RtL fa pure gli spot boldriniani ,omosessualisti ,famiglie multietniche ( E intanto sui social passa Rosa che piange perchè il marito tunisimo è scappato in Tunisia coi due figlioletti ).Un uomo che fa da mamma dopo che ha comprato un figlio da una donna affittando il suo utero e lo spot finisce con: “Apri gli occhi tutto questo è very normal ..” Very normal un cazzo! 😏
Mi consolo pensando che prima o poi scompariremo tutti..😏
Mai più RTL
Ciao cuccioli. Famiglia multietnica here.
Anche io mi consolo pensando che prima o poi sparirete tutti.
Tifo educazione!
ahahah minchia consoliamoci un po tutti a sto giro.
Butti l’esca e abboccano subito.
@francesca-fra-70 si può sapere cos’hai contro le famiglie multietniche?
Qui ci laviamo tutti, lavoriamo e paghiamo le tasse tutti, abbiamo tutti un educazione universitaria, sappiamo usare tutti la forchetta (sic, fa paio con “sai parlare l’africano?”), non buttiamo le carte a terra, non parcheggiamo in doppia fila, facciamo sedere le vecchiette sull’autobus, siamo tutti donatori di sangue, facciamo o abbiamo fatto volontariato, sappiamo tutti cucinare italiano e parlare italiano e la lingua della perfida Albione…
Cosa ci manca per essere “normali”?
Una periodo di rieducazione in confino a Ustica? Ah no, la “razza” è per sempre, o quasi… insomma se poi uno pratca il “meticciato”… e qui praticammo… di questi tempi più a scopi ludici comunque…
Mio suocero è emigrato a 12 anni su una nave container da solo, è rimasto un poveraccio finchè non è morto. S’è divertito un sacco a prendermi per il culo come “gwailou” ma è sempre stato ospitale fino a essere imbarazzante. La storia di mia suocera è analoga. Mia suocera, anche se povera e ignorante, era una persona generosissima e dolcissima.
Una parte della famiglia di mia moglie è la mia famiglia, perchè indipendentemente dall’ “etnia” non tutti ci stanno simpatici.
Mia moglie ha vissuto una vita da pezzente fino a quando non si è guadagnata un master in economia, prima che la conoscessi era un dirigente di una multinazionale (un agente del turbocapitalismo di Kalergi). Ha mollato il lavoro rischiando, si è trasferita, si è rimessa a studiare e nel giro di qualche mese aveva un nuovo posto in Italia, nel giro di pochi anni era di nuovo un dirigente. Mia moglie non ha MAI ricevuto una raccomandazione.
Mia figlia Lunedì parte per il Cairo per lavoro. Per fine settimana prossima sarà a San Paolo. Passerà il week end a studiare perchè ha avuto l’opportunità di accompagnare una delegazione di cui fa parte l’amministratore delegato di una delle aziende con la più grossa capitalizzazione del pianeta (anche lei ha il tesserino di riconoscimento del piano Kalergi). Ha avuto un moroso tedesco. Il suo capo è argentino, sua moglie è brasiliana. Mia figlia non ha MAI ricevuto una raccomandazione.
Tutte e due non sarebbero riuscite a “rubare” il lavoro a un italiano raccomandato, ma quelli minimamente qualificati evidentemente erano scappati tutti all’estero.
A paragone l’asino ragliante è quello “etnicamente” italiano. Mia figlia “meticcia” è quella che ce le suonerà a tutti proprio in virtù del fatto che è culturalmente più “meticcia” più di noi vecchi. Il suo “meticciato” le ha permesso di trovare lavoro, e ottimo, appena ha messo piede fuori dall’università.
Siamo fortunati? Anche.
No, non siamo normali e non siamo nemmeno l’elite che veste cashmere, qua lavoriamo tutti e troppo e siamo ansiosi di andare in pensione, e nemmeno siamo integrati, non ci vogliamo integrare con il medioevo.
Ma davvero, NON SAI DI COSA PARLI.
Mandaci una cartolina da Vidigulfo sul Lambro.
Cosa vuoi che mi passi per la testa quando penso al tuo disgusto per la mia famiglia “multietnica” e mia figlia “meticcia”? E la cosa vale pari pari per chi ha un compagno/a omosessuale, etc… vi penseranno tanto.
Un caro saluto anche a @falcemartello che pure lui s’è messo in fila per farsi pensare.
@b0ringasfuck Io non ho niente contro nessuno,ma ti sembra normale un bimbo con due padri o due madri? Ti sembra normale affittare l’utero per diventare mammo ? Ti sembra normale sposarsi con persone diverse dalla tua cultura e poi venire abbandonata e privata dei tuoi figli che con tanti sacrifici hai messo al mondo solo perchè hai un altro credo ? Ti sembrano normali queste cose? Fate quello che cazzo vi pare ma non fate passare messaggi di cose normali quando invece non lo sono..
tornate su facebook, per cortesia
Ma cosa caz… Hanno veramente fatto una serie tv su Karate Kid, coi protagonisti originali di Karate Kid, 34 anni dopo? Com’e’ che non ne sapevo nulla? Mi sta salendo l’hype oltre i livelli di guardia. Devo cercarla subitissimo !
Se ormai anche nelle pubblicità delle auto in tv la prima cosa che ti dicono è la connessione e il touchscreen e poi motore e tutto il resto, qualche domanda dovremmo farcela.
Ecco. La cultura dell’apparenza, a discapito della sostanza. Porcoddio.
Feel The View, questo il motto di Ford nella realizzazione di un prototipo di finestrino “in braille” realizzato con Aedo. L’idea è creare qualcosa in grado di far percepire il panorama a ipovedenti e non vedenti. Il sistema registra la visuale e la codifica permettendo di vederla attraverso il tatto e associandoci anche stimoli sensoriali uditivi. L’assistente vocale è integrato con le casse dell’auto e utilizza l‘intelligenza artificiale per riconoscere gli oggetti inquadrati, descrivendo quindi al non vedente l’immagine così da associare la sensazione tattile allo scenario.
La foto viene automaticamente convertita in un’immagine in scala di grigi ad alto contrasto, riprodotta poi sul vetro grazie a speciali led e percepita tramite vibrazioni con 255 intensità diverse: minore sarà la gradazione di grigio, maggiore l’intensità.
Per rendere possibile tutto questo non serve un finestrino particolare perché il dispositivo, che integra la fotocamera, si applica a quelli di una normalissima auto.
Tra due giorni parte il Giro d’Italia da Gerusalemme e verrà dedicato alla memoria di Bartali.
Il giro lo seguo anche se magari mi annoia dopo pochi minuti e lo tengo in sottofondo per buttarci un occhio di tanto in tanto, guardo i tempi a fine tappa o rivedo le parti principali della gara. Preferisco di gran lunga star col culo sul sellino da corsa, scomodo per girare sui sampietrini in città ma che sembra di essere un equilibrista quando volo per le strade di campagna.
Quest’anno però mi sembra davvero il momento di dire basta, almeno per un po’.
Perché il Ciclismo con la ci maiuscola oramai non ha più molto da offrire. Negli ultimi anni tra gente con più anabolizzanti che sangue e ragazzini che si fan scoppiare il cuore, ha perso davvero molto del suo fascino.
Non che altri sport siano esenti da scene del genere, ma con il ciclismo ha tutto un altro peso.
Vuoi perché certi scandali hanno colpito campioni e ammazzato giovani, togliendo sia i riferimenti che il futuro dello sport, o vuoi perché pur non praticandolo l’ho in affetto. Non saprei.
E poi quando ci sarebbe da fare un passo indietro e pensare che in fondo è idealmente una gara tra gente che un giorno decise di prender la bici invece che il bus o andare a piedi, il colpo di grazia: la partenza in Israele e il nome di Bartali insieme.
Va ben che Ginettaccio ha salvato dai campi centinaia di ebrei ( e non solo ) dalle deportazioni facendo da staffetta per la DELASEM clandestina e nascondendoseli in casa, per questo resterà sempre un uomo grandissimo e un eroe.
Però lui lo faceva spinto da pietà religiosa verso gli ultimi, i senzaterra, i perseguitati e Israele invece li opprime gli ultimi, crea dei senzaterra e perseguita.
No, è davvero troppo per me e citando appunto Bartali
l’e tutto sbagliato, l’è tutto da rifare
Rimane sempre bello girare anche solo con la graziella e spingere fino a sentir le cosce bruciare e immaginarsi in volata, tagliar con lo stesso cuor leggero il traffico come le strade di campagna, sfidare sé stessi sul tempo o pedalare mentre si sta con le braccia incrociate, bilanciandosi sul culo per curvare.
Ma solo a me sembra che con queste politiche protezionistiche, gli americani si stiano dando la zappa sui coglioni da soli ? A quanto pare ZTE (che ricordiamolo, e’ tipo la quinta azienda cinese come dimensione, non proprio una dittina a conduzione familiare), avrebbe venduto elettronica a Iran e Corea del Nord, violando l’embargo degli USA. Per cui come sanzione, le aziende americane non potranno più vendere elettronica a ZTE.
Ora:
1) Mi immagino quanto si stia cagando sotto ZTE all’idea di dover fare senza l’elettronica americana. Come se non fosse già tutto made in china.
2) Il presunto embargo verso Iran e Corea del Nord e’ stato deciso unilateralmente dagli usa, non e’ stato ratificato ne’ dall’ONU ne’ dal WTO. Perché mai una azienda CINESE dovrebbe rispettarlo ?
3) ZTE essendo uno dei più grandi produttori di cellulari, e’ uno dei maggiori acquirenti di processori da Qualcomm (americana). Peccato che a differenza degli altri concorrenti cinesi, possiede una cosa in più: i brevetti sui modem. Quindi teoricamente, niente gli impedisce di comprare da ARM (che e’ inglese, e non americana) le licenze per l’architettura, e costruirsi i suoi processori, comprensivi di modem e tutto. Esattamente come fa già Mediatek, e molto peggio di quanto facciano già Huawei, Xiaomi e Samsung (che si costruiscono i loro processori ma non i modem).
In pratica con questa astutissima mossa volpina, stanno potenzialmente creando un nuovo concorrente per il più grande costruttore al mondo di processori mobili.
Quindi riassumendo: gli USA impongono un embargo, le aziende cinesi non se li cacano manco di striscio, gli USA dicono “allora non vi si vende più niente”, le aziende cinesi continuano a non cacarseli manco di striscio, le aziende americane ci rimettono. Manca la parte dove forse, le aziende cinesi continueranno a non cacarseli manco di striscio
per omnia sæcula sæculorum.
Il mi’ nonno avrebbe detto “mi pai quello che si taglio’ la fava per fa dispetto alla moglie”. No ma, make america great again, mi raccomando, avanti cosi’. Occhio che un diventi troppo great, eh.
La situazione potrebbe subire un’accelerazione nel caso in cui le sanzioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti assumano contorni simili a quelle comminate a ZTE. Ammesso ovviamente che Huawei venga ritenuta colpevole.
Come ricorderete, ZTE è stata ritenuta colpevole di aver infranto l’embargo rivolto all’Iran, premiando (anziché punirli) i propri dipendenti coinvolti nella vicenda. L’azienda cinese ha ricevuto una multa di quasi 1 miliardo di dollari e, soprattutto, il divieto di poter integrare nei propri dispositivi componentistica statunitense per ben 7 anni. Una sanzione che rischia di riguardare anche la licenza per i servizi Google.
Huawei non dovrebbe ricevere sanzioni così pesanti, nel caso venga ritenuta colpevole. Probabile una multa in denaro, ma comunque l’azienda sembra intenzionata a non farsi trovare impreparata, mettendosi appunto al lavoro su un proprio sistema operativo, che possa consentirle di proseguire il proprio business in ambito smartphone.
E siamo già passati dalla quinta azienda cinese, al secondo produttore di telefoni al mondo. Ma che bel tamponamento a catena di cazzi in culo, gli sta per arrivare. L’avranno in domo come sonà a predia.
No ma make america un altro popo’ great, mi raccomando.
repubblica mi sta sul cazzo però questa videoinchiesta è fatta bene e merita di essere condivisa, specialmente oggi. e poi perché lo so che tanto presto toccherà anche a me fare sto lavoro di merda per tirare a campare.
deliveroo, foodora, glovo etc robacce che nell’epoca del tardo capitalismo vengono chiamate gig economy. oltre al video, cose ben scritte:
Torno dalla passeggiata con il cane, scarpe zuppe eppur bisogna andar, e trovo quella figura da romanzo che è mia nonna in salotto che stira con un vigore che la Isoardi se lo sogna.
Alla televisione il concertone di Roma.
Ora, a me se dite Canova viene in mente lo scultore, ma a quanto pare il nome è stato requisito da un gruppo indie particolarmente allegro. Così allegro che al primo ritornello della prima canzone portata sul palco parte un “voglio morireeeeee”.
Io, che sto pensando a quel curriculum che chissà se otterrà mai risposta, mentre cerco un posto per travasare i girini rimasti imprigionati nei calzini, capisco perfettamente il sentimento. Mia nonna no.
“Ma io non lo so, figurati se uno deve avé voglia di morí, perché poi? Cosa gli mancherà?”
E io vorrei spiegarle che quella che ci manca, ormai, è proprio la voglia di vivere, che ci sentiamo tanti Don Quixote contro i mulini a vento degli stage da 600 euro al mese, che “ai miei tempi” non è un magico antidoto che cura le malattie della nostra epoca, ma un semplice palliativo che serve a loro a non sentirsi in colpa per averci distrutto il futuro.
E lo so che questi sono discorsi retorici, retorici come il concertone del primo maggio che nessuno guarderebbe più se non fosse che il primo maggio piove sempre.
Ma del resto, come ci dicono loro, dobbiamo smettere di aver voglia di morire, dobbiamo smettere di mangiare l’avocado, dobbiamo smettere di smettere di fare figli ché tanto i soldi si trovano, dobbiamo smettere di disinteressarci alla politica che promette a tutti tranne che a noi, dobbiamo smettere di credere nella sinistra che non esiste più, smettere di pretendere di essere pagati per il lavoro che facciamo.
Smettere, smettere di sperare, smettere di credere che qualcosa possa cambiare, smettere di cambiare.
Taglia l’erba in un aiula particolarmente elaborata usando il falcetto perché tosaerba e decespugliatore distruggerebbero tulipani, iris e narcisi.
Fai un bel mucchio di erbacce, ignorando quella piccola porzione del tuo cervello che ha notato la scomparsa del falcetto.
Butta il mucchio d’erba nell’Athanor rovente, cioè il bidone utilizzato fino a cinque minuti prima per bruciare ramaglie secche.
Guarda divertito la densa colonna di fumo biancastro dell’erba verde vaporizzata dalle braci ardenti, mentre l’unico neurone non distratto ti chiede quale strumento usasse Panoramix per tagliare le erbe magiche per la pozione di Asterix.
Vai a consumare un frugale pasto a base di lasagne vegetariane, melanzane alla parmigiana e peperonata.
Cadi in coma metabolico sul divano.
Ti svegli pensando al simbolo dell’Unione Sovietica ma non è il martello che ti rende stranamente perplesso.
Esci per togliere la cenere dal bidone e lì vedi sbucare lo scheletro annerito privo di manico di legno del falcetto che tua nonna usava quarant’anni fa per togliere le erbacce nell’orto.
Il candidato, utilizzando simulazioni di proiezioni stocastiche sistemiche, individui il consequenziale scenario:
Il soggetto prende fiato e pronuncia una parola macedonia contenente il nome di tutte le divinità dall’età della pietra fino ad oggi unendole a tutti gli aggettivi dispregiativi presenti nella treccani e allle vosi del Grande Atlante di Zoologia 2018 dopodiché prende la canna dell’acqua, bagna le braci ardenti nascoste sotto la cenere e infine recupera il falcetto.
Il soggetto crede che il mondo sia un posto troppo meraviglioso e pieno di stupore magico per farsi rovinare la giornata da una banalità simile e con un sorriso pieno di amore verso il creato afferra il falcetto a mani nude.
Sono possibili risposte multiple anche cambiando l’ordine degli eventi descritti, diocan.