vadoaest:

gigiopix:

Genti di Genova o dintorni, ci servirebbe un consiglio. Vorremmo andare un giorno all’Acquario, ma i parcheggi vicini al porto antico accettano solo pagamenti in organi. Siccome i suddetti organi ci servono gia’ per il biglietto dell’Acquario, stiamo cercando soluzioni alternative.

Andare col treno ci costerebbe sui 120 euro (per degli intercity da Pisa eh, mica Frecciarossa. Grazie Trenitalia), quindi anche no. Qualcuno sa dove potremmo lasciare la macchina senza svenarci? Ci sono parcheggi gratuiti e/o che costano poco nei dintorni del porto antico, o anche piu’ lontani ma ben collegati?

Io trovai gratuito tipo a 300 mt dall’Acquario, zona imbarco navi crociera (al semaforo prima della galleria interrata mi pare) c’è una strada che scende e poi risale a senso unico a livello strada. L’ho lasciata lì tre giorni perché dovevo fare un lavoro proprio di fronte l’Acquario e mi avevano fatto posteggiare lì amici genovesi. Non ho preso multe e non è stata danneggiata né altro, in pratica resta sotto la sopraelevata. Magari ho avuto solo fortuna eh…

Provo a cercarlo su gmaps, anche se con queste indicazioni e’ un po’ difficile capire dov’e’ su una mappa una vista dall’alto. Pero’ grazie mille lo stesso 🙂

@yoghiorso Flixbus c’e’ da Pisa, ma ha orari del cazzo. Il primo arriva alle 4 del pomeriggio, non resterebbe abbastanza tempo per la visita poi… Pero’ grazie lo stesso, era una buona idea 🙂

le mie figure di merda > le vostre

lalumacavevatrecorna:

se conoscete assistenti di volo sapete dell’incubo del crew control, ovvero gente che ti chiama da vilnius dalla nostra base principale alla 3 e 33 di notte quando sei di riposo perché alle 4 devi volare

ebbene, siccome a volte non rispondiamo perché sappiamo sono loro e vogliamo dormire perché è nostro diritto, non siamo standby, loro lo sanno e ci chiamano con altri numeri

e noi cogliamo l’occasione per fare i cretini e farci gli scherzi: chiamiamo i coinquilini nel cuore della notte con altri numeri e facciamo finta di essere il crew control che ci chiede di andare a lavorare e ci divertiamo a vedere le reazioni, sai quante volte abbiamo dovuto fermare la gente in uniforme in corridoio perché stava davvero andando in aeroporto

questa notte ricevo una chiamata. l’ennesima.
“pronto?”
“ciao maria, siamo il crew control. volevamo chiederti se ci fai un favore e ci fai la palma delle tre stanotte.” perché un tuo collega ha aperto malattia
“dai basta”
“?”
“lo so che siete voi, dai chi sei? kevin? joao?”
“siamo il crew control”
“se va be’ e io sono angela merkel”
il tipo inizia a ridere
“ma che problemi avete a paderborn???”
“dai ragazzi basta devo dormire, ho fatto la palma anche ieri e ieri l’altro, manco la domenica delle palme ho visto così tante palme, mollatemi, non stanotte”
“giuro che siamo il vero crew control, posso mandarti una email per confermartelo se non mi credi”
“…”
e lui rideva come un matto.
“cazzo”
“non ti preoccupare maria, ho capito due cose: a padeborn siete pazzi, e hai bisogno di riposare. chiamo qualcun’altro”
e abbiamo chiuso il telefono lui ridendo, io imbarazzata come mai nella vita.

tra 10 giorni ho le evaluation in cui pure il crew control mi deve dare un giudizio su come stia andando il mio lavoro e immaginate quanto mi stia cagando sotto

Genti di Genova o dintorni, ci servirebbe un consiglio. Vorremmo andare un giorno all’Acquario, ma i parcheggi vicini al porto antico accettano solo pagamenti in organi. Siccome i suddetti organi ci servono gia’ per il biglietto dell’Acquario, stiamo cercando soluzioni alternative.

Andare col treno ci costerebbe sui 120 euro (per degli intercity da Pisa eh, mica Frecciarossa. Grazie Trenitalia), quindi anche no. Qualcuno sa dove potremmo lasciare la macchina senza svenarci? Ci sono parcheggi gratuiti e/o che costano poco nei dintorni del porto antico, o anche piu’ lontani ma ben collegati?

ilfascinodelvago:

n-i-g-u:

giovaneanziano:

coldtofire:

thesouthernbellewhoraiseshell:

lanceoutlaw71:

timidtempted:

greyhairedcanuck:

kinkelle:

ohcanadada:

lettingthewaterholdmedown:

pandoranora:

circumlocutoryrose:

mtman1:

codenamedutchess:

kangamommy:

beardedboggan:

nerdycurvyboundandflirty:

sliverofjade:

heckonwheels:

danipup:

theladyjanedoe:

goodgrlgonebad:

youknowthisgirlsatan:

Hah can’t wait to see yours 😂🥀

Nerdy smolder a la John

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Ultimate Zombie Quiz

kon-igi:

Questo quiz mi ha divertito moltissimo e consiglio anche a voi di prendervi una trentina di minuti per fare la versione completa (parecchio dettagliata in tutti i campi di competenze).

A proposito, io sono risultato 

@uds @madonnaliberaprofessionista @3nding e tutti gli altri.

Ci ho messo piu’ di un’ora per fare quello completo. Alcune domande di approfondimento sinceramente mi sono sembrate eccessive, altre un po’ superficiali. Mi ha chiesto tipo se potrebbe incepparsi piu’ facilmente un AR-15 o un AK-47, e poi ha liquidato la questione arco in quattro e quattr’otto, senza chiedermi se avessi un ricurvo, un longbow, un compound, punte da caccia o lisce, se sapessi costruire o riparare frecce, il libbraggio della balestra, eccetera. Mi ha fatto un pippone enorme sulla coltivazione del cibo, ma per la conservazione si e’ limitato a chiedere se sapevo preparare i barattoli. Vabe’….

Comunque, il mio risultato e’ questo.

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Ultimate Zombie Quiz

It’s simple: The worse we feel about ourselves as people, the less we are able to make good choices and perform to our highest potential. Making your employees feel terrible about themselves isn’t just an ineffective leadership tool: It’s also just plain lazy. It takes no special skill to scream at someone, and it’s easy to lash out when you are angry or disappointed. But to lead with dignity, composure, kindness, and self-awareness? That takes effort. That takes maturity. And it doesn’t come naturally to most of us.

Le bufale del manifesto sul fascismo

levysoft:

1) Il fascismo non ha inventato il sistema pensionistico. Il processo che portò alla nascita della previdenza sociale si avviò alla fine dell’Ottocento, con la nascita delle prime casse mutue, per svilupparsi con una serie di norme tra la fine del secolo e il primo Novecento, protagonisti soprattutto Francesco Crispi e Giovanni Giolitti. Nel 1921, alla vigilia dell’avvento del fascismo, in Italia esisteva già una normativa previdenziale (materia ormai definita dalla legge e non a livello contrattuale), che si era già estesa a tutte le professioni (non soltanto quindi al lavoro dipendente o manuale); era previsto l’automatismo delle prestazioni e vi era la partecipazione dello Stato al finanziamento. Il processo si inseriva in un vasto movimento internazionale che nel mondo occidentale vedeva molti paesi avanzare con norme simili in quello stesso periodo. Il fascismo, nei primi anni, addirittura smantellò una parte di queste conquiste, sposando una visione liberista che tendeva a demandare ai privati questo ambito di intervento, salvo poi riscoprire, mentre si andava definendo la concezione corporativista dello Stato, l’opportunità che il pieno controllo statale della previdenza offriva al regime. Dunque, il fascismo non inventò niente, ma inserì all’interno della propria concezione un processo in corso da diversi decenni.

2) Il fascismo non ha inventato le case popolari. L’Istituto Case Popolari nacque nel 1903, con l’obiettivo di costruire case economiche a Roma. Nel primo dopoguerra diverse altre città fondarono i loro istituti. Il processo proseguì negli anni del fascismo, che lo estese alle colonie balneari.

3) Il fascismo non ha fatto leggi sull’assistenza sociale. La famosa “legge Crispi” che regolamentava l’intervento statale nell’ambito dell’assistenza è del 1890. La legge è rimasta in vigore 110 anni, fino al suo superamento con la nuova legge firmata da Livia Turco nel 2000. Il fascismo, così come i governi liberali prima e quelli repubblicani dopo, si limitò ad apportare marginali correttivi, spesso in seguito a sentenze del Consiglio di Stato.

4) Il fascismo non ha reso grande l’Italia. Se si intende “grande” in termini territoriali, alla fine dell’esperienza fascista l’Italia ha perso non soltanto le colonie ma anche parte del territorio metropolitano (l’Istria). Se lo si intende in termini geopolitici, si pensi soltanto che l’Italia era prima dell’avvento di Mussolini uno dei paesi vincitori della Grande Guerra e come tale sedeva di diritto a tutti i principali tavoli europei e internazionali. L’eredità che Mussolini ha lasciato è stata quella di un paese in macerie, che ha dovuto accettare le condizioni di pace imposte dagli Alleati. Dov’è la grandezza in questo disastro?

5) Durante il fascismo non c’era lavoro per tutti, anzi la disoccupazione era alta. La disastrosa politica di apprezzamento della moneta (“quota 90”) fece trovare l’Italia in condizioni di estrema debolezza quando giunsero in Europa gli effetti della crisi del ’29: nel 1933 i disoccupati superavano il milione (su una base di abili al lavoro molto ristretta, essendo il lavoro femminile poco diffuso) e non si può considerare la guerra d’Etiopia una valida misura di politica economica per impiegare i giovani disoccupati.

Nonostante gli studi consolidati, queste bufale ― che comunque, oltre a essere false, non tengono conto del nodo cruciale, ossia che nessuna eventuale buona realizzazione del fascismo ne attenua la sua natura di regime totalitario ― continueranno a circolare e molti ad abboccarvi, ma non dobbiamo mai stancarci di smentirle, sperando che almeno una parte di coloro che ci credono si convincano, almeno, a fare qualche verifica.

Le bufale del manifesto sul fascismo