A lavoro abbiamo la consuetudine di portare un po’ di dolci o altre cose da mangiare, per il compleanno, quando uno nuovo arriva, e quando uno va via. Per cui ho chiesto a @tsuki-nh se poteva preparare qualcosina da portare agli altri.

Ha detto di si, e non si e’ fatta per niente prendere la mano. Ha cominciato a studiarsi vita morte e miracoli dei miei colleghi, quanti sono, chi sono, cosa mangiano, se ci sono celiaci, vegani, intolleranti al lattosio, allergici a qualcosa, ecc. Poi ha moltiplicato per due il numero dei commensali, e ha steso un menu’ da 10 portate. Dopodiche’ ha moltiplicato di nuovo per due il numero delle persone, che metti caso una pizzetta si brucia o un angolino di dolce viene male, che figura ci fai?
Alla fine ho dovuto lasciare a casa piu’ di meta’ roba, perche’ sulla Seicento, anche buttando giu’ i sedili dietro, piu’ di quattro vassoi giganti formato famiglia non ci stavano (pero’ su un vassoio ha rimediato facendo gli strati geologici di pizzette e croissant di pasta sfoglia al pesto).

E niente, spero di lasciare almeno un buon ricordo tra gli ex colleghi. O perlomeno spero di controbilanciare un pochino tutti i moccoli che c’avranno da tira’ quando dovranno mettere mano al codice che ho scritto io negli ultimi 9 anni.
Il brindisi di addio, invece che loro a me, l’ho fatto io a loro che restano, eroi inconsapevoli di cio’ a cui vanno incontro.
In 9 anni il capo non mi ha mai permesso di fare una pulizia del codice morto, un refactoring, un minimo di documentazione, due commenti per rendere comprensibile almeno a grandi linee chi fa cosa, e come lo fa, nulla. C’era sempre qualcos’altro di piu’ urgente a cui dare la precedenza. Adesso ci vuole la forestale per districarsi in quella giungla.

Auguri vivissimi a capirci qualcosa, ora che vado via 😀