E niente, vi volevo ricordare che questo e’ il nostro ministro dell’economia. Uno che non solo e’ un grande sostenitore della flat tax (ovvero “io piglio l’aragosta, te un panino, e si paga a mezzo”), ma sostiene anche che per finanziarla :
Non si vede perché non si debba far scattare le clausole di
salvaguardia di aumento dell’IVA per finanziare parte consistente
dell’operazione.
Vi è la “vulgata”, molto sostenuta anche a livello istituzionale, che
serva subito un governo per impedire che queste clausole di aumento
dell’IVA vengano attivate, perché ciò sarebbe recessivo. La tesi non mi
sembra sostenibile a meno che si pensi di impedire l’aumento delle
aliquote IVA creando altro deficit. Poiché non è questa, credo,
l’intenzione di chi sostiene questa “vulgata”, impedire l’aumento
dell’Iva recuperando risorse da un’altra parte, con tagli di spesa o
aumenti di altre tasse, non muta di certo il presunto effetto recessivo.
Al contrario, come ho sostenuto da oltre un decennio e non da solo,
ritengo che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle
imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle
seconde.
Come dire: “sticazzi se aumenta il prezzo di qualsiasi cosa. I ricchi pagheranno meno tasse (aliquota ridottissima della flat tax), i poveri ne pagheranno di piu’ (aliquota della flat tax quasi uguale, ma aumento dell’iva), ed e’ pure giusto cosi’. Le tasse le deve pagare chi consuma, non chi guadagna.”
Va beeene. Mi sembra proprio un’ottima strategia per far ripartire l’economia. Vedremo chi si potra’ permettere di comprarla, poi, la vostra roba.
Meno male che io mi so riparare da solo buona parte di cio’ che si rompe, che tsuki-nh fa l’orto, e che in generale siamo abituati ad arrangiarci anche con poco. Prevedo stormi di augelli senza zucchero, in volo ad altezza chiappe.
Perché Di Maio e Salvini devono concentrarsi sulla politica industriale. L’opinione di Tria