kon-igi:

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SKEGGOX – THE ULTIMATE RESTORING

Intanto devo ringraziare del regalo il mio amico @salfadog che mi ha letto nel pensiero dopo che ho notato nel suo giardino, appoggiata a un muro, un’ascia barbuta norvegese, dotazione standard dei carpentieri nordici ma praticamente sconosciuta nel nostro paese.

Per prima cosa ho tolto il vecchio manico in legno di pino e dopo aver ripulito dalla ruggine la testa con un disco a fili d’acciaio (con cui ho ottenuto l’effetto spazzolato) mi sono imbarcato nella peggiore scelta della mia vita: tagliare a mano il manico da un vecchio paletto di castagno da 20 anni piantato nella mia vigna.

(non sono masochista, solo povero di spazio e di potere di convincimento: forse dovrei essere su Patreon per il vostro generoso finanziamento finalizzato all’acquisto di una sega a nastro a cui la mia compagna non potrebbe dire di no)

Una volta cavato anche l’altro occhio di Odino a forza di bestemmie e augurato a Freya un figlio con la testa enorme, ho disegnato la sagoma del manico a spalla larga e concava sotto la barba, pancia convessa e apice a piede di cerbiatto con calcagno stondato e quindi ho tagliato di nuovo con una Kijima (più flessibile e precisa del saracco)

Spopolato ancora il Valhalla a suon d’insulti e ottenuto una sagoma grezza, ho usato tre raspe a denti via via più sottili per ottenere forma e spessore giusti, dopodiché ho levigato con disco e con carta vetrata, prima per legno e poi per metallo. 

Inserita la testa e fissatala con cuneo a spacco longitudinale, ho usato abbondante olio paglierino e inciso a pirografo un Icovellavna dell’Eternità di protezione contro gli Wendol su entrambe le spalle.

Ora sono pronto…

Ecco, là io vedo mio padre,
ecco, là io vedo mia madre,
le mie sorelle e i miei fratelli,
ecco, là io vedo 
tutti i miei parenti defunti,
dal principio alla fine,
ecco, ora chiamano me
e mi invitano a prendere posto
in mezzo a loro,
nella sala della Valhalla,
dove l’impavido
può vivere per sempre.

È bellissima 🙂

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