MORIRE A QUINDICI ANNI PER 1,5 EURO L’ORA. STORIA DI GIOVANNA CURCIO UCCISA DALLO SFRUTTAMENTO E DALLA COMPIACENZA DELLE ISTITUZIONI

curiositasmundi:

Non ci andare Giovanna, non ci andare. Questo le aveva detto suo
padre Pasquale quando Giovanna gli aveva detto che iniziava a lavorare
nella fabbrica di materassi di Biagio Miceri, a Montesano sulla
Marcellana. Pensava che la figlia fosse troppo giovane, che quel salario
di 1,5 euro l’ora (due per le sue colleghe maggiorenni) fosse una
vergogna, che lei doveva studiare per migliorare il suo futuro. Ma
Giovanna voleva darsi da fare, voleva aiutare i suoi genitori, padre
forestale e madre disoccupata, a mandare avanti la famiglia e così alla
fine aveva accettato quello stipendio così basso e quelle condizioni di
lavoro terrificanti proposte da Miceri. Sì perché non era solo un lavoro
mal retribuito ed in nero, si trattava di stare ore ed ore, anche più
di dieci, in un sottoscale non arieggiato pieno di materiale
infiammabile. L’azienda totalmente illegale non era registrata presso
nessun ufficio pubblico, il locale privo delle elementari norme di
sicurezza, i contratti verbali, spesso disattesi, i libretti di lavoro
addirittura sequestrati. Insomma un ambiente malsano da ogni punto di
vista, in cui donne più o meno giovani, passavano l’intera giornata per
portare a casa una ventina di euro. E fu in quell’ambiente che finì la
vita di Giovanna e di una sua collega, Annamaria Mercadante, di 49 anni.

Nella fabbrica di materassi c’era un impianto elettrico vecchio e
non a norma, e numerosi materiali infiammabili. E così il 5 luglio del
2006, quando probabilmente un cortocircuito, intorno alle dieci e mezza
fece divampare le fiamme, queste presto avvolsero l’intera struttura.
Biagio Miceri si diede subito alla fuga abbandonando le sue operaie in
mezzo ai fumi. Due di loro riuscirono a fuggire, non Giovanna, che forse
per spegnere l’incendio o più probabilmente per salvare Annamaria,
collega a cui era legatissima, tornò sui suoi passi e rimase
intrappolata tra le fiamme. Le due donne si rintanarono nel piccolo
bagno e lì morirono soffocate a causa di una combinazione di monossido
di carbonio, benzene e acido cianidrico.
Ovviamente non c’erano
porte di sicurezza e nemmeno estintori, anzi i vigili del fuoco giunsero
appena in tempo per arginare l’incendio prima che arrivasse alle
bombole di gas lasciate sulla porta della fabbrica abusiva. Bombole che
avrebbero fatto saltare in aria l’intera palazzina comprese le scuole
elementari pubbliche lì presenti. Tutti in paese sapevano della fabbrica
abusiva, comprese le istituzioni. I vigili locali l’avevano multata per
non aver pagato alcune imposte comunali ma non avevano certo chiamato
l’ispettorato del lavoro o fatto una denuncia, mentre il sindaco di un
comune vicino era la persona che aveva “procurato l’impiego” a Giovanna.

Giovanna, morta a 15 anni per un euro e mezzo l’ora.

Cannibali e Re
Cronache Ribelli

Ieri sera sulla pagina fb del mio paese, e’ partito un mega delirio collettivo, di cui stamattina non c’e’ più traccia, dopo che hanno cancellato il post.
In pratica sono tutti in allarme per i ladri, che a quanto pare, ultimamente tutti stanno vedendo dappertutto nella mia zona. In qualche casa sono entrati davvero, solo che per una volta che succede veramente, tutti cominciano a dire “vedi, vedi vedi!”, giustificando tutti i 300mila falsi allarmi precedenti, dovuti alla paranoia.

Comunque, ieri sera una tizia scrive su questa pagina fb, di aver visto due persone che scavalcavano un cancello, e di aver chiamato i carabinieri. Gli altri subito a chiedere chi sono, dove sono, che macchina hanno, e quanto altro. Uno e’ uscito a piedi a fare il giro della zona col cane, cercando la macchina descritta. Un altro li ha incitati ad andare da lui che ha la casa piena di armi (e tutti a dirgli bravo). Siccome la macchina in questione era una Y grigia, una mia vicina di casa, che ha visto una macchina sospetta (completamente diversa da una Y, una vecchia Subaru station wagon, ma grigia, quindi sospetta) parcheggiata in mezzo agli alberi, e ha chiamato i carabinieri. E’ venuto fuori che era il suocero della proprietaria del terreno, che era in visita, e aveva parcheggiato li. Ma intanto la gente ha iniziato a segnalare la macchina come se fosse sospetta, e qualcun altro ha scritto che se la vedeva in giro avrebbe chiamato i carabinieri. Il tizio delle pistole ha detto che se la vedeva lui altro che carabinieri, e tutti a ridirgli bravo. Un altro ha proposto la chat whatsapp di zona per tenersi aggiornati sui ladri, e dio cristo, mi ci manca altro che quella, guarda. I carabinieri una volta arrivati hanno detto a tutti di stare calmi, che i due tizi visti erano solo due che passeggiavano, e che non c’era nessun ladro e nessuna macchina sospetta. Ma la gente ovviamente ha continuato a fare polemica come prima, ignorando selettivamente tutto ciò che non si accordava con la loro visione dei fatti.

Comunque la cosa e’ andata avanti con qualche ora, con post ogni 2 minuti di qualcuno che aggiornava gli altri sulla situazione nella sua zona, e tentativi di mappare il territorio per sentito dire agli altri, tramite fb.

A me tutto questo clima salviniano e paranoico, sinceramente non mi piace proprio per niente. Mi fa più paura questa gente che i ladri in se. 

Ma sarà possibile che non posso neanche portare il cane a pisciare in mezzo ai campi dopocena senza rischiare che qualcuno chiami i carabinieri perché mi vede con la pila al buio tra gli ulivi? Porcoddio. Qua si sta veramente perdendo il senso della misura.

pollockdipoesie:

Mi sono alzata prestissimo per prendere il treno, faccio il primo viaggio, scendo e ho mezz’ora prima di riprendere il treno. Ne approfitto per fare colazione, che non ho avuto il tempo neanche per il caffè, il bar della stazione è un po’ caro ma è anche quello più vicino. Prendo caffè e cornetto, pago e sto per andare via quando al bancone si avvicina un ragazzo, chiede il prezzo di qualcosa, la ragazza del bar gli dice “2 euro”, lui tentenna, scuote la testa e rinuncia. Penso “ok, glielo prendo io”, poi mi ricordo che sono in un periodo difficile e devo risparmiare anche i centesimi e non posso permettermi di pagare colazioni a sconosciuti. È il pensiero di un momento, lo scaccio via infastidita da tutta questa situazione e quello che comporta, mi dico che due euro non cambieranno la mia giornata. Prendo il portafoglio, prendo i soldi, è passato solo un secondo, alzo la testa e il ragazzo è sparito, mi guardo intorno, lo cerco, niente, non c’è più.

Resto con i due euro in mano e un senso di impotenza, questa cosa si è infiltrata fin dentro gli interstizi dei miei istinti e della mia personalità.