Ciao Kon, una domanda tecnica: sto preparando la gommalacca da dare alle frecce, su consiglio di un vecchietto che conosco, in modo da impermeabilizzare le aste in legno, per quando si tira in bosco. Per sciogliere le scaglie che tipo di alcool ci vuole ? Online leggo opinioni discordanti: chi dice alcool a 99 gradi, chi dice 99.9, chi dice che va bene anche quello da cucina a 95. Nel caso l’ultimo non sia sufficiente, essendo sprovvisto di benzirizia, dove vendono gli altri due? In farmacia?

kon-igi:

Ignorando i gradi alcolici necessari a dissolvere efficacemente la gommalacca, ti posso dire che l’Etanolo assoluto (99,9 – 100%) è un prodotto che ha poco commercio (l’anidrazione è piuttosto laboriosa e costosa) e io l’ho visto girare solo nelle farmacie ospedaliere diretto ai laboratori.

Quello a 95 gradi, se denaturato (non credo che il denatonium benzoato interferisca con la dissoluzione della gommalacca) è economicissimo perché è l’alcol rosa da supermercato, se invece vuoi quello alimentare (Buongusto) lo paghi decisamente di più ma pure quello lo trovi al supermercato.

gnoccoh ha detto:                                            
                                               
        Io l’ho sciolta con l’etilico a 99% che
ho trovato in un negozio di belle arti, oppure quello a 95% col borace
ma non ricordo le proporzioni.

Intanto grazie mille a entrambi. Quello al 95% con borace e’ la prima volta che lo sento dire. Comunque provero’ a cercare nei negozi di belle arti (a quelli non ci avevo proprio pensato) o in qualche colorificio.

Sci-fi, questo sconosciuto

heresiae:

Va bene, spieghiamo un attimo cos’è la fantascienza, perché qui mi sa che c’è un po’ di confusione.

Se pensate che sia questa:

image

ci siete lontani anni luce.

Star Wars non è sci-fi, Star Wars è un fantasy.
Se non ci credete potete andarlo a chiedere a Lucas e vederlo sospirare frustrato mentre gli spiegate che per voi navi spaziali = fantascienza.

NO.

(ocio che da qui in poi è lunga)

Keep reading

spaam:

gigiopix:

Cerco di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate per inviare il 730 precompilato. Mi chiede (tra le altre credenziali) lo SPID.
Ok, facciamo lo SPID allora.

Vado sul sito delle Poste, e mi chiede di inserire a scelta: un numero telefonico verificato da Poste Italiane, una Carta di identità elettronica, o una tessera sanitaria tramite lettore di smart card. La seconda non ce l’ho, e per la terza non ho il lettore, ma per fortuna ho il primo: sono un ex cliente Bancoposta, e hanno i miei dati, verificati precedentemente in ufficio postale.

Inserisco il mio numero, e mi arriva un sms col codice per l’autenticazione in due passaggi. Poi mi chiede di inserire numero e data di scadenza del documento che le Poste hanno associato alla mia identita’. La patente. Guardo la tessera della patente, e vedo che scadeva nel settemnbre 2013: al rinnovo non mi hanno aggiornato la data sulla tesserina (all’epoca dicevano che era previsto solo in caso di smarrimento). Quando sara’ la data di scadenza? Provo settembre 2023, ma nada. Provo settembre 2013, e di nuovo niente da fare.

Allora provo ad accedere al portale dell’automobilista, per vedere se da li riesco a risalire alla data di scadenza esatta. Il portale dell’automobilista non mi prende la password. Faccio la procedura di reset della password (mi chiede il codice fiscale e la data di nascita), e mi arriva una mail con la nuova password temporanea. Che di nuovo non viene accettata.

Nel frattempo il sito delle Poste mi avverte minaccioso che sono al secondo tentativo fallito sui 5 ammessi, dopo i quali dovro’ andare di persona in ufficio postale per autenticarmi.

Si accettano suggerimenti su nuovi santi da tira’ giù a moccoli, perché credo di averli finiti.

Questo perché grazie ad Internet le cose saranno più semplici.

Bentornati, miei piccoli lettori, a un nuovo episodio di “fun with pubblica amministrazione”.

Nella puntata di oggi affronteremo il simpatico argomento delle fasce di reddito del servizio sanitario nazionale.

Come saprete, l’SSN prevede di specificare delle fasce di reddito in base alle quali stabilire i prezzo dei ticket. Tuttavia tale fascia di reddito va specificata ripetutamente OGNI ANNO tramite autocertificazione. In mancanza di riconferma, non si assume automaticamente che il reddito sia lo stesso dell’anno precedente, come sarebbe logico, ma si fa ricadere automaticamente nella fascia di reddito massimo, con conseguente innalzamento del costo dei ticket.

Poco male, direte voi: che ci vorrà mai a fare una autocertificazione? Non chiedono nemmeno un documento, sarà una cosa veloce, no?

No. Ci vorrà una fila di ore e ore all’ufficio della “centralinista” dell’ASL locale (cosi’ chiamata perché sa vita morte e miracoli di qualsiasi essere vivente nel giro di 40 km, con conseguente perdita di tempo a chiacchera con ogni singolo utente, per aggiornarsi sulle ultime novità).

Per fortuna nell’era del progresso tecnologico, ci vengono incontro le tecnologie smart che più smart non si può. La regione Toscana ha una bellissima app chiamata SmartSST, con un sacco di bellissime funzioni quali: fasce di reddito, ricette elettroniche, libretto vaccinazioni, referti radiologici, esami di laboratorio, schede dei farmaci, situazione pagamenti, ecc.
Bellissimo, mi dico, tutta questa roba da cellulare senza fare file. Proviamola subito!

Per accedere all’app bisogna intanto installare una seconda app, chiamata ToscanaID. Che pero’ richiede l’attivazione dal sito della Regione Toscana. Il sito della Regione Toscana permette l’accesso tramite SPID, o tramite CNS (carta nazionale dei servizi). Uh bello, lo SPID ce l’ho adesso! Proviamo quello! 

Entro con lo SPID sul sito della Regione Toscana, vado alla sezione “dispositivi mobili”, ma il sito mi dice che non posso attivare l’app: il livello di sicurezza dell’accesso non e’ sufficientemente elevato per questa operazione.
A quanto pare alcuni servizi a “bassa sicurezza” sono accessibili tramite SPID, ma la maggior parte richiedono l’accesso tramite CNS. 

Allora proviamo ad accedere tramite CNS. Ho la tessera sanitaria nuova, col chip, che dovrebbe essere anche una CNS, ma richiede un lettore di smart card. Ovviamente la maggior parte di tali lettori non sono compatibili con Linux, quindi per risparmiare tempo, provo direttamente dal PC dell’ufficio, complice il fatto che nell’ufficio amministrazione hanno un lettore di smart card da prestarmi.

Infilo la scheda nel lettore, si accende il led, apro il sito, ma no: la tessera sanitaria va attivata, prima di usarla come CNS. Per attivarla posso scegliere tra andare nello stesso ufficio di prima dell’ASL (in pratica dovrei fare la fila per l’attivazione, in modo da non fare la fila per la fascia di reddito), oppure tramite un totem Punto Si.

Cerco la lista dei totem, e ne trovo uno in una farmacia vicina. Vado alla farmacia, infilo la tessera, e cerco di attivarla, ma il totem mi chiede un PIN.

Chiedo alla commessa della farmacia, e mi risponde che si, serve un PIN, che possono rilasciare anche loro, ma il server che li rilascia chiude dopo le 19:30, quindi devo tornare il giorno dopo. 

Va beeeene.

Il giorno dopo ritorno, mi faccio dare il PIN, infilo la tessera nel totem, accedo col PIN, attivo la tessera, faccio la procedura di attivazione dell’app, ricevo un codice QR “da usare entro 5 ore dall’emissione, perche’ scade il 25/12/2017”, (non fate domande, vi prego), inquadro il codice QR col cellulare dall’app ToscanaID, accedo, ritorno sull’app SmartSST, e finalmente mi fa entrare.

Che bello, vediamo cosa fa il pulsante “Attestato di esenzione o fascia economica”. Ottengo un laconico “nessun dato disponibile per determinare la posizione ai fini del pagamento ticket”. Allora proviamo “Autocertificazione esenzione o fascia di reddito”. Ottengo “nessuna autocertificazione disponibile”. Le provo tutte, e il risultato e’ sempre lo stesso: nessuna vaccinazione disponibile, nessuna ricetta elettronica, nessun pagamento (ne pendente ne pagato), nessun referto di esame, nulla di nulla. L’intera app e’ un contenitore vuoto, ma molto smart.

Allora torno al totem, reinfilo la tessera, e provo a fare la procedura di specifica della fascia di reddito direttamente dal totem. Procedura andata a buon fine, finalmente! Vedi che le tecnologie smart funzionano? 

Allora già che ci siamo, lo faccio anche con la tessera di @tsuki-nh: “utente non presente in archivio”. Ma come? La mia si e la sua no? Vuoi vedere che nonostante viva in Toscana da 3 anni, abbia la residenza qua, il medico di base qua, e tutto il resto qua, per il Totem dell’SSN risulta ancora in Veneto? La farmacista dice che a volte succede.

E niente. Domattina si va a fare la fila all’ASL dalla centralinista.

Io che non ero stato capace di scendere da questa nave per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo.
Non siamo pazzi quando troviamo un sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati.
Non c’entra la pazzia.
E’ genio, quello. E’ geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati.
E ad uno ad uno li ho lasciati dietro di me. Geometria, un lavoro perfetto.
Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai una notte intera.
Quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita ma tutte le donne del mondo.
Il padre che non sarò mai l’ho incantato guardando un bambino morire per giorni seduto accanto a lui senza perdere niente di quello spettacolo tremendo e bellissimo volevo essere l’ultima cosa che guardava al mondo.
Quando se ne andò guardandomi negli occhi non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto.
La terra che era la mia terra da qualche parte nel mondo l’ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord e tu lo ascoltavi e vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva e la neve d’inverno, i lupi nella notte.
Quando quell’uomo finì di cantare finì la mia terra ovunque essa sia.
Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti tutti, miei amici amati. quando te ne sei andato sono venuti via con te.
Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo.
Ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere degli uomini che la guerra ha fatto a pezzi.
Ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite.
Ho detto addio alla musica, la mia musica, il giorno in cui sono riuscita a suonarla tutta in una sola nota di un istante.
Ho detto addio alla gioia incatenandola quando ti ho visto entrare qui.
Non è pazzia.
Geometria.
E’ lavoro di cesello.
Ho disarmato l’infelicità.
Ho sfilato via la mia vita dai desideri.

Gradino dopo gradino. (Alessandro Baricco, Novecento.)

Scoperta enorme caverna sotto la Luna: sara’ la prima casa dei coloni spaziali?

La tecnologia c’è, gli investimenti non mancano, la volontà da parte delle principali agenzie spaziali pure: sembra tutto pronto per un nuovo sbarco dell’uomo sulla Luna, ma manca ancora un piccolo – fondamentale – tassello: dove si ripareranno gli astronauti dalle rigide temperature, dalle radiazioni e dalle meteoriti che costantemente colpiscono il suolo del nostro satellite naturale?

Il problema è concreto, in quanto l’uomo ha intenzione di tornare sulla Luna “per starci” o, meglio, per rimanervi più a lungo al fine di creare le condizioni per un futuro (nemmeno troppo lontano) insediamento extra-terrestre. La scoperta fatta da un team di ricercatori della Purdue University potrebbe aver risolto, almeno in parte, questo problema: analizzando i dati radar inviati dalla sonda giapponese Selene, è stata individuata infatti una enorme caverna scavata dalla lava sotto il suolo lunare, grande a sufficienza per contenere una intera città. Si tratterebbe dunque di una soluzione perfetta per proteggere gli astronauti durante le lunghe missioni e per ospitare i primi coloni.

La caverna è situata nelle Marius Hills all’interno dell’Oceanus Procellarum nella “faccia” lunare rivolta verso la Terra, e altro non è che un gigantesco canale naturale all’interno del quale scorreva la lava incandescente che, una volta defluita, ha lasciato un vuoto. Il “tetto” – formato da lava raffreddata – è resistente e non può collassare grazie alla bassa gravità esercitata su di esso.

E’ importante sapere dove siano e come siano fatti i canali di lava lunari se mai dovessimo costruire una base lunare”, ha spiegato Junichi Haruyama dell’agenzia spaziale giapponese JAXA. “Ma sapere queste cose è importante anche per la scienza di base. Potremmo ottenere nuovi campioni di roccia, nonché dati sui flussi di calore e sui terremoti lunari”.

Il fatto che un cratere in superficie nascondesse in realtà un’ampia caverna è stato scoperto registrando riflessi radar equivalenti ad una eco, dovuti al rimbalzo del segnale all’interno di uno spazio vuoto al di sotto della crosta lunare. Va tenuto conto che il sistema radar giapponese non è stato progettato per individuare tali canali sotterranei, dovendo piuttosto raccogliere dati sull’evoluzione geologica della Luna e la sua origine. Per questo motivo il satellite non si è potuto avvicinare a sufficienza per ottenere dati ancora più precisi. Le informazioni sono state poi incrociate con quelle della missione NASA GRAIL sui campi gravitazionali, analizzando nello specifico le aree in cui risultava esserci meno massa sotto la superficie.

Il nostro gruppo alla Purdue University ha utilizzato i dati sulla gravità di quell’area per dedurre che l’apertura faceva parte di un sistema più ampio”, ha affermato Jay Melosh, professore della Purdue University e membro del team di ricerca della missione GRAIL. “Utilizzando questa tecnica complementare del radar, sono stati in grado di capire quanto profonde ed alte fossero le cavità”.

La dimostrazione che si trattasse davvero di una caverna di grandi proporzioni è stata fornita direttamente dalla scienza: per essere individuata attraverso dati gravitazionali, la cavità deve essere necessariamente di grandi dimensioni, almeno 1km di altezza e diversi chilometri di larghezza.

Che esistessero cunicoli e caverne al di sotto della crosta lunare già lo si sapeva, ma non era ancora stato dimostrato. È servita la combinazione tra dati radar e gravitazionali per dimostrare la teoria, fornendo informazioni preziose non solo agli astronomi, ma anche alle agenzie spaziali interessate a calcare il suolo lunare nei prossimi anni.

Scoperta enorme caverna sotto la Luna: sara’ la prima casa dei coloni spaziali?

paulpette:

Oggi a lavoro c’era un evento e io dovevo essere a disposizione degli organizzatori per aiutarli e assisterli e seguire i loro ospiti. 
Mi sono sbattuta per tutto il giorno e uno degli organizzatori in particolare ha fatto del suo meglio per rendermi la vita un inferno e io ho annuito da mattina a sera e ho detto molti sì certo e sì subito e posso fare qualcosa per lei. 
A fine giornata stavo pulendo la merda creata durante l’evento e l’organizzatore che mi ha dato il tormento durante la giornata viene da me e mi dice che non sapeva come sdebitarsi con me e io ho detto quello che dico a tutti quelli che mi dicono che non sanno come sdebitarsi, ovvero che volendo possono darmi dei soldi. Lui si è messo a ridere, come ridono tutti quelli a cui chiedo solitamente dei soldi. Poi è tornato per salutarmi definitivamente e mi ha stretto la mano e mi ha detto ah fammi un ultimo favore e mi ha allungato una mano e io pensavo che mi stesse dando qualcosa da buttare visto che stavo armeggiando con la spazzatura e invece no. Mi ha dato cinquanta euro signori. Mi ha dato veramente dei soldi. Io ho ovviamente fatto la scenetta ma no ma cosa fa ho fatto semplicemente il mio lavoro non posso accettarli, mentre nella mia testa mi vedevo già a sorseggiare un punch davanti al camino di una baita in montagna. Anche se il punch mi fa schifo.
Questo tipo ha insistito per lasciarmi questi soldi e io mi sono vista costretta ad accettarli. Lui mi diceva accettali ci vai a mangiare una pizza. Come potevo non accettarli. Ha colpito i miei due talloni d’Achille contemporaneamente. I soldi e la pizza.
Mi sono sentita talmente felice da vergognarmi. Forse nemmeno una prostituta di Manila si sarebbe entusiasmata così tanto per cinquanta euro.
Che poi forse non è che io sia felice per i soldi. Forse sono felice perché qualcuno ha pensato che li meritassi. 

Rino, veramente pensi che sia una ruota che gira?

heresiae:

proust2000:

iceageiscoming:

sabrinaonmymind:

mercurocromo:

lamagabaol:

Questa estate stavamo a cena con una coppia di vecchi amici, lui è stato mio ex compagno di classe alle medie, poi siamo andati allo stesso liceo e poi siamo anche stati coinquilini per due anni nel periodo universitario, quindi mi conosce abbastanza bene, la moglie è entrata nella nostra vita dopo, quando già eravamo più che ventenni, ma è una delle persone che preferisco al mondo, bella, simpatica, sveglia e mi fa anche ridere.
Stavamo lì e raccontavo del mio ex lavoro e lei ha trovato delle affinità col suo, non proprio col lavoro in sè, lei è farmacista, io lavoro nel marketing, capirete che non c’è di più lontano, più che altro io le ho parlato dei miei ex capi e lei ha aggiunto la sua esperienza.
Le aziende nascono per lo più in forma familiare, quelle private. Partono da una persona con un’idea imprenditoriale e poi si espandono, in diversi modi e man mano che diventa più grande l’azienda le competenze richieste diventano sempre di più e più specifiche, la visione deve essere proiettata sempre più lontana nel tempo e nello spazio affinchè non ci si perda ad affannarsi appresso agli altri.
La maggior parte delle volte conviene che la famiglia lasci la gestione ad un team manageriale, ma la maggior parte delle volte questo non accade e allora si sfaldano, restano indietro, i capi invecchiano e figli se ne vanno e i dipendenti si ritrovano a fare cose che non sanno fare, ad avere responsabilità per cui non vengono pagati e non si capisce bene chi fa cosa come e perchè.
Mentre le famiglie che stanno a capo dell’impero cadente vivono nella bambagia più totale perchè pieni di soldi non si rendono bene conto.

Ho generalizzato, ma 70 su 100 siamo così.

L’azienda per cui lavoravo prima, era stata tirata su da un uomo del nord a metà dello scorso secolo e questo ebbe solo una figlia, figlia sempre cresciuta nel soldi e quindi capricciosa già da piccola.
Un suo compagno di classe se la sposa e eredita l’azienda, lei non entrerà mai nella gestione di questa, lui ancora oggi sta lì, senza istruzione adeguata a fare l’imprenditore, nè voglia di mettersi in gioco seriamente, a fare il capo che cerca l’errore e punta il dito.
I figli sono due e son scappati via lontano.
Lei è una di quelle persone ricche democristiane, imprenditori cattolici, fanno giri per il mondo a cercare la povertà per dire alle cene di averla conosciuta la povertà, mentre servono tartine al salmone e proiettano le foto di Nairobi.
Lei è una di quelle persone che non fa distinzione tra dipendenti, servitù o schiavitù, quindi non poche volte ci siamo ritrovati a fare commissioni per la famiglia in orario di lavoro.
Lei una volta mandò la lista della spesa ad una mia collega e nell’elenco della roba da prendere scrisse testualmente: due pesche, ma belle sode, non mature perchè l’ultima volta le ho dovute regalare ai poveri
Lei è una di quelle persone che ti piazza davanti il regalo di natale alla figlia e ti dice che tanto tu non te lo puoi permettere.
Ok.

La moglie del mio amico fa la farmacista, io non conosco il mondo delle farmacie, ma a quanto ho capito anche lì una famiglia paga la licenza e mette su l’attività, questo magari più nel passato, adesso non so, però sta mia amica lavora in una farmacia di proprietà di una famiglia libica che già in libia se la passavano bene, ma poi son dovuti scappare quando salì al trono Gheddafi perchè il padre de sta tizia che mo dirige la farmacia era quello che leggeva il corano al precedente re e poi insomma son dovuti fuggire, hanno racimolato in fretta e furia quello che potevano dei loro possedimenti e son venuti via.
Diciamo che prendendo le cose al volo qui si so comprati tre farmacie e varie case. A Roma.
Capiamo quindi il background.
La capa delle mia amica ha lo stesso vizietto della mia ex capa, fa fare la spesa a loro in orario di lavoro, fa comprare i regali per la famiglia alle sue dipendenti e fa loro comprare anche i regali per le sue donne di servizio.
Invece alle dipendenti compra ogni anno un panettone che fa loro scegliere dal volantino della Conad.
Cioè manco a sceglierlo decente.

Sono delle situazione che quando ti ci ritrovi davanti non sai nemmeno come reagire perchè le prima cosa che ti chiedi è: ma che davero??? ma dice/fa sul serio?
Resti di ghiaccio e ti rendi conto che il mondo che loro vivono, i ricchi, è diverso.
Sono scollati, potrei raccontarne di centinaia di storie del genere, che da un po’ di anni devo per forza di cose fare delle incursioni nel loro universo, per esempio quando sono stata a montecarlo.

Montecarlo.
La mia nuova capa ama il mare e la camera d’albergo l’ha voluta col terrazzo che dava sul mare e quindi ne ha presa una testa per noi altri tutte con vista mare, ovviamente.
La mia era una quarantina di metri quadri, quella di un mio collega era a due piani.
Il bagno aveva tre stanze e la luce sotto la mensola del lavandino.
Due divani di cui uno fuori sul terrazzo.
Abbiamo presenziato ad eventi in cui servivano champagne dalle 10 di mattina e sstavamo in questo posto in cui la cosa più faticosa che gli abitanti facevano era fare yoga col barboncino alle 8 di mattina.
La cosa meno costosa da mangiare è la tartare di manzo.
Ho mangiato spuma di corteccia di albero della martinica e pagato una cena duemila euro.
Sono stata in un locale in cui appena finivi la francicorta venivano dei cameriere super chic, più chic di me quando mi vesto chic, che te ne versavano ancora da una bottliglia di 60€ e poi ancora e ancora.
Ho mangiato in delle conchiglie di cui mi hanno spiegato la storia.
Ho viaggiato in ascensori con i divani dentro su cui potersi sdraiare in due.
In tutto ciò io sembravo un’aliena.
Quando volevo portarmi la valigia e non farmela portare.
Quando chiedevo se le gocce di aceto balsamico con crema di fragole con cose colorate sopra intorno al patè erano da mangiare.
Quando facevo le foto al ristorante giappo con quel design particolare.
Chiedevo se potevo non andare al locale di Briatore, ovvio che no.
Quando per gadget di un cocktail party mi hanno regalato una cassa della JBL ho sorriso troppo, quando cazzo me la posso permettere?
La mia capa l’ultima sera, dopo quattro bottiglie da 80€ di bianco, mi ha detto: Sei così ingenua
Non sono ingenua, appartengo ad un’altra classe sociale, deficiente.
Un nostro partner, su cui credo di aver fatto colpo, mi ha detto: tu sembri così colorata, sei magnifica
No, again, appartengo ad un’altra classe sociale e non faccio finta di trovarmi a mio agio

Ho 36 anni e sinceramente credo di avere tante e tante davvero esperienze mediamente, ma per davvero io non avevo mai frequentato il mondo di sopra, 
Per la prima volta a trentasei anni ho capito che non è vero che loro sono scollati dalla realtà, loro vivono nella loro realtà da cui noi siamo scollati.
Quello che si dice che la realtà non è mai una sola, ne esistono infinite. Il fatto è che ne esistono due ben distinte e ciò non dovrebbe essere possibile.
Esiste la realtà di chi esagera e spreca e non si fa scrupoli e non ha limiti nell’opulenza, la realtà di chi si sveglia e deve solo decidere come spendere i soldi.
E poi esiste quella di tutti gli altri, che i soldi devono farli per mantenere il piano di sopra in questo modo.
Noi siamo di più, qualcosa dovremmo pur contare e invece niente.
Però noi siamo di più e io i ricchi li odio.
Mi viene il vomito.

applausi

Per dire, ieri a Ginevra ho visto un negozio di cashmere, mi avvicino alla vetrina: il maglione niente di che costava 13500€. Tredicimilacinquecento.

Ok. Andate pure a cagare va.

Io ho lavorato recentemente per chi produce beni di lusso – una vetreria di Murano: lampadari da 300mila € in su, vasi da 5mila, da 25 mila, coppe da 15mila, soprammobili da 10mila, piatti da 5mila, tartarughe larghe un metro da 80 mila, statue equestri da mezzo milione… per non parlare dei servizi speciali per i clienti: motoscafi di lusso, spumanti di marca…

Non avete però idea dell’indotto che c’è dietro: è vero che qualcuno si prende la fetta maggiore, ma a parte le spese, c’è anche Jonathan il bravo addetto al magazzino che di mestiere sposta con attenzione le opere esposte per pulirle, o il povero scribacchino che ha redatto i testi del sito e del libro-catalogo…

Non credo fosse quello il punto, la questione è che Jonathan, il bravo addetto al magazzino, probabilmente ha una laurea, quelche altro corso, parla almeno due lingue e sta lì a spostà lampadari per 1100 sacchi al mese se va bene, e deve solo sperare di non inciampare mai in vita sua.

Mentre chi il lampadario da 300k € se lo compra perche quello che ha preso due anni fa l’ha un già stufato, ha il suo picco di contatto con la realtà quando piange ascoltando la Brambilla con in braccio un Beagle dalla D’Urso la domenica pomeriggio.

Col culo su un divano che costa come la casa di Jonathan.

E magari cara grazia che ha finito le superiori