L’esultazione del team del JPL, durante la diretta NASA, al momento del l’atterraggio di InSight.

Non riesco a immaginare il livello di pressione, quando, dopo decine di anni di sviluppo e progettazione, ti giochi tutto, progetto, carriera e finanziamenti futuri, in 7 minuti. E oltretutto 7 minuti in cui sei cieco e impotente, puoi solo aspettare e sperare di aver pensato a tutto. ANSIA.

Ecco la struttura della sonda InSight sulla quale avrete captato qualche lievissimo accenno nelle storie dei giorni scorsi ^_^

Da sinistra a destra, visti dal basso: lo stadio di crociera, il guscio
posteriore (a cui è attaccato il paracadute), il lander, il quadro
componenti, l’involucro per copertura termica e lo scudo termico.

Questa è la sequenza di operazioni da compiere per l’ammartaggio:

  • Meno 7 minuti: la sonda si separa dallo stadio di crociera.
  • Meno 6 minuti e 30 secondi: comincia la rotazione per garantire un
    corretto angolo d’ingresso della sonda nell’atmosfera marziana. Un
    angolo troppo basso e la sonda rimbalzerà sulla superficie
    dell’atmosfera; un angolo troppo alto e la sonda sarà bruciata per
    attrito. La manovra durerà circa un minuto e mezzo; durante questo tempo
    la sonda subirà una decelerazione pari a circa 7 volte e mezzo la
    gravità terrestre.
  • Meno 3 minuti e 17 secondi: apertura del paracadute.
  • Meno 3 minuti e 2 secondi: distacco dallo scudo termico.
  • Meno 2 minuti e 52 secondi: dispiegamento delle gambe.
  • Meno 2 minuti: attivazione del radar altimetrico.
  • Meno 61 secondi: prima acquisizione del radar.
  • Meno 43 secondi: separazione del lander dal guscio e dal paracadute.
  • Meno 40 secondi: rotazione per raggiungere la posizione orizzontale e accensione dei retrorazzi.
  • Meno 16 secondi: inizio della fase di discesa a velocità costante e touchdown.

Quando InSight raggiungerà il suolo, emetterà un segnale radio che i telescopi a terra cercheranno di captare.
Sette minuti dopo l’ammartaggio, se la sonda è tutta intera e
funzionante, invierà un segnale più intenso, che potrebbe impiegare fino
a un’ora a raggiungere le antenne terrestri.

Solo allora sapremo se è andato tutto bene.
A stasera!

(via L’antro scientifico di Silvia Kuna)

CI SIAMO!

Tra poco meno di 9 ore, alle 20.47 italiane, una nuova missione
atterrerà su Marte, ad oltre 6 anni di distanza dall’ultima volta (il
mitico rover Curiosity)!

Stiamo parlando, ovviamente, di InSight, che dopo 7 mesi di viaggio
raggiungerà questa sera il pianeta rosso e atterrerà sulla sua
superficie. InSight è un lander che ci fornirà dati mai avuti prima con
tecnologie mai sperimentate su altri pianeti (in realta’ on vi sara’ solo il lander, ma ne riparleremo).

Incrociamo le dita. Come vedete da questa grafica, infatti, la ricerca
spaziale è spietata. A differenza della ricerca terrestre in cui i test
si susseguono fino al perfetto funzionamento, ad esempio, di un
telescopio, nello spazio l’unico test possibile è la missione stessa.

Guardate l’immagine: credete sia un caso se oltre il 50% delle missioni
verso Marte non hanno avuto la sorte sperata? No, perché lo spazio e
soprattutto Marte non perdonano. Atterrare su Marte è DANNATAMENTE
difficile, tutto deve funzionare alla perfezione ed in perfetta
autonomia visto che, tra l’altro, nei minuti dell’atterraggio non
abbiamo modo di comunicare con i nostri robot.

Ecco perché si
parla di ricerca. Ricercare significa esplorare terreni nuovi, varcare
orizzonti e confini mai superati prima, significa cercare di conoscere
qualcosa di ignoto. Ecco perché quando parliamo di scienza e di spazio
ci si riferisce alla ricerca scientifica ed alla ricerca spaziale con un
accostamento di parole voluto e non banale.

Lo abbiamo visto
con ExoMars solo due anni fa, quando Schiaparelli si schiantò nel
tentativo di atterrare su Marte, a causa di un dettaglio che non fu
adeguatamente testato.

“Fallimento”, “spreco”, “inutile”…  
ExoMars fu definita in vari, troppi modi, tranne che per quello che è
stata (è) realmente: ricerca spaziale. E che in realtà è stata
soprattutto un successo, grazie all’orbiter TGO, l’orbiter e parte
fondamentale della missione, che funziona perfettamente

Fallimento? Assolutamente no, perché anche da un test andato male
possiamo ricavare dati importantissimi per le future missioni, in questo
caso ExoMars 2. È scienza anche questa. È progresso anche questo. È
emozione anche questo.

Contribuire al progresso, testare nuove
tecnologie, esplorare nuovi territori della conoscenza che avranno
decine di ricadute positive sull’umanità… come può, tutto ciò, essere
chiamato fallimento?

Poche ore, quindi: e torneremo a vivere l’emozione di uno “sbarco su Marte”, anche se, per il momento, di un semplice robot. 🙂

Matteo

Credits: Bill Gerstenmaier, NASA

(via Chi ha paura del buio?)

Comunque a me ‘sto black friday mi avrebbe anche scartavetrato abbastanzina i coglioncini.

C’ho la timeline di facebook che pare il mercato del paesello, col tizio al banchino che urla gli sconti, venga signo’, badi bello ‘sto cencio, solo per oggi al doppio di ieri ma in sconto 50%, offerta irripetibile fino alla prossima volta.

A lavoro parlano solo del black friday e di tutte le tecnostronzate indispensabili che si pigliano (o che non ce lo metti un google home in casa per accendere da remoto le lampadine smart del sottoscala connesse al wifi in soffitta, quando sei in camera, urlando a google in cucina?)

L’app di aliexpress mi manda le notifiche del black friday su roba da 80 centesimi in mega sconto 50% pigliala subito che poi te ne penti tantissimo.

Sul web, senza ublock, è tutto un banner sul black friday qua, black friday la, black friday week, cybermonday anticipato, la fava e la rava.

Par che vendano solo oggi, deh.
Anche basta, eh.

Mi state facendo passare la voglia perfino di passare dalla lidl a fare la spesa, porcoddio.

gigiopix:

Giornata storica, Rei s’è addormentata su Cianci. Che stava dormendo e non se n’è accorto.

Siamo tutti fermi immobili sul divano che se si sveglia scoppia la terza guerra mondiale.

Update: Rei s’è spaparanzata bene ancora più addosso a Cianci. Cianci s’è svegliato senza capire bene cosa stava succedendo. Ora sta facendo uno sguardo truce da omicida, mentre valuta il modo più atroce per ucciderla 😀

Cristo, quanto adoro poter andare in giro a dire “ve l’avevo detto!”.

spaam:

La vicenda Corallo-Burioni, riportata a cazzo di cane da Repubblica, ché prima viene la difesa dell’establishment del PD, poi il clickbait e forse alla fine la notizia, ci dice due cose: il giornalista di Repubblica non ha guardato l’intervento di Corallo, nonostante si trovi su youtube.com mica il deep web. Burioni non ha visto l’intervento di Corallo ed ha approfittato pure per farci la paternale.

Un giornale e un esimio professore che stanno discutendo di fuffa, dopo avercela menata per mesi con il fact-checking.

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Questa mattina Burioni continua a fare polemica per qualche cosa che non esiste e paragona i giovani democratici ai no-vax. Io ve l’avevo detto a suo tempo che l’esmio prof, alla lunga, farà più danni dei complottisti. Un po’ come la poracciata fatta insieme a Cattelan con i video sull’Università di Facebook. 

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Non sto parlando di politica, non sto parlando di politica, non sto parlando di politica, non sto parlando di politica.

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Credo di avere un’otite, così mi prendo 2 giorni liberi dal lavoro. È bello stare a casa la mattina, da soli, mi ricorda quando non andavo a scuola e potevo passare la mattina a guardare i cartoni animati in televisione, tranne scoprire che la mattina non c’era i cartoni animati, ma solo le televendite! La vorfreude dura il tempo necessario a deluderti. 

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La politica non è scienza, per fortuna. 

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Abbiamo un nuovo studente, nigeriano, che ogni volta che gli spiego una tecnica nuova, mi chiede di scattargli una foto. È per la sua ragazza (che sta in Nigeria). Quando ci siamo presentati ha subito tenuto a precisare che la Nigeria non è l’Africa: “vengo dalla Nigeria, che non è Africa!”. Io: “benvenuto in Austria che invece ora è Europa, come l’Italia e la Francia, nonostante siano tornate a mettersi i blindati gli uni contro gli altri alla frontiera.”. Tempo fa mi ha spiegato il suo progetto: studiare gli effetti tra diabete e dementia.
Io: “come?”
Lui: “dai una dieta speciale ad un topo e poi lo paragoni con un topo con una dieta normale”.
Io: “e come lo capisci che è dipeso dalla dieta e non da altro?”.
Lui: “beh, lo vedi con la foto”.
Io: “cosa vedi dalla foto? Conti i neuroni andati persi?”.
Lui: “Ah no, senza contarli, si vede ad occhio”.
Io: “Ad occhio?”.
Lui: “Bello no?”.
Io: “Bellissimo”.

Ho così deciso di passarlo alla mia collega Tàmara, perché non ce la posso fare.

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Due giorni fa, Tàmara ha abdicato. 

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L’ultima teoria complottista è piuttosto interessante: si basa sul fatto che la popolazione di uno Stato o di una città, non possano essere quantificate con esattezza. Durante le elezioni, allora, è facile fare dei brogli semplicemente cambiando il numero totale di chi ha votato, per spostare le percentuali di voto. In fondo è vero: tra 3 e 4 milioni di abitanti, come fate a notare la differenza? Dico, a Roma vivono 3 milioni di persone, ma la gente ne percepisce tra i 5 e i 10 milioni. Secondo mia sorella, sono 8, di cui 1 milione rumeni! Se domani le dicessero che hanno votato 7 milioni di romani (NdS: sono 2,3 gli aventi diritto al voto), per lei sarebbe vero.

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Nevica. Finalmente l’inverno.