i tubi dell’acqua, mettere la carta catramata su un tetto, o restaurare un vecchio portone di legno, posso dare una mano anche agli altri. Magari poi qualcuno che sa montare una finestra o stendere le tabelline tra i travicelli del tetto, potrà aiutare me.
Se l’idea è di fare un posto dove si viva meglio, direi che sarebbe bene cominciare aiutandosi a vicenda, insomma. Però almeno un po’ di soldi per iniziare, probabilmente bisognerà metterceli. E lo dico senza avere un granché da parte di risparmi, eh, quindi mi rendo conto perfettamente della difficoltà.