Italiani che festeggiano Ranieri che da anni non allena in Italia e fino a tre mesi fa non avrebbero saputo pronunciare Leicester nè trovarlo su una cartina.
Italiani, un popolo sempre avanti col car sharing.

3nding
(via 3nding)

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tutto vero

(via ze-violet)

Eccallà. Sempre a raccogliere le briciole, il topino.

(via forgottenbones)

Un altro grande successo dell’italia che riparte. #lavoltabuona

LHC del CERN bloccato per giorni, colpa di una faina

Nei giorni scorsi un piccolo mammifero ha provocato un corto circuito nel Large Hardon Collider del CERN,
che si è dovuto fermare per due giorni. L’acceleratore di particelle si
è spento all’improvviso e ci sono volute un paio d’ore per capire che
ad avere causato il blocco è stata un’incauta faina intrufolatasi in un trasformatore da 66kV, che ha pagato con la vita la sua avventura.

Potevano essere le origini di un nuovo supereroe, e invece e’ stata la grigliata del 1 maggio.

LHC del CERN bloccato per giorni, colpa di una faina

Ho due paia di pantaloni perché non voglio ci si faccia troppe idee distinte di me.

yomersapiens:

Uno da indossare mentre l’altro è a lavare e viceversa.
L’altra sera in pizzeria si è manifestata nuovamente quella odiosa reazione chimica che rende gli italiani all’estero simili al mercurio. Ovvero che se sparsi, troveranno il modo di riunirsi e uniformarsi. C’era questo ragazzo che non avevo mai visto prima, pugliese, carico di accento e frasi dialettali da farmi morire dal ridere da inizio serata fino alla fine. Lo guardavo in faccia e ridevo. Gli bastava dire una qualunque roba che ridevo. Ho pensato, potremmo anche diventare amici, non mi dispiacerebbe un amico esotico. Ma credo di aver raggiunto il mio limite. Arrivati al momento dei saluti mi sono dileguato per paura del lapidario quanto consono scambio dei numeri di telefono così ci si può beccare e andiamo a bere una cosa. Non era colpa sua, lui era solo pugliese, faceva il suo lavoro. Sono io che non funziono più come una volta. Che mi viene l’ansia a pensare di fare nuovi amici, nuove conoscenze, affezionarmi, scoprire cose nuove.
Da qualche parte ho letto che solo l’anno scorso in America sono uscite 400 serie televisive. 400 cazzo di serie. È colpa loro. È colpa della globalizzazione dell’intrattenimento se non mi voglio più affezionare a nessuno. Perché stanno banchettando con i nostri sentimenti, ricordi, amori. 400 serie vuol dire che ci saranno 400 pianti per stagione e 400 disperazioni quando saranno concluse o non riconfermate. Altrettanti attori protagonisti e non con cui fare i conti. Se calcoliamo una media di 20 personaggi per serie, vuol dire dare spazio più o meno a 8000 volti. Senza contare poi che ci tengono per le palle, che si fanno i soldi con ciò che torna. Ricordi quella serie che ti aveva fatto appassionare venti anni fa? Bene, te le riproponiamo. Te la violentiamo davanti agli occhi resuscitando gli attori solo per farti capire che tutto torna. Niente muore se ci si può ricavare soldi. Lo facciamo con i film. Lo facciamo con le serie. Harrison Ford si muove grazie a scariche elettriche bene assestate ma questo non ci toglierà il piacere di obbligarlo a partecipare in seguiti della forza inguardabili. Non siamo più abituati alla parola fine, ad accettare che una storia possa essere conclusa ed è perché non siamo più capaci di stare soli. Siamo terrorizzati dall’idea che le cose finiscano, che gli attori muoiano, che i cantanti vadano incontro al naturale deterioramento dell’età. Perché siamo animali da branco, un branco che diventa enorme a forza del semplice esistere.
Quando ero partito per Vienna tre anni fa avevo preparato trenta scatoloni di vita raccolti in trent’anni e li avevo depositati in cantina. Senza tutti quei ricordi ero leggero come non mai. Oggi sono ricaduto nelle stesse dinamiche. Ho una collezione di vecchi videogiochi a cui neanche posso giocare solo perché provo piacere nell’idealizzare la mia infanzia. Abbiamo dimenticato cosa vuol dire essere soli tra tutte le chat che continuano a richiedere la nostra attenzione, tra i conoscenti dell’asilo che vogliono sapere cosa abbiamo fatto in decadi che pensavo e speravo fossi morto, tra il bisogno di affermare la propria esistenza con fotografie che testimoniano il fatto che ti stai per fare il bagno (perché ragazze? a me fa piacere sapere che siete pulite ma sinceramente cazzo me ne frega del colore dell’acqua in cui starete a mollo per un paio di ore?).
I tuoi ricordi appartengono oramai ad un universo collettivo. Non amare nulla perché non riuscirai più a liberartene. Sotto forma di zombie busserà alla tua porta, solo per ricordarti come era semplice una volta.
La minestra verrà infinite volte riscaldata. Tornerai a domandarti se Ross e Rachel finiranno assieme. Come posso farmi nuovi amici se ancora mi preoccupo per loro?
Ho due paia di pantaloni e quando tutti e due sono a lavare sto a casa perché non posso uscire in mutande.
Ho due paia di amici e quando sono impegnati sto a casa e lascio perdere. (Ultimamente sto a casa anche quando sono liberi, ma questo non diteglielo.)
Il senso è che per quanto ami la Puglia e ridere, ci sono troppe serie tv che mi hanno fatto perdere la voglia di voler bene a qualcuno. Ho raggiunto la capacità massima di gigabyte d’affetto. Avevo formattato tre anni fa ma non è servito a nulla. Sono umano, ciclico, ricasco negli stessi errori.
E l’ipocrisia consiste nello scrivere un elogio alla solitudine farcito di odio nei confronti del condividere pubblicandolo su una piattaforma dove moltitudini potranno leggerlo. Ma tant’è, l’ho appena detto. Sono umano, incoerente e non ho più tempo da investire.
Ho notato che la mia carta di identità scadrà nel 2025, questo vuol dire che se ci arrivo, con tutta certezza, dovrò subire l’uscita dei Goonies 2 e non so se voglio vivere in un futuro così. Dove le storie non si concludono, i libri non si chiudono e le persone non possono morire in pace perché è faticoso accettare la loro assenza.
Un programma sincero:
– Imparare a vedere gli umani come eventi unici, irripetibili.
– Accettare la loro scomparsa.
– Rinnegare l’esistenza di episodi VII.
– Comprare un terzo paio di pantaloni perché faccio un po’ schifo.
– Scrivere al pugliese che una pizza ogni tanto ci sta, basta che mi assicuri che prima o poi morirà.

Visto che @Kon-igi ha scritto che sei un soccorritore ti chiedo questa cosa. Oggi tra mamme si parlava di disgrazie e mi son preoccupata, cosa fare se mio figlio soffoca o peggio gli si dovesse fermare il cuore? ( ha 2 anni )

brondybux:

heresiae:

kon-igi:

tentochu:

ilconiglioparlante:

tentochu:

kon-igi:

kon-igi:

ilconiglioparlante-deactivated2:

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Continua a leggere

Prima però assicurati che non abbia un bolo alimentare incastrato in trachea.

Se non riesci a rimuoverlo con le dita, visto che la manovra di Heimlich classica è pericolosa per un bimbo così piccolo, cingi la sua pancia con il braccio sinistro e con il destro dai 5 pacche robuste in mezzo alle scapole, poi lo metti su un tavolo e comprimi 5 volte con una mano in mezzo alle mammelle. Ripeti finché non si disostruisce.
Se sei sola continua a farlo e fai chiamare i soccorsi da qualcun’altro.

Mi rendo conto di aver scritto dando per scontato parecchie cose.

Che tuo figlio di due anni possa avere un arresto cardiaco improvviso è una cosa tanto rara da sfiorare la fantascienza; piuttosto è MOLTO più facile che le funzionalità cardiache siano compromesse in seguito ad un problema respiratorio e qua, con l’ostruzione delle vie aeree, entriamo già nel più concreto.

Nei bambini è molto frequente l’aspirazione di boli alimentari ma è importante che una madre capisca una cosa: se il figlio TOSSISCE, NON HA DEL CIBO INCASTRATO NELLE VIE AEREE, quindi non percuotetelo, non scuotetelo e non fategli prendere paura più di quanto abbia. Se invece vedete che diventa rosso in faccia, NON EMETTE ALCUN SUONO e sbarra gli occhi, magari indicandosi la gola (se è grandino), allora è facile che si stia soffocando con un pezzo di cibo incastrato in gola.

Un’ultima cosa: il massaggio cardiaco si fa solo se il bambino è in evidente stato di incoscienza perché pur comprendendo quanto sia difficile in quei momenti concitati rilevare il battito cardiaco, se piange, si lamenta, mugola e si muove ALLORA IL CUORE STA BATTENDO.

Già che ci siamo e visto che c’è una quasineomamma:

  • QUALSIASI LIQUIDO NOCIVO abbia ingerito, non fate vomitare vostro figlio: se è una sostanza acida/caustica si ustionerebbe due volte; se è un detersivo, gli spasmi gastrici lo farebbero schiumare nelle vie aeree; se è un veleno, fatelo rimuovere con una sicurissima lavanda gastrica e un purgante in PS.
  • Se vostro figlio si ustiona NON RIMUOVETE I VESTITI (non vi spiego cosa succederebbe, fidatevi e basta) ma bagnatelo subito con il doccino della vasca e poi chiamate i soccorsi.
  • Se vostro figlio si conficca qualcosa in corpo NON PROVATE A TOGLIERLO perché i danni maggiori si hanno nella rimozione non in ambito ospedaliero: coprite tutto con una garza o un asciugamano e chiamate i soccorsi.
  • Se vostro figlio ha le CONVULSIONI durante un episodio febbrile, NON FATE NIENTE. Non ha l’epilessia (cioè, sì ma non come intendete voi), non si sta ingoiando la lingua e non sta morendo. Capisco sia particolarmente brutto ma pensate solo ad abbassargli la temperatura con una borsa del ghiaccio nell’interno coscia e quando sono passate, a dargli da bere bevande zuccherate (così l’organismo non va in carenza di zuccheri e non deve usare il glicogeno epatico che è ricco di corpi chetonici –> ‘acetone’).

Ho scordato qualcosa, @tentochu?

Minchia. Ma può anche rimanere vivo, spero.

Una volta un ragazzo è stato rianimato dopo 50 minuti che si trovava sul fondo del lago di Iseo, ed è vivo, dipende per cosa intendi per vivo… Il cuore batte ancora, ma il cervello assolutamente no. Il problema in questi casi è il danno anossico celebrale che si instaura dopo pochi minuti dall’assenza di battito. Sono casi rari quelli di cui si parla sopra ma è sempre bene sapere cosa fare… Un ultima considerazione: chi risponde al 112 ( ex 118 ) non è assolutamente un idiota, è gente addestrata e con i contro coglioni ( proprio come me e @cardioversione), sapranno sicuramente aiutarvi a gestire al meglio l’emergenza, vi diranno come effettuare delle semplicissime valutazioni per capire se l’infortunato è o no in arresto cardiaco o in qualsiasi altra situazione.

Intendevo dire che può anche succedere che non beva dell’acido, che non si Strozzi con la brioche, non si infilzi un chiodo in una rotula e non si cerchi genericamente di autodistruggere prima dei 6 anni! 😀
O almeno, spero

HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Prepara confezione cerotti formato guerra in vietnam. Non dovrai rianimarlo ma rattoppare senza ombra di dubbio.

il pediatra una volta ha lanciato uno sguardo inquisitore a mia madre perché si faceva prima a contarmi le parti del corpo senza lividi e croste. per fortuna si conoscevano fin da ragazzini e lei l’ha mandato a quel paese in direttissima.
e poi c’è quella volta che mi sono quasi tagliata il pollice con la tenaglia.
o sono cascata di testa nel canaletto della fogna a cielo aperto (credo fosse lo stesso periodo in cui sono cascata di testa giù dal letto a castello).
o ho ingoiato il sapone del water.
a 10 mesi cmq sono scappata dal cortile della baita e sono andata a piazzarmi allegramente sotto una mucca pascolante.

ah, mia sorella si è lanciata nella piscina grande a 2 anni mentre papà era distratto, io per fortuna ero a due metri. lei comunque era una specialista delle altezze, i miei improvvisamente non erano troppo felici della loro libreria a tutta parete.

tutto ciò prima dei sei anni e bada che noi eravamo bambine tranquille. mia cugina il primo osso se l’è rotto a otto mesi. la scapola. cercando di evadere dal lettino. (se devo dirti gli ossi rotti di mio cugino grande invece non la finiamo più. diciamo che si è rotto pressoché tutto tranne la testa).

A 4 anni in montagna sono caduto nella fonte ghiacciata mentre cercavo di bere e le sbarre di ferro mi bloccavano sott’acqua.

mi sono infilato un coltello nel polpaccio perchè la sera prima Rambo lo aveva fatto in tele.

non ho ginocchia, ho i segni del bombardamento degli alleati sui bunker tedeschi.

Posso continuare per ore, ma essendo colui su cui @tentochu stasera riverserà l’odio, le paure, le paturnie di giovine madre, mi blocco 😀

Io ero abbastanza tranquillo, da piccino. Dunque, vediamo.

A due anni e mezzo ho cercato di uscire dal lettino con le sbarre, scavalcandolo, e precipitando di sotto. Spalla lussata, e primo giro al pronto soccorso.

Poi e’ iniziata la fase del lasciare dita ovunque: nel cancello, nella porta, nello sportello della macchina, tra le feritoie dello scarico del lavandino, ecc.

Crescendo ho cominciato a socializzare. Una volta eravamo in bici in due (io seduto sulla canna con le gambe di traverso, mentre un altro amico pedalava), abbiamo preso una buca, e la botta mi ha fatto infilare il piede tra i raggi della ruota anteriore: caviglia rotta io, braccio rotto lui, sangue ovunque.

Un‘altra volta sono caduto in un fosso pieno di ortiche. Ero in maglietta e pantaloncini. Vi lascio immaginare come ne sono uscito.

Una volta ho quasi dato fuoco al bosco, a mia sorella, e al mio vicino, giocando “al lanciafiamme“ con la lacca per capelli di nonna e un accendino, ad agosto.

Poi c’é stata quella volta in cui, dopo aver visto “Indiana Jones”, si giocava al “ponte sospeso“ in bosco (un tronco d’albero che era caduto di traverso su un ruscello), e sono caduto di sotto infilzandomi sugli spuntoni di rami rotti.

Un’altra volta sono salito in macchina giocando all’autista, e ho per sbaglio messo la folle e lasciato andare il freno a mano. La macchina era leggermente in salita, ed e’ cominciata a scendere all’indietro, attraversando la strada (per fortuna non passava nessuno) e andando a sbattere contro la casa del vicino.

Dopo c’é stata la fase pseudo-belligerante fai-da-te, durante la quale mi sono ferito
all’incirca con: arco e frecce autocostruite; punteruoli da trappole scavate per terra e coperte di foglie (dopo aver visto “Rambo”); coltelli
artigianali fatti con le rocce (dopo la gita al museo archeologico);
nunchaku fatte con manici di forbici da siepe e catena del pozzo (dopo aver visto “Dragon, la storia di Bruce Lee“”); fionde
fatte con pezzi di ramo e copertoni di bicicletta; spuntoni di vetro da
molotov improvvisate con la birra al posto della benzina (”la birra e’ alcolica,
brucera’ ? proviamo“); bombe a implosione tirando sassi ai vetri di
vecchi televisori; mine claymore artigianali sotterrando petardi magnum
sotto ai sassi, accendendoli, e scappando via; bombe di profondita’ con
petardi dentro a barattoli legati a un sasso, e tirati nello stagno.

Poi e’ subentrata la fase scientifica, e li siamo passati al cercare di scaldare piu’ velocemente l’acqua della vasca infilandoci il phon acceso, costruire i primi circuiti elettrici a scuola con pila e lampadina per poi a casa infilare i fili nella presa della 220v per vedere che succedeva, o rovesciare bicchieri di acqua fredda sulle vaschette di citronella completamente liquefatta per spegnerle (fiammate alte un metro e mezzo).

Alla fine e’ arrivata l’adolescenza, ed é iniziato il periodo delle risse, denti rotti, braccia/gambe/costole incrinate da voli in motorino, gare di velocitá finite male, e altre cosine divertenti, ma per adesso puo’ bastare..

Internet: dal mondo orizzontale a quello verticale.

spaam:

Prima dei social, Internet era come fare l’interrail. Partivi per una meta, partivi a casaccio, a volte ti ritrovavi in viaggio per colpa di qualcun altro, per caso, per curiosità. Incontravi gente di ogni tipo, con qualcuno ti ci ritrovavi a fare tratti di strada insieme, poi si perdevano, si ritrovavano, ognuno con le sue storie, più o meno interessanti, più o meno lunghe. Condividevi, partecipavi, ti facevi i cazzi tuoi, leggevi, scrivevi, scopicchiavi pure ogni tanto. 

C’era poco da vantarsi nel fare l’interrail o stare su Internet. Una volta surfavi su Internet. Lo facevi per te. Al massimo dichiaravi a mezza voce “Ho un blog! se ti va, passi e ti leggi qualche cosa”.

Con i social, invece, si è trasformato in un enorme villaggio turistico dove gli hashtag hanno preso il posto dei balli di gruppo. Leggi sempre le stesse cose, scrivi sempre le stesse cose, incontri sempre gli stessi 4 stronzi, ci scopi pure sempre con gli stessi 4 stronzi. Ci metti su famiglia con gli stessi 4 stronzi e gli altri li odi. Dal World Wild Web ad un più rassicurante Social Family Web, dove vigono  le stesse dinamiche sociali di una cena tra parenti. 

Dal navigare in rete, in maniera orizzontale, allo scroll verticale perenne. Scroll, scroll, scroll, scroll, scroll, come i criceti nella ruota. Scroll, scroll, scroll, scroll….

sabrinaonmymind:

heresiae:

madeupmonkeyshit:

ommanyte:

mindcrankismycommander:

thinned-skin:

lyonnnss:

no
fucking
way

Isthis fucking reallife

Man this sports Anime has a really good budget

“HE ASCENDED THROUGH THE AIR LIKE A DEFENSIVE ANGELLL!!!!!1!1!1!1”

i died when they put him back on the floor and started cheering 

ma sì, infischiamocene dei danni cerebrali del tipo e continuiamo a giocare

@et3rnauta  😀

Lol 😀