Vedendo come stanno andando le cose, xenobiologia esoplanetaria.
Questa é una delle migliori definizioni di “ottimismo“ che abbia mai letto.
Vedendo come stanno andando le cose, xenobiologia esoplanetaria.
Questa é una delle migliori definizioni di “ottimismo“ che abbia mai letto.

Per i pochi pkers presenti in dash, questo era l’incontro sul ritorno di Xadhoom di lunedì 31.
Da destra abbiamo, Davide Catenacci, Tito Faraci (moderatore), Claudio Sciarrone, Max Monteduro, Alessandro Sisti e Valentina de Poli (direttora di Topolino).Cose importanti da dire:
– Sisti è venuto vestito come un professorone distintissimo, ma la verità è che è un cuore ♥
– Catenacci è sempre Catenacci (e deve aver fatto un patto con un evroniano perché io non glie li ho mica visti addosso questi 17 anni) e si è pure emozionato quando ha capito che c’erano pkers della prima ora
– non si sa bene dov’è finito Bertoni ma gli verrà recapitato che ci manca
– Sciarrone e Monteduro hanno mantenuto sangue freddo e organizzazione anche quando asserragliati dalla chiunque
– Faraci ha ucciso più o meno i sogni di tutti gli amanti di Mystery Magazine, perché in realtà non ci sono le motivazioni né i tempi per riesumarlo (Pikappa quando l’hanno chiuso era finito, ma è continuato. MM quando l’hanno chiuso non era finito, però è proprio finito) anche se ogni tanto ci pensa, Catenacci ad ogni modo gli ha detto che se anche solo ci prova a portargli un nuovo soggetto di MM tanto glie lo boccia (sigh)
– il ritorno di Xadhoom è in realtà colpa di Valentina de Poli (non è vero, Sisti ce lo aveva in mano da un po’, ma il via l’ha dato lei)
– tornano gli evroniani ma li vedremo da un punto di vista diverso dal solito, più nel quotidiano insomma e saranno un po’ diversi comunque perché sapete, in fondo l’ultima volta li hanno solo sterminati
– Xadhoom è viva. ma forse no. e comunque nessuno ha mai detto che fosse morta. ad ogni modo chi vi ha detto che torna sul serio? (sì, questo è Sisti)
– non ci sono ancora i tempi giusti per riportare PiKappa a una sua testata mensile, anche se piacerebbe molto a tutti tranne che a Topolino, dato che ci ha guadagnato parecchio ad ospitare Pikappa
– c’è già la storia per il 2017
– non andate a cercare collegamenti tra le vecchie serie e la nuova. i semi per quello che stanno facendo ora c’erano già certo, ma non fate la fandom che deve andare a cercare ogni minimo collegamento tra una storia e l’altra
– non so chi le ha viste le due linee editoriali diverse tra le due storie (confermate dal team ad ogni modo. a me sta frammentazione confonde) ma comunque stanno per convergere
– se fai una domanda a uno qualsiasi di loro che non sia Faraci finiranno per parlare di tutto e di più
– tutto il team ha dovuto guidarci fuori dalla chiesa (che avevamo cominciato a occupare già durante l’incontro precedente) in stile cani pastore, perché i pikers quando addentano l’osso poi è difficile farglielo mollaresi ricorda al gentile pubblico che Cronaca di un ritorno sarà pubblicato a partire dalla settimana prossima su Topolino 3181, 3183, 3184 e 3185 (il 3182 è il compleanno di Topolino e quindi si parlerà solo di Topolino, chiaramente).
è stato bello.
ho già detto che Sisti è un cuore?
“Non andate a cercare collegamenti tra le vecchie serie e la nuova. i
semi per quello che stanno facendo ora c’erano già certo, ma non fate la
fandom che deve andare a cercare ogni minimo collegamento tra una
storia e l’altra
“
Ahahahahah.
Certo.
Prima di arrivare a Lamarck e Darwin, alla teoria dell’evoluzione e a quella del “con il tempo tutto si trasforma, tranne il cenone della vigilia”, la maggior parte dei naturalisti, fino al Settecento, era convinta che tutti gli esseri naturali formassero un’unica catena ininterrotta e gerarchicamente ordinata. A partire, cioè, dalla materia bruta (i minerali, i composti inorganici, la cellulite) si arrivava agli angeli e alle sostanze immateriali passando per le piante, gli animali, l’uomo, Miles Davis.
Non c’entra un cazzo lo so, ma grazie per farmi finalmente scoprire (solo adesso, dopo anni) chi fosse quel Ramon Llull che dava il nome alla calle dove lavoravo, quando vivevo a Valencia. Son cose.
Le teorie che hanno preceduto la teoria dell’evoluzione: la scala.
Construction crew commuting to work
A occhio e croce quella macchina va a vodka e fa venti passeggeri con un litro.
Se mettevano il portabagagli sul tetto ce ne stava anche qualcun altro.
Un giorno ti alzi alle 2 del mattino per arrivare al lavoro alle 4. Altre volte entri alle 6. Non sai ancora se alle 11 ti diranno di andare a casa o se andrai avanti fino al pomeriggio. Il giorno dopo magari fai il turno di notte: entri a mezzanotte per uscire alle sei del mattino, ma forse anche a mezzogiorno.
“Fare dodici ore non è raro. Una volta è capitato per 26 giorni consecutivi, neppure una domenica di riposo. Volevo piangere”, ricorda Simona Carta. “Torni a casa, mangi qualcosa e crolli addormentata. Poi nella notte ti alzi e riparti. E avanti così due, tre, quattro settimane: non è una vita”. “Nulla è sicuro, turni, ore, paga”, aggiunge Serena Frontino. “Se rallenti, ti rimbrottano davanti a tutti. Ti dicono: se non ti sta bene, quella è la porta”.
Le mie interlocutrici sono giovani donne. Lavorano per un’azienda del polo logistico di Stradella, provincia di Pavia, un insieme di capannoni in posizione strategica proprio accanto all’uscita dell’autostrada Piacenza-Torino. Gestiscono il commercio online per una delle marche “globali” dell’abbigliamento, H&M, azienda svedese nota soprattutto nel nord Europa ma entrata di recente anche nel mercato italiano.
comunque non solo non sono riuscita ad avere il disegnetto di Zerocalcare e Cavezzano, ma nemmeno quello di Bigio e Kaoru Mori.
sigh.
l’anno prossimo ci devo tornare ma mi devo dare una regolata. o compro fumetti, o vado a conferenze, file per disegnetti e firme e guardo in giro i cosplayers.
o l’uno o l’altro.
o ci vado due giorni xD
Esattamente il motivo per cui io mi concentro sui fumetti, e sticazzi dei disegnini, firme, e cazzatine varie. Comunque quando sono passato davanti al Caluri che faceva disegnini sul volumetto di Slobo & Golem, sono stato tentato, non c’era nemmeno troppa fila. Gli volevo chiedere un disegnino del Pagani alla sagra della salsiccia ungherese, ma poi insomma, mi sembrava maleducazione, e ho desistito.
Dì pure al tuo ragazzo che gli faccio le mie più sentite congratulazioni per l’astuzia.
O se sei il suo ragazzo, congratulazioni per l’astuzia ma attento che poi lei mi viene a chiedere in ask se sia vero oppure no.
Beh, tecnicamente non é che sia sbagliatissimo. Se trombano e lei resta incinta, poi le cresce anche il seno, si.
Ieri un mio amico mi ha fatto leggere i post di molti utenti di Facebook che, riguardo la ricostruzione post terremoto, prendevano come esempio quello che fece Mussolini per il terremoto del Vulture del 1930: si esultava la forza e la tempestività del Regime che ricostruì interi pesi e migliaia di case in pochi mesi. È disarmante la facilità con cui costoro riescono a trovare soluzioni a problemi super complessi, e soprattutto sul come sono bravi a trovare colpevoli ed inefficienze. Sorvolo sull’ennesima gaffe sulla magnitudo del Terremoto della senatrice del M5S, però mi vien da pensare al rapporto attuale che abbiamo con qualsiasi tipo di autorità. Che sia la scuola (si pensi ai ricorsi al Tar per le pagelle) oppure alla recente discussione sui compiti a casa, che parte da un genitore che ha scritto direttamente alle maestre dicendo che i compiti per le vacanze del figlio gli impedivano di essere padre (è una notizia vera, nn me la sto inventando), o alle paure sulle vaccinazioni, per non dire di quelle che riguardano i generi alimentari, i vestiti e così via. Serpeggia una paura ambigua e contraddittoria di essere presi in giro, che qualcuno stia approfittando di noi, poveri ed ingenui. Sempre.
Nel mondo romano l’ auctor era sia un fondatore che un maestro, a seconda dei contesti. La parola auctor ha radice nel verbo augeo, che significa accrescere, far aumentare. Prerogativa dell’auctor quindi è quello di far aver successo in un impresa, un modello da seguire, dotato di credibilità e in grado di rendere credibile ciò che sostiene, di garantirlo, e dunque uno a cui si dà ascolto (M. Bettini
Alle soglie dell’autorità, in Lincoln B., L’autorità, Torino, Einaudi, 2000, pp. VII-XXXIV.). Allo stesso tempo, auctoritas
è il requisito che l’auctor deve possedere per essere tale, una posizione che in un certo senso gli viene tributata dall’esterno: “gli altri, l’opinione pubblica” devono riconoscergli la capacità di sostenere con successo, di garantire la riuscita di ciò che dice e/o intraprende (Ibidem).Sembra una banalità, ma il circuito virtuoso dei rapporti sociali si basa sulla fiducia strumentale che si pone, per esempio, in coloro che vengono chiamati o nominati ad avere autorità. Per percorso storico e direi soprattutto per convenienza poltica e culturale, il dileggio odierno di qualsiasi autorità porta a non credere più in nessun altro, se non in sè stesso. Max Weber, uno dei più grandi pensatori del ‘900, distinse il potere dalla potenza: il potere è la capacità legittimata di dare seguito all’idea, la potenza invece è la solo volontà senza legittimazione di dare seguito ad un’idea. Faccio un esempio: durante una lezione universitaria, un professore è legittimato dal suo ruolo a mandare fuori uno studente che disturba, mentre uno studente annoiato non può chiedere al professore la cui lezione annoia di andare via dall’aula. Quello che accade oggi paradossalmente, è che la potenza vorrebbe sorpassare il potere per il principio per cui nessuno più è in grado di fare bene le cose, dato che tutti rubano, tutti sono corrotti e tutte le cose devono essere fatte dal basso. Da ciò, la sola potenza può bastare: per questo è necessario cambiare i metodi di insegnamento italiani per quelli finlandesi e chiamiamo a ricostruire ingegneri giapponesi, le cui case resistono a terremoti molto più forti dei nostri. Ma si potrebbe rischiare a quel punto che nascano comitati anti-finnici o anti-nipponici che vengono da lontano ad insegnarci come si fa e a rubare il lavoro ai nostri giovani. E che intervenga il governo, che non fa mai niente per il popolo. Che rimane l’unico e solo autore di tutti i nostri guai.

Direttore: Matteo… hai scritto l’articolo sul terremoto?
Matteo: Sì, Direttore. Ho fatto pure la foto a un orsacchiotto sotto le macerie e ho messo il video della compilation di lampadari che oscillavano.
Direttore: hai scritto che la gente è arrabbiata e che voterà NO al referendum?
Matteo: Certo, Direttore… ho intervistato anche un gruppo di Scout che hanno detto di volere tornare nelle tende.
Direttore: No, Matteo, troppo banale… trova qualcosa di più angosciante ma non troppo.
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urizen86
replied to your post “La mia personalissima classifica di Lucca Comics 2016”
veramente quello al guinzaglio era un cane pastore cecoslovacco 😉
Ok, mea culpa, non so distinguere una péora da un gatto. Pero’ era veramente grosso. E il personaggio del lupo lo faceva benissimo.