3nding:

Lo ammetto: spostare buona parte del mobilio della mia infanzia mi aveva messo addosso una malinconia micidiale, portata da un flusso di ricordi legati agli anni della scuola, l’adolescenza, le letture e gli innamoramenti vari.

La consapevolezza che quei momenti non sarebbero davvero mai più tornati aveva preso forma nella scrivania, nell’armadio e nei mobili impolverati che a fatica erano entrati nel retro del furgone.

Sono andato a letto ieri sera con l’idea che tutto questo sarebbe andato distrutto in una discarica in quanto nessun mercatino dell’usato si era detto disponibile a riceverli per motivi di spazio e di usura (sa, noi li vendiamo non facciamo beneficenza).

Ecco.

Beneficenza.

Stamattina sono andato in uno di quei centri solidali in cui si possono portare varie cose usate purchè in buono stato. Non ho fatto in tempo ad aprire il retro del furgone che due famiglie nordafricane hanno preso un paio di mobili.

Poi mi si è avvicinato un ragazzo del Ghana.

E’ una cameretta?”

“Sì, c’è la scrivania coi comodini e l’armadio.”

Ti prendo tutto.”

L’ho guardato per capire se stesse scherzando. Otto chilometri dopo mentre davanti casa sua scaricavamo tutto ho capito che non stava scherzando affatto!

Una bambina e un bambino si sono affacciati alla porta e mi hanno salutato.

La camera è per loro.”  mi ha detto Ken, in Italia da 15 anni.

L’idea che la mia camera da letto di quand’ero bambino sarà ancora usata da altri bambini mi ha dissolto la malinconia e sono ancora qui che me la sorrido.

Bella lì.