
The last 3 decades in a nutshell.
1. quando sei in sala d’attesa, in volo, in treno, in qualche posto affollato e senti strillare fortissimo un bimbo e resti immobile, gli occhi chiusi, il sorriso sulle labbra e dentro di te pensi “e sti cazzi, non è il mio”.
2. quando la sera ti vedi con gli amici e tutti i bimbi giocano insieme fino a raggiungere la massa critica, il meltdown collettivo e tutti insieme sbroccano, comportandosi come se fossero sotto effetto di droghe: chi parla da solo, chi si dondola sul posto, chi salta sul divano urlando, quello che cammina in tondo piangendo, il mocciolo che cola da entrambe le narici e via così in questo enorme e decadente rave party mentre tu continui a sorseggiare vino e pensi “altri 10 minuti ce la fanno ancora”. E ti versi da bere altro vino.
3. quando mangiano il gelato e inizia a colargli fin dentro le scarpe e tu non dici niente. La faccia degli altri che li guardano e lentamente inorridiscono. Ma ancora meglio quando per la stanchezza si pisciano sotto e iniziano a piangere sbattendo i piedi sopra quella pozza d’urina e tu pensi “tra 20 anni sarà lo stesso, ma con il tuo vomito”.
4. quando vai a mangiare un hamburger con patatine e il grande di 4 anni ti fa “passi il ketchup?” e tu lo fai e poi gli chiede se ci vuole pure un po’ di mostarda e lui “no, va bene solo il ketchup”.
5. quando dopo 50 “perché” in fila inizi a dirgli qualsiasi cosa ti passi per la mente, tanto non se lo ricorderanno mai e poi, dopo 4 mesi, scopri che in uno di questi momenti gli hai fatto credere che la sorellina l’ha portata Amazon e che no, non si può restituire perché dal prossimo anno potrà lavorare alla Apple ad assemblare iPhone e papà è disoccupato e gli servono i soldi per l’alcol.
6. quando ti costringe a corrergli dietro per tutta casa reggendo in mano un aereo Lego e tu pensi “ancora qualche anno e poi finalmente potrà correre a chiudersi in camera sua urlandomi “TI ODIO” e io avrò di nuovo del tempo per me”.

Loneliness is dangerous. It’s addicting. Once you see how peaceful it is, you don’t wanna deal with people.
Non cambia ‘leggermente’ l’impasto, sono solo farina (di grano saraceno) e acqua. Io le facevo, era il mio lavoro.
Ok, cambia parecchio, allora 😀
É possibile cenare con una crepe, ma con due è meglio.
Queste piu’ che crepes sembrano galettes. Cambia leggermente l’impasto, e vengono fatte con farina di grano saraceno. Buonissime. Ricordo una galetterie a Rennes che ne faceva tantissime, tutte ripiegate a triangolo.
Btw, se siete su al nord, provate i kouign-amann al miele !