Delrio: opere incompiute, rottura patto fiducia con cittadini – Economia

autolesionistra:

Premio della critica a:

Il record negativo – spiega il Codacons – spetta alla Sicilia, regione che vede sul proprio territorio ben 215 opere rimaste incompiute (il valore assoluto massimo anche se la crescita dipende dal fatto che nell’anno precedente la regione non aveva comunicato il numero di incompiute).

Il paese in cui pure la lista delle opere incompiute era incompiuta
(riciclabile anche come tagline di italia.it)

Delrio: opere incompiute, rottura patto fiducia con cittadini – Economia

La matematica applicata alla Formula1

Nasce così la CFD (Computational Fluid Dynamics), uno
dei maggiori campi di utilizzo della matematica applicata. Grazie a
essa è possibile verificare la bontà delle intuizioni degli aerodinamici
prima di testarle in pista. La capacità di calcolo richiesta è però
notevole, tanto più alta quanto più si vuole che la simulazione sia
precisa. Per molti anni solo i super computer a disposizione delle
grandi aziende aeronautiche raggiungevano la potenza di calcolo
necessaria ma, alla fine degli anni ’90, grazie al miglioramento delle
tecnologie, divenne possibile anche per le scuderie di F1 dotarsi di
computer in grado di analizzare una intera vettura di F1 alla CFD, con
una precisione, però, ancora scarsa.

Negli anni successivi, con l’aumento della potenza dei computer e lo
sviluppo dei software, la CFD divenne uno strumento così efficace da
costringere le scuderie a dotarsi di un proprio centro di calcolo
e di un team di matematici che lavorassero alle simulazioni. Non deve
sorprendere perciò che la F1 negli anni 2000, tramite collaborazioni con
le università e le aziende di sviluppo, software abbia contribuito allo
sviluppo della CFD. Il risultato è stato un enorme raffinamento
dell’aerodinamica delle vetture fino a produrre gioielli come la Ferrari, la McLaren o la BMW del 2008.

Dal 2009 è stata imposta dalla FIA (la Fédération Internationale de l’Automobile) non solo una semplificazione delle vetture, ma anche un limite
ai test, alle ore di prova in galleria del vento e alla quantità di
calcoli utilizzata nelle simulazioni, il tutto nel tentativo di limitare
le spese. Negli ultimi anni perciò le scuderie non hanno più potuto
beneficiare del vertiginoso aumento della potenza di calcolo dei
computer, né delle nuove tecniche di simulazione. Anche se oggi è
diventato possibile simulare direttamente quale sia la superficie
migliore per raggiungere un certo scopo, le nuove tecniche non possono
essere usate in F1 a causa dell’elevato costo
computazionale
. Eppure le scuderie continuano a investire molti soldi
nella CFD per ottenere più dati possibili entro gli asfissianti limiti
in cui sono costrette. Rispetto agli anni 2000, però, il ritorno è di
dubbia utilità al di fuori del regno dei regolamenti della FIA, la nuova
Ferrari e tutte le altre vetture a breve presentate saranno quindi il
frutto di enormi investimenti in un lavoro di CFD ormai abbastanza antiquato e superato.

La matematica applicata alla Formula1

Possiamo negare il passato, ma e’ impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perche’ il passato e’ un’ombra che mormora, e ci segue passo dopo passo, segue la verita’ di cio’ che siamo, fino alla morte.
 
Dalla tavolozza viola e rosa del giorno nacque una notte blu e nera.
Ci tuffammo insieme alla brezza marina in gallerie di luce. Il mantello del tramonto scivolo’ dalle spalle della citta’.
[…]
Mi lanciai nella notte, nelle strade affollate, sfrecciando con la moto nella ragnatela di luci della citta’. Non provavo nulla: niente paura, niente panico, neanche un brivido d’eccitazione. Nel gergo dei motociclisti spingere sul rosso significa dare tutto gas a ogni cambio di marcia, in modo che l’ago del contagiri schizzi sempre oltre il limite rosso che indica il massimo dei giri.

Ognuno a modo suo, era quello che facevamo tutti, io, Karla, Didier, e Abdullah: spingevamo sul rosso le nostre vite. E lo stesso faceva Lisa. E Maurizio. Spingevamo l’ago in quell’esigua zona rossa.
 
Un mercenario olandese a Kinshasa mi aveva detto che l’unico momento in cui smetteva di odiarsi era quando il rischio era talmente grande da costringerlo ad agire senza pensare e senza provare nessuna emozione.
Avrei preferito che non me lo dicesse, perche’ sapevo esattamente cosa significava.
 
Guidai a tutta velocita’ nella notte, e l’indifferenza che provavo somigliava molto a una sensazione di pace.

Gregory David Roberts, Shantaram

alkalineblues:

aliceindustland:

alkalineblues:

Vi ho mai raccontato di come abbia già progettato più volte una casetta su un’isola deserta?

Si ma mica come arredarla, dove mettere le stanze, la piscina o cose così.

Io penso a come avere l’acqua dolce e l’energia elettrica. Come riciclare i rifiuti e dove costruire l’osservatorio astronomico.

In realtà la mia isoletta ideale è un bel po’ più grossa.

Ok, ma mo la domanda è: come la occupiamo?

Come la occupiamo? Eh bella domanda.

All’atto pratico suggerisco un mercantile di piccolissima stazza, si porta il necessario per costruire e si usa come appoggio nelle prime fasi.

Se invece si preferisce la versione wild and free un bel cabinato a vela penso sia la soluzione ideale.

Dovremmo inventarci qualcosa a livello giuridico perché la sola occupazione dubito funzioni, perché per quanto piccoli gli stati come il Vanuatu un po’ si incazzano comunque.

Mi sa che ci serve una Jolly Roger.

Per la parte pratica, suggerirei: acqua potabile da desalinizzazione acqua marina + fogli di condensa dell’umidita’ atmosferica (suppongo sia un clima tropicale, abbastanza umido). Visto che probabilmente la desalinizzazione per evaporazione e condensa non sara’ abbastanza efficiente da fornire un fabbisogno idrico sufficiente per le esigenze dirette, e per le coltivazioni, probabilmente servira’ un impiantino di desalinizazione a osmosi inversa. Alimentato da energia elettrica generata con pannelli fotovoltaici e piccoli generatori eolici a magneti permanenti.

I rifiuti, se l’isola diventa autosufficiente, dovrebbero essere prevalentemente organici, quindi possono essere smaltiti con un sistema di compostaggio che li trasformi in ottimo concime per le piante. Tra l’altro necessario, vista la natura prevalentemente sabbiosa del terreno.

Questo rimarrebbe probabilmente uno dei punti piu’ difficili da superare, insieme alla carenza di alberi e vegetazione, da cui ricavare legname (per costruzione, e per riscaldamento).

rispostesenzadomanda:

nyft:

peterfromtexas:

Isle of Man superbike race POV

The Isle of Man TT race might just be the craziest thing on earth. Each and every year, motorcyclists gather on the small island in the Irish Sea and race bikes of varying classes on a 37-mile mountain course. 245 riders have died competing since 1911, and it’s pretty easy to see why. In this tremendously scary video, 2014 Superbike division winner Michael Dunlop and runner-up Guy Martin race along the course and hit speeds above 200 miles per hour.

The view from the front of the bike literally looks like the Millennium Falcon traveling through hyperspace.

via

C’è tantissimo diomadonna in questo video

“The view from the front of the bike literally looks like the Millennium Falcon traveling through hyperspace” è la migliore definizione di moto sentita finora.

Ma chi ha concepito un circuito con pezzi di strada ALL’OMBRA DEGLI ALBERI, dove non si vede un cazzo, quanto deve odiare i motociclisti ? Gli avranno trombato la moglie ?