iceageiscoming:

kon-igi:

autolesionistra:

[pregasi appizzare video di cui sopra per aggiungere struggevolezza]

La verità è che sono un uomo pigro. Sbarcai su tumblr perché di tutte le varie piattaforme mi pareva quella più ergonomica in termini di minori ostacoli fra l’avere qualcosa in testa e il poterlo pubblicare.
Con la stessa logica di comodità anteposta all’etica ho fatto tante altre scelte opinabili, tipo consegnare il mio cvlo internettaro chiavi in mano a google, ma questa è un’altra storia.

Nonostante tutto, anche i pigri si tritano la minchia alla lunga. Dall’acquisto by yahoo in poi non è che siano mancate le motivazioni ma, come si diceva, sono un uomo pigro e mi ci è voluto fino ad oggi.

Sicché niente, ho fatto la mia valigina backuppina con il sempre valido tumblr-utils e credo andrò altrove. Con la morte nel cuore perché qualsiasi altra piattaforma internettara senza tutta una serie di volti nomi noti sarà una roba tristissima pausinissima tipo chissà se tu mi penserai se con i tuoi non parli mai eccetera.

Dove si va? Boh. Cercasi consigli.

Ho fatto un giro su medium ma è riuscito nel difficile compito di peggiorare abbestia prima che mi ci appassionassi. Abusare di GitLab e usarlo per tenerci un blog è un piano B che mi tengo caro. Minds mi sta un poco tentando. Il self-hosting con roba tipo staticsite sarebbe La Via™ ma non ricordo più se l’ho già detto, sono pigro.

Elenco requisiti casuali della piattaforma ideale:
– infrastruttura opensource
– poche rotture di cazzi (in molteplici accezioni)

opzionali ma graditi:
– feed rss e qualche metrica o puramente dopaminica
– presenza di volti noti che mi accolgano tenendomi per la manina
– biscotti

sostanzialmente cerco una piattaforma che abbia come business model di andare sul lastrico in modi OSI-approved mentre permette alla gente di divertirsi

Terrò d’occhio le note di questo post.

@autolesionistra Mastodon è open-source e piuttosto “libero” (ma lo sto ancora annusando)

Mastodon sulla carta sembra molto interessante, soprattutto l’architettura decentrata in stile IRC, con policy diverse da server a server. Solo che ha un limite di 500 caratteri a post che lo rende piu’ una cosa tipo Twitter, difficile argomentare a fondo e fare post lunghi ed esplicativi.

Ello sembra buono, ma ha una impostazione tipo instagram, tutta incentrata sulle immagini. Non so se si possono fare post di solo testo, anche lunghi.

Minds invece sembra piu’ simile a Tumblr, ma devo ancora studiarmelo ammodino. Comunque rebloggo per avere le notifiche di questo post, nel caso qualcuno proponga altre idee…

Salutare

st4rz:

Premessa: dopo attente riflessioni ho deciso di restare.

È raro che io scriva un intero post di testo originale. Sono una lurker, sempre stata. Rebloggo volentieri, ogni tanto aggiungo una mia osservazione, a volte giusta e condivisa, a volte sbagliata.

Dopo gli ultimi avvenimenti in queste anarchiche lande però voglio salutare chi sta per andarsene. Rendetevi conto che ho tirato fuori il laptop, che da mobile mica si può scrivere tutto ‘sto vangelo.

Sono qui da gennaio 2008, 11 fottuti anni.

Mio marito dice che sono una drogata di Tumblr. Ho visto passare tanta gente. Sono arrivata qui per vie traverse (mi ricordo che c’entrasse Heidi666, aka Violetta Beauregarde) e ci sono rimasta. Ho snobbato Faccialibro, ho chiuso Instagram prima che diventasse di moda, ho un wordpress là da qualche parte, ma sono sempre rimasta qui.

Ho visto passare PaulTheWineGuy, ho visto la Tumblarity, le TumblBeasts di The Oatmeal (bei tempi), cats vs. sharks,  ho visto apparire pubblicità sconclusionate, ho condiviso passioni che pensavo avessi solo io (Douglas Adams, il brutalismo sovietico, il senso dell’umorismo assurdo). Ho incontrato alcuni tumbleri, pochi. Nikink, Batchiara. Sono venuti alla mostra commemorativa dei miei genitori. Non credo di averli ringraziati abbastanza. Maewe, Petit Beurre.

Non sono mai riuscita a partecipare a un Meetup serio, e mi è sempre dispiaciuto.

L’internet con la quale sono cresciuta sta scomparendo. Il mondo dei nickname, delle opinioni ben argomentate, del fangirling fine a sè stesso, dei piccoli mondi fatti di blogroll (mamma mia che vecchiume). I forum, diocane. I blog stanno scomparendo, tutti sono online con il loro vero nome, anteponendo il loro apparire al loro sentire.

Quando ha chiuso splinder mi sono ritrovata qui a tempo pieno. Ho conosciuto anime meravigliose, anime riottose, paternalistiche, folli, infantili, autentiche e anche finte. Ma finte per bene. Emmanuelnegro che ogni tanto appare, lancia una macumba e se ne va, la Soviet che ha fatto bene ad andarsene prima di tutto questo troiaio.

Mi rendo conto che sto perdendo per la seconda volta un mondo che insieme abbiamo costruito con pazienza. Anche qui ci sarà una diaspora verso altre piattaforme e farò fatica a trovare il tempo di vernirvi nuovamente a cercare.

Dio che discorsi confusi. Sinceramente non so nemmeno dove voglio andare a parare.

Voglio salutare chi se ne va.

Ciao. Spero di ritrovarvi felici altrove.

corallorosso:

I ponti di barche che portano milioni di persone a Kumbh Mela

ALAN TAYLOR, The Atlantic

Prepararsi per uno dei più grandi raduni religiosi del mondo richiede mesi di pianificazione e duro lavoro. A partire dal 15 gennaio 2019 e fino al 4 marzo 2019, il festival indù di Kumbh Mela si svolgerà ad Allahabad, in India.
Le autorità si aspettano circa 100 milioni di visitatori per un tuffo santo a Sangam, la confluenza del Gange, Yamuna e dei mitici fiumi Saraswati. I preparativi includono la costruzione di 22 ponti temporanei per i milioni di pedoni, veicoli e animali in procinto di arrivare sulle sponde del fiume. Più di 1.700 pontili galleggianti in acciaio vengono ora riparati, costruiti, posizionati e ricoperti di tappeti, mentre migliaia di lavoratori si preparano per l’evento.

3nding:

imcubo:

il vero problema non è esser sveglio adesso, alle 5:30 di mattino, ma esserlo per una trasferta di lavoro a Pero.

Ah però

Io stamani levataccia alle 5 per trasferta a Faenza. Si pipa dar freddo, e c’è un vento ghiaccio che se sorti senza brusotto ti piglia il cimurro (cit.).

Però ho acceso l’albero di natale mentre prendevo il caffè, quindi la giornata tutto sommato è iniziata bene 🙂

umanesimo:

Una volta a Bologna davanti a una bancarella dai prezzi molto cari, ho origliato a lungo due antiquari che parlavano di un ricco proprietario terriero vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900 che aveva una storia con un suo giovane fattore. Questo ricco teneva una specie di diario di tutto quello che succedeva nella fattoria (tipo quanto grano vendeva, quanto incassava, quanto spendeva, se pioveva o grandinava, eccetera). Ma la cosa geniale è un’altra: questo diario era scritto in codice crittografico e quindi una certa frase nascondeva certe parole, in genere dettagli sessuali espliciti degli incontri tra il latifondista e il suo fattore. Esisteva quindi una cronaca erotica di questa relazione omosessuale celata in una serie di fredde note agricole e questa serie di libri (la cosa era andata avanti anni e comprendeva diversi volumi) era una specie di sacro Graal per gli antiquari bolognesi, i due dicevano di averlo visto, di sapere chi ce l’aveva ma nessuno poi ne era così sicuro, sembrava parlassero di un animale leggendario. Allora pensai che non c’era un posto migliore di Bologna come luogo di questa storia perché mescolava la proprietà della terra, il sesso proibito e la facciata borghese, intonsa come quella dei palazzi del centro.