astridwanderlust:

Essendo al corrente della mia frequente insonnia, ieri sera mia suocera mi porta un mix di tisane che, a sua detta, sono una bomba. Me ne faccio una, mi metto a letto e la prendo, mezz’ora dopo comincio a non riuscire a tenere su la testa, il portatile sulle mie gambe appare sdoppiato e i giocatori della partita che stavo vedendo si erano moltiplicati sullo schermo in modo tale da sembrarmi che tutta la serie A stesse giocando. Nella stessa sera. Allo stesso stadio. Credo di essere crollata da lì a poco, perché non ricordo altro. Ora, io non so se mia suocera abbia portato davvero banalissima valeriana/melissa. Ho il vago sospetto che mi abbia portato qualcosa che le è rimasto da Woodstock.

Mia suocera è differente.

Ma per fare il commercialista, non è

richiesta la conoscenza dell’Italiano?

Mi scrive certe mail che fan casca’ le braccia, coi coglioni dietro alla bersagliera. Non si capisce una sega, sembrano supercazzole. Le devo rileggere 5 volte per capire vagamente cosa intende dire.

Mi sembra di parlare con un analfabeta, e neanche tanto funzionale.

Falcon 9 Block 5 – Tutte le novità della punta di diamante di SpaceX

Poche ore prima del lancio della missione Bangabandhu-1 Elon Musk in persona ha partecipato ad una teleconferenza con vari giornalisti, durante la quale il patron di SpaceX ha parlato a lungo e con ricchezza di dettagli di tutte le novità legate alla nuova (e probabilmente ultima) evoluzione del primo stadio del Falcon 9, la Block 5. Andiamo dunque a vedere quali sono state i principali punti illustrati da Musk.

I risultati raggiunti da SpaceX a maggio 2018

Nel 2018 SpaceX sta inesorabilmente macinando record dopo record:

  • Con Bangabandhu-1 è avvenuto il nono lancio di SpaceX per il 2018, contro i cinque effettuati a maggio 2017.
  • SpaceX ha volato con successo in orbita per 55 volte. 52 di queste con Falcon 9, 1 con Falcon Heavy e 2 con Falcon 1.
  • Sono stati recuperati 24 primi stadi del Falcon 9: 11 atterrati sulla terraferma e 13 sulle drone ship. 11 sono stati riutilizzati

Block 5 o Versione 6?

Musk ha spiegato che il termine “Block” arriva dalla tradizione russa, ma in realtà quella che ha esordito con Bangabandhu-1 è tecnicamente la sesta versione del primo stadio del Falcon 9. Non ci saranno aggiornamenti sostanziali al Falcon 9 da qui in avanti, tranne modifiche di minore importanza per ottimizzare i processi di fabbricazione e apportare solo piccoli miglioramenti. Tornando ai numeri di versione, in futuro si potrebbero avere stadi del Falcon 9 in versione 6.01 o 6.02, ma non un vero e proprio Block 6 / Versione 7, in quanto ad un certo punto le risorse ingegneristiche e finanziarie di SpaceX saranno rivolte in via maggioritaria allo sviluppo di BFR.

Parola d’ordine: riutilizzabilità

Secondo Musk il concetto chiave del Falcon 9 Block 5 è massimizzare la riutilizzabilità:

  • Il Block 5 è stato progettato per volare 10 volte di seguito, senza alcun intervento manutentivo di sostanza tra un volo e l’altro. Il solo intervento sullo stadio, a parte il trasporto e l’aggancio ad un nuovo secondo stadio e ad un nuovo carico pagante, dovrà essere solo il pieno di propellenti.
  • I tecnici, ovviamente, saranno pronti ad agire nel caso la telemetria rilevi una qualsiasi condizione anomala, ma un ciclo di manutenzione approfondita avverrà solo al termine del decimo volo.
  • Musk si aspetta che ogni stadio Block 5 sia in grado di svolgere fino a 100 missioni prima di venire ritirato dal servizio.

Per dimostrare la fiducia nell’affidabilità del Falcon 9 Block 5, SpaceX intende far rivolare lo stesso vettore entro 24 ore dall’atterraggio, con una missione da tenersi non oltre la fine del 2019. Si tratta di una sfida molto difficile, considerando che in 24 ore, di fatto, si avrebbe solo il tempo di recuperare lo stadio dalla landing zone, trasportarlo nell’hangar, montare il secondo stadio e il carico utile, portare il tutto in rampa e ripartire, il tutto rispettando i massimi standard di affidabilità e sicurezza.

Incalzato da alcuni giornalisti su questo preciso punto, Elon Musk ha spiegato con grande chiarezza che cosa significa per SpaceX “poca o nulla” manutenzione tra un volo e l’altro:

“Ci aspettiamo di non fare letteralmente niente. Nessuna azione non necessaria tra un volo e l’altro, quindi, esattamente come con un aeroplano. Si tratta in pratica di recuperare il razzo dalla piazzola di atterraggio, ruotarlo orizzontalmente, ripiegare le gambe, portarlo in rampa di lancio” (più probabilmente nell’hangar di fronte alla rampa – ndr) ”, montare il secondo stadio, il carico utile e l’ogiva. Riportarlo sulla rampa di lancio, metterlo in verticale, fare il pieno di propellenti e volare. In teoria, questo e’ lo stretto necessario.”

I principali cambiamenti introdotti sul Block 5

Motori Merlin

I motori Merlin 1-D sono stati ulteriormente ottimizzati, con un aumento delle prestazioni pari all’8%, arrivando a sviluppare una spinta di 845.000 newton a livello del mare (190.000 libbre/forza). Il singolo Merlin del secondo stadio, operante nel vuoto, raggiunge ora la spinta di 978.000 newton (220.000 libbre/forza).

Materiali e struttura

Il Falcon 9 Block 5 presenta varie novità sul fronte del sistema di protezione termico, riconoscibile dal suo colore nero. L’interstadio (cioè il segmento cilindrico che unisce il primo ed il secondo stadio), le canaline passacavi esterne, le zampe di atterraggio e svariate altre piccole parti esposte al calore del rientro ora sono ricoperte da un nuovo materiale protettivo sviluppato in casa da SpaceX, molto resistente e che non richiede alcuna verniciatura.

Il sistema di supporto strutturale primario del razzo, l’Octaweb, che si trova nella parte inferiore dello stadio e che di fatto costituisce l’alloggiamento dei motori a razzo, è stato notevolmente rinforzato. Octaweb è in grado di sopportare e contenere il malfunzionamento di uno dei Merlin senza che questo possa intaccare i motori adiacenti. La lega di alluminio 2000 scelta per le Octaweb delle versioni precedenti è stata sostituita da alluminio 7000, notevolmente più resistente.

Parte dei meccanismi che trattenevano le zampe di atterraggio in posizione chiusa durante il volo sono stati riprogettati e spostati dalla loro posizione originale, e gli attuatori che ne consentono il dispiegamento possono essere aperti e chiusi ripetutamente a comando, eliminando la necessità di smontare fisicamente le gambe per consentire il trasporto del vettore una volta tornato a terra.

Si continuerà a fare uso delle grid fin (alette stabilizzatrici a griglia) in titanio, che hanno ampiamente dimostrato di surclassare per robustezza il precedente modello in alluminio.

Ci sono stati importanti passi avanti anche con il design dello scudo termico alla base del razzo. La vecchia struttura in materiali compositi è stata sostituita da una in titanio capace di resistere ad alte temperature, ed è stata dotata di un sistema di raffreddamento attivo ad acqua. Questo perché durante le fasi di rientro a più alta energia, che creano un’onda d’urto ipersonica, si è osservata la formazione di alcune “hot spot” molto calde, al punto da rendere necessario non solo l’utilizzo di materiali resistenti al calore, ma anche e un raffreddamento attivo concentrato in specifici punti dello scudo termico inferiore.

Con il Block5 si tenterà di usare la nuova ogiva, o come definita da Musk, il payload fairingversione 2. Musk è convinto che il successo nel recupero delle due semi-ogive diventerà frequente già a partire dai prossimi voli in calendario. Alla base di tutto questo sforzo vi è, ancora una volta, una semplice ragione economica: la fabbricazione di un fairing costa circa 6 milioni di dollari, il 10% del prezzo totale di un lancio.

Avionica

Il computer di volo e i controller dei motori a razzo sono stati aggiornati. E’ stato installato un sistema di controllo inerziale aggiornato, più accurato e resistente ai guasti rispetto al modello precedente.

Riutilizzo del secondo stadio

Come forse alcuni dei nostri lettori di più lunga data ricorderanno, una delle promesse di Musk agli albori del progetto Falcon 9 fu il completo recupero del vettore, incluso il secondo stadio. Sappiamo bene che le cose non sono andate esattamente come voluto: lo sforzo di recuperare il primo stadio, che rappresenta da solo il 60% circa del valore totale di un Falcon 9, ha assorbito la gran parte della forza lavoro e dei fondi disponibili, così il recupero del secondo stadio è finito per qualche anno in soffitta. Musk stesso ha ammesso che non si è mai svolta una raccolta sistematica di dati dopo il “disposal burn” del secondo stadio (cioè una breve accensione dei razzi del secondo stadio atta a rallentarlo e a causarne il rientro distruttivo in atmosfera). Per esempio, non sono ancora stati raccolti dati esatti sul momento preciso e sulle condizioni ambientali nel momento della distruzione del secondo stadio.

Le cose stanno per cambiare: a partire dai prossimi voli si inizierà la raccolta di dati telemetrici dal secondo stadio in fase di rientro. Vista la velocità e le condizioni particolari di un rientro atmosferico, la ricezione dei dati sarà un compito piuttosto complesso: a contatto con gli strati più densi dell’atmosfera, che vengono compressi, attorno allo stadio si sviluppa un alone di plasma che impedisce la corretta trasmissione radio direttamente verso terra. Per questo motivo Musk ha affermato che la trasmissione sarà rivolta verso l’alto, dove dall’orbita i satelliti Iridium saranno pronti a raccogliere i segnali e ad agire da ponte radio, rimandandoli al centro di controllo di SpaceX. I dati di telemetria raccolti riguarderanno principalmente temperature, lo stato di “salute” dello stadio e l’altitudine.

Con il tempo saranno aggiunti in modo progressivo degli strati di materiale protettivo termo-resistente allo stadio, per capire quanto ne sia davvero necessario perché lo stadio sopravviva al rientro in condizioni tali di essere riutilizzato. Musk ha dato per certa la capacità tecnica di poter recuperare il secondo stadio, ma rimane da stabilire quanto questo sia costoso in termini di massa, e quanto sforzo ingegneristico valga la pena investire mentre continua il lavoro in parallelo sul BFR.

Parliamo di costi

Un recupero di successo del primo stadio significa riportare al suolo circa la metà (tra il 50 e il 60%) del costo di produzione dell’intero razzo. Il secondo stadio incide sui costi di produzione per il 20%, l’ogiva (fairing) per il 10% ed il restante 10% è legato ad altri costi accessori e incomprimibili di ogni lancio. Ad esempio, oltre ai salari dei tecnici, i costo del propellente di ciascun lancio varia tra i 300 e i 400 mila dollari.

Musk resta naturalmente un inguaribile ottimista, e secondo le sue affermazioni recuperare *tutti* gli elementi del razzo potrebbe portare, in futuro, ad una diminuzione del costo pari a 1/10 dell’attuale, nell’ordine di 6 milioni di dollari a lancio.

Il difficile processo di certificazione per i voli abitati

Certificare un vettore per il trasporto di esseri umani significa soddisfare migliaia di criteri di sicurezza. Se per il lancio di un payload qualsiasi senza esseri umani a bordo bisogna costruire il razzo con margini del 25% (cioè prendere le condizioni peggiori attese durante il volo del vettore, e progettare il tutto per un ulteriore 25% di margine di sicurezza), per un volo abitato questo margine sale al 40%. La difficoltà sta nel risolvere le sfide poste dal guadagnare questo ulteriore 15% senza rendere il vettore troppo pesante o troppo costoso.

Ad esempio, l’avionica deve essere pienamente fault tolerant, capace sopportare malfunzionamenti multipli riuscendo comunque ad arrivare in orbita. Per la parte motoristica avere un design a motori multipli è di grande aiuto, in quanto il malfunzionamento di un motore può essere compensato dagli altri. Il meccanismo di separazione tra gli stati, poi, deve essere opportunamente ridondato in tutte le sue componenti chiave, sia elettroniche che meccaniche. I serbatoi in materiali compositi sono stati certificati per sopportare il doppio della pressione sperimentata durante il rifornimento dei propellenti sul launch pad. Questi elementi sono stati un punto particolarmente delicato per SpaceX, soprattutto dopo l’incidente di qualche anno fa che portò alla distruzione in rampa del Falcon 9 della missione Amos.

Un altro punto cruciale legato a questo aspetto, ancora in sospeso al momento della scrittura di questo articolo, è la certificazione da parte di NASA della procedura di rifornimento dei propellenti, che per ragioni tecniche dovrebbe avvenire mentre i futuri astronauti effettueranno le procedure di imbarco della Dragon 2. Musk ha affermato con forza che SpaceX sarà in grado di convincere NASA, che far salire a bordo l’equipaggio mentre allo stesso tempo si fa il “pieno” di propellenti criogenici al Falcon è sicuro. SpaceX ha messo i suoi migliori ingegneri al lavoro sul re-design e test dei serbatoi in compositi. Egli stesso ha voluto seguire personalmente le varie fasi di design, e  ha dichiarato di essere di essere assolutamente certo della bontà del risultato finale. In ogni caso, se comunque qualcosa dovesse andare storto, Musk ha ricordato che la Dragon 2 è in grado di portare l’equipaggio in salvo immediatamente grazie al meccanismo di espulsione/aborto del lancio, che può essere attivato in qualsiasi momento, anche con il razzo ancora in rampa.

SpaceX pianifica di costruire in totale una trentina di nuovi Falcon 9 Block 5, e di effettuare fino a 300 missioni prima di passare al BFR.

Falcon 9 Block 5 – Tutte le novità della punta di diamante di SpaceX

AAA padroni cercasi

heresiae:

heresiae:

Ciao tutti.
Uso qui la tumblesfera per aiutare i genitori di Cognato a trovare casa a quattro cucciolotti di tre mesi.

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La loro storia è che dopo che la cagnona di famiglia che avevano è morta, ne hanno adottata un’altra dal canile. Una settimana dopo averla presa in casa si sono accorti che era incinta. Ups.
Qui è dove però si fa eroica.
Il canile voleva riprendersela e farla abortire nonostante fosse quasi a termine (congratulazioni canile per l’attenzione generale), ma genitori di Cognato han detto “Not under my watch!!”, quindi per due settimane (ebbene sì, era così tanto a termine) sono riusciti a tenere in stallo la situazione, finché la nuova cagnona non ha partorito.
Hurraaah!

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Ora i cagnini sono grandi e forti e ne hanno ancora quattro da dare via. 
Di base stanno vicino a Empoli, ma Sorella è disposta a farli viaggiare con sé fino a Torino. Unica spesa sono i vaccini da ripagare, perché chiaramente il canile se ne è lavato le mani (possiamo anche commentare se volete). Sono anche già microchippati.
Sono 2 maschi e 2 femmine ma al momento non so chi è cosa.

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Per favore non fate come gli ultimi che si sono portati via una cucciola un giorno e la sera stessa glie l’hanno riportata, perché dopo un viaggio di tre ore in macchina l’avevano portata da un addestratore, che l’ha presa, buttata malamente a terra e quando questa si è difesa ha dichiarato che era un cane mordace e quindi è stata rifiutata subito.

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Scrivetemi in privato se interessati o fate girare, grazie!

(per favore aiutateci a farli adottare prima che Genitori di Cognato decidano di tenerseli, che è molto pericoloso lasciarglieli per troppo tempo e l’unico motivo per cui non sono già ufficialmente parte della famiglia è che in casa non ci starebbero ^^’ Le foto sono state fatte a un campo che hanno fuori città, ma lasciati lì regredirebbero allo stato brado).

UPDATE! Habemus specifiche!

La prima è Sally, buona e furba. La combinazione perfetta per farsi adorare.

La seconda è Lula, la protagonista della disavventura dell’essere stata chiusa in una macchina per tre ore e poi essere aggredita da un presunto addestratore. Buona come il pane, ma dalla regia mi dicono che dovete riuscire a staccarla ai padroni attuali, cosa non facile.

I due sull’amaca sono Dusty e Olaf (e quindi credo che li abbia decisi Cognato i nomi xD), maschietti simil bassottini.

Si prevede una crescita fino alla taglia media, specie per Lula. In ogni caso, nella prima foto l’ultima a sinistra è la madre.

Mi hanno aggiornata su una decisione subitanea che hanno preso ieri sera. Siccome i prodi paladini amano più i propri animali dei propri figli (ok, non così tanto, non se li venderebbero credo, ma forse ipotecarli sì…) hanno deciso per una procedura di pre-affido tipo canile, quindi se eventuali padroni rimanessero intorno alla zona di residenza attuale dei cagnini sarebbe meglio.

Grazie e rebloggate! Che se continua così gli toccherà cambiare casa solo per tenersi i cani. 

Reblog per diffusione

Ho appena finito di leggere “Macerie prime – sei mesi dopo”. E’ meraviglioso, ma e’ cosi’ vero da fare male.

Non so ancora come mi sento, non riesco a mettere a fuoco, ma mi sa che tanto bene no. Mi sento un incrocio tra Deprecabile, Cinghiale e Sarah.

😦

– No – disse Ford […] – Niente di così semplice. Niente di così banale. Sul loro mondo, gli abitanti sono esseri umani come noi. I leader invece sono lucertole. Il popolo odia le lucertole e le lucertole governano il popolo.
– Strano – disse Arthur – Mi pareva avessi detto che la loro è una democrazia.
– L’ho detto – disse Ford – perchè in effetti è così.
– Allora – disse Arthur, augurandosi di non sembrare troppo idiota – perchè il popolo non si libera delle lucertole?
– Non gli passa neanche per l’anticamera del cervello – disse Ford – Tutti quanti hanno il diritto di voto, quindi pensano che il governo che hanno eletto sia grosso modo il governo che volevano.
– Intendi dire che di fatto votano per le lucertole?
– Si, certo – disse Ford, scrollando le spalle.
– Ma… – disse Arthur preparandosi di nuovo a fare una domanda importante – perchè?
– Perchè se non votassero per una lucertola – disse Ford – potrebbe essere eletta la lucertola sbagliata.
– […] Parlami delle lucertole
Ford scrollò di nuovo le spalle. – Alcuni sostengono che il governo di lucertole sia la cosa migliore mai capitata a quel popolo – disse. – Hanno torto marcio, naturalmente, torto supermarcio, ma c’è chi arriva a dire cose del genere.

 (Douglas Adams, “Addio e grazie per il pesce”)

In che modo le bevande calde sono cancerogene? Tutte (caffé, té, tisane varie, brodo…)?

firewalker:

tutte le bevande calde sono cancerogene, anzi tutti i cibi troppo caldi sono cancerogeni. Il problema però sorge quando una popolazione è abituata a mangiare o bere grandi quantità quotidiane dell’alimento caldo.

Il caldo danneggia gli epiteli, costringendo quindi a una riparazione. Riparazione vuol dire moltiplicazione di nuove cellule per sostituire quelle vecchie e danneggiate. Se il danno è continuo e costante aumentano le probabilità di errori nella duplicazione nel DNA, favorendo così lo sviluppo di cellule neoplastiche.

Questa la giro pari pari a @tsuki-nh, e poi piglio i popcorn.

Dai, Gigiopix, rassegnati al pollaio oppure spaventa Tsuki col virus dell’aviaria (potrebbe funzionare). Piuttosto, dicci quanto quelli della Nasa pensano di far girare veloce le pale del Mars Elicopter, visto quanto è rarefatta l’atmosfera del Pianeta Rosso.

tsuki-nh:

kon-igi:

gigiopix:

No allora, siccome io li conosco i mi’ polli, andrà a finire che poi @tsuki-nh​ non avrà tempo di starci dietro, e io quando tornerò la sera da lavoro, oltre a recuperare/portare a fare i bisognini/dare da mangiare ai vari gatti, cani, e piante, dovrò pensare anche ai polli. 

Altro che quelli ci mancano, guarda. Poi arriverà la volpe che mangia una gallina, il tarpone che scava sotto la rete, il cancellino che non chiude bene, e altri tremila problemi per i quali verrà sistematicamente a pigolà

da me.

Facciamo che anche no. @kon-igi fammi uno dei tuoi post con tante gif animate per non deboli di stomaco e video nsfw, sull’aviaria e sul quanto sia mortale e incurabile.

Passando invece alle cose serie, ovvero il MarsCopter: semplicemente se l’atmosfera è

più rarefatta, la sonda dovrà essere più leggera di quanto avrebbe potuto esserlo sulla terra, e le pale dovranno essere più lunghe e girare più velocemente, a una velocità tale da riuscire comunque a generare portanza.
Per la precisione le stime sono di un cubo di 30 cm di lato, per 1 kg di peso, sostenuto da due eliche che girino a 3000 giri al minuto (circa 10 volte tanto rispetto a quanto necessario nell’atmosfera terrestre).

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Per evitare il rotore posteriore verticale come negli elicotteri, le eliche saranno coassiali e controrotanti. Lo stesso principio di alcuni Sikorsky russi: variando la velocità di rotazione dei due rotori, ciascuno che gira in una direzione diversa, si riesce a modulare anche beccheggio e imbardata, in modo da usare le stesse eliche portanti, come timone.

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Piuttosto la parte più complicata non sarà tanto il restare in volo, quanto il sapere dove andare e come andare. 

C’è

un ritardo di comunicazione dovuto alla distanza: qualsiasi comando radio inviato dalla Terra, ci mette alcuni minuti ad arrivare su Marte, e altrettanti servono per ricevere un segnale di feedback. Nel caso di un rover che si muove lentamente, a velocità dell’ordine di alcuni CENTIMETRI al minuto, la situazione e’ ancora gestibile, ma un drone in volo si muove molto più velocemente, e altrettanto velocemente deve reagire in caso di imprevisti (un ostacolo, un vuoto d’aria, un problema al motore, qualsiasi cosa).

Per cui il sistema di guida dovrà essere parzialmente autonomo. Sarà

probabilmente un ottimo campo di prova per nuovi algoritmi, che magari in futuro potranno essere applicati anche ai sistemi di guida autonoma da automobile.

Comunque rimane una missione molto sperimentale,

è

più un test che una vera missione di esplorazione. Siccome alla NASA preferiscono mettere le mani avanti, che poi se va male l’opinione pubblica li crocifigge, hanno previsto inizialmente solo 30 giorni di durata per l’intera missione, con solo 5 voli del drone. Il primo ad esempio sarà un volo di 30 secondi in verticale a 3 metri di quota.

La speranza è

comunque che come altre missioni precedenti, anche questa duri molto più a lungo del previsto. Per il rover Opportunity, per dire, era prevista una missione di 90 giorni. E’ ancora perfettamente operativo dopo 14 anni.

Incrociamo i ditini !

Via, ti meriti una gif dei pericoli dell’aviaria

(shhh… non dire nulla)

Almeno due gallinelle per le uova non me le toglierà nessuno u_u

(che poi tra le ovaiole ce ne sono di così colorate e carine che potrebbe aumentare il numero ma sono dettagli)

CARINE E COLORATE.

oncomingderrrp:

heresiae:

agaren-gn:

pesybeldragon:

803muliache:

nicolacava:

bigottismo cattolico. sempre pronti a “riparare” i mali altrui.

LOL noi ci si lavora al gay pride… vedo il rogo in piazza duomo che continua a crescere

I cattolici sono così. Devono per forza sindacare la felicità altrui. Del resto inscenare un rito vittimistico incitando all’odio contro i gay è attività tipica della setta.

Se non ci fosse l’omofobia, il PDF (no Acrobat but Partito della famiglia: lol) e il Movimento “Preghiera delle mamme” (?) non avrebbero motivo d’esistenza. 

http://www.gay.it/attualita/news/bergamo-pride-riparazione-ecauristica

io e Sorella abbiamo recentemente parlato con Madre di come ci trattava A., la tipa che teneva me e lei dopo scuola quando io ero alle medie e Sorella alle elementari. 
A. è stata pessima. in quelle poche ore che ci aveva faceva di tutto per imporci il suo credo cattolico, ma a quello potevamo anche sopravvivere (non è che non avessimo già incontrato la nostra buona dose di cattolici estremisti e “ah, non sei cattolico? e io ti tratto come una merda perché io credo e quindi sono migliore di te”), quello che me la fece detestare definitivamente (a pochi mesi dalla nostra conoscenza), fu che subito dopo che morì Nonna A. se ne uscì con questa frase geniale e ‘apparentemente’ causale: “A me spiace per chi non crede perché poi non potrà incontrare i suoi cari in paradiso quando morirà”.

Avevo 11 anni porcoddio. 11. 
Nonna era la prima familiare che mi moriva e la adoravo. era una settimana che non smettevo di piangere.

un’altra cosa per cui A. è tristemente conosciuta è il trattamento di disparità che attuò tra la sua figlia maggiore (un anno più di me) e la sua minore (stessa età di Sorella). quei sette anni di differenza tra le due furono sufficienti per rendere la piccola M. un mostro a causa di attenzioni particolarmente scarse e preferitismi costanti verso la sorella maggiore. M. trattava Sorella da schifo e io la odiavo, ma aveva sei anni, mica potevo prenderla e ribaltarla.

parlando con Madre è un attimo saltato fuori che nemmeno il marito di A. brillasse per decenza umana. era sempre fuori casa (sempre, io non l’ho MAI visto) e che tra tutti e due non avessero una vita molto sociale (almeno, lei per niente. non che la sua simpatia avrebbe sul serio avuto modo di attirare qualcuno eh). entrò in scena così l’alcolismo (non con queste esatte parole, ma io e Sorella abbiamo imparato da anni a leggere tra le righe delle cose non dette nella nostra famiglia). insomma, l’estremismo cattolico di A. era sostenuto da un’infelicità di fondo estrema, che l’aveva portata a cercarsi un motivo di vita, in questo caso rompere l’anima al prossimo con la sua fede e a entrare in quella fantastica spirale di autodistruzione che coinvolgeva chiaramente tutti quelli che le stavano intorno.

ed è così che mi è stato confermato quello che è un po’ che ho capito: quando uno è un estremista (di qualsiasi tipo) non sta in realtà troppo bene, perché chi sta bene non rompe il cazzo agli altri.

compatiteli e sperate che prima o poi incoccino in uno psicologo bravo.

CHI STA BENE NON ROMPE IL CAZZO AGLI ALTRI.