Polarized lenses are not recommended for use in the aviation
environment.
While useful for blocking reflected light from horizontal
surfaces such as water or snow,
polarization can reduce or eliminate the
visibility of instruments that incorporate anti-glare filters.
Polarized lenses may also interfere with visibility through an aircraft
windscreen by enhancing striations in laminated materials (known as photoelasticity)
and mask the
sparkle of light that reflects off shiny surfaces such as another
aircraft’s wing or windscreen, which can reduce the time a pilot has to
react in a “see-and-avoid” traffic situation.
parte 2 – avrei voluto scrivere di più ma il futuro è quel che è non c’è scampo più per me (cit)
Potrebbe essere il sangiovese a parlare, comunque: mentre al cesso mi lavavo le mani pensando all’unico vero punto di forza di LeU (ovvero: la faccia di renzi se pigliano una percentuale decente) mi è apparso nello specchio David Niven (ogni tanto lo fa) e mi ha detto:
– Non puoi. – Votare LeU? – No, vestirti così. Sembri uno che si merita un daspo.
E poi è sparito.
Ma la cosa mi ha aperto l’occhio di Agamotto, ho visto infiniti multiversi in cui tutti hanno ragione e nessuno ha torto, e insomma, non so quanto abbia senso l’ennesima disamina fuori tempo massimo di partiti, partitelli e movimenti a sinistra e dintorni. E inizio quasi a pensarla come il Venturi. Quasi. L’ora è giunta, ognuno porti la sua croce (pun intended) e faccia quello che crede.
In genere non mi piace preannunciare le intenzioni di voto (ma manco postannunciarle); certo di pentirmene in futuro, fo uno strappo alla regola prima che passi l’effetto del sangiovese: ho seguito i saggi consigli di Michael Stipe quando cantava in una nota canzone positivista (che pure si presterebbe a colonna sonora del 4 marzo) “take comfort in your friends” e con altri disperati che condividono certe certezze e alcune alcunezze (cit) (tipo non riuscire a votare LeU ma anche non riuscire a non votare nessuno) siamo arrivati ad un suicide pact su potere al popolo. Lo votiamo compatti con la serena consapevolezza che comunque vada non servirà ad un cazzo ma almeno se si stampano contro il quorum abbiamo qualcuno con cui andare a berci sopra. Il club è aperto a tutti.
È un approccio che può avere effetti indesiderati anche gravi, tenere fuori dalla portata dei bambini e leggere attentamente le premesse illustrative sul fatto che il voto sta alle conquiste sociali come il limoncello alle necessità alimentari dell’essere umano. Bevi responsabilmente.
Mood della serata, appena tornato a casa dopo il primo giorno di seggio.
I love them so much because they’re about as sharp as a baseball and their anatomy is ridiculous to the point of them literally being classified as plankton for years because they just sort of get blown around by the ocean and look confused, but because they lay more eggs than ANY OTHER VERTEBRATE IN EXISTENCE, evolution can’t stop them
Why is no big predator coming and gnawing on them?
Their biggest defense is that they’re massive and have super tough skin, but they do get hunted by sharks or sea lions sometimes and they just sort of float there like ‘oh bother’ as it happens
Even funnier, because they eat nothing but jellyfish they’re really low in nutritional value anyway, so they basically survive by being not worth eating because they’re like a big floating rice cracker wrapped in leather.
So basically the only reason natural selection hasn’t taken care if them is because they are the most useless fish
yes, they’ve perfected uselessness to the point of being unstoppable
Il 4 marzo si può andare al seggio e utilizzare la scheda elettorale senza esprimere un voto né far finire la preferenza tra le “bianche”. Ma per rivendicare davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo il diritto ad un voto libero, uguale e che conti davvero. Un principio sancito dall’articolo 48 della Costituzione ma di cui il Rosatellum, la nuova legge elettorale, non tiene conto a causa dei listini bloccati e della mancanza del voto disgiunto.
La procedura è semplice e gratuita: una volta al seggio, ci si registra e si chiede al presidente di seggio di verbalizzare questa dichiarazione: Non
partecipo al voto in quanto il sistema elettorale non mi garantisce un
voto libero, uguale e che conti davvero, come garantito dall’articolo 48
della Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e
dal Patto internazionale sui diritti civili e politici. Se dopo
questa verbalizzazione non si ritira la scheda elettorale, si risulta
tra gli astenuti. Se invece si ritira la scheda ma la si riconsegna
senza entrare in cabina elettorale, risulterà come scheda nulla. Il
diritto di lasciare dichiarazioni a verbali è riconosciuto, se il
presidente di seggio non lo conosce, si richiama il punto 17.7 del
Manuale di seggio 2018 (pagine 75 e 76).
Ieri sera in palestra, uno di quelli che si allenano con me mi ha parlato di questa cosa. La settimana prima gli avevo spiegato che la nuova legge elettorale non prevedeva l’indicazione della preferenza per il listino del proporzionale (ma anzi, facendo la croce solo su uno dei nomi del listino, si rischia perfino l’annullamento). Lui c’e’ rimasto male, perche’ voleva votare uno ben preciso tra i nomi del listino.
Stasera mi ha detto che ha letto questo articolo, e stava seriamente pensando di andare al seggio per mettere a verbale il rifiuto della scheda, in modo da mandare una mail a questo tizio poi. Tutto perche’ non gli fanno votare esplicitamente il tizio che vuole lui.
Io sono uscito dalla palestra che non sapevo piu’ quali santi tira’ giu’ a moccoli. Gia che sara’ un delirio con la storia del tagliando anti-frode e del nuovo metodo di scrutinio. Poi se cominciate anche con queste puttanate, me le levate dalle mani, le labbrate.
Ma come si fa a scrivere una roba del genere?
A parte che voglio vedere come fara’ sto tizio a reperire i verbali dei seggi (non e’ che la questura li da’ al primo bischero che passa, eh). Ma poi, seriamente, vuole cercare UNO PER UNO, i verbali di tutti i seggi che gli verranno segnalati per email ?
Non so se vi rendete conto. Solo nel mio paesino di campagna in culo ai lupi i seggi sono 11. Nel 2016 in tutta Italia le sezioni elettorali erano 61.556. Sono 61.556 verbali di 7.982 comuni diversi, da richiedere a 104 questure diverse, ottenere, e spulciare (70-80 pagine ciascuno) per estrarne i dati di quei due rompicoglioni che sono andati a fare gli eroi di stocazzo a quel seggio. Due coglioni a seggio fanno 123.112 coglioni, che su un totale di 26.426.098 elettori rappresentano lo 0,4%.
Sicuramente la Corte europea dei diritti dell’uomo non vedra’ l’ora di ricontrollare 61.556 verbali scritti in italiano burocratico che faccio fatica pure io a capire, per sapere l’opinione che lo 0,4% degli elettori di 1 fra i 28 paesi membri, ha della legge elettorale del proprio paese.
Porco il dio degli analfabeti funzionali, e di chi diffonde queste puttanate. Non bastavano quelli che vogliono votare con la penna portata da casa, ora pure questa.
Sono le 5 e mezza di venerdì pomeriggio, in ufficio dopo la nevicata di ieri sta piovendo dal tetto in 12 punti diversi (stanno ancora cercando di capire come/dove/quando). Il controsoffitto e’ stato scoperchiato nel tentativo di trovare le perdite, per cui il pavimento e’ un campo minato di pannelli di cartongesso appoggiati qua e la. La mia scrivania e’ circondata da 3 secchi raccogli-gocce. La stampante e le macchine per i test automatici nella saletta di collaudo sono state coperte da teli di nylon per non bagnarsi.
Il pc si e’ spento ieri mentre ero bloccato a casa per la neve, dopo averci messo 4 ore mercoledì sera per trovare in debug remoto il punto esatto dove volevo fermarmi. Ovviamente VisualStudio ha perso tutti i breakpoints. Il .COM sta contribuendo alla dose quotidiana di moccoli rifiutandosi di registrarsi ad alcuni eventi, ma solo da un progetto: in un secondo progetto COL CODICE IDENTICO, funzionano. Ovviamente a me serve quello che non va. Il C# continua a gestire la memoria a cazzo, gestendo il garbage collector un po’ come gli pare. Avoglia di chiama’ GC.Collect() a rondemà, la libera comunque solo quando gli gira il boccino. Lato C++ in cambio compila tutto. Anche quello che non dovrebbe. Anche quando non si accorge che un VARIANT e’ una struct, e non una classe come il _variant_t. Per farsi perdonare, poi, lancia eccezioni a caso, cosi’ puoi divertirti a perdere altre 5-6 ore per una stronzata. SignCode invece si rifiuta di firmare gli eseguibili perché il certificato e’ scaduto, e non possiamo rinnovarlo fin quando non torna il capo. Che continua a scrivermi su skype per chiedermi come va. O SEONDO TE COME ANDRÀ ?
Poi nel fine settimana toccherà al seggio, dove mi aspettano circa 1500 schede con tagliando antifrode da 14 cifre, da controllare due volte ciascuna. Spero almeno che abbiano previsto un qualche bollino adesivo DA STACCARE E ATTACCARE SUL REGISTRO, e non da ricopiare a manina.
E niente, vabbé.
Questo post era partito come un rant a caso per sfogarmi. In realtà non so nemmeno io dove volevo andare a parare. Dovrei essere incazzato come una iena, ma non lo sono neanche tanto. Stranamente mi sento abbastanza tranquillo. Forse sto davvero imparando a lasciarmi scivolare addosso i problemi che non sono realmente importanti. A mettere
le cose nella giusta prospettiva, insomma.
Penso che stasera porterò i palloncini in palestra, all’allenamento, cosi’ facciamo a gara a chi ne scoppia di più 🙂 E domattina se ho qualche ora libera, inizio a montare punte e cocche alle nuove aste in abete rosso 🙂
L’Osservatore Romano scoperchia la realtà nascosta di tante suore che lavorano come sguattere nelle case di preti, vescovi e cardinali. Tante disparità, troppe disuguaglianze anche nel mondo della Chiesa. In una inchiesta in cui sono stati prudentemente omessi i nomi delle protagoniste, il giornale della Santa Sede ha dato conto di situazioni di disagio in cui tante religiose – spesso laureate e con anni di teologia alle spalle – sono costrette sopportare tanto in Vaticano come altrove. Lavoro domestico poco riconosciuto. «Alcune di loro, impiegate al servizio di uomini di Chiesa, si alzano all’alba per preparare la colazione e vanno a dormire una volta che la cena è stata servita, la casa riordinata, la biancheria lavata e stirata. In questo tipo di “servizio” le suore non hanno un orario preciso e regolamentato, come i laici, e la loro retribuzione è aleatoria, spesso molto modesta».
Ma a rattristare, racconta l’Osservatore, è osservare che le suore-colf a volte nemmeno sono invitate a sedere alla tavola che servono. Una suora dietro anonimato si chiede: «Un ecclesiastico pensa di farsi servire un pasto dalla sua suora e poi di lasciarla mangiare sola in cucina una volta che è stato servito? È normale per un consacrato essere servito in questo modo da un’altra consacrata? E sapendo che le persone consacrate destinate ai lavori domestici sono quasi sempre donne, religiose? La nostra consacrazione non è uguale alla loro?».
ma guarda un po’
Una volta mi raccontarono di un ecclesiastico (non ricordo se vescovo o cardinale) accolse una delegazione di musulmani. Vennero delle suore a servire un the o un rinfresco. I musulmani chiesero se queste suore fossero le donne dell’ecclesiastico.
In effetti si sbagliavano: erano le sguattere, non le mogli.
Sarei curioso di andare sulla pagina di Antonio Socci per vedere che dice al riguardo…
scusate ma non mi sembra una gran novità… anzi, mi stupisco che se ne stupiscano!
LE naziglam barbie bigotta della pennsylvania coi loro fucili rinnovano promesse di matrimonio e di fedeltà al cannone. Sono veri, reali, no fake news.
Per aggiungere contesto… Sono membri della setta koreana del reverendo Moon, quello che ha sposato Milingo. Anzi, della scheggia ancora più fuori di testa guidata dal figlio.
Beh, anche senza scomodare sette particolari, mio nonno mi raccontava di suo babbo che litigó col prete del paese perché benediva i fucili di chi stava per partire per la guerra. Non so esattamente se fosse durante la prima o la seconda guerra mondiale, ma succedeva anche qua da noi. Da quel giorno si rifiutò sempre di andare in chiesa. Diceva che non voleva avere niente a che fare con una chiesa che benediva dei fucili che avrebbero ammazzato i figlioli di qualcun altro.