
Mi presento: mi chiamo QC Bot ed in questo momento mi trovo in molti ospedali nel mondo.
Sono un robot completamente automatizzato, capace anche di relazionarmi
con l’essere umano. Posso essere usato per qualsiasi compito, come
portare i farmaci ai pazienti o accompagnarli alle visite
specialistiche, portare via lavanderia sporca e rifiuti sanitari o
consegnare le vivande, ma anche registrare a distanza
i segni vitali dei pazienti e inviarli in tempo reale a un tablet o uno
smartphone utilizzato dai medici. Gli infermieri possono usare il mio
lettore di codici a barre per registrare i farmaci e tenere sempre sotto
controllo interazioni e scadenze, oppure utilizzare il mio schermo
touch per videochiamare un medico o un operatore in un altro reparto. Il
tutto mentre mi muovo autonomamente nel difficile ambiente ospedaliero,
evitando ostacoli grazie al sistema di telecamere stereoscopiche
disposte sulla mia superficie.La cosa sorprendente? Devo la
mia esistenza alla ricerca spaziale. Anzi, precisamente devo la mia
esistenza proprio alle missioni marziane. Proprio a quei robottini che
ora sono su Marte e che molta gente ritiene inutili sprechi di risorse,
di tempo, di soldi. Io infatti sono letteralmente un rover con
tecnologia marziana pensato per gli ospedali. I miei creatori, negli
anni ‘90, lavoravano al MIT quando la NASA chiese loro di realizzare la
tecnologia per un rover con autonomia di movimento e capacità di
acquisire obiettivi. Tra questi c’era Daniel Theobald, che realizza il
sistema di Rocky 7, il primo prototipo di mini-rover che venne poi
testato per la prima volta nel 1996 e preparò la strada per i rover
successivi, dal Sojourner a Spirit e Opportunity.Quegli
studenti del MIT fondarono poi nel 1999 la Vecna Techonologies,
l’azienda che oggi mi commercializza: vedete nella foto tutto il mio
splendore!Io sono quindi un testimone diretto: se ora sono in mezzo a voi umani è
grazie alla vostra sete di conoscenza che vi spinge a esplorare sempre
oltre, sviluppando tecnologie prima inesistenti, che contribuiscono al
progresso della vostra specie, hanno ricadute benefiche nella vostra
vita quotidiana e vii insegnano, soprattutto, a non avere paura del
buio.Matteo
(fonte, via Chi ha paura del buio?)