lalumacavevatrecorna:

comunque pensavo che è assurdo come cambiano i tempi velocemente, alla generazione dei miei genitori (almeno al sud da me) contadini e operai regalavano tutti la casa a figli quando si sposavano, ho visto i miei cinque zii e innumerevoli cugini sistemarsi così, mentre io mi devo accollare il mutuo dei miei genitori perché loro coi loro contratti e “stipendi” non possono

(fortuna che almeno non mi sposo)

Ciao Doc Perché bestemmi Dio se non credi che esiste?Se invece credi che esiste perché lo chiami porco?

heresiae:

kon-igi:

kon-igi:

kon-igi:

Il problema non è che io non credo in lui, è lui che mi ferisce non credendo in me.

obisme ha detto: 

Dalla tua risposta posso quindi concludere che sei un credente incazzato che come Giobbe vede il fatto come un affronto personale. Ma sei tu che hai dato l’idea per scrivere questa canzone di Fornaciari? zucchero.it/testi/p…

Per amor di sintesi avevo dato una risposta breve, ma visto che sembra interessarti la ragione specifica di questa acrimonia, ti racconterò l’episodio…

Praticamente eravamo

io e Dio

in una cantina di Ixtlán del Río e c’era questo messicano ubriaco vicino al nostro tavolo che continuava a fissarci in malo modo e Dio, il solito sbruffone, gli dedicava versi strani ciucciando il limone della tequila.
Smettila subito – gli faccio – sennò finisce come quella volta che eravamo in macchina e mostravi il dito medio a quei bambini sulla scuolabus… i genitori ci hanno circondato la macchina e tu hai dovuto tirare fuori la storia dell’angelo della morte e del primogenito per non farti gonfiare di botte.
Sì, ma questa volta è diverso – mi fa Dio, tenendo in bocca una fetta di limone e fischiando la Cucaracha e, poi, a voce alta – questo messicano puzza così tanto da farmi pensare che si sia impomatato i baffi con piscio di mulo!
Io sapevo che Dio era un attaccabrighe spaventoso e infatti la sua biografia era piena di infantili attacchi di protagonismo e di isteria da prima donna, ma quando sentii tutte le sedie della cantina muoversi e vidi una trentina di messicani incazzati mettere mano ai navajas, pensai con rammarico che Nietzsche avrebbe avuto finalmente ragione.
Deténgase, por favor! – faccio io alzando le mani e poi a bassa voce rivolto a Dio – E adesso stai zitto! Fai parlare me una volta tanto e forse questa volta ce la caviamo senza farci rattoppare! 
– Amigos agricultores, mineros, carpinteros, criadores – indico tutti gli avventori della cantina – debe perdonar mi compadre que è muy dolorido por la muerte di su hijo… el su niño… (parlottio) que se llamava, ehm, Jesus (cenni di assenso e di comprensione)…ehm… e su madre es ademas dolorida… – i coltelli rientrano nei foderi e a questo punto i clienti sembrano essersi calmati e fanno per mettersi a sedere, quando Dio si alza in piedi e urla – … E ANCHE QUEL CORNUTO ROTTINCULO DI GIUSEPPE FA L’ADDOLORATO MA TANTO LO SO CHE GLI BRUCIA ANCORA  PERCHÉ GLI HO TROMBATO LA MOGLIE! E A DIRLA TUTTA SONO VENUTO IN QUESTO POSTO DI MERDA PER BERE TEQUILA E PER TROMBARE ANCHE LE VOSTRE… E LA TEQUILA E’ APPENA FINITA!
Ci facemmo ricucire da un barbiere di Fresnillo e fu così che da quel giorno giurai a Dio che non avrei più creduto a una sola parola di quello che sarebbe uscito dalle sue labbra.

Ma da dove diamine tiravo fuori queste storie?

Ti prego continua a scriverle